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Assunta Esposito risponde alla recensione di Andrea Sarri
Precisazioni di carattere metodologico relative alle fonti utilizzate nel libro di Assunta Esposito " Stampa cattolica in Alto Adige tra fascismo e nazismo" Aracne 2012, in risposta alle osservazioni del recensore Andrea Sarri in "Geschichte und Region / Storia e Regione", 1, 2013.Methodological specifications related to the use of records in Assunta Esposito's book "Stampa cattolica in Alto Adige tra fascismo e nazismo" Aracne 2012, in response to Andrea Sarri's review in "Geschichte und Region / Storia e Regione" 1, 2013
“Pläne helfen nicht, die geplante Zukunft zu realisieren”. Im Gespräch mit Elena Esposito und Nora Schultz
La pianificazione non aiuta a realizzare il futuro che si pianifica. Colloquio con Elena Esposito e Nora Schult
Systems theory and algorithmic futures: Interview with Elena Esposito
By introducing us into core concepts of Niklas Luhmann’s theory of social systems, Elena Esposito shows
their relevance for contemporary social sciences and the study of unsettled times. Contending that society is made
not by people but by what connects them – as Luhmann does with his concept of communication – creates a fertile
ground for addressing societal challenges as diverse as the Corona pandemic or the algorithmic revolution. Esposito
more broadly sees in systems theory a relevant contribution to critical theory and a genuine alternative to its Frankfurt
School version, while extending its reach to further conceptual refinement and new empirical issues. Fueling such refinement
is her analysis of time and the complex intertwinement between past, present and future – a core issue that
runs throughout her work. Her current study on the future as a prediction caught between science and divination offers
a fascinating empirical case for it, drawing a thought-provoking parallel between the way algorithmic predictions
are constructed today and how divinatory predictions were constructed in ancient times. >
Esposito\u27s, 1982
1982 Menu from Esposito\u27s Restaurant, 1335 Congress Street. Esposito\u27s opened in ca.1950 as Bob\u27s Airport Café. Bob Esposito later changed the name of the restaurant, known as Esposito\u27s until 2019. 1981 Photographs of Esposito\u27s can be seen at this link.https://digitalcommons.portlandlibrary.com/menus/1018/thumbnail.jp
Helga Nowotny in Conversation with Elena Esposito
Helga Nowotny, Professor emerita of Science and Technology Studies at ETH Zurich, is a leading scholar in the social studies of science and technology. In her extensive publications she dealt, among other topics, with social and individual structuring of time, technological innovation, uncertainty, social effects of AI, and the interaction between biological life and social life. Always intensely engaged in research policy, Nowotny is one of the founding members of the European Research Council and was its President from 2010 to 2013. In this conversation with Elena Esposito, she talks about her scientific biography, the role of technologies in the experience of time, and the relationship between STS and sociology of science. Drawing on her experience in the organization and funding of science at EU level, she also reflects on the relationship between research and science policy and on the ongoing transformations in the way of doing research and in gender issues
Una cuestión de tiempo – Entrevista con Elena Esposito
Invitada por el Centro de Estudios Públicos (CEP, Chile), Elena Esposito, una de las especialistas más reconocidas actualmente en teoría sociológica y teoría de sistemas, estuvo en Chile entre el 18 y el 25 de agosto de 2023. Durante su visita, la profesora Esposito participó en distintas actividades académicas. Una de ellas fue la entrevista que ahora publicamos. Esta tuvo lugar en la mañana del 23 de agosto de 2023 en el Centro de Estudios Públicos
PREMIO "ALCIDE DE GASPERI" - XVIII EDIZIONE PREMI "NUOVO MEZZOGIORNO" - SEZIONE CULTURA
Il premio A. De Gasperi - Nuovo Mezzogiorno (Sezione Cultura) è stato conferito nel 1997 ad Assunta Esposito "per l'edizione critica del manoscritto inedito dell'economista napoletano L. Bianchini filologicamente scrupolosa e con apparato critico di ampio respiro e per l'introduzione che di Bianchini ricostruisce con grande equilibrio l'iter scientifico e politico" (dalla motivazione della Commissione giudicatrice esposta dal Presidente Luigi De Rosa)
Intervista con Roberto Esposito
«Machiavelli ci ha insegnato che il conflitto si può, e si deve, declinare in termini politici. Pur nel disincanto, non dobbiamo perdere la speranza in un ritorno del politico: anche ciò che ci appare impossibile, o almeno improbabile, può ancora sorprenderci».
Dagli anni Ottanta fino a oggi, Machiavelli è stato un riferimento costante nel percorso filosofico di Roberto Esposito. Questa raccolta – la prima a riunire tutti i suoi scritti sul Segretario fiorentino – mostra come l’opera machiavelliana attraversi le grandi categorie del suo pensiero, dalla biopolitica al pensiero istituente. Un confronto esplicito e duraturo che illumina tanto Machiavelli quanto uno dei più originali pensatori italiani contemporanei
Father Louis Esposito interview
Oral history transcript of recording of Father Louis Esposito for the East Baltimore Documentary Photography Project, page 1 of 25Good condition with writing on some parts of the transcript
Le svolte di un pensiero vivente. Passaggi e mutamenti di paradigma nella riflessione di Roberto Esposito.
Per una vivente Italian Theory: è così che si potrebbe racchiudere il percorso filosofico di Roberto Esposito, la cui mappa concettuale si disegna all’interno di un itinerario del tutto inesplorato che va dall’immanenza del conflitto alle tesi bio-politiche e tanato-immunitarie per approdare infine al paradigma della terza persona. Qui si schiude infatti una istanza teorico-politica che culmina in una nuova visione del mondo: al di qua della trappola metafisica della “persona” – che mira a separare l’essere vivente da se stesso – Esposito indica nel “vivente impersonale” il luogo a partire dal quale la nostra esistenza “si apre a ciò che non è mai ancora stata”. Le questioni cruciali del nostro tempo - legate ai concetti di sovranità e di fine del politico, che Esposito decostruisce tramite il ricorso alla categoria dell’impolitico e di biopolitica - sono affrontate senza maschere e soluzioni quietistiche. Un “pensiero vivente” capace insomma, secondo l’esempio geofilosofico tutto italiano di Machiavelli, Bruno, Vico o Gramsci, di far saltare il primato trascendentale del linguaggio e restituire la relazione costitutiva tra politica, storia e vita
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