6,533 research outputs found

    Sentir-pensando. Liana Borghi: una bio-bibliografia in fieri

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    Ricostruzione cronologica della produzione teorica e dell'attivismo politico di Liana Borghi, dal 1976 al 2021

    Fixed combination of lercanidipine and enalapril in the management of hypertension; focus on patient preference and adherence [Corrigendum]

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    Borghi C, Santi F.Patient Preference and Adherence. 2012;6:449–455. On page 452, Table 1: Effect of fixed association of enalapril–lercanidipine on blood pressure control. The Intervention column data for the 5th reference (Rump61) was incorrectly listed as: Enalapril 10 mg + lercanidipine 10 mg or enalapril 10 mg + lercanidipine 20 mg. The corrected data is:Enalapril 10 mg + lercanidipine 10 mg or enalapril 20 mg + lercanidipine 10 mg.Read the original articl

    Lamberto Borghi e l'educazione hassidica in rapporto alla Cabbala

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    Educazione, libertà, democrazia. Il pensiero pedagogico di Lamberto Borghi. Il pensiero pedagogico di Lamberto Borghi si lega alla sua formazione culturale ebraica. In generale il suo pensiero riprende, pur in una rielaborazione originale, elementi tipici dell’educazione ebraica, quali il senso di responsabilità, l’atteggiamento verso lo studio, l’attenzione alla scelta dei propri maestri

    Lamberto Borghi storico dell'educazione

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    IL volume raccoglie gli atti di un seminario organizzato dal CIRSE (Centro italiano per la ricerca storico-educativa) a Barga per commemorare Lamberto Borghi, maestro della Pedagogia di orientamento laico e rinnovatore degli studi storico-educativi in Italia

    Premesse, origini e sviluppo della Bibliografia Statutaria Italiana

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    Il censimento e la raccolta dei riferimenti bibliografici alle edizioni e agli studi di fonti statutarie con cui si è giunti alla redazione dei tre volumi della Bibliografia Statutaria Italiana hanno tratto motivo oltre che dalla volontà di condividere le conoscenze sulle relative pubblicazioni, anche da quella di favorire studi coordinati e comparati sui numerosi codici normativi che furono promulgati nelle diverse aree a prevalente lingua italiana tra medioevo ed età moderna; codici dalle origini eterogenee ma tutti indotti da intenti di regolare e conformare i comportamenti individuali e collettivi di specifiche comunità cittadine e rurali e di particolari associazioni laiche e religiose e perciò compendiati nel cosiddetto ius proprium . Fin dalla sua prima formazione il "Comitato Italiano per gli Studi e le Edizioni delle Fonti Normative" (CISEFN) si è quindi caratterizzato per un profilo originale e scientificamente motivato che intende affrontare le principali questioni metodologiche per le pubblicazioni e le analisi dei testi statutari su di un piano di comparazione nazionale. Da un lato nell’assecondare e promuovere le pubblicazioni di rubricari, repertori e testi si sono individuati e condivisi come preliminari e necessari i criteri da adottare per queste forme di pubblicazione; dall’altro nel promuovere nuovi studi si sono suggerite questioni inderogabili quali l’articolazione tipologica, territoriale e cronologica dei codici pervenuti, l’individuazione e la distinzione delle norme originarie da quelle desunte da modelli, da stratificazioni e da aggiunte e il ricorso ad altre fonti per riscontrare le ricadute delle promulgazioni. Tutto ciò ha indotto il gruppo bolognese del CISEFN a riattivare la rete dei referenti regionali verificando le disponibilità di raccogliere i dati delle pubblicazioni statutarie effettuate dal 2006 al 2015 per redigere il terzo volume della Bibliografia Statutaria Italiana, in collaborazione con la Biblioteca del Senato. A partire da questa pubblicazione il Comitato Italiano per gli Studi e le Edizioni delle Fonti Normative e la Biblioteca del Senato si propongono di promuovere nuove iniziative e convegni di ambito nazionale

    Grammatiche del sociale: l’orizzonte dell’incertezza ed i regimi di giustificazione del sociale

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    Nello spazio riservato a questo capitolo ci ripromettiamo di mettere a fuoco le coordinate teoriche e la strumentazione analitica di cui ci siamo serviti per orientare il lavoro di ricerca sul campo e quello di analisi dei materiali da esso risultanti. Non si tratta, pertanto, di identificare alcune leggi auree di ordine teorico, cui la pratica di ricerca deve pedantemente assoggettarsi. Piuttosto ci interessa provare a tracciare uno sfondo analitico – non un sistema concluso, non una teoria definitiva – che possa aiutarci ad interrogare efficacemente il reale, a cogliere aspetti chiave dei processi sociali e dei fenomeni che ci interessa approfondire. Del resto è lo sfondo analitico stesso che abbiamo adottato a presentarsi più come una prospettiva di ricerca, in cui confluiscono molteplici direzioni e interessi di lavoro, che come un sistema teorico dato e fissato. Quella della sociologia pragmatica e dell’economia delle convenzioni1 costituisce, infatti, una prospettiva all’interno della quale studiosi diversi per temi di ricerca e specificità d’approccio condividono tuttavia alcune impostazioni di fondo. In particolare ci pare utile concentrare l’attenzione su due punti caratterizzanti questo approccio: da una parte il tema dell’incertezza, come orizzonte chiave in cui si inscrive l’azione sociale; dall’altra la problematica del coordinamento come questione chiave che discende dal punto precedente e da cui deriva appunto l’attenzione per le convenzioni

