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Promuovere lo sviluppo di competenze trasversali a scuola e all’università: riflessioni a partire da un’indagine empirica sulle competenze in ingresso degli studenti universitari nell’ambito logico-comunicativo e delle strategie di studio
Riflessioni metodologiche relative a una ricerca empirica nei servizi educativi dell’Emilia-Romagna
In questo contributo si propone una riflessione critica sotto la lente metodologica di una ricerca conclusa e focalizzata sulle relazioni tra bambini e bambine dagli 0 ai 6 anni e di questi con gli adulti educativamente e affettivamente significativi presenti in famiglia e nei sevizi educativi e scolastici dell’Emilia-Romagna, secondo la prospettiva dell’educazione di genere. A partire da tale problema di ricerca il team interdisciplinare che ha ideato e sviluppato l’indagine si è posto numerosi interrogativi anche inerenti le scelte metodologiche da compiere. L’esigenza da un lato di ottenere risultati generalizzabili all’intera regione Emilia-Romagna (attraverso la messa a punto di un campione rappresentativo e l’impiego di approcci e strumenti quantitativi) e quella dall’altro di approfondire qualitativamente un tema sensibile come quello in oggetto hanno portato a scegliere un approccio mixed method con disegno sequenziale. Tale approccio misto ha riguardato sia la scelta e il modo di impiego degli strumenti, sia l’interpretazione dei dati
Competenze chiave in ingresso all’Università: una ricerca sugli studenti con Obblighi Formativi Aggiuntivi (OFA).
Il contributo prende in esame le complesse questioni connesse all’esigenza di rendere i sistemi di istruzione superiore europei più inclusivi, uno degli obiettivi prioritari degli indirizzi di politica delineati dal Processo di Bologna. In tale scenario, che pone la sfida di rispondere ai bisogni di una popolazione di studenti ampia e diversificata, si focalizza in particolare l’attenzione sul ruolo dell’università nel promuovere il consolidamento di competenze di base e trasversali necessarie per affrontare il percorso di studio, supportando gli studenti che mostrano lacune e fragilità in fase di accesso. Vengono presentati contesto, obiettivi, impianto e primi esiti di una ricerca empirica incentrata sugli studenti con Obblighi Formativi Aggiuntivi (OFA) avviata durante l’a.a. 2017/2018 con la finalità di contribuire alla riflessione sulle forme di supporto esistenti e su quelle prefigurabili nell’ottica di qualificare le attività didattiche integrative per il recupero e l’assolvimento dell’obbligo.The paper examines the complex issues related to the need to make european higher education systems more inclusive, one of the essential aims of the policy guidelines outlined by the Bologna Process. In connection with these issues, which pose the challenge of responding to the needs of a diverse student population, attention is focused on the role of higher education institutions in promoting the key competences required for study success and
supporting students showing weaknesses in the admission phase. The context, objectives, design and first results of an empirical research on students entering university with Supplementary Learning Requirements are presented. The main purpose of the study, started during the academic year 2017/2018, is to contribute to reflection on existing measures and on possible directions and intervention strategies with a view to qualifying the supplementary activities
Peer feedback individuale e di gruppo: uno studio empirico sull’utilità percepita in un corso universitario sulla valutazione Individual versus group peer feedback: an empirical study on perceived usefulness in a Higher Education course on Evaluation
Nell’ambito dell’Assessment for Learning (AfL) viene riconosciuto al peer feedback un ruolo strategico nel promuovere l’apprendimento. Sebbene numerose ricerche abbiano dimostrato il positivo apporto di peer reviewing e peer feed back nel migliorare le performance degli studenti, la letteratura evidenzia l’esigenza di approfondimento delle condizioni che favoriscono questo intreccio sinergico. Pochi studi finora hanno considerato le implicazioni connesse alla pratica di peer feedback individuale o di gruppo (Cho & MacArthur, 2010). Lo studio di caso qui presentato si è incentrato su un compito autentico di valutazione formativa tra pari in con- testo universitario e ha previsto la produzione di revisioni e feedback scritti in forma anonima, sia individuali che di gruppo. L’adesione era volontaria. Il focus è stato posto sull’utilità percepita dagli studenti riguardo alle diverse esperienze di peer feedback affrontate. I risultati indicano un ampio riconoscimento della ricaduta positiva inerente alla produzione di feedback, anche se col- legata per taluni alla possibilità di confronto