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Manipulation, Retouching and Staging: The Debate on Veracity of Documentary Images in Digital Era. Some Cases Compared
The article addresses the issue of the alteration of images in the digital age, and therefore the question of the authenticity and truthfulness of documentary photographs, through the analysis of some cases that involved affirmed reporters (awarded on the occasion of international contests by major photojournalistic institutions) and their professional integrity; vicissitudes that had important aftermaths and stimulated (especially on websites and blogs) technical, deontological and theoretical debates concerning the legitimacy of manipulative operations and their ethical implications
IN CORSO D'OPERA 5 (5-6 LUGLIO 2022): Giornate di studio dei dottorandi di ricerca in Storia dell'Arte della Sapienza Università di Roma
Comitato organizzativo: Gianlorenzo Chiaraluce, Federica De Giambattista, Sara Esposito, Edoardo Maggi, Antonio Marras, Gaia Pedriglieri, Patrizia Principi, Eva Scurto. In Corso d'Opera è un'iniziativa promossa e coordinata dai dottorandi di ricerca in Storia dell'Arte della Sapienza Università di Roma e si avvale del supporto e del patrocinio scientifico del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Storia dell'Arte e del Dipartimento SARAS. Nella convinzione dell'importanza del confronto e della circolazione dei saperi, le due giornate di studio si prefiggono di portare all'attenzione della comunità scientifica materiali, problemi e risultati delle ricerche in cui sono attualmente impegnati i dottorandi. Gli interventi sono raccolti in quattro sessioni tematiche e metodologiche che intendono offrire originali spunti di riflessioni e nuovi stimoli di approfondimento su argomenti che spaziano dal Medioevo alle più recenti manifestazioni e forme artistiche della contemporaneitàComitato organizzativo: Gianlorenzo Chiaraluce, Federica De Giambattista, Sara Esposito, Edoardo Maggi, Antonio Marras, Gaia Pedriglieri, Patrizia Principi, Eva Scurto. In Corso d'Opera è un'iniziativa promossa e coordinata dai dottorandi di ricerca in Storia dell'Arte della Sapienza Università di Roma e si avvale del supporto e del patrocinio scientifico del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Storia dell'Arte e del Dipartimento SARAS. Nella convinzione dell'importanza del confronto e della circolazione dei saperi, le due giornate di studio si prefiggono di portare all'attenzione della comunità scientifica materiali, problemi e risultati delle ricerche in cui sono attualmente impegnati i dottorandi. Gli interventi sono raccolti in quattro sessioni tematiche e metodologiche che intendono offrire originali spunti di riflessioni e nuovi stimoli di approfondimento su argomenti che spaziano dal Medioevo alle più recenti manifestazioni e forme artistiche della contemporaneita
Il «maestro della scuola moderna ossia studi dal vero»: Filippo Belli e i modelli fotografici per artisti
Il presente articolo intende fornire un approfondimento sul pittore-fotografo Filippo Belli, personalità ancora sfuggente ma emblematica per comprendere i rapporti tra fotografia e produzione pittorica nella Roma di fine Ottocento. Belli, infatti, pittore di formazione, inserendosi in una radicata tradizione iconografica di scene di genere (alimentata dai gusti della nuova classe borghese, nonché dalle aspettative e dalle dinamiche del mercato e del turismo internazionale che avevano nell’Urbe uno dei loro massimi centri) realizzò, tra la metà degli anni Settanta e i primi anni del decen- nio successivo, una serie di scatti raffiguranti episodi di vita contadina e popolani in posa ripresi nei paesi della campagna laziale, immagini che dovevano servire ai pittori del tempo come modelli e riferimenti visivi funzionali all’attività d’atelier. Muovendo dall’analisi di materiale archivistico originale – mai stato oggetto di studi sistemati- ci –, il saggio vorrebbe costituirsi, oltre che come un affondo monografico, come un’ulteriore riflessione sugli intrecci tra cultura fotografica ottocentesca e pratiche artistiche.This article intends to provide an in-depth study on the painter-photographer Filippo Belli, a still elusive but central personality in the relationship between photography and pictorial production in late nineteenth-century Rome. In fact, Belli, a painter by training, inherited the interest in an already deep-rooted iconographic tradition of genre scenes (informed by the taste of the new bourgeois class, as well as by the expectations and dynamics of the international market and tourism that had in the Capital one of their greatest centers) and realized, between the mid-Seventies and the early years of the following decade, a series of photographs depicting moments of rural life and posing peasants taken in the villages of the Latium countryside, images that were meant to be used by painters of that time as visual references. Starting from the analysis of original archival material – which has never been subject of systematic studies –, the essay would like to constitute, as well as a monographic contribution, as a further reflection on the interweaving between photographic culture and artistic practices
