1,019 research outputs found
Pedane Mobili
Suddivisa in due sottocollane (Quaderni e Materiali), la collana Pedane Mobili raccoglie monografie e contributi critici dedicati allo studio del teatro contemporaneo avvalendosi del lavoro di storici del teatro e di giovani studiosi. Ogni volume si compone di contributi saggistici originali e di apparati iconografici e documentari. Nel 2006, in particolare, per Pedane Mobili / Materiali è stato pubblicato il volume "Palermo dentro. Il teatro di Emma Dante", a cura di Andrea Porcheddu, con scritti, fra gli altri, di Gerardo Guccini, Cristina Valenti, Gofrredo Fofi, Elena Stancanelli, e una lunga intervista originale alla stessa Emma Dante
Valenti resection arthroplasty for hallux rigidus: A systematic review
Valente Valenti proposed in 1976 a "V" resection of the first metatarsophalangeal joint (MPT1) on the sagittal plane for advanced stages of hallux limitus/rigidus, preserving length of the first ray, flexor hallux brevis and sesamoid function. The available literature concerning correct indications, management and clinical outcomes of the Valenti procedure (VP) and its modifications in patients affected by hallux limitus/rigidus was systematically analyzed
DEI DIRITTI E DELLA PENA. Teatro del Pratello: un investimento per la Comunità?
La giornata di studi DEI DIRITTI E DELLA PENA, che ha avuto luogo il 30 novembre 2009 (ore 10.00 - 17.30) presso l'Alliance Francaise di Bologna (via de Marchi, 4), è stata condotta da Cristina Valenti, curatrice e promotrice dell'iniziativa, insieme al Comitato Scientifico del Centro Teatrale InterculturaleAdolescenti (CTIA) di cui fa parte e che è formato da: prof. Alessandro Bosi (Università di Parma), Dott.ssa Desi Bruno (Garante dei diritti delle persone private della libertà, Comune di Bologna), Dott. Giuseppe Centomani (Dirigente Centro Giustizia Minorile, Regione Emilia-Romagna), Dott. Lucio D'Amelio (Presidente Teatro Testoni Teatro Stabile per l'infanzia e la Gioventù, Bologna), Prof.ssa Flavia Franzoni (Università diBologna), Dott.ssa Elena Maria Guarini (Presidente Asp Irides), Dott.ssa Maria Longo (Sostituto Procuratore Generale di Bologna), Dott. Francesco Maisto (Presidente del Tribunale di Sorveglianza), Dott. Massimo Marino (studioso e critico teatrale), Dott. Cosimo Ricciutello (Direttore U.O. Neurospsichiatria Infanzia Adolescenza AUSL Imola), Prof.ssa Cristina Valenti (Università di Bologna).
Il CTIA nel promuovere e curare la giornata di studi, riflessione e discussione ha invitato amministratori pubblici, insegnanti, operatori del sociale, studenti al fine di approfondire il valore delle attività
teatrali e culturali in atto da più di dieci anni nell’IPM di Bologna e in Comunità minorili, in Istituti Superiori, nei Centri della formazione professionale.
La giornata si è articolata, come una pièce teatrale, in un prologo, tre atti e due intermezzi, affrontando tre tematiche: la natura educativa-formativa-artistica del progetto teatrale, la capacità del progetto teatrale di costruire una rete tra progettualità diverse, le diverse possibilità del progetto di operare prevenzione.
Ciascun atto della giornata di studi si è sviluppato partendo da
alcune testimonianze/narrazioni, proseguendo attraverso le riflessioni di alcuni componenti del Comitato Scientifico e il confronto con amministratori pubblici
TEATRO E COMUNITA'. Forum Festival internazionale
La seconda edizione del Forum Festival internazionale Teatro e Trasformazione Sociale, dal titolo "Teatro e Comunità", è stata organizzata dal Teatro Nucleo di Ferrara con la consulenza scientifica e il coordinamento di Cristina Valenti (Università di Bologna), e con il sostegno, in particolare, di Regione Emilia Romagna, Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Carife. Periodo della manifestazione: 12, 13, 14 dicembre 2008.