con altri lavori e per talaltri ad una comprensione più profonda di criteri e consegne. Il feedback di gruppo è risultato nella maggioranza dei casi meno normativo, più informativo e più utile di quello individuale, anche per finalità che vanno oltre la revisione dell’elaborato.In the field of Assessment for Learning (AfL) in higher education, it is widely recognised that peer feedback plays a strategic role in fostering learning. While numerous studies have demonstrated the positive impact of peer review and peer feedback on student performance, the literature would benefit from an indepth analysis of the conditions that facilitate this synergistic interaction. Few studies to date have considered the implications of individual versus group-led peer feedback practice (Cho & MacArthur, 2010). This case study was conducted in the context of a master’s degree course on evaluation. The innovative process undertaken centred upon an authentic task of formative evaluation among peers and the production of anonymous reviews and feedback, both individual and group-based. Participation was voluntary. The focus was upon the perceived usefulness among students of the different approaches to peer feedback. The results show broad recognition of the benefits inherent in the production of feedback among peers, albeit for some merely the opportunity for comparison with peers’ work, for others however, a deeper understanding of assessment cri- teria and submissions. In general, group feedback from peers was considered more in- formative, less normative and more valuable than individual feedback (beyond the purpose of assignment enhancement)
Promuovere lo sviluppo di competenze trasversali a scuola e all’università: riflessioni a partire da un’indagine empirica sulle competenze in ingresso degli studenti universitari
Con la Raccomandazione del 18 dicembre 2006 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente l’Unione europea ha delineato il quadro di riferimento per la costruzione, a tutti i livelli dei sistemi di istruzione e formazione, di percorsi orientati all’acquisizione delle competenze irrinunciabili per vivere e lavorare nella società della conoscenza. Focalizzando l’attenzione sul momento dell’ingresso all’Università, in particolare sugli studenti che hanno maturato Obblighi Formativi Aggiuntivi (OFA) a seguito dell’accertamento iniziale delle competenze di base e trasversali ritenute necessarie per affrontare il percorso di studi universitario, il contributo presenta i primi esiti di un’indagine empirica in cui i risultati degli studenti nelle prove di accesso ai corsi di laurea triennali della Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione dell’Ateneo di Bologna (a.a. 2017-18) sono stati analizzati in rapporto a variabili sia di tipo socio-anagrafico sia relative ai percorsi scolastici precedenti, effettuando un confronto tra le caratteristiche degli studenti ammessi all’immatricolazione con e senza OFA. Le riflessioni proposte intendono costituire una base per la progettazione di azioni di supporto e riallineamento diversificate nella prospettiva di facilitare il passaggio dalla Scuola secondaria di II grado all’Università attraverso un lavoro sinergico tra i due livelli del sistema di istruzione e, in senso più ampio, nell’ottica di promuovere lo sviluppo di competenze fondamentali per apprendere efficacemente lungo tutto il corso della vita.With the Recommendation of 18 December 2006 on Key Competences for Lifelong Learning, the European Parliament set out the reference framework to provide a basis for Integrating the acquisition of these core competences, indispensable for work and life in the knowledge society, into every level of education and training. This paper presents the initial results from an empirical study focussing on students entering university who have attained the Supplementary Learning Requirements (SLR), which verify the requisite core and transversal competences for undertaking a university degree course. The study analysed the results students gained in standard tests for access to degree courses within the School of Psychology and Educational Sciences of the University of Bologna (2017-18 cohort) in relation to variables in social and academic background, to enable a comparison among the students admitted between those with SLR and those without. The paper offers some reflections intended as a call for action for a concerted effort to plan a range of support and realignment activities designed to ease the progression form secondary school to university, through synergistically dovetailing the two systems, and to promote the development of core competences for effective lifelong learning processes