Filippo Belli ‘painter-photographer’ in Rome: picturesque motifs and artistic documentation
Filippo Belli (1836-1927) was active mainly as a supplier of images depicting the Roman countryside meant to be used by artists, but he was also a documenter of the Eternal City’s cultural heritage. His work still awaits a proper study, and reconstructing it will shed more light on Italian historical photography
The ‘Bulletin of the Association of Amateurs of Photography’ (1889-1896): information and visual culture in Rome and Italy
My intervention aims to emphasize the role that the ‘Bulletin of the Association of Amateurs of Photography in Rome’ had in the formation and dissemination of a modern photographic culture in Italy. The club, the first of its kind founded in Italy (1888) – initially joined to the Naples Camera Club – was born from the meeting between Enrico Valenziani, employee at the Ministry of Education, and Giovanni Gargiolli, future director of the National Photographic Cabinet. For a long time it had been hoped for the birth of an institution capable of ‘uniting in close ties those who cultivate the photographic art in its many applications’, and therefore providing tools and opportunities for comparison to the increasing number of non-professionals – the introduction of bromide gelatin had in fact triggered a process of massification of the medium. In May 1889 the first issue of the official magazine was published (the last would be out in 1896) and it soon became one of the main specialized periodical in Italy together with ‘The Photographic Progress’ (1894) and ‘The Yearbook of Photography’ (1898-99). The ‘Bulletin’ had multiple purposes: to provide news on the development of techniques, materials, new researches and methods (sometimes through actual scientific articles); stimulate the exchange of knowledge and opinions, especially between members of different societies; inform about exhibitions and competitions, both Italian and international; recommend readings and insights. Each issue was enriched with phototypes, many of which made by the Danesi company, the most important studio in Rom
Magnum la storia le immagini. Alex Webb
Il fascino dell’esotico, la vivacità dei tropici, il mistero del con ne. Da Haiti a Cuba, dal Messico all’India, l’opera di Alex Webb è una continua ricerca della bellezza espressa attraverso la seduzione del colore
Peter van Agtmael
Fotografo di guerra e non solo, Peter van Agtmael incarna il modello del reporter impegnato. Nel suo lavoro fotogiornalismo, documentazione sociale e interpretazione soggettiva convivono dando vita a immagini di grande forza autoriale. Nel 2001 Peter, di origini olandesi ma nato a Washington, è un brillante studente di Storia a Yale, dove presto si laureerà con lode. Proviene da una tipica famiglia dell’upper class liberale statunitense e la fotografia, sebbene vista e apprezzata fin da quando era ragazzo – aveva un’autentica passione per i volumi illustrati sulla Prima Guerra Mondiale –, non rientra ancora tra i suoi primari interessi. Certo è ben consapevole di come l’immagine abbia il potere di veicolare più o meno efficacemente il senso di un determinato evento, ma tende ancora a considerarla, come è d’altronde normale visto il tipo di studi affrontati, un supporto visivo funzionale alla comunicazione, non ne comprende subito l’intrinseca autonomia, la specificità linguistica. Tutto cambia dopo quel drammatico giorno di settembre, il giorno dell’attentato al World Trade Center
Magnum la storia le immagini. Patrick Zachmann
Pazienza, coerenza, coraggio: sono le qualità del lavoro di Patrick Zachmann, fotografo che come pochi altri sa cercare, inseguire e ripercorrere i fili della memoria – individuale e collettiva – per ritrovare storie e ricostruire identità, la sua come quella degli altri
Los retos traductivos de Max Aub. Fraseología y humor en Manuscrito cuervo
Phraseology plays a fundamental role in the rhetorical system of Max Aub’s Manuscrito cuervo. This article, mainly focusing on the different combination strategies of zoomorphisms and somatisms, features an analysis of Robert Marrast’s French version along with the corresponding translation proposals into Italian
Magnum la storia le immagini. Jonas Bendiksen
Per il norvegese Jonas Bendiksen la fotografia è una cosa semplice, priva di complicazioni: non ci sono trucchi né magici espedienti, ma solo buone storie da raccontare. Le sue immagini contengono sempre delle narrazioni, spesso insolite e sorprendenti
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