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Prefazione a “Incipit tragoedia” – “Incipit parodia”. Tragedia e parodia nella Wiener Moderne, a cura di Isolde Schiffermuller e Elisa Destro
A seguito della crisi della formazione classica nel corso dell’Ottocento, nell’area di lingua tedesca di fine secolo la tradizione antica è tornata a essere per molti artisti e studiosi un’esperienza intellettuale e umana viva e arricchente, un interesse che ha posto con rinnovata urgenza la questione della modernità dell’antico e dell’antichità o, meglio, arcaicità del moderno. Un ruolo centrale riveste in questo contesto la trasmissione del teatro antico nella cultura e letteratura della Klassische Moderne. Se il genere della tragedia viene considerato anacronistico verso la fine dell’Ottocento, il tragico è tuttavia presente nel dibattito teorico e culturale dell’epoca che contempla, insieme alla fine della tragedia classica, la sua rinascita in forme diverse. Di particolare rilevanza è in questo contesto non solo la ricezione del teatro in senso tradizionale, bensì il confronto creativo e originale degli scrittori con le fonti classiche, con la tragedia e la mitologia antica, nella forma di rielaborazioni, rifacimenti, riletture e riscritture della tradizione classica
Il velo di Beatrice e Il velo di Pierrette. Tragedia e parodia nel teatro di Arthur Schnitzler
Il contributo mira a indagare il complesso rapporto tra il tragico e l’umoristico nel teatro di Arthur Schnitzler. L’analisi viene condotta attraverso due drammi poco noti dell’autore viennese: Der Schleier der Beatrice (Il velo di Beatrice, 1900) e Der Schleier der Pierrette (Il velo di Pierrette, 1910). Del primo, una vera e propria tragedia “nello stile dei classici” sulla scia del revival rinascimentale in voga all’epoca, il saggio mette in luce i tratti innovativi, quali l’influsso di Jacob Burckhardt, Friedrich Nietzsche e Sigmund Freud, ma anche i limiti insiti nella rigida struttura di stampo “classicistico” e nella ricerca di un pathos esasperato, ai limiti del kitsch. Del secondo dramma, invece, pantomima grottesca che ricalca l’azione de Il velo di Beatrice, il contributo sottolinea la straordinaria modernità che si riflette nel gioco delle maschere e delle danze, capace di superare la crisi del linguaggio e di rappresentare, meglio del pathos tragico, l’“orribile incertezza” dell’esistenza
Parodia immediata – mediazione e seconda natura. Heine, Nietzsche – il tragico e la parodia
Una parodia immediata frutto di mediazione rappresenta un’ovvia contraddizione, contraddizione però che è anche piuttosto intricata e lo è perché minaccia quasi irrimediabilmente di rimanere intrappolata in se stessa. Ovvero, nella fattispecie, la poesia dovrebbe essere una seconda natura, i sentimenti non dovrebbero più esprimersi direttamente in modo lirico, anzi, la loro forma dovrebbe essere parodistica e il modo d’espressione ironico e citazionistico, purtuttavia rimanendo apparentemente diretti e immediati, cosa che sembra contraddire tutta la poesia tradizionale e tutti i sentimenti. Da un punto di vista filosofico, d’altro canto, questa contraddizione consiste nel fatto che il lavoro del concetto si nasconde dietro maschere, contraffazioni e strategie metaforiche e retoriche per lo più molto complicate. Tale costellazione si esprime soprattutto nello stile di scrittura, stile per il quale la forma si è fatta contenuto. Ora, questa contraddizione caratterizza i procedimenti letterari e riflessivi di Heine e Nietzsche nel modo più preciso, poiché la contraddizione è la loro essenza
“Incipit tragoedia” – “Incipit parodia”. Tragedia e parodia nella Wiener Moderne, a cura di Isolde Schiffermuller e Elisa Destro
A seguito della crisi della formazione classica nel corso
dell’Ottocento, nell’area di lingua tedesca di fine secolo la
tradizione antica è tornata a essere per molti artisti e studiosi un’esperienza intellettuale e umana viva e arricchente, un interesse che ha posto con rinnovata urgenza la questione della modernità dell’antico e dell’antichità o, meglio, arcaicità del moderno. Un
ruolo centrale riveste in questo contesto la trasmissione del teatro antico nella cultura e letteratura della Klassische Moderne. Se il genere della tragedia viene considerato anacronistico verso la fine dell’Ottocento, il tragico è tuttavia presente nel dibattito teorico e culturale dell’epoca che contempla, insieme alla fine della tragedia
classica, la sua rinascita in forme diverse. Di particolare rilevanza
è in questo contesto non solo la ricezione del teatro in senso tradizionale, bensì il confronto creativo e originale degli scrittori con le fonti classiche, con la tragedia e la mitologia antica, nella forma di rielaborazioni, rifacimenti, riletture e riscritture della tradizione classica
„Tiefstes Leben blüht nur im Schoss der Nacht“. Il mondo onirico di Friedrich Huch
Il contributo ripercorre la genesi della raccolta Träume (1904) di Friedrich Huch, documento fondativo del genere letterario del protocollo onirico, sotto l’influsso del filosofo tedesco Ludwig Klages; mette inoltre in luce le complesse dinamiche alla base dell’annotazione di sogni e propone una comparazione tra i resoconti onirici pubblicati in Träume e la loro versione inedita manoscritta
Elisa Destro, "Il protocollo onirico. Dalle teorie di Ludwig Klages alla raccolta 'Träume' di Friedrich Huch"
Recensione del volume "Il protocollo onirico. Dalle teorie di Ludwig Klages alla raccolta 'Träume' di Friedrich Huch" di Elisa Destro
Riflessi nietzschiani nella drammaturgia ‘greca’ di Hugo von Hofmannsthal
Il contributo analizza alcuni aspetti dell’influsso esercitato dalle teorie di Friedrich Nietzsche sulla drammaturgia ‘greca’ di Hugo von Hofmannsthal, ovvero sulla sua produzione teatrale che fa riferimento, in maniera più o meno diretta, alle fonti classiche e in particolare alla mitologia greca e alla tragedia attica del V secolo. In particolare, vengono presi in esame l’atto unico Vorspiel zur Antigone des Sophokles, i drammi Alkestis, Elektra e Oidipus und die Sphinx, i frammenti e le annotazioni delle progettate e mai concluse Baccanti. La tematica del dionisiaco, intesa in senso nietzschiano come vitalismo, istintività, impulso alla dissoluzione dell’identità individuale, è massicciamente presente in tutti questi testi a livello di lessico, di immaginario e di situazioni sceniche. A partire da Ariadne auf Naxos (1912) e soprattutto negli anni successivi alla Prima guerra mondiale, la matrice nietzschiana si affievolisce notevolmente fino a scomparire del tutto, come accade per esempio in Die ägyptische Helena
Elisa Destro, Il protocollo onirico. Dalle teorie di Ludwig Klages alla raccolta "Träume" di Friedrich Huch, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2021
Recensione del volume di Elisa Destro: Il protocollo onirico. Dalle teorie di Ludwig Klages alla raccolta "Träume" di Friedrich Huch
Epos senza eroi. Tersite di Stefan Zweig
L'articolo costotuisce un'introduzione al dramma di Stefan Zweig Tersites (1906). Il lavoro si sofferma in particolare sulla questione della misoginia e sul tema inclusione/esclusione
"Gli ultimi giorni dell'umanità" di Karl Kraus: "come la tragedia si tramutò in farsa"
L'articolo indaga la simultaneità di tragedia e parodia nel testo drammatico di Kraus e i suoi riferimenti all'origine della tragedia nel rito sacrifical
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