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Questioni bioetiche e diritto ebraico
La bioetica è divenuta ormai il luogo di aspre controversie, ideali e di carattere pratico. Per offrire un'adeguata conoscenza, quando non una vera epistemologia, ai problemi etici trattati, noti esponenti ebrei da un lato e illustri giuristi dall'altro, si sono confrontati, cercando il dialogo. Dai contributi contenuti nel volume emerge quanto incisivo sia stato l'apporto del pensiero giuridico e delle speculazione ebraica in particolare e di come i problemi bioetici, che trovano certamente il luogo specifico nell'interiorità della coscienza dell'uomo, non possano ridursi alla sola problematica privata, ma riguardino anche la dimensione di un'etica pubblica
A modo di Incipit: l’apporto del pensiero religioso, anche ebraico, alla disciplina giuridica dei temi bioetici
La bioetica è divenuta ormai il luogo di aspre controversie, ideali e di carattere pratico. Si avverte sempre più l'esigenza di un reale statuto epistemologico della bioetica, che tenga conto della radicale diversità dell'etica religiosa da quella secolare ma anche della fondata esigenza di una loro consentaneità e convergenza nel risolvere le questioni bioetiche. Lo scritto sottolinea la fondamentalità, infine, del pensiero religioso - in particolare quello ebraico - nella formulazione della relativa dottrina e giurisprudenza
Identità religiosa e assistenza spirituale del paziente
L’assistenza religiosa e spirituale negli ospedali e nei luoghi di cura è tema ancora scarsamente discusso in Italia anche se di indubbio rilievo, a motivo dell’eterogeneità dell’attuale società plurale. Medici e operatori sanitari si trovano di fronte a sfide nuove, deontologiche ed etiche, che coinvolgono pazienti di differenti etnie, lingue, culture e religioni. Sempre più spesso le credenze religiose e i bisogni spirituali del degente e dei suoi famigliari presuppongono una presa in carico piena e totale da parte del sistema sanitario, che è sollecitato a provvedere a precise esigenze culturali e relazionali con i propri ricoverati.
A queste necessità si sommano specifiche richieste in tema di assistenza religiosa da parte dei ministri di culto di confessioni diverse dalla cattolica, di consenso o rifiuto delle terapie, di approccio differenziato all’inizio e al fine vita, di complessi riti funebri ineludibili da parte di alcune comunità fede, ma anche di regimi alimentari, di questioni legate all’igiene personale e di richiesta di assistenza sanitaria da parte di medici e infermieri dello stesso sesso del paziente. L’appartenenza religiosa e culturale, infatti, incide profondamente sulla concezione del corpo e della malattia, sul modo di vivere l’esperienza del dolore, sull’interpretazione della nascita e della morte, nonché sul come e da chi essere assistiti durante la degenza ospedaliera, specie se questa ha un esito infausto
La cura del paziente e la diversità spirituale. Per una medicina interculturale
L’assistenza religiosa e spirituale negli ospedali e nei luoghi di cura è tema ancora scarsamente discusso in Italia anche se di indubbio rilievo, a motivo dell’eterogeneità dell’attuale società plurale. Medici e operatori sanitari si trovano di fronte a sfide nuove, deontologiche ed etiche, che coinvolgono pazienti di differenti etnie, lingue, culture e religioni. Sempre più spesso le credenze religiose e i bisogni spirituali del degente e dei suoi famigliari presuppongono una presa in carico piena e totale da parte del sistema sanitario, che è sollecitato a provvedere a precise esigenze culturali e relazionali con i propri ricoverati. A queste necessità si sommano specifiche richieste in tema di assistenza religiosa da parte dei ministri di culto di confessioni diverse dalla cattolica, di consenso o rifiuto delle terapie, di approccio differenziato all’inizio e al fine vita, di complessi riti funebri ineludibili da parte di alcune comunità fede, ma anche di regimi alimentari, di questioni legate all’igiene personale e di richiesta di assistenza sanitaria da parte di medici e infermieri
dello stesso sesso del paziente. L’appartenenza religiosa e culturale, infatti, incide profondamente sulla concezione del corpo e della malattia, sul modo di vivere l’esperienza del dolore, sull’interpretazione della nascita e della morte, nonché sul come e sul da chi essere assistiti durante la degenza ospedaliera, specie se questa ha un esito infausto
Scuola, libertà religiosa del minore e politiche di integrazione
È innegabile l’interesse che suscita il tema della tutela della libertà religiosa del minore e della sua famiglia nel fitto intreccio di relazioni che si intessono tra questi ultimi e la scuola, istituzione chiamata a coopera-re nella funzione educativa dei fanciulli. Si instaura, o si dovrebbe instaurare, tra genitori e scuola, una peculiare sinergia diretta ad assicurare ai minori un’educazione e una formazione rispettosa dell’appartenenza confessio-nale o dell’orientamento spirituale della famiglia e al tempo stesso capace di garantire l’autodeterminazione del minore nella prospettiva della realizzazione del suo best interest. Nell’attuale società globalizzata, multietnica e multiculturale, può accadere che il diritto dei familiari ad educare i propri figli secondo i precetti della fede profes-sata – così come il diritto di libertà religiosa del minore – entri in conflitto con le esigenze di laicità della scuola pubblica; così come può accadere che nell’ambiente scolastico si riveli il contrasto esistente tra i genitori, che pretendono l’osservanza dei precetti religiosi da parte dei propri figli e questi ultimi, che, al contrario, desiderano un maggiore spazio di autodeterminazione nelle scelte esistenziali. Il contributo si propone di dimostrare che il di-ritto di libertà religiosa del minore, nell’accezione qui accolta di aspetto qualificante il best interest of the child, nella scuola debba trovare concreto riconoscimento ed efficace tutela e possa essere efficacemente