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    Type IV creep cracking of welded joints: numerical study of the grain size effect in HAZ

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    A reliable creep design for very long lives, capable to account for both diffusion and dislocation mechanisms, was used to explain the onset of type IV fracture in weldments. An unexpected decreased creep rupture strength at low stress is the typical consequence of this failure. The fine-grained heat affected zone (FGHAZ) is the most sensitive region to the type IV failure. In this paper the effect of the grain size distribution was numerically investigated. The creep rupture occurs at the FGHAZ as a result of localized creep strain accumulation supported by high stress triaxiality which is known to promote nucleation and growth of cavities and reduce the material ductility. The stress triaxiality is mostly related to the grain size gradient in HAZ, thus an optimized grain size distribution could result in a longer creep life of the joints

    Modellazione costitutiva, implementazione numerica e verifica sperimentale di un modello di creep per superleghe di nichel a cristallo singolo

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    Negli ultimi trenta anni, le superleghe di nichel si sono affermate come nuova classe di materiali per la termica. Tra queste, le superleghe a cristallo singolo rappresentano oggi quanto di più performante e tecnologicamente avanzato sia disponibile per applicazioni ad alta temperatura. L'utilizzo di questi materiali con struttura a cristallo singolo pone dal punto di vista della modellazione, e dell'impiego di tali modelli nella progettazione, una serie di complessità aggiuntive. In particolare la risposta costitutiva di un materiale single crystal risulta essere fortemente anisotropa. In questo lavoro viene proposto un modello per il creep anisotropo delle superleghe di nichel a cristallo singolo derivato su base dislocazionale. Il modello è stato generalizzato al regime multiassiale assumendo che i sistemi di scorrimento attivi siano gli ottaedrici principali e i cubici. La caratterizzazione del materiale richiede la conoscenza della risposta del materiale nelle sole due direzioni [001] e [111]

    La protezione dei dati personali nel panorama giuridico cinese. Analogie con il GDPR?

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    Il presente lavoro ha ad oggetto l’analisi, in chiave comparatistica, della disciplina della Personal Information Protection Law (PILP) Cinese rispetto al General data protection regulation (GDPR) europeo, al fine di individuarne analogie ovvero dissonanze, tentanto di rispondere al quesito de la PILP sia un duplicato del GDPR o meno. Il dato di partenza è che a differenza dei sistemi giuridici occidentali in cui, tendenzialmente, si realizza un bilanciamento di tutela tra gli interessi pubblici e privati, nel sistema giuridico cinese il prevalere della sfera pubblicistica ha storicamente inciso negativamente sul riconoscimento delle tutele da riservare alla sfera privatistica. Ciò nonostante, il ruolo portante nelle economie dei big data e delle informazioni personali ha inevitabilmente indotto il legislatore cinese ad accogliere nel proprio ordinamento, e conseguenzialmente disciplinare, la privacy sia all’interno del Codice civile che nelle apposite regolamentazioni di carattere speciale (tra cui rientra la PILP). Attraverso l’emanazione della Personal Information Protection Law il legislatore cinese ha sì riconosciuto e garantito ai cittadini l’essenziale diritto alla protezione giuridica delle informazioni personali, ma ha anche creato dei sistemi di controllo tali da accrescere l’influenza dello Stato-partito sulla società, fornendo alla stessa nuovi strumenti di controllo (es. Great Firewall o il Sistema di Credito sociale). In tal senso, se è vero che in linea di principio le normative oggetto di comparazione appaiano similare, non è altrettanto vero che la PILP sia un mero duplicato del GDPR, ciò in ragione delle specificazioni che si rilevano all’interno della regolamentazione

    Ai limiti del visibile. La figura di spalle nella pittura italiana del Cinquecento

