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    Condizioni di benessere/disagio degli studenti della scuola secondaria di primo grado in relazione ad aspetti di contesto

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    Questo lavoro di tesi si propone di inserirsi nel filone degli studi sul benessere e disagio in ambito scolastico, adottando una prospettiva di approfondimento degli aspetti di contesto, attraverso un approccio quali-quantitativo basato sulle analisi delle percezioni degli studenti e degli insegnanti. Per raggiungere questo scopo sono stati portati avanti due studi al fine di rendere la prospettiva di analisi il più ampia possibile. Il primo studio ha riguardato la validazione di uno strumento di misura che indagasse i fattori di benessere e disagio degli studenti nella scuola secondaria di primo grado. Questo questionario, intitolato “Come ti senti?” (CTS) è stato messo in relazione ad un ulteriore strumento di rilevazione delle percezioni del contesto scolastico, il questionario ECPQ (Educational Context Perceptions Questionnaire). Quest’ultimo, è stato riadattato per la popolazione di riferimento all’interno dello stesso studio. Al termine delle rilevazioni quantitative e nella prospettiva di restituire alle scuole un dato il più possibile arricchito, si è scelto di portare avanti un approfondimento tramite delle discussioni con gruppi di studenti all’interno di alcune delle scuole campionate. Lo scopo era di approfondire gli aspetti già indagati con la rilevazione del questionario CTS. L’approfondimento ha permesso di dar voce agli studenti e di attribuire un ulteriore orizzonte di senso ai principali fattori di condizionamento del benessere e disagio a scuola. Le discussioni hanno permesso anche di ampliare con aspetti qualitativi la restituzione dei dati alle scuole. Il secondo studio si è posto l’obiettivo di indagare aspetti di Burn-out degli insegnanti in relazione alle percezioni del contesto lavorativo. Si è deciso per questo approfondimento alla luce del ruolo cruciale giocato dagli insegnanti nella costruzione delle condizioni di benessere e disagio degli studenti. Abbracciando un’ottica interazionista in cui individuo e contesto sono in un reciproco e imprescindibile legame, le condizioni di malessere degli insegnanti sono state trattate come variabili di contesto a cui gli studenti sono esposti. Queste possono quindi avere un effetto su come gli studenti percepiscono il contesto scolastico e sulle loro condizioni di benessere

    Narrazioni e identità

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    Il tema dell'identità non sfugge a questa regola. Negli ultimi decenni la riflessione attorno all'identità ha conosciuto un forte sviluppo ed ha consentito lo snodarsi di un animato dibattito che, uscito dall'ambito specialistico della ricerca e dai congressi scientifici, ha coinvolto in modo prepotente media, politica e persino gli scambi quotidiani dei non addetti ai lavori. Probabilmente prima di costituire una questione importante per gli studiosi e quindi prima di interrogarla come categoria educativa, filosofica, psicologica, sociologica ed anche storica è sempre stato un aspetto fondamentale delle interazioni umane. A prescindere dalle speculazioni: la mia identità è il "chi sono" per chi mi sta di fronte e intorno a me, è il "chi sono" secondo me, e questi due aspetti stanno in profonda relazione e si influenzano reciprocamente. L'identità degli altri è un orizzonte e un limite per il mio modo di relazionarmi con loro e per costruire la mia percezione della mia identità personale e di quelle degli altri: questi scambi e queste costruzioni avvengono attraverso narrazioni esplicite e implicite. Con i contributi scelti da chi scrive, per rappresentare la sessione dedicata alla narrazione e all'identità, non ci si propone di fornire risposte ai tanti interrogativi che i soggetti, la società e la ricerca pongono a questo interessante binomio, ma si coltiva l'ambizione di generare nel lettore ulteriori domande per esplorare le identità ed il contributo delle narrazioni alla conoscenza, alla formazione, allo sviluppo ed al racconto delle stesse, sotto diversi punti di vista e al di là di frontiere disciplinari che si rivelano sempre più anguste per temi comprensivi come quello che qui affrontiamo

