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Empathy and recognition of dogs’ (canis familiaris) emotions : a pilot focusing on vets
Vets play a key role with regard to animal welfare. Companion animal veterinarians care for both animals and their owners, showing empathy towards “human clients” and “non-human patients” at the same time. We investigated empathy towards animals and humans by vets, assessing whether they are related, influenced by length of service or gender and whether those most empathetic were more skilled in recognizing dog’s emotions. Ninety-five vets were tested using the Animal Empathy Scale and the Empathy Quotient
Animal hoarding – accumulo di animali : stile di vita, maltrattamento o psicopatologia? Una rassegna critica della letteratura
L’Animal Hoarding o accumulo di animali si verifica quando un individuo
possiede un numero di animali che eccede la sua capacità di prendersene cura in
modo adeguato. Ne conseguono la compromissione della qualità di vita della persona
e delle condizioni dell’abitazione in cui vive, nonché una forte sofferenza
per gli animali, che vanno incontro a malattia, inedia e morte. Tale fenomeno è
stato a lungo considerato uno “stile di vita” e, anche se oggi viene riconosciuto
come una forma di maltrattamento degli animali, solo recentemente è divenuto
oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica, che ha fornito diversi
modelli per inquadrarlo nell’ambito dei disturbi mentali. Poichè in Italia l’accumulo
di animali è poco conosciuto e studiato, il presente lavoro si propone di presentarne
le caratteristiche e le principali ipotesi esplicative presenti in letteratura,
con particolare riferimento al Disturbo da Accumulo (Hoarding Disorder), di cui
è attualmente considerato una variante, e al ruolo del trauma; vengono inoltre descritti
i punti di forza e di debolezza degli interventi finora attuati per la gestione
dei casi di accumulo di animali, con l’intento di promuovere un approccio multidisciplinare.
Infine, è dato uno speciale risalto all’interpretazione del comportamento
di accumulo di animali in relazione al rapporto normale tra esseri umani e
animali, incoraggiando lo sviluppo di nuove ricerche che tengano in considerazione
anche gli aspetti dell’attaccamento e dell’empatia nei confronti degli animali,
che finora sono stati affrontati solo a un livello puramente descrittivo.Animal hoarding occurs when an individual owns a number of animals that exceeds
his/her ability to provide satisfactory caregiving. This failure results in starvation,
illness and death of the animals and impairs both the conditions of the
household and the person’s quality of life. For a long time animal hoarding has
been considered as a “lifestyle” but now it is deemed a form of animal maltreatment,
yet only recently the scientific community has started to study it as a mental
disorder, providing some explanatory models. Since Animal Hoarding occurs also
in Italy but is still little known and studied, the aim of this review is to describe its
main features and to introduce the most frequent hypothesis about its aetiology,
with particular reference to Hoarding Disorder and to the role of trauma;
moreover, strengths and weaknesses of current interventions will be analyzed, in
order to promote an interdisciplinary approach to the problem. Special emphasis
will be given to understand animal hoarding behaviour in the light of the normal
human-pet bond, suggesting new research directions which consider aspects such
as attachment and empathy toward animals
Suscitare e riconoscere le emozioni nel volto di un cane: efficacia degli antecedenti e ruolo dell’esperienza
Il cane è stata la prima specie addomesticata dall’uomo, con il quale si è stabilita una comunicazione complessa. Recentemente, Bloom & Friedman (2013) hanno ipotizzato che le persone possano riconoscere le 6 emozioni di base dei cani basandosi sulle loro espressioni facciali, mostrando che anche individui non esperti sono in grado di riconoscerle con accuratezza.
Questo studio mira a replicare tale risultato, valutando anche se il tipo di esperienza con i cani influenzi la capacità di riconoscerne le emozioni.
Abbiamo confrontato 3 gruppi, veterinari (n=22), proprietari di cani (n=24) e non proprietari (n=21), utilizzando il set di stimoli creato da Bloom & Friedman: 21 fotografie relative alle 6 emozioni di base e a un’espressione neutra (3 immagini ciascuna) di un pastore belga malinois addestrato ed esposto a stimoli in grado di suscitare una specifica emozione.
Ai partecipanti è stata mostrata una sequenza di fotografie chiedendo, per ciascuna, di identificare l’emozione espressa dal cane tra 7 opzioni: felicità, sorpresa, neutro, tristezza, rabbia, disgusto, paura.