Convinzioni e atteggiamenti degli insegnanti di scuola primaria italiani e orientamento all’uso formativo delle prove INVALSI di matematica = Beliefs and attitudes of italian primary school teachers and proneness to a formative use of INVALSI tests of mathematics
Il presente articolo nasce da un progetto di ricerca interdisci- plinare che ha visto coinvolti esperti di didattica della matema- tica e di didattica e valutazione con l’obiettivo di rilevare con- vinzioni, atteggiamenti e pratiche di insegnanti di scuola pri- maria in relazione alle prove INVALSI di matematica. Si è vo- luto indagare quanto gli insegnanti utilizzino il potenziale contributo di tali prove al fine di promuovere una didattica in- centrata sullo studente, sullo sviluppo di competenze e capaci- tà critiche, se le loro pratiche didattiche siano orientate all’ap- prendimento o piuttosto alla performance degli studenti e quali fattori influenzino tali pratiche. Vengono presentati alcu- ni risultati di analisi di secondo livello condotte su un questio- nario somministrato nell’a.s. 2019/20 ad un campione nazio- nale non rappresentativo costituito da 526 insegnanti di mate- matica di scuola primaria, che evidenziano come l’orienta- mento ad uso formativo della valutazione, un maggiore impe- gno nel proprio ambito professionale e la dichiarazione circa l’utilità delle prove INVALSI di matematica per analizzare ri- flettere e progettare la didattica siano positivamente correlati con un impiego di tali prove volto a potenziare le competenze degli alunni e negativamente correlati con l’ideologia delle do- ti
Sordità: percezione e realtà nell'approccio pedagogico
Obiettivo della ricerca è stato valutare il grado di conoscenza della sordità a livello universitario, quindi ad uno stadio superiore del percorso formativo, e fornire ai futuri educatori/insegnanti un’esperienza pratica, in termini pedagogici, nell’approccio con i sordi, consentendo di analizzare l’efficacia e le ricadute in ambito educativo. Partendo dalla domanda di ricerca “Quali possono essere gli approcci pedagogici per entrare in contatto con i sordi e superare le barriere comunicative?”, il lavoro è stato suddiviso in quattro parti, ciascuna volta ad analizzare e rilevare il ruolo dei diversi attori che partecipano al contesto educativo
Tra ricerca e azione: un’analisi tematica dello sviluppo professionale dei docenti
Lo studio mostra i risultati di un’analisi tematica condotta su 13 progetti di sviluppo professionale dei docenti coordinati da gruppi di ricerca di ambito universitario. L’indagine è stata guidata da uno schema di 11 categorie ex-ante in quanto desunte dalla letteratura di riferimento. La ricerca ha individuato tre temi generali associati alla professionalità insegnante: a) sviluppo professionale; b) scopi progettuali; c) paradigmi di ricerca. L’analisi, affidata a due analisti ciechi, è stata validata mediante il calcolo dell’inter-rater reliability. È stato possibile osservare come i progetti studino il tema dello sviluppo professionale dei docenti attraverso differenti approcci, con prevalenza per quello di impostazione qualitativa. Le iniziative progettuali propongono principalmente obiettivi di formazione piuttosto che di misura, soluzione di problemi e innovazione. Lo sviluppo professionale è in prevalenza inteso come cambiamento soggettivo e dell’azione didattica. Ulteriori perfezionamenti nelle fonti, nei metodi di raccolta del dato nonché nelle strategie di analisi potrebbero confermare o meno, in parte o in misura ridotta, gli attuali risultati.The study shows the results of a thematic analysis carried out on 13 teacher professional development projects coordinated by university research groups. Before the analysis, researchers identified 11 categories derived from the study of the teacher professional development literature. Two blind analysts conducted the analysis, which was validated by the inter-rater reliability. The main findings show the following evidence: a) the projects approach teachers' professional development through different research methods, with a prevalence of qualitative methods; b) projects are frequently oriented to teacher education purposes rather than to measure variables or overcome educational problems; c) professional development is mainly interpreted as a subjective change of beliefs, attitudes and teaching practices. Further improvements in data collection, sources and methods, as well as analysis strategies, may or may not confirm, to some or a lesser extent, the current results
Concezioni della valutazione e dell'apprendimento in insegnanti di matematica nella scuola primaria
Il saggio presenta un approfondimento sui dati di un questionario somministrato a 526 insegnanti di matematica della scuola primaria. Il questionario indaga le convinzioni e le dichiarazioni in relazione ai test INVALSI, allo scopo di identificare possibili ricadute sull’insegnamento-apprendimento in matematica.