Il Teatro Julio Cortàzar, sede del Forum Festival, ha ospitato per l'occasione Cathy Marchand (storica attrice del Living Theatre) che ha presentato venerdì 12 dicembre un riallestimento dello spettacolo "Mysteries" (prodotto dal Festival) con gli allievi dello stage realizzato nelle giornate precedenti (9/11 dicembre). Fra i partecipanti allo stage, diversi studenti dell'Università di Bologna, e in particolare del corso di Storia del Nuovo Teatro (docente Cistina Valenti, Corso di Laurea Magistrale in Discipline dello Spettacolo dal vivo).
Il 13 e 14 dicembre si sono avvicendate molte realtà che hanno presentato il loro lavoro tramite i forum, le proiezioni e gli spettacoli.
Vanno ricordate fra le altre la presenza della Compagnia Gli Amici di Luca della Casa dei Risvegli Luca de Nigris di Bologna con lo spettacolo "Ritorno" (il 14 dicembre) e quella di Ana Serralta, del Grupo de Teatro Comunitario "Catalinas Sur" di Buenos Aires (Forum del 13 dicembre).
Fra i partecipanti ai Forum: Agnese di Martino (Rete "La Società a Teatro", Ferrara), Vito Martiello (Centro Servizi per il Volontariato, Ferrara), Ana Serralta (Grupo de Teatro Catalinas Sur, Argentina), Luca Del Monte (Associazione onlus Papa Giovanni XXIII, Reggio Emilia), Elena Di Gioia, Marilena Lodi, Martina Palmieri, Sebastiano Scollo (Gruppo Elettrogeno, Bologna), Paolo Billi (Compagnia del Pratello, Bologna); Fulvio De Nigris, Stefano Masotti (Casa dei Risvegli - Compagnia Gli Amici di Luca, Bologna), Gerardo Guccini (Università di Bologna).
Asse portante del Festival rimane l'esperienza del Gruppo Teatro Comunitario di Pontelagoscuro che, festeggiando il suo terzo anno di vita, ha presentato i nuovi spettacoli, prodotti dal Festival, "Gran Cinema Astra" e "Signora Memoria" .
Tutte le giornate del Festival sono state coordinate da Cristina Valenti, consulente scientifico del progetto (Università di Bologna)
L'ARCHIVIO DI LEO. Prima presentazione pubblica del fondo Leo de Berardinis. Festa con i suoi attori
L'ARCHIVIO DI LEO, a cura di Cristina Valenti (responsabile dell'Archivio Leo de Berardinis), con Marco De Marinis e Laura Mariani. Laboratori delle Arti/Teatro, nell'ambito delle iniziative del Centro Teatrale La Soffitta, Dipartimento delle Arti Università di Bologna. La giornata è stata organizzata in occasione del completamento della prima tranche del lavoro di riordino, catalogazione, digitalizzazione del Fondo - Archivio Leo de Berardinis, affidato al Dipartimento delle Arti con contratto di comodato d’uso sottoscritto dalle eredi Carola De Berardinis e Maria Grazia Grassini.
La costituzione del Fondo presso il Dipartimento delle Arti suggella il legame privilegiato di Leo con l’Università di Bologna, che gli ha conferito la Laurea ad Honorem il 4 maggio 2001.
La raccolta documentaria, relativa all’attività del Maestro dal 1967 al 2001, si riferisce per la maggior parte al ventennio bolognese (1983-2001), periodo in cui l’artista ha prima operato presso la Cooperativa Nuova Scena, quindi ha aperto lo Spazio della Memoria e infine ha diretto il Teatro Laboratorio San Leonardo.