Abbiamo verificato la validità degli stimoli sottoponendoli al giudizio di 33 esperti (12 comportamentalisti e 21 educatori cinofili); solo 4 immagini sono state riconosciute in modo univoco, con una performance superiore al caso: felicità (60%), sorpresa (70%), paura (90%) e rabbia (67%). Per le restanti immagini, meno del 33% degli esperti ha identificato l’emozione corretta: l’espressione neutra è stata indicata come felicità, la tristezza come paura e il disgusto come tristezza, paura o rabbia.
I 4 stimoli riconosciuti dagli esperti sono poi stati usati per confrontare i tre gruppi, che hanno ottenuto risultati simili per tutte le emozioni: la paura è stata la più difficile da riconoscere, con una performance inferiore al caso.
Dai risultati del campione di esperti, emerge che l’utilizzo di antecedenti per suscitare emozioni non garantisce risultati inequivocabili e non permette di stabilire con sicurezza lo stato emotivo dell’animale; per ottenere stimoli validi è utile avvalersi anche del giudizio di esperti.
Felicità, rabbia e sorpresa sono le emozioni meglio riconosciute, senza effetto dell’esperienza: è ipotizzabile che la mimica facciale legata a queste emozioni abbia mantenuto degli aspetti comuni tra le diverse specie, dato l’alto significato adattativo; infatti, capire se un animale è felice o arrabbiato dà informazioni sulla sua pericolosità, così come un’espressione sorpresa attira l’attenzione rispetto a stimoli ambientali nuovi.
Sembra infine che riconoscere la paura nel cane richieda una formazione specifica sul suo comportamento, poiché questa viene correttamente identificata solo dagli esperti.
Ulteriori studi, che impieghino stimoli più ecologici, tratti da un contesto naturale, o che utilizzino anche la postura corporea del cane, sono necessari per confermare questi risultati e per comprendere meglio se e come l’uomo riconosca le espressioni emotive del cane
Empathy toward animals and people : The role of gender and length of service in a sample of Italian veterinarians
Empathy plays an important role in interpersonal relationships, and it also shapes the relationship between
human and nonhuman species, affecting the way animals are treated and cared for. Veterinarians
play a key role with regard to animal welfare and, especially in companion animal practice, they have to
care for nonhuman patients as well as for human clients, showing sensitivity and empathy toward both.
However, empathy in veterinary professionals has received very little attention so far. This study
investigated empathy toward animals and people in veterinarians, assessing whether and to what extent
they are influenced by variables such as gender and length of service. In fact, these variables have been
reported to affect empathy in a variety of caring professions.We used the Animal Empathy Scale to assess
empathy toward animals and the Empathy Quotient to assess empathy toward people in a sample of 107
veterinarians, practicing in veterinary clinics in Milan area and working mainly with dogs and cats. Our
findings are in agreement with the evidence suggesting a process of feminization in the veterinary
profession, showing a higher percentage of females than males entering the practice. In addition, results
reveal a significant effect of gender on empathy toward animals, with women scoring higher than men,
but no effect of length of service. This suggests that, differently from what seems to occur during veterinary
training, professionals maintain a good level of empathy toward animals over years. Interestingly,
length of service had a significant effect on empathy toward people, with more experienced veterinarians
scoring higher than their younger colleagues; this result suggests that the ability to take into account and
support pet owners’ emotional needs may grow over time. To our knowledge, this is the first study in the
literature assessing empathy toward animals and people in veterinarians working in small animal
practice. Further studies are needed to evaluate the role of empathy in the quality of care, pet owners’
satisfaction, and veterinarians’ well-being
Il calore delle emozioni: utilizzo e validazione della termografia a infrarossi nll’analisi delle risposte emozionali del cane (Canis Familiaris)
La storia evolutiva del legame tra uomo e cane ha portato ad un crescente interesse per le competenze emotive di questo animale e per i fattori che possono influenzarne il benessere, inteso non solo come assenza di esperienze negative ma anche come possibilità di sperimentarne di positive. Tuttavia, le ricerche si sono concentrate soprattutto sullo stress e la risposta a stimoli negativi, mentre gli studi sulle emozioni positive sono rari.
Lo studio delle emozioni negli animali integra l’osservazione del comportamento con la rilevazione di alcuni parametri fisiologici; tra questi, la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) è stata recentemente proposta come un indicatore più preciso degli