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Il principio di bilateralità in espansione: la cooperazione tra istituzioni pubbliche e comunità di fede (verso un\u27efficiente garanzia di tutela degli interessi religiosi)
The expanding principle of bilaterality: the cooperation between public institutions and faith communities (toward an efficient guarantee of protection of religious interests)
ABSTRACT: More or less recent events (and conjunctures) recorded in the field of the regulation of State/Church relations would seem to endorse discouraging and discouraging readings: being able to speak, depending on the case, of a bilaterality now "suspended," now "apparent," and sometimes even "betrayed." On the other hand, at the same time, contextual objective elements (and clues) induce one not to give in to discouragement, especially if the focus expands to the frequent examples of "other" bilaterality, different from the constitutionally regulated one (the concerted/administrative one; the dialogic-informal one), registering certain commendable "incremental" dynamics, especially in the crucial sign of the distancing from the worst of the vices that can weaken bilaterality, namely the standardization of its contents. The contribution offers a composite examination of the lights and shadows found in the matter, in light of the warning issued in the past by two distinguished scholars: it is difficult but necessary for the concrete making of legal experience to chase the heights of "supra-legal" (or "rational") law.
SOMMARIO: 1. Introduzione: la ricerca di “giustizia”; il ruolo servente del diritto (G. Radbruch, F. Scaduto) - 2. La bilateralità in “poliforme” espansione: quattro versanti - 3.1. Dinamismi della bilateralità: le luci (il verso anti-standardizzante a pro della Repubblica e delle comunità di fede; l’allargamento degli orizzonti del diritto ecclesiastico) … - 3.2. … (segue) e le ombre auspicabilmente diradabili: la bilateralità “sospesa”; la bilateralità apparente; la bilateralità formalmente “tradita” - 4. Un inquadramento di segno evolutivo: dalla stagione “eroica” della bilateralità al tempo della “normalità”; dalla generica ricerca di ‘giustizia’ alla specifica ricerca di garanzie (e certezze) - 5. (Ap)punti di discussione
Delibazione speciale delle sentenze ecclesiastiche, ordine pubblico sostanziale e libertà religiosa tra ‘antiche’ suggestioni e ‘nuove’ problematiche : spunti di riflessione (a partire da Carlo F. Gabba)
The mechanism of the exequatur of ecclesiastical sentences of matrimonial nullity provided for by the Agreement of Villa Madama has been subject for several years to an increasingly severe limitation of its operation, which blurs the sense, value and scope of its specialty. This is mainly due to an escalation in the pervasiveness of the control of substantive public order, simply unimaginable in 1984. The reference to Carlo F. Gabba’s scientific thought, especially where it deals with themes of ecclesiastical and international-privatistic importance, seems to provide surprising links and useful points for reflections which help, albeit ‘at a distance’, to focus on the deep reasons for this drastic and progressive crisis of functionality, and indirectly, finally, to figure out a plausible junction that leads to the overcoming of the impass
Dinamiche di integrazione dell’ordinamento civile, diritto canonico e libertà del credente (ripartendo da F.Scaduto e P.S. Mancini)
Il rinnovato interesse dei giuristi manifestato contestualmente per il pensiero di Francesco Scaduto, restauratore e costruttore del diritto ecclesiastico nell'Italia postunitaria, e Pasquale S. Mancini, fondatore della scuola italiana di diritto internazionale privato nonchè protagonista dell’attività legislativa ecclesiasticistica ottocentesca, sembra costituire qualcosa di più di una mera coincidenza. L’indizio più intrigante è la tempistica di questa “riscoperta”, che per entrambi prende l’abbrivo nello scorcio del secolo scorso, in una stagione dell’esperienza giuridica dove già si afferma l’ambizione di metabolizzare due grandi e ambivalenti tematiche: la progressiva integrazione tra ordinamenti giuridici che perdono la pretesa dell’esclusività cercando di mantenere la propria identità; il presidio dei diritti fondamentali, contemporaneamente elemento di raccordo ma anche di possibile interferenza nella dimensione interordinamentale.
Non sorprende, dunque, di scorgere in quella stessa recente riscoperta un’affine, duplice urgenza: la ricerca di approcci non condizionati da concezioni intrinsecamente stataliste/esclusiviste e proclivi all’idea di un sistema tendenzialmente ‘aperto’ al contributo di valori ‘estranei’/’altri’, come quelli confessionali; il tentativo di tradurre in un linguaggio postmoderno le enunciazioni di principio di allora sulla delineazione di margini e modalità di protezione delle coinvolte istanze basilari (e identitarie) individuali alla luce di esigenze altrettanto basilari dell’ordinamento civile.