“Luogo di registrazione di una vita straordinaria”, come l’ha definito Claudio Meldolesi che ne è stato il principale ispiratore e artefice, l’archivio comprende manoscritti, appunti e brogliacci di lavoro, copioni, registrazioni sonore e video, fotografie, locandine, programmi di sala, rassegne stampa. Una raccolta non sistematica e non priva di lacune, in grado però di restituire, anche nella sua irregolarità, uno Spazio di Memoria analogo a quello che fu il suo teatro vivente, che può rivivere oggi nelle interazioni con studiosi e cultori dell’opera di Leo.
La giornata è stata pensata come una festa per Leo, all’insegna del suo teatro, di cui sono stati protagonisti gli attori, che hanno portato le loro testimonianze, memorie, visioni in omaggio al Maestro. Un’installazione video ha accompagnato l’omaggio degli artisti, alle cui spalle sono stati proiettati documenti fotografici e testuali estratti dall’archivio.
PROGRAMMA -
Ore 15.00 Apertura -
Saluti di
Giuseppina La Face, Direttore del Dipartimento delle Arti;
Mirella M. Plazzi, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna.
Relazioni di
Marco De Marinis, responsabile scientifico del Centro La Soffitta;
Laura Mariani, comitato scientifico dell’Archivio Leo de Berardinis;
Cristina Valenti, responsabile dell’Archivio Leo de Berardinis.
Ore 15.45 Primo movimento_Voci:
Eugenio Allegri, Macbeth;
Ivano Marescotti, Senza Leo;
Loredana Putignani, Leo e Neiwiller. Salvare dall’oblio;
Silvio Castiglioni, Gli uomini sono strade. Leo a Santarcangelo;
Fabrizia Sacchi, King Lear n.1;
Valentina Capone, L’uso della maschera nel teatro di Leo.
Interludio (audio):
Toni Servillo, A bottega da Leo.
Ore 17 Break.
Ore 17.15 Secondo movimento_In forma di coro:
Stefano Randisi, Drammaturgia spezzata e ricomposta. I lampi di Amleto, Urlo, Totò e Laurence Olivier in The Connection;
Angela Malfitano, La Tempesta bianca (La Tempesta);
Marco Sgrosso, L'inferno dei Grandi (Quintett);
Marco Manchisi, Il peso delle parole nel crepuscolo della scena (Metamorfosi, Totò, Principe di Danimarca);
Enzo Vetrano, Totò, Principe di Danimarca;
Elena Bucci, Il ritorno di Scaramouche;
Licia Navarrini, Samuel, 120 ore di lavoro su Beckett;
Francesca Mazza, La luce e lo spazio scenico;
Gino Paccagnella, Edificio teatrale e Poesia.
Installazione video: Roberto Passuti.
Ricerca d'archivio: Viviana Santoro e Cristina Valenti
Salute e discriminazione: il trattamento linguistico delle persone con hiv/aids nella stampa quotidiana italiana degli anni Ottanta e Novanta
Anche in Italia, l’enfasi usata per trattare casi – reali o presunti – di infezione da HIV e di conseguente manifestazione della malattia AIDS ha contribuito alla creazione di un milieu linguistico all’interno del quale la dignità delle persone interessate è spesso stata calpestata, e gli stereotipi sono diventati la colonna portante della narrazione mainstream. Lo scopo del presente contributo è dunque quello di indagare differenti strategie linguistiche usate per riferirsi alle persone con HIV/AIDS nella stampa quotidiana italiana degli anni Ottanta e Novanta, con un focus sulle principali testate generaliste. Prima di tutto, forniremo una panoramica sul lessico usato in questi articoli, con una particolare enfasi sulla discriminazione linguistica a danno di persone tossicodipendenti o gay. Verranno inoltre esplorate le strategie linguistiche in uso all’interno di spot e campagne di comunicazione istituzionale volte ad arginare il contagio e a prevenire il diffondersi della malattia. Tali campagne, infatti, venivano puntualmente riprese dai giornali, che rappresentavano per esse una potente cassa di risonanza. L’obiettivo di questo lavoro è dunque anche quello di monitorare il delicato equilibrio che si crea tra l’urgenza di fornire un’informazione asettica, tipica della stampa quotidiana, e l’atteggiamento paternalistico spesso rivolto all’indirizzo delle persone contagiate. Accanto allo studio del lessico, il contributo si propone di osservare anche la presenza di alcune strutture testuali implicite utilizzate nella stampa contemporanea per rinforzare