perseguito attraverso la rilettura del principio di laicità in senso accogliente e l’attuazione di politiche di inclusione.It is undeniable that great interest is aroused by the subject of protecting the religious freedom of mi-nors and their families in the dense web of interwoven relations between them and school, the institution called upon to cooperate within the function of educating young people. Between parents and schools, a peculiar syn-ergy is or should be established in order to ensure that minors receive education and training that respect the confession to which they belong or the spiritual orientation of their families, at the same time able to guarantee the self-determination of minors from the perspective of their best interests. In the current globalized, multi-ethnic and multicultural society, it can happen that the right of relatives to educate their children according to the pre-cepts of their professed faith – and the minor’s right to religious freedom – enters into conflict with the secularity of state schools; it is also possible that the school environment reveals contrasts between parents, who expect their children to comply with religious precepts, and children who, on the contrary, wish for more scope for self-determination in their existential choices. The paper sets out to demonstrate that schools themselves must offer concrete recognition and effective protection of the right to religious freedom of minors, in the sense of putting the best interest of the child first, and that this can be effectively pursued through reviewing the principle of secularity in the welcoming sense and the implementation of inclusion policies
Il defectus discretionis iudicii nel sistema matrimoniale canonico. Parte prima: l’essenza concettuale della discretio iudicii
SOMMARIO: 1. Considerazioni introduttive - 2. Inadeguatezza del binomio intelletto-volontà quale strumento valutativo del consenso matrimoniale - 3. Le sinergie psichiche alla base della discretio iudicii: l’approccio intellettivo - 4. La conoscenza critico-estimativa - 5. La libera formazione del processo volitivo - 6. Il criterio di proporzionalità della discretio iudicii
Il defectus discretionis iudicii nel sistema matrimoniale canonico. Parte seconda. Caratteristiche e peculiarità della discretio iudicii
SOMMARIO: 1. Discretio iudicii abituale e attuale - 2. Gravità del defectus iudicii - 3. L’influsso del defectus iudicii sugli iura et officia matrimonialia essentialia mutuo tradenda et acceptanda.Discretio iudicii, mental disease, iura et officia matrimonialia essentialia, nullity of marriage, psychic ability to marry.ABSTRACT: The present essay, starting from the legal regulation of the discretio iudicii in the canon law system, tries to specify its conceptual essence and its peculiar characteristics relatively to the matrimonial institution. Particular attention has been paid to the attempt to clarify the connection between the defectus discretionis iudicii and the iura et officia matrimonialia essentialia and also the incidence of the different kinds of mental diseases on the expression of a valid matrimonial consent
Muslim Minors: Freedom of Religion, Education and Policies for Social Integration
Any analysis of social integration policies cannot ignore a
preliminary reflection on today's multicultural society and on the role that religion
plays within it. In particular, the investigation of the social inclusion policies of
Muslim minors is closely linked to the theme of religious freedom, within a web
of cultural and educational choices. Therefore, in the educational process of the
protagonists of the future, school covers a leading role. Between parents and
schools, a special synergy is or should be established in order to ensure that
minors receive education and training that respect the confession to which they
belong or the spiritual orientation of their families, at the same time able to
guarantee the self-determination of minors from the perspective of their best
interests, as established by the Convention on the Rights of the Child signed in
New York in 1989. The paper sets out to demonstrate that schools themselves
must offer concrete recognition and effective protection of the right to religious
freedom of minors, in the sense of putting the best interests of the child first, and
that this can be effectively pursued through an intercultural education project. In
the global world, intercultural education, understood as a path to be taken
together, as a process of common growth in which everyone gives up something
in the name of affirming shared values, is an important and, indeed, essential tool
for the implementation of inclusion policies
Aspetti penalistici dell'obiezione fiscale alle spese militari nell'interpretazione della recente giurisprudenza
La riforma incompresa: l’Accordo 6 novembre 2018 nei rapporti tra Repubblica Ellenica e Chiesa Ortodossa
Il 6 novembre 2018, il Primo Ministro greco Alexis Tsipras e l’Arcivescovo di Atene Ieronymos, hanno reso pubblico un Accordo di riforma dei rapporti tra Repubblica Ellenica e Chiesa Ortodossa, destinato ad essere tradotto in Legge dello Stato. La fortissima opposizione del clero e della gerarchia ecclesiastica e la risicata maggioranza parlamentare monopartitica favorevole alla riforma ne hanno impedito l’attuazione, nel segno di una crescente tensione nei rapporti tra Governo e Chiesa di Grecia.On November 6, 2018 the Greek Prime Minister Alexis Tsipras and the Archbishop of Athens Ieronymos, have made public an agreement to reform relations between the Hellenic Republic and the Orthodox Church, destined to be translated into State Law. The strong opposition of the clergy and the ecclesiastical hierarchy and the narrow, one-party parliamentary majority in favor of the reform, prevented it from being implemented, in the sign of a growing tension in the relations between the Government and the Church of Greece
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