Il volume trae spunto da questa duplice tendenza, per procedere al recupero di antiche chiavi di lettura, impostazioni e soluzioni, ed alla disamina del loro influsso su successive analisi giuridiche, sulla scorta dell’ipotesi che le prime, una volta “filtrate” e ricontestualizzate, possono tornare ad apparire potenzialmente applicabili a contesti pur nel frattempo enormemente mutati, rispetto al tema saliente dell’integrazione dell’ordinamento civile da parte del diritto canonico, e a quello correlato della salvaguardia della libertà del credente
Il "metodo" di F. Scaduto: un caso paradigmatico
Francesco Scaduto, metodo, scienza giuridica, fabbriceri
Interventi pubblici di sostegno alle attività di promozione socio-culturale degli enti ecclesiastici, tra interesse pubblico e sussidiarietà orizzontale: note critiche alla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. v, 12 giugno 2009, n. 371
Il contributo, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. v, 12 giugno 2009, n. 371 affronta il tema degli Interventi pubblici di sostegno alle attività di promozione socio-culturale degli enti ecclesiastici
Ecclesiasticità minima delle confraternite e organizzazioni di volontariato (la Legge 266/1991 contiene un invito implicito alla deconfessionalizzazione?)
Il contributo, traendo spunto dalla disamiina di una pronuncia del T.A.R. Veneto (15 gennaio 2009, n.620) affronta il tema dell'applicabilità della normativa sul volontariato alle associazioni laicali d'indole confessionale
Riflessioni su specificità effettive e apparenti del regime giuridico applicabile nel ripristino di beni culturali d’interesse religioso, alla luce della sentenza n. 63 del 2008 della Corte dei Conti(Sez. Giurisdiz. Regione siciliana)
Il contributo affronta,alla luce della sentenza n. 63 del 2008 della Corte dei Conti (Sez. Giurisdiz. Regione siciliana) le specificità del regime giuridico applicabile nel ripristino di beni culturali d’interesse religioso
Giudice amministrativo e interessi religiosi collettivi: istanze confessionali, conflitti e soluzioni giurisprudenziali
La globalizzazione, l’immigrazione, il post-secolarismo, la sovranità westphaliana in trasformazione, la crisi del Welfare, e della democrazia statale, e altre dinamiche proprie di questa società “post-legalitaria”, hanno mutato e mutano, in Italia come in tutto l’Occidente, assetti consolidati sul piano verticale delle decisioni politiche e della produzione delle regole, e su quello sociale/orizzontale dei modelli culturali, etici e religiosi, sempre più differenziati e sfaccettati. Dinamiche che già in generale rivalutano il momento giurisprudenziale del diritto come “source délicieuse” chiamata a supplire alle difficoltà del Legislatore; e che nel particolare dell’esperienza italiana della regolazione del ‘religioso’, nell’evidenziare la carenza di soluzioni politiche di ‘sintesi’, e il conseguente grande spazio lasciato all’azione “ordinatrice” e discrezionale della P.A., pongono in luce il crescente rilievo assunto dalla giustizia amministrativa, per via della funzione di controllo svolta sull’azione dell’Amministrazione, sulla rispondenza di questa ai principi costituzionali, e dunque sul tasso di garanzia effettivamente accordato all’interesse religioso collettivo volta per volta investito.
Questo libro si propone di esaminare il recente sviluppo di questo particolare ‘diritto giurisprudenziale amministrativo’, che non manca di fornire spunti originali (quasi delle vere e proprie direttrici generali) nel decidere su particolari conflitti che scaturiscono dall’incontro tra P.A. ed istanze collettive collegate col ‘sacro’
Le attività di culto nella scuola pubblica, tra laicità, «libertas Ecclesiae» e libertà religiosa collettiva
. Premessa. Il "ritorno" della religione e la riaffermazione degli Stati nazionali nell'ultimo quarto di secolo; l'"accerchiamento" della laïcité - 2. Il mancato sviluppo di una metodica giurisprudenziale focalizzante la "specificità" della laicità italiana; l'emersione di un trend individuante solo i (relativi) profili comuni alla laïcité - 3. Un caso paradigmatico: la sentenza n. 166 del 2016 del T.A.R. Emilia Romagna sul tema dello svolgimento di attività cultuali nella scuola pubblica - 4. Il quadro normativo e giurisprudenziale del ventennio scorso: le ignorate direttrici speciali (implicitamente) favorevoli; l'interpretazione "stretta" (d'indole separatista) della normativa generale scolastica negli anni '90 e quella successiva "pragmaticamente ampia" (a fronte delle concorrenti novità socio-culturali e di sistema) - 5. Gli ultimi anni: il mancato intervento del Legislatore atto a orientare in senso costituzionale le scelte della P.A.; l'incrementale difficoltà di quest'ultima a prevenire/gestire le potenziali insorgenti "micro-conflittualità"; la conseguente adozione d'un registro prudenziale "minimalista" – 6. La non condivisibile soluzione accolta dal T.A.R. (sentenza n. 166 del 2016) di contrarietà netta allo svolgimento di atti di culto a scuola. L'incidenza del trend "intrinsecamente separatista"; il cono d'ombra sulle specificità della laicità italiana; la perdita di vista delle direttrici con esse congruenti e delle garanzie ivi offerte alla " Libertas Ecclesiae " e alla libertà religiosa collettiva - 7. Conclusioni: l'urgenza di un intervento legislativo statuale, e di un'iniziativa chiarificatrice a livello bilaterale, a presidio delle libertà fondamentali in discussione
Il principio di bilateralità in espansione: la cooperazione tra istituzioni pubbliche e comunità di fede (verso un’efficiente garanzia di tutela degli interessi religiosi)
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