L’approfondimento verifica le relazioni fra due scale di atteggiamenti già validate (DOTIDID, Ideologia delle doti, e VALFOR, Valutazione formativa) e alcune variabili del questionario.
Viene rilevata la significatività delle relazioni con le due scale per diversi aspetti, con una netta differenza fra gli insegnanti che credono nella valutazione formativa (orientati alla progettazione didattica) e quelli che considerano la matematica una dote innata (orientati al semplice addestramento per superare le prove).
Sono discusse le possibili ricadute per i percorsi di formazione in servizio degli insegnanti sui temi della valutazione e sull’uso corretto delle prove Invalsi.The paper presents an in-depth analysis of the data of a questionnaire administered to 526 primary school mathematics teachers. The questionnaire investigates the beliefs and statements in relation to the INVALSI Tests, in order to identify possible effects on teaching-learning in mathematics.
The in-depth study verifies the correlations between two validated scales (DOTIDID, Talent Ideology, and VALFOR, Formative Assessment) and some variables of the questionnaire related to anagraphic data, teachers' beliefs regarding the knowledge and skills investigated by the INVALSI Test and mathematics teaching and learning practices in the classroom that include the use of INVALSI items.
The significance of the correlations with the two scales is noted for different aspects, with a clear difference between teachers who believe in formative assessment (oriented to didactic planning) and those who consider mathematics as an innate talent (oriented to simple training to pass the tests) The possible impacts for in-service teacher training courses on assessment issues and the correct use of INVALSI Tests are discussed
Un sistema di categorizzazione per l’analisi di progetti di ricerca-formazione attraverso un approccio analyst-driven
Questo contributo presenta la messa a punto di un impianto di analisi quantitativa di progetti di ricerca-formazione basato su 11 categorie desunte dallo studio della letteratura di riferimento. Tale impianto è stato testato attraverso l’esame di 13 progetti mediante un approccio analyst-driven da parte di due analisti ciechi e l’analisi è stata validata mediante verifica della misura di concordanza (coefficiente kappa). A partire dalla finalità generale volta a esplorare il tema dello sviluppo professionale in relazione all’innovazione didattica, questo studio ha individuato per l’analisi tre temi associati alla professionalità insegnante: sviluppo professionale, scopi progettuali e paradigmi di ricerca. L’applicazione del sistema di categorizzazione ha fatto emergere le seguenti tendenze: a) prevalenza dell’approccio fenomenologico-qualitativo; b) orientamento prevalente verso scopi formativi piuttosto che di innovazione, misurazione o soluzione di problemi; c) sviluppo professionale inteso come cambiamento delle convinzioni, degli atteggiamenti e dell’azione didattica dei docenti piuttosto che come potenziamento dell’agentività dei docenti e promozione della collaborazione situata. Le riflessioni critiche sviluppate al termine del lavoro evidenziano che, pur in un quadro di sostanziale solidità dell’impianto, si potrebbero apportare ulteriori perfezionamenti nelle fonti, nei metodi di raccolta del dato, nonché nelle strategie di analisi.The paper presents the development of a scheme for the quantitative analysis of research projects concerning teacher professional development based on 11 categories derived from the study of the literature on the topic. In order to test this scheme, two blind analysts carried out the analysis of 13 projects, which was validated by the inter-rater reliability. Based on the overarching aim to explore the topic of teacher professional development in relation to teaching innovation, this study identified the following three themes for analysis: professional development, project aims and research paradigms. The application of the categorisation system revealed the following main findings: a) the prevalence of the phenomenological-qualitative approach; b) the prevailing orientation towards teacher training rather than innovation, measurement or problem-solving purposes; c) professional development is mainly interpreted as individual change in teacher beliefs, attitudes and practices rather than enhancing teachers’ agentivity and promoting situated collaboration. Critical reflections developed as a result of the study suggest that, while the defined scheme is essentially sound, further refinements could be made in the sources and methods of data collection, as well as in the analysis strategies
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