1,720,975 research outputs found
Aspetti analitici nella purificazione elettrochimica di reflui ad alto COD
Lo studio di metodi alternativi o di sostegno a quelli classici di depurazione delle acque reflue ha trovato linfa vitale nelle nuove proposte di demolizione elettrochimica [1], che consentono non solo di ridurre [2] i valori di COD ma addirittura di abbatterli completamente previa ottimizzazione del processo. Diverse tipologie di molecole, quali glucosio [3-5] e quercetina [6], hanno risposto positivamente al trattamento elettro-ossidativo, fornendo un quadro analitico assai interessante. L’ottimizzazione del dispositivo in termini di geometria di cella e condizioni operative (pH, temperatura, densità di corrente e natura dell’elettrolita di supporto), va affiancato allo studio della diversa reattività del substrato iniziale e degli intermedi di reazione in funzione dei differenti materiali elettrodici. L’utilizzo dell’elettrodo di Ti/PbO2 ha fornito metaboliti differenti da quelli rivelati nel caso del Ti/Pt galvanico: le tecniche analitiche di tipo cromatografico hanno permesso di distinguere le diverse funzioni di questi materiali e di definire il loro campo di impiego in termini di elettro-sintesi o elettro-mineralizzazione. I siti attivi dei diversi elettrodi risultano, inoltre, sensibili alla presenza di un mediatore di ossidazione e, di conseguenza, influenzano il cammino degradativo seguito dal substrato. Il quadro analitico che si presenta è funzione di questi parametri e rappresenta un affascinante tentativo di comprensione e approfondimento dell’influenza delle variabili in gioco. Uno studio [3,4] effettuato mediante HPTLC, GC-MS, IC, HPLC ha permesso di ipotizzare il cammino di reazione del substrato iniziale durante la mineralizzazione e di caratterizzare i metaboliti durante la reazione elettro-ossidativa. Nel caso del glucosio, ad esempio, la formazione di prodotti aldarici è frequente su Ti/PbO2, mentre su Ti/Pt galvanico sembra preferita la produzione di intermedi aldonici. La mancanza di certezze circa l’eventuale interdipendenza delle variabili operative in gioco ha stimolato l’applicazione di metodi statistici dedicati all’analisi multivariata. L’impiego dell’algoritmo Simplex nella demolizione mediata del glucosio ha consentito di individuare le condizioni ottimali di processo [5], sia in termini di reattività iniziale, sia dal punto di vista dell’economicità del trattamento elettrochimico.
Bibliografia
[1] Ch. Comninellis, Electrochimica Acta, 1857, 39 ,1994
[2] M. Hamdi, Bioprocess Engineering, 209, 8, 1993
[3] F. Bonfatti, S. Ferro, F. Lavezzo, M. Malacarne, G. Lodi & A. De Battisti, J. Electrochem. Soc., 2175, 146(6), 1999.
[4] F. Bonfatti, S. Ferro, F. Lavezzo, M. Malacarne, G. Lodi & A. De Battisti, J. Electrochem. Soc., submitted for pubblication
[5] A. De Battisti, S. Ferro, F. Lavezzo, G. Lodi & S. Osti, Proceeding book of the “196th Meeting of The Electrochemical Society”, Honolulu, Hawaii, October 17-22, 1999
[6] M. Suman, Tesi di Laurea, A.A. 1996-97, Università degli Studi di Ferrar
Proprietà Chimico-fisiche di Film Elettrodici di Diamante Conduttore
La preparazione di film di diamante ad elevata conduttività elettrica, realizzata in più gruppi di ricerca a partire dalla fine degli anni ‘80, ha consentito l’ottenimento di film elettrodici caratterizzati da sovratensioni di sviluppo di ossigeno anche più elevate di quelle riscontrate su elettrodi quali il carbone vetroso, il biossido di piombo, il biossido di stagno.
Questa caratteristica, unita alla concomitante alta sovratensione di sviluppo d’idrogeno e all’assenza di micro- e meso- porosità nel materiale, ne consente interessanti applicazioni in chimica elettroanalitica, per l’ampliamento della finestra di polarizzabilità ideale.