la discriminazione e diffondere stereotipi sulle persone malate. Anche nel caso dei giornali analizzati, gli impliciti linguistici creano un terreno fertile per la proliferazione di frame stereotipanti relativi alle persone contagiate: dato che il significato discriminatorio veicolato dagli impliciti è solitamente affidato a elementi linguistici apparentemente neutri – quali, ad esempio, le anafore pragmatiche –, i pregiudizi e gli stereotipi trasmessi non vengono avvertiti come contenuti potenzialmente denigranti e, per questo motivo, tendono ad essere accettati più facilmente dai riceventi. Lo scopo di questa seconda sezione del contributo sarà quindi quello di valutare quali strumenti linguistici di natura indiretta intervengono nella creazione di un immaginario fortemente ostile nei confronti della comunità omosessuale, amplificando la distanza (sociale, linguistica, e così via) tra maggioranza e gruppo target e normalizzando i fenomeni d’odio indirizzati contro le persone colpite dall’epidemia HIV/AIDS.The aim of this study is to investigate several language strategies used to refer to the pandemic of HIV/AIDS in Italian daily newspapers in the 1980s and 1990s. In fact, the HIV/AIDS issue created a linguistic environment in which dignity of people has been trampled on, and in which prejudices and stereotypes have been the backbone of the mainstream narration. First of all, we will provide an overview on the lexicon used to underline this topic, with a special emphasis on lexical discrimination against drug users and gay people. Furthermore, we will examine the use of lexicon made by institutional communication in order to prevent the pandemic situation. Newspapers, in fact, created an echo chamber for institutional campaigns against HIV/AIDS: our aim is to explore the delicate balance between the urgent need for information, and the paternalistic attitude expressed towards infected people. In addition, our analysis will be focused on the implicit textual structures that are exploited to reinforce discrimination and stereotypes against the specific targets on which this study is based. Regarding the HIV/AIDS issues, linguistic implicitness has indeed been widely used in Italian contemporary daily newspapers. Since implicit structures are usually expressed through apparently neutral linguistic devices (such as pragmatic anaphors, definite descriptions, and so on), the transmitted meaning cannot be perceived as harmful by the readers and can therefore be used to amplify stereotypes and prejudices, while normalizing hate phenomena against the social groups affected by the HIV/AIDS pandemic
Giuseppe Chiari. Immagine Suono Performance
Con intensità diverse, l’articolata attività di Giuseppe Chiari si dissemina – in concerti, performance, statement, event score, discussioni, confessioni, conferenze, lezioni, passeggiate, interventi installativi site specific, set fotografici, videografie – diventando uno degli snodi fondamentali della pratica artistica in Italia (e non solo). Nel corso degli anni Settanta, in particolare, in modo inusitato e non assimilabile alla galassia Fluxux, la sua riflessione sul video mette in gioco l’elaborazione concettuale del ‘suonare’ nel campo incerto tra arte e non arte. Di tale riflessione il dispositivo videografico diviene, al contempo, l’oggetto e lo strumento.
Il volume raccoglie gli esiti di una ricerca intervenuta a contenere il processo di dispersione materiale che aveva investito il corpus audiovisivo dell’artista, a partire dagli anni Ottanta, anche in ragione dell’obsolescenza delle attrezzature di visualizzazione. Le attività di ricerca hanno avuto infatti l’obiettivo sia di ricostruire i molteplici metodi con cui Chiari ‘suona’ lo strumento videografico e concettualizza l’audiovisivo, sia di supportare il lavoro di preservazione e di restauro digitale del corpus.
Nel complesso, i saggi qui raccolti contribuiscono da prospettive differenti a contestualizzare la disseminazione videografica della pratica artistica di Chiari rispetto alla principale interrogazione che porta con sé: Cos’è l’arte?