    La storia del lungo cammino delle libertà e dei diritti. Il premio Novi cives: costruttori di cittadinanza

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    Nel 1257 il Comune di Bologna ratificava la liberazione di 5855 servi della città e del contado e proprietà di 379 padroni. Attraverso il memoriale del Liber Paradisus Bologna diveniva la prima città ad approvare un atto che aboliva la servitù. La riflessione etica e civile di oltre sette secoli fa si è certamente evoluta nel tempo, raffrontandosi con ulteriori e diverse richieste di libertà e diritti. L’epoca presente pone costantemente non solo governi ed amministrazioni, ma la cittadinanza intera dinnanzi ad urgenze e crisi umanitarie ed ambientali, ad emarginazioni ed esclusioni di gruppi ritenuti minoranza, se non addirittura pericolo. Dal 2015 nell’ambito della Festa internazionale della Storia si conferisce il premio internazionale Novi Cives: costruttori di cittadinanza promosso dal Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio – DiPaSt del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna e teso a valorizzare iniziative e personaggi che si sono distinti nell’impegno per la promozione dei diritti e per il dialogo interculturale

    Storia, patrimonio, cittadinanza. Il progetto Le radici per volare del Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio

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    Che senso ha studiare il nostro passato? È ancora importante la conoscenza storica? Conserva una qualche utilità il suo insegnamento nelle scuole? Continua a costituire un qualche vantaggio la sua presenza nella formazione del cittadino del mondo attuale? Questi interrogativi non sono domande retoriche e certamente non possono avere risposte che si avvalgano delle consuete formule del buonsenso scolastico ormai consunte e desuete. Inutile nasconderselo, i valori dominanti, lo stile stesso dell’epoca presente tende a rendere inutile, obsoleta, la storia. È questa la prima e necessaria presa d’atto da cui partire. Il saggio ripercorre le ricerche e le attività didattiche sulla storia ed educazione al patrimonio promosse da oltre due decenni dal "Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica" e dal "Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio" del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna; in particolare del progetto "le radici per volare" e dei "parlamenti degli studenti"

    Bibliografia statutaria generale (2006-2015)

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    La pubblicazione del terzo volume della Bibliografia statutaria italiana prosegue un lungo periodo di collaborazione tra la Biblioteca del Senato della Repubblica e il Comitato italiano per gli studi e le edizioni delle fonti normative dell'Università di Bologna, iniziato nel 1998 e scandito con regolarità decennale dall'uscita degli aggiornamenti bibliografici relativi agli anni 1986-1995 e 1996-2005. L'importanza di un lavoro di raccolta bibliografica nel settore statutario risulta evidente se si considera la varietà dei soggetti produttori (università, istituti culturali, enti locali, deputazioni di storia patria, biblioteche, accademie) e della tipologia dei materiali (monografie, articoli editi in riviste, atti di convegni, tesi di laurea o di dottorato). il repertorio è strutturato per territori regionali secondo i confini attuali. Nella definizione dell'ambito territoriale da prendere in considerazione si è ritenuto comunque utile adottare un criterio largo e comprensivo, inserendo tanto regioni appartenenti al territorio nazionale la cui produzione normativa ha per ragioni storiche e culturali peculiari caratteristiche (come l'Alto Adige-Sudtirolo), quanto regioni storiche poste al di fuori del territorio nazionale (la Svizzera italiana, l'Istria e la Dalmazia)

    Public sphere in times of governance: public action, disputed building and local cultural system in a Northern city of Italy

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    Borghi and Meschiari consider institutional processes within cultural management. After discussing the role of culture in the construction of the public sphere and the arguments in favour of public intervention in culture, they analyse the controversy relating to renewal of a disused foundry in Modena (Italy). The foundry was a place replete with memories and meanings mostly relating to the struggles for employment in the 1960s and, more recently, to the deindustrialization of the urban landscape. The public debate on the potential of that space inevitably drew attention to the building’s historical, emotional and political value resulting from a stratification of meanings and uses over time. Consequently, the decision-making process was informed by different positions which claimed different destinations, thus opening up multiple and conflicting possibilities for the foundry. In this sense, culture acts as the organizing principle which drives urban restoration and governance practices
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