Così come per carbone vetroso e grafite, l’elevata sovratensione di ossigeno tipica del diamante drogato viene spiegata ammettendo che lo stadio di formazione del radicale ossidrile adsorbito sia fortemente sfavorito dalla bassa stabilità di quest’ultimo. Questo fa naturalmente prevedere che il materiale elettrodico in questione possa avere interessanti applicazioni per la produzione elettrochimica di ozono e per l’incenerimento elettrochimico di inquinanti organici in ambienti acquatici.
L'indagine elettrochimica dei film di diamante conduttore è stata realizzata tramite voltammetria ciclica e curve di polarizzazione quasi stazionarie, in soluzione acquosa di H2SO4 e successivamente in ambiente perclorico in presenza di NaCl. Le polarizzazioni anodiche in presenza del solo elettrolita di supporto hanno evidenziato l’irreversibilità dell’inserimento sulla superficie carboniosa di gruppi ossidrilici e carbonilici, che rendono la superficie idrofilica; polarizzazioni catodiche non permettono di riportare la superficie al suo carattere idrofobico originale. Successivamente, è stata studiata la reazione modello di sviluppo di cloro, effettuando alcune prove anche relativamente all’evoluzione d’idrogeno e ossigeno. Come ci si attendeva, la scarsa stabilizzazione esercitata dalla superficie di diamante nei confronti dei radicali H, OH e Cl, determina modifiche sostanziali nei meccanismi delle tre reazioni elettrodiche considerate, consentendo in particolare una efficiente selettività nello sviluppo di cloro e/o nella produzione di ipoclorito in ambiente debolmente acido. L’elevata resa faradaica del processo di produzione di cloro attivo risulta interessante per la disinfezione elettrochimica di acque potabili o per altre applicazioni nel settore
Relational data base design for the intensional aspects of a knowledge base
PERGAMON PRES
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
Studio dell’abbattimento di inquinanti organici in reflui industriali
Studiata fin dai primi anni di questo secolo, la combustione elettrochimica fu inizialmente oggetto della ricerca di fonti energetiche alternative: si pensò alle molecole di metanolo, etilene, acido formico... per l’alimentazione delle celle a combustibile. I materiali elettrodici utilizzati (platino, palladio, iridio...) sono metalli dalle note proprietà catalitiche e vennero presi in considerazione, quali elettrodi, con la “presunzione” che le loro attitudini chimiche rimanessero invariate anche sotto condizione di polarizzazione.
In realtà, per ovviare ai processi di adsorbimento fisico o chimico dei substrati organici all’elettrodo, o per determinare la completa mineralizzazione dei frammenti carboniosi responsabili dell’avvelenamento della stessa superficie elettrodica, si rendono necessarie condizioni di polarizzazione così anodiche da determinare mutamenti chimico-strutturali nel materiale. L’iniziale superficie metallica viene così ad essere ricoperta di uno strato più o meno definibile di metallo ossidato, con conseguente perdita di stabilità, o delle caratteristiche di catalizzatori che ne avevano promosso la scelta, degli anodi impiegati.
Come per ogni reazione chimica, il processo è dunque suscettibile di migliorie; definito il materiale elettrodico, si può “giocare” sulla densità di corrente, sulla quantità di substrato reagente, o semplicemente sulle caratteristiche dell’ambiente di reazione: temperatura, pH, conducibilità, eventuale presenza di mediatori di ossidazione.
Tali parametri vanno osservati nell’ambito dell’intero sistema di depurazione, considerando che l’acqua trattata andrà in seguito scaricata in un corso d’acqua, oppure riutilizzata. Lo stesso trattamento elettrochimico dev’essere comunque oggetto di controllo: la “metabolizzazione” di un substrato non biodegradabile non deve ovviamente dare origine a substrati forse più semplici ma dal più elevato carico inquinante (inteso come “tossicità” del substrato stesso), ed occorre quindi affiancare al metodo le opportune analisi di controllo
- …