Contenuti: L'arte (non facile) del video (Cosetta Saba) _ Giuseppe Chiari: corpus audiovisivo (Cosetta Saba) _ Metodi per videocamera secondo Giuseppe Chiari (Cosetta Saba) _ Le performance di Giuseppe Chiari attraverso i 'documenti' fotografici (Francesca Gallo) _ Giuseppe Chiari: il suono dell'esistenza (Riccardo Caldura) _ Musica da strada. Note sulla politica del quotidiano in Giuseppe Chiari (Elena Biserna) _ Giuseppe Chiari a Genova e in Liguria. Dialoghi e presenze (Anna Costantini, Paola Valenti) _ Preservazione e restauro digitale del corpus audiovisivo di Giuseppe Chiari (Mary Comin) _ Opere e documentazioni in video di Giuseppe Chiari / Catalogo (Cosetta Saba)
Dei Teatri, della Memoria. Rassegna di spettacoli nel Giardino per la Memoria di Ustica nel XXX anniversario della Strage
Con la direzione artistica di Cristina Valenti, nel XXX anniversario della Strage di Ustica, la seconda edizione della rassegna teatrale realizzata nel Giardino per la Memoria di Ustica pone al centro ancora una volta il Nuovo Teatro italiano e i diversi modi con cui gli artisti interpretano i temi legati alla memoria.
Nel fare memoria del passato, il teatro manifesta il presente e lo interroga, intrecciando elettive tessiture di affinità e somiglianza, a volte misteriose, sempre pregnanti.
L'itinerario degli spettacoli si è sviluppato dalle narrazioni di Marco Baliani e Davide Enia, attraverso le anteprime assolute dei Motus e di Emma Dante, fino alla rivelazione della giovane Marta Cuscunà, vincitrice del Premio Scenario per Ustica, per concludersi con “La notte di San Lorenzo”, serata di musica e poesia creata appositamente per questa rassegna, che vedrà artisti quali Elena Bucci, Leonardo Delogu, Fiorenza Menni, Victorine Mputo Liwoza, Enzo Vetrano, impegnati in microperformance e jam session allestite in forma itinerante, con la musica dal vivo di Dimitri Sillato, Mihaela Stan, Francesco Guerri, Malick Kaire Gueye, Roberto Bartoli.
Una geografia composita di memorie che dialogano con il tempo presente, evocando - nell’ordine - la lontana parabola sulla giustizia che, dalle pagine di Kleist, risuona nella voce del narratore per riflettersi nella memoria delle generazioni attuali, i bombardamenti del 1943 a Palermo, ovvero i morti e la distruzione di tutte le guerre, il mito classico di Antigone ritrovato nei margini di una metropoli contemporanea, il Novecento ricordato da due anziani “ballarini” risalendo a ritroso nelle pieghe di un patrimonio di storie non solo personali, la Resistenza di una giovanissima staffetta partigiana, ovvero il senso attuale della parola libertà per come risuona nella sensibilità di una giovanissima attrice.
Uno spazio di partecipazione attiva che è rinato ancora una volta fra palcoscenico e platea, a ricreare il senso profondo del teatro come gesto civile ed espressione di comunità.
Centinaia gli spettatori che hanno partecipato a ciascuno degli appuntamenti, salutati fra gli eventi spettacolari di maggiore qualità e prestigio dell'estate bolognese
È ORA! È ADESSO!