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    La tesi indaga il problema della figura di spalle nella pittura italiana del Cinquecento attraverso la selezione e l'analisi di alcuni casi studio. Abbiamo affidato al primo capitolo il compito di assolvere l’incombenza di ripercorrere le domande che sono state sin qui formulate in seno agli studi dedicati al tema della figura di spalle, le prospettive da cui è stata già osservata, le narrazioni a cui ha dato vita. Tale operazione preliminare risulta necessaria per affrontare le Rückenfiguren nella pittura italiana del Cinquecento dimostrando come, nonostante certi pregiudizi, questo indirizzo di ricerca si riveli particolarmente fertile. Il secondo capitolo è invece dedicato all’analisi di una serie di ritratti e autoritratti, accomunati dalla presenza di un medesimo dettaglio: una figura di spalle dipinta dietro l’effigiato, in secondo piano. Le opere di Tintoretto e dei Carracci sono le protagoniste del terzo capitolo. Attraverso l’analisi di alcuni significativi lavori condotti da questi artisti, si è cercato di far emergere l’anima dicotomica della figura di spalle: essa può, infatti, porsi al servizio di un’idea di pittura intesa come pura rappresentazione, dichiarandone la natura artificiale, ma anche di una pittura finalizzata ad affermare la realtà del mondo rappresentato, agendo quindi come testimone del vero. La tesi si chiude con un capitolo dedicato allo spettatore, colui a cui vengono voltate le spalle. Sebbene i riferimenti a quest’ultimo ricorrano spesso nel corso del nostro studio, abbiamo sentito la necessità di dedicargli un apposito spazio in ragione del complesso rapporto che si stabilisce tra esso e la Rückenfigur. Per approfondire questa tematica sono state analizzate alcune opere di Girolamo Romani, detto Romanino, artista che, nell’ambito della pittura italiana del Cinquecento (ma non solo), ha interpretato la figura di spalle con una sorprendete modernità

    Mechanism based unified creep model incorporating damage

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    Although it is often said that diffusional flow creep is out of the practical engineering applications, the need for a unified model capable to account for the resulting action of both diffusional and dislocation type creep is justified by the increasing demands of reliable creep design for very long lives (exceeding 100.000h), high stress-low temperatures and high temperature-low stress regimes. In this paper, a unified creep model formulation, in which the change of the creep mechanism has been accounted for through an explicit dependence of the exponent n on stress and temperature, has been proposed. The model has been also extended incorporating damage processes, characteristics of creep stage IV, adopting a time independent damage formulation proposed by the authors. An application example of the proposed approach to high purity aluminum is given

    Density lower bound estimate for local minimizer of free interface problem with volume constraint

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    We prove a density lower bound for some functionals involving bulk and interfacial energies. The bulk energies are convex functions with p-power growth not subjected to any further structure conditions. The interface (Formula presented.) is the boundary of a set (Formula presented.) such that (Formula presented.) is prescribed. Then we get (Formula presented.)

    Mechanism Based Creep Model Incorporating Damage

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    The increasing demand of reliable creep design for very long lives (exceeding 100.000 h), as those for high stress-low temperatures and high temperature-low stress regimes, requires a model formulation capable to account for the nonlinearity in the stress dependence of the logarithm of the creep rate as a result of the combination of both diffusional and dislocation type creeps. In this paper, a creep model, where the effect of mechanism change has been accounted for through an explicit dependence of the creep exponent n on stress, has been proposed. The model has been also extended, incorporating damage processes and characteristics of tertiary creep stage, adopting a time independent damage formulation proposed by the authors. An application example of the proposed approach to high purity aluminum is given

    A model for steady stage III creep regime at low-high stress/temperature range

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    Although diffusional flow creep is often considered out of practical engineering applications, the need for a model capable to account for the resulting action of both diffusional and dislocation type creep is justified by the increasing demands of reliable creep design for very long lives (exceeding lOO.OOOh), high stress-low temperatures and high temperature-low stress regimes. In this paper, a creep model formulation, in which the change of the creep mechanism has been accounted for through an explicit dependence of the creep exponent "n" on stress and temperature, has been proposed. An application example of the proposed approach to high purity aluminum is given

    Primary Creep Modeling Based on the Dependence of the Activation Energy on the Internal Stress

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    In high temperature design, the accumulation of creep strain during the primary stage has to be considered since most of the allowable design strain occurs in this stage. In this work, assuming that the creep rate in the transient regime can be given as a fraction of the steady state creep rate and function of the internal stress, a mechanism based model for primary creep has been derived. Taking into account that the apparent activation energy varies with the internal stress, which evolves with creep strain, an exponential form of the creep rate versus creep strain has been obtained. The proposed model for primary creep requires the identification of two material parameters only which are shown to be function of the applied stress and independent of temperature. The proposed model has been validated for high chromium steel P91
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