915 research outputs found

    I libri rossi di Taranto nell'età dell'ultimo principe

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    Il saggio descrive le edizioni dei libri rossi di Taranto e il loro contenut

    Taranto. Città dei tre mari

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    The beauty of the morphological structure of this territory, suspended between two seas, can regenerate Taranto. The two “breasts” of the mar Piccolo determine an unexpected lagoon landscape which is counterpointed by the orderly and silent irrigated plot of the agricultural landscape. Natural waterways and artificial canalizations retrace, as in the case of the "big leaf", located to the west of the built city, the orographic microtopography, otherwise invisible. Starting from its foundation and up to the construction of the nineteenth-century city, the relationship with the two seas was the distinctive feature of the city until the establishment of military areas and the advent of large-scale industry that built barriers along the coasts. The same can be said about the growth by addition of homogeneous urban parts of social housing from the 1950s to the 1980s which followed logics established by models born elsewhere. Starting from these considerations, the theme "From social housing to social Habitat" was developed to establish dialogic relationships between the context and the three social housing districts Taburi, Salinella and Paolo VI. The aim of the project proposal is the re-foundation of the three districts starting from the creation of their necessary relationship with the sea. The method was to reinterpret the specific genetic codes, marked by the evolution of public building regulations, in relation to three new infrastructural interventions aimed at configuring the new public spaces of Taranto on the sea: a monumental waterfront above the railway for Tamburi; the hydraulic recovery of the "big leaf" for Salinella; a new equipped axis between Paolo VI and the Tosi shipyards on the sea. Paraphrasing the celebrated written by Anna Maria Ortese, The sea will bathe Taranto

    Analisi archeozoologiche nella galleria settentrionale del castello aragonese di Taranto

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    Il campione faunistico del Castello Aragonese di Taranto proviene dalla cosiddetta galleria nord, indagata durante le campagne di scavo protrattesi tra il 2004 e il 2006. I materiali ceramici associati ai resti ossei si inquadrano cronologicamente tra il XVI e il XVII secolo. Il record osteologico presenta un ottimo stato di conservazione, tale da consentire la determinazione di una buona parte del materiale dal punto di vista sistematico e anatomico e fornire un quadro sufficientemente chiaro di quale fosse l’approvvigionamento alimentare del castello

    Un'incoronazione della Vergine(1716)di Paolo De Matteis per Pompeo Sarnelli vescovo di Bisceglie

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    L'attività di Paolo De Matteis si svolge prevalentemente a Napoli, eppure lascia in Puglia importanti testimonianze: per esempio la volta del cappellone di San Cataldo a Taranto e pale d'altare in numerose chiese. A Bisceglie nel museo diocesano si conserva una Incoronazione della Vergine e Santi, commissionata dal Vescovo Pompeo Sarnelli. Lo studio di quest'opera ha delineato i rapporti comparativi con la scultura, in particolar modo con quella di Gaetano Patalano, autore di una Incoronazione della Vergine e Santi per Cadice.The work of Paolo De Matteis is mainly in Naples, yet he leaves in Puglia important testimonies: for example the vault of the chaplain of San Cataldo in Taranto and altarpiece in numerous churches. In Bisceglie there is a Coronation of the Virgin and Saints in the diocesan museum, commissioned by Bishop Pompey Sarnelli. The study of this work outlined comparative relationships with sculpture, in particular with that of Gaetano Patalano, author of a Coronation of the Virgin and Saints for Cadiz

    La Regia Marina Italiana e la gestione dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto (1889-1918)

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    La costruzione dell’Arsenale ha innescato un percorso di graduale trasformazione urbanistica, dando avvio ad un processo di industrializzazione legato alla cantieristica navale. Questo contributo intende ricostruire il ruolo e le funzioni di tale infrastruttura dal momento in cui ha avviato la propria attività, per giungere fino alla fine della Prima guerra mondiale. Particolare attenzione sarà rivolta al processo di formazione dei costi relativi alle lavorazioni che in esso si svolgevano e alle conseguenze organizzative del processo di riforma della gestione degli arsenali avvenuto nei primi anni del Novecento. Infine, il contributo si soffermerà sugli effetti generati dall’Arsenale militare marittimo di Taranto sull’occupazione e sull’economia della città.The construction of the Arsenal has triggered a path of gradual urban transformation, starting a process of industrialization linked to shipbuilding. This contribution aims to reconstruct the role and functions of this infrastructure from the moment it started its activity, up to the end of the First World War. Particular attention will be paid to the process of formation of costs and to the organizational consequences of a reform process of the management of the arsenals that took place in the early twentieth century. Finally, the contribution will focus on the effects generated by the Maritime Military Arsenal of Taranto on employment and the economy of the city

    L’eredità culturale del Principato di Taranto. I milites litterati Andrea Matteo e Belisario Acquaviva nell’opera di Antonio Galateo

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    Andrea Matteo e Belisario Acquaviva, figli del conte Giulio Antonio e di Caterina Orsini del Balzo, e perciò nipoti dell’ultimo principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo, furono uomini d’armi e abili politici, ma furono anche esperti di humanae litterae, capaci di incarnare l’exemplum umanistico dell’uomo in grado di riunire in sé l’arte del buon governo e l’attività intellettuale. Nell’epistolario di Antonio Galateo, i due Acquaviva sono presenti sia come destinatari che come personaggi ed è, perciò, possibile ricostruirne il profilo culturale e gli interessi specifici attraverso gli occhi di un importante membro dell’Accademia Pontaniana e dell’Umanesimo meridionale

    Caratteristiche qualitative della carne di agnelli di razza Gentile di Puglia nati da pecore sincronizzate. II. Colore

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    La ricerca è stata condotta su 5 muscoli isolati da 133 mezzene di agnelli di entrambi i sessi, nati da pecore che hanno concepito all'estro ‘indotto’ (E1) o a quello ‘fisiologico’ (E2) e macellati secondo 3 diverse modalità a 120 d di età. I risultati piú importanti possono essere così sintetizzati: (a) i soggetti dell'E1, rispetto a quelli dell'E2, forniscono una carcassa la cui carne risulta piú ‘chiara’; (b) i maschi tendono a presentare una carne meno ‘scura’; (c) gli agnelli sottoposti a elettroshock e successivamente iugulati e quelli solamente iugulati danno un prodotto annonario piú ‘chiaro’ rispetto a quello degli agnelli storditi con pistola a proiettile captivo e poi iugulati; (d) il muscolo evidenzia una forte individualità nel determinismo delle caratteristiche colorimetriche
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