È ORA! È ADESSO! Produzione: Museo per la Memoria di Ustica, Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica. Progetto non-scuola Teatro delle Albe. Da un'idea di Cristina Valenti; guide Luigi Dadina e Lanfranco “Moder” Vicari. Collaborazione drammaturgica Laura Gambi.Con gli studenti della Scuola Media Zappa: Alessandro Auterio, Francesca Biondi, Valentina Cacciari, Katia De Martino, Erika Dell’Atti, Diana Enachi, Vitalie Filimon, Andreea Gira, Gerta Harizi, Elisa Nanni, Liliana Pirlicas, Sara Spigarelli, Elena Talarico. In collaborazione con Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna; Comune di Bologna - Quartiere Navile; Istituto Comprensivo 15 Bologna “G. Zappa”;
Teatro delle Albe/Ravenna Teatro. Nell’ambito del Protocollo d’intesa “Vittime del terrorismo” sottoscritto con il MIUR Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Gli studenti della Scuola Media Zappa hanno lavorato, a partire da gennaio 2016, sul tema della Strage di Ustica, che hanno iniziato ad affrontare attraverso le visite fatte al Museo per la Memoria di Ustica, a poche centinaia di metri dalla loro scuola, e attraverso gli incontri con Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica. Il progetto è nato da un'idea di Cristina Valenti, direttrice artistica della rassegna teatrale "Dei Teatri, della memoria", nell'ambito della quale il lavoro è andato in scena, il 29 giugno 2016, all'interno del Museo per la Memoria di Ustica. Gli studenti hanno elaborato, sotto la guida dell'attore e regista Luigi Dadina e del rapper Lanfranco "Moder" Vicari, cori e monologhi, scene a canti rap per rileggere la storia della strage dal punto di vista di chi non era ancora nato quando essa è avvenuta. Il risultato del lavoro, cui è stato dedicato un video prodotto dalla Regione Emilia-Romagna dal titolo "È ORA! È ADESSO! Frammenti da un laboratorio sulla memoria della Strage di Ustica" ha vinto il concorso nazionale “Tracce di memoria” (III edizione), realizzato dalla “Rete degli Archivi per non dimenticare”, in collaborazione con MIUR e MIBACT. (https://www.youtube.com/watch?v=67c-icbE2mA
SCENARIO FESTIVAL 2019
SCENARIO FESTIVAL 2019 2a EDIZIONE_ BOLOGNA, MANIFATTURA DELLE ARTI, 1-6 LUGLIO.
Luoghi: DAMSLAB| PIAZZETTA PASOLINI | CASSERO LGBTI CENTER | GIARDINO DEL CAVATICCIO | IL CAMEO. Contenuti: FINALE DEL PREMIO SCENARIO 2019 | SPETTACOLI | FILM | LABORATORI | DOPOFESTIVAL.
Un progetto di ASSOCIAZIONE SCENARIO con DAMSLab - Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, nell’ambito di BOLOGNA ESTATE, con il contributo di MIBAC, REGIONE EMILIA-ROMAGNA, COMUNE DI BOLOGNA, FONDAZIONE DEL MONTE DI BOLOGNA E RAVENNA; in collaborazione con CASSERO LGBTI CENTER, CRONOPIOS, IL CAMEO, MERCATO RITROVATO. DIREZIONE ARTISTICA CRISTINA VALENTI.
Relazione conclusiva del progetto: Nel 2017 è nata l’idea di un Festival dedicato a Scenario, nel cui ambito ospitare le finali del premio, spettacoli dei vincitori delle edizioni precedenti, laboratori e incontri intorno al tema del teatro emergente. La prima, sperimentale edizione di SCENARIO FESTIVAL si è svolta nell’estate 2018 a Cattolica.
Nel 2019 il Festival si è spostato a Bologna, incrementando il numero degli appuntamenti e delle attività e andando ad animare la zona della Manifattura delle Arti, nel segno della collaborazione con i diversi soggetti del territorio. Fondamentale è stata infatti la collaborazione con il DAMSLab del Dipartimento delle Arti - Università di Bologna che nei suoi spazi ha ospitato le finali del premio, proiezioni, lavori della Giuria, spettacoli e laboratori. Lo stesso vale per il Cassero LGBTI Center, che, nell’ambito della rassegna estiva ‘L’Altra Sponda’, ha ospitato il laboratorio teatrale condotto da Liv Ferracchiati, artista vincitore ex aequo del Premio Scenario 2017, e il suo esito finale. Il Festival si è articolato nei seguenti appuntamenti:
FINALE DEL PREMIO SCENARIO 2019: Nucleo centrale del Festival è stata la Finale della XVII edizione del Premio Scenario dedicato ai nuovi linguaggi per la ricerca e della I edizione di Scenario Periferie che ha visto rinnovato lo storico impegno di Scenario dedicato all’interazione con i territori del sociale, rivolgendosi ai giovani artisti attivi in contesti periferici e in progetti di meticciato e dialogo fra culture.
