1,721,291 research outputs found

    Correspondence with EIA Administrator, The Honorable Guy F. Caruso

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    Correspondence with the EIA Administrator, The Honorable Guy F. Caruso, on the subject of How Will EIA Capture and Report Information as to Bakken Crude Oil

    Pratiche liturgico-musicali dei copti ortodossi. Il caso della chiesa di San Giorgio Megalomartire a Roma

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    Il canto liturgico, praticato sia nei riti sia nelle attività preparatorie alle celebrazioni, assolve un ruolo particolarmente funzionale a favorire la perpetuazione dell’identità comunitaria copta. Uno degli strumenti principali per mantenere, tramandare e custodire l’identità egiziana cristiana è inoltre la partecipazione alla vita della Chiesa. Questo avviene sia mediante la partecipazione ai riti sia grazie ad altre attività che la comunità svolge soprattutto tra le mura della chiesa: luogo percepito come estensione del proprio spazio domestico. In Italia la chiesa è anche lo spazio della condivisione, dove si parla e si ascolta la propria lingua e dove si stringono e rafforzano i legami sociali nel reciproco supporto. La tesi è strutturata in due parti, ciascuna delle quali articolata in tre capitoli. In questo lavoro è stata privilegiata l’analisi di alcune specifiche tematiche: il plurilinguismo rituale, la trasmissione del sapere liturgico-musicale nella diaspora romana e i riti della Settimana Santa. Si tratta di questioni che riguardano processi e repertori per la prima volta considerati sotto un profilo etnomusicologico e che avviano una nuova direzione d’indagine nelle comunità nate fuori dalla terra nel Nilo, alla luce di un quadro generale di riferimento esposto nella prima parte della tesi. L’insieme di questioni trattate nella seconda parte offrono spunti di riflessione che possono essere generalizzati anche al di fuori della comunità copta. A partire dai processi specifici analizzati nella chiesa di San Giorgio vengono difatti proposti alcuni temi centrali per gli studi sulle nuove comunità nate in diaspora, sia in Italia sia altrove. In primo luogo si affronta la problematica delle lingue e dell’adattamento di queste nei nuovi contesti socioculturali. La riflessione sul plurilinguismo rituale copto e la sua relazione con la musica, entro il più generale quadro semantico in cui s’iscrive l’evento sonoro, potrebbe difatti fornire nuove chiavi di lettura anche rispetto ad altre comunità diasporiche, proprio perché la lingua è uno tra i principali vettori dell’identità storico-culturale. I copti conoscono bene, grazie alla loro peculiare vicenda storica, la dinamica d’inglobamento nel rito di una nuova lingua, attraverso un processo di adattamento musicale che la rende a pieno titolo lingua rituale. Un altro tema rilevante è quello dello spazio, particolarmente pregnante per tutte le minoranze che spesso sono costrette ad adattarsi a luoghi non sempre adeguati. Nel caso dei copti lo spazio sacro è stato plasmato affinché diventasse il luogo della trasmissione del sapere liturgico-musicale, sia attraverso l’assorbimento dei canti durante i riti, sia per mezzo delle lezioni di canto e della disposizione delle zone a esse adibite come luogo identitario istituzionale. Un ulteriore aspetto che si presta a una generalizzazione, anche al di fuori del contesto in questa sede indagato, riguarda l’elaborazione del modello analitico del complesso rituale musicale della Baskha. Questo modello, basato sulla segmentazione del continuum sonoro in unità dotate di senso compiuto che ho chiamato “moduli”, può difatti essere applicato ai sistemi musico-rituali di altre Chiese d’Oriente (bizantina, cattolica e ortodossa, slava e greca, e ancora armena, etiope e eritrea, malankarese e malabarese ecc.) in cui il canto svolge analoga funzione centrale nello svolgimento dei riti. L’analisi di un rito, dal punto di vista linguistico e musicale, e le pratiche preparatorie alla sua realizzazione, possono difatti rappresentare un valido strumento di comprensione di dinamiche e processi che caratterizzano la perpetuazione dell’identità delle minoranze cristiane e la loro integrazione nei nuovi contesti diasporici. Attraverso questo tipo di segmentazione analitica un rito può anche rivelare la complessa articolazione delle dinamiche che si manifestano nei contesti della diaspora. Attraverso lo studio dei canti, dei valori simbolici a essi attribuiti, sia dal punto di vista verbale sia melodico, è possibile infatti comprendere un rito e gli adattamenti messi in atto dalla comunità nel nuovo contesto culturale. Per i copti, nella marcata attenzione al mantenimento della tradizione, questo aspetto è riscontrabile nell’introduzione dell’italiano

    Different conceptions about the nature of attitudinal competences among students in initial education programmes in Italy. Implications for initial education practice

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    The different conceptions about the nature of attitudinal competences that students in ECEC Initial EProgrammes consider relevant are analysed and their implications in educational practice discussed. Dahlberg and Moss (2005), Fleer (2003), Moyles (2010) identify manifold components of competence required in ECEC. However, attitudinal competences are elusive aspects of professionalism and it is difficult to deal with them as an explicit object of discussion in Initial Education Programmes. A sociocultural perspective (Rogoff 2010) is applied to understand the perspectives that students, teachers and mentors develop on attitudinal competences as well as the conditions that affect the construction of a common knowledge (Edwards 2010, Littleton and Mercer 2013). Discourse analysis is applied to three focus groups interactions to highlight the elements students consider relevant in their conception of attitudinal competences and the perspectives that emerge. Data from a student survey are used to identify the impact of different perspectives on the attitudinal competences by students in ECEC. All parties signed an ethical protocol which was fully informative of the responsibility of researchers to guarantee the subjects of the respect of their conceptions about the research topic. Two different perspectives on the nature of attitudinal competences are recognised: in the first one, they are considered innate and gendered, in the other they are regarded as learnable, through the integration of theory and field experience. The analysis of contrasting perspectives about attitudinal competences can enable teachers to make them an explicit part of the curriculum and work out educational activities to promote their development

    Anfora attica a figure nere

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    39. Lekythos attica a figure nere

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    36. Lekythos attica a figure nere

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    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    37. Lekythos attica a figure nere

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    18. Lekythos attica a figure nere

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