    Una esperienza di lettura ad alta voce con anziani affetti da declino cognitivo

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    Le ricerche sulla lettura ad alta voce effettuate nell’ultimo decennio evidenziano risultati importanti in termini di sviluppo di competenze cognitive e non cognitive, di competenze sociali, di benessere nei bambini, negli adolescenti e negli adulti (Batini, 2012, Batini & Bartolucci, 2019; Sclaunich, 2012). Tante sono state le attività documentate in Italia e all’estero di formazione alla lettura ad alta voce svolte in contesti educativi e di cura formali ed informali, che ne hanno testimoniato anche il potere inclusivo (Galdieri & Sibilio, 2020) la capacità di alfabetizzare le emozioni (Buccolo, 2017) o come strumento per accrescere il senso di consapevolezza (Batini et. al., 2020). Diversi sono stati gli studi, inoltre, che ne hanno testato l’efficacia sugli anziani colpiti da declino cognitivo, per i quali si riducono gli 81 stimoli sociali (Cohen-Mansfield et al., 2010), peri quali agisce come recupero della memoria a breve e a lungo termine, come stimolatore di emozioni positive, come strumento efficace contro la solitudine e gli stati ansiosi, come protettore delle facoltà cognitive, (Rui, Nouchi et al., 2012; Billington, Josie et al., 2013). Il contributo presenta una esperienza di lettura adalta voce passiva e attiva che l’autore ha svolto da febbraio a settembre 2022 con suo padre, affetto da declino cognitivo, per effetto di una demenza senile vascolare di medio-grave entità e poi con un gruppo di anziani del Centro Polivalente della città di Palagiano, attraverso cui si evidenziano lievi ma significativi risultati in termini di riduzione del declino cognitivo (Chang et. Al., 2021), di ripristino delle facoltà cognitive, di espressività degli stati emotivi e di benessere personale e sociale, e in modo lieve, dell’indipendenza e della comunicazione (Kawashima et. al., 2005; Sekiguchi & Kawashima 2007)

    Pensare la valutazione della formazione alla medicina narrativa : riflessioni ed esperienze

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    L’intervento, dopo aver definito la formazione narrativa e riflessiva degli operatori sanitari, evidenziando similitudini e differenze tra queste due tipologie di formazione, riporterà un'esperienza di formazione narrativa e riflessiva dei professionisti della cura, illustrandone gli effetti rilevati. Benché nella prospettiva “evidence-based”, la valutazione degli effetti di un intervento chiami in causa risultati obiettivi, già a metà degli anni 90 Rita Charon scriveva che «è opportuno svolgere ricerca longitudinale sugli outcomes [della formazione narrativa]. [...] Questa ricerca sarà inevitabilmente qualitativa [...] perché la formazione narrativa non esita in cambiamenti universali e replicabili». Recentemente (2013), Anne Hudson Jones ha ribadito che: «questi cambiamenti non possono essere misurati dagli statistici [...] Essi hanno luogo nelle vite dei singoli, sulla base di alcun piano o protocollo, a volte gradualmente a volte drammaticamente». L’intervento si propone pertanto di riflettere criticamente sulla possibile costruzione di un’agenda per la valutazione della formazione narrativa e riflessiva degli operatori sanitari, considerando – da un lato – le indicazioni date a livello internazionale sulla valutazione di questi specifici interventi e – dall’altro lato – cercando di superare la valutazione basata su semplici rilevazioni, al termine degli interventi, del gradimento di questa tipologia molto specifica di formazione. A questo riguardo, potrebbero essere ipotizzabili: a) studi qualitativi sugli effetti percepiti non solo al termine del percorso, ma dopo mesi/anni dalla formazione; b) studi che comparino gli effetti percepiti di seminari/workshops di medicina narrativa con quelli di interventi analoghi (es. corsi di comunicazione/relazione); c) studi multicentrici (a partire però da interventi formativi omogenei), per valutare il ruolo del contesto nella percezione di questi interventi formativi; d) studi che coinvolgano altri soggetti (colleghi o pazienti) sul cambiamento percepito negli operatori che hanno svolto programmi di medicina narrativa/formazione riflessiva. Questa agenda potrebbe contribuire al superamento di rigide contrapposizioni tra evidence-based medicine e narrative-based medicine, indicando prospettive di ricerca che potrebbero rivelarsi molto promettenti nel panorama non solo italiano, ma anche internazionale

    Introduzione. L'esperienza della lettura

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    Questo capitolo introduttivo al volume Imparare dalla lettura descrive e analizza il problema della lettura come attività fondata sull’utilizzo di alcuni “artefatti” (per esempio i libri) che a loro volta si basano su di un “meta-artefatto”, il linguaggio. L'esperienza della lettura, una delle azioni umane più potenti, significative e gravide di conseguenze, sia per le persone che leggono, sia per la cultura in cui esse sono situate, è fondamentale all'esistenza della letteratura come istituzione e ha un ruolo fondamentale in ambito didattico

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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