Artisti under 35 provenienti da tutto il territorio nazionale hanno presentato alla Giuria e al pubblico 12 corti teatrali di venti minuti a conclusione di un articolato percorso di selezione: una finestra di eccezionale valore sul panorama teatrale emergente. La Finale si è svolta nelle giornate di mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 luglio negli spazi del DAMSLab/Teatro. I 12 finalisti sono stati valutati da una Giuria presieduta da Marta Cuscunà (attrice, drammaturga e regista, vincitrice del Premio Scenario per Ustica 2009) e composta da Gianluca Balestra (presidente di Elsinor e direttore del Teatro Cantiere Florida di Firenze), Stefano Cipiciani (vicepresidente dell’Associazione Scenario, presidente di Fontemaggiore), Elena Di Gioia (direttrice artistica di Agorà), Cristina Valenti (presidente e direttrice artistica dell’Associazione Scenario, docente di Storia del Nuovo Teatro e Teatro sociale, Università di Bologna) che al termine della Finale ha assegnato due premi di 8.000 euro ai vincitori rispettivamente del Premio Scenario e del Premio Scenario Periferie, come sostegno produttivo ai fini del completamento degli spettacoli, e un riconoscimento di 1.000 euro alle due compagnie segnalate.
Le quattro compagnie della Generazione Scenario 2019, dopo la Premiazione di venerdì 5 luglio, hanno replicato in orario serale (ore 21.30) in Piazzetta Pasolini i corti teatrali vincitori e segnalati del Premio Scenario e del Premio Scenario Periferie.
GLI SPETTACOLI: Accanto ai finalisti del Premio Scenario 2019, il Festival ha ospitato alcuni tra gli artisti più importanti emersi da oltre trent’anni di storia del Premio: Davide Enia, Babilonia Teatri, Anagoor, Fratelli Dalla Via, Chiara Bersani, Liv Ferracchiati, Emma Dante. All’insegna del coinvolgimento più ampio dell’area della Manifattura delle Arti, lunedì 1 luglio, la giornata intitolata Aspettando il Festival ha accolto il pubblico al Cassero LGBTI Center / Giardino del Cavaticcio alle 19.30 per l’aperitivo con DJ set Madame Hussein, seguito alle ore 21.30 dallo spettacolo “Canti e Cunti. Piccolo concerto per parole, gesti, suoni”, dell’artista palermitano Davide Enia, finalista del Premio Scenario 2001, accompagnato alla chitarra da Giulio Barrocchieri. Da martedì 2 luglio il festival si è trasferito nei locali del DAMSLab e in Piazzetta Pasolini, dove è stato allestito un palco con tribuna per gli spettacoli serali. Alle ore 19 nell’Auditorium del DAMSLab è stato presentato “Via Castellana Bandiera” il film di Emma Dante (Italia-Francia-Svizzera 2013, durata 90'), preceduto da un videomessaggio di presentazione dell’artista palermitana vincitrice del Premio Scenario 2001. Dopo un brindisi di inaugurazione del Festival negli spazi del Cameo, alle ore 21.30 in Piazzetta Pasolini, Babilonia Teatri ha inaugurato il palcoscenico esterno con “made in italy”, spettacolo cult della compagnia, vincitore del Premio Scenario 2007 e riallestito per l’occasione, di e con Valeria Raimondi e Enrico Castellani.
