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Cesare nella Troade: l’impossibile rinascita del passato
Caesar’s visit to the ruins of ancient Troy in Lucan’s Bellum Civile book IX is an invented story which deals with important metaliterary themes such as poetic fama and the poetry’s eternalizing function. Lucan’s narrative also reveals the instrumental nature of Caesarean and Augustan propaganda: the Neronian poet highlights some contradictions of the Aeneid, showing the failure of the political project celebrated by Vergil.La visita di Cesare alla Troade è un'invenzione lucanea, che ha importanti significati metaletterari in relazione a concetti quali la fama e la memoria garantite dalla poesia. L'episodio è costruito in modo da sfruttare alcune incongruenze e forzature della propaganda augustea e virgiliana, rivelandone impietosamentre la natura letteraria e strumentale. In questo modo viene messo in crisi il progetto di rinascita dopo le guerre civili poirtato avanti da Augusto e celebrato nella poesia virgiliana
Specimina di esegesi medievale a Lucano: le Glosule di Arnolfo di Orléans
L’analisi di alcuni passi tratti dalle Arnul Aurelianensis glosule super Lucanum ci consente di individuare alcuni elementi essenziali di quest’opera. Appare evidente che il maestro medievale offre un’interpretazione di Lucano orientata in una prospettiva allegorica e etico-morale. Alla luce dell’importanza di queste note, diventa necessario analizzarle allo scopo di evidenziare la loro struttura ed il significatoThe analysis of some passages from Arnul Aurelianensis glosule super Lucanum allows us to identify some essential elements of this work. It seems clear that the medieval master offers an interpretation of Lucan oriented in an allegorical and moral perspective. In light of the importance of these notes, it becomes necessary to analyze them in order to
highlight their structure and meanin
L'accettazione della sconfitta. Pompeo e Scipione in Livio, V. Massimo, Seneca e Lucano.
La fine di Orfeo e le matres nurus Ciconum: tra Virgiio e Ovidio
Virgilio, in georg. IV 520, definisce le artefici dell’uccisione di Orfeo matres Ciconum.
Ovidio (met. XI 3), che pure non ne nega la natura speciale di baccanti, le definisce
nurus Ciconum e così sottolinea la loro condizione di fanciulle da marito, che hanno
subito l’onta del rifiuto da colui al quale intendevano unirsi. Tra una versione e l’altra,
cambia la caratterizzazione delle donne punitrici, in Virgilio generiche donne (matrone),
in Ovidio nubiles o sponsae. Si tratta, da parte di Ovidio, di un’abile e sottile modifica,
che sposta il tono della scena dalla sacralità del resoconto virgiliano al contesto, tutto
umano, di una vendetta per un amore non corrisposto.
Virgil, at georg. IV 520, defines the murderers of Orpheus as matres Ciconum. Ovid
(met. XI 3), which also does not negate their special nature of Bacchantes, calls them
nurus Ciconum and so underlines their status as girls of marriageable age, who suffered
the shame of rejection by those to whom they intended to join. Between the two versions
of what happened, occurs a change concerning to characterizations of women authors of
the punishment, which in Virgil are generic women (matronae), while in Ovid become
nubiles or sponsae. Ovid, therefore, makes a clever and subtle change, which shifts the
tone of the scene, from the sacredness of the story as narrated in Virgil, to a purely human
revenge for an unrequited love, which seems to be the keynote of the ovidian tale
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