Mercoledì 4 luglio alle ore 21.30, Anagoor, compagnia segnalata del Premio Scenario 2009, avrebbe dovuto presentare nel palco esterno “Rivelazione. Sette meditazioni intorno a Giorgione” con Marco Menegoni, drammaturgia Laura Curino, Simone Derai, regia Simone Derai. Lo spettacolo, a causa del maltempo, è stato trasferito nel Teatro del DAMSlab.
Giovedì 4 luglio alle ore 21.30 in Piazzetta Pasolini i Fratelli Dalla Via, artisti vincitori del Premio Scenario 2013, hanno presentato “Drammatica Elementare” di e con Marta Dalla Via e Diego Dalla Via.
Artista finalista del Premio Scenario 2009, Chiara Bersani venerdì 5 luglio ha introdotto nell’Auditorio dei DAMSLab la cerimonia di Premiazione, con una sua presa di parola, un “TALK” (15’), dichiarazione di poetica, riflessione politica e viatico per i giovani artisti che stanno concludendo il percorso della XVII edizione del Premio.
La sera del 5 luglio sul palco di Piazzetta Pasolini la Generazione Scenario, formata dai 4 corti teatrali vincitori e menzionati per Scenario e Scenario Periferie, hanno replicato i loro lavori.
L’appuntamento di chiusura del Festival sabato 6 luglio alle ore 21.30 in Piazzetta Pasolini è stato affidato alla Compagnia The Baby Walk con lo spettacolo “Un eschimese in Amazzonia”, capitolo III della trilogia sull’identità, di e con Liv Ferracchiati, spettacolo vincitore del Premio Scenario 2017.
LABORATORI: Di fondamentale importanza la collaborazione con il DAMSLab del Dipartimento delle Arti - Università di Bologna che nei suoi spazi, oltre alle finali, alla proiezione del film di Emma Dante, ai lavori della Giuria e alle premiazioni, ha ospitato dal 2 al 5 luglio anche l’Osservatorio critico sul Premio Scenario, laboratorio condotto da Fabio Acca e che, riservato a 15 studenti dell’Università di Bologna, ha affiancato la Giuria ufficiale del premio, presentando il giorno della premiazione i vincitori del proprio percorso di valutazione.
Di particolare significato anche la collaborazione con il Cassero LGBTI Center, che nell’ambito della rassegna estiva ‘L’Altra Sponda’, ha ospitato dal 2 al 6 luglio, il laboratorio teatrale “Čechov in stand up” condotto da Liv Ferracchiati, artista vincitore ex aequo del Premio Scenario 2017, che ha visto la partecipazione di 10 attori e attrici di età compresa tra i 19 e i 35 anni, il cui esito finale è stato mostrato al pubblico sabato 6 luglio alle ore 18 presso il Cassero.
INCONTRI: Giovedì 4 luglio alle ore 19 presso Il Cameo si è svolta la presentazione del libro “Scenari del terzo millennio, l’osservatorio del Premio Scenario sul giovane teatro” (Titivillus Editore), a cura di Cristina Valenti, con la partecipazione degli autori: Fabio Acca, Stefano Casi, Laura Mariani, Viviana Santoro, in dialogo con gli ospiti del Festival.
LA PROMOZIONE : Il Festival è stato presentato nell’ambito di una conferenza stampa martedì 18 giugno 2019 alle ore 11.00 presso DAMSLab/Teatro con la partecipazione di Matteo Lepore, Assessore alla Cultura e Promozione della Città del Comune di Bologna, Roberta Paltrinieri, Responsabile Scientifico DAMSLab e Cristina Valenti, Direttrice Artistica Scenario Festival.
Per la diffusione dell’iniziativa sono state stampate 500 locandine e 6000 pieghevoli, distribuiti nel territorio.
Ampio spazio è stato dato al Festival sul sito internet di Scenario e sui Social, anche con annunci promozionali su FB.
Il Festival ha avuto ampia risonanza sulla stampa locale e nazionale e su riviste specializzate. Qui la rassegna stampa completa: https://www.associazionescenario.it/wp-content/uploads/2019/12/Rassegna-Stampa-Scenario-Festival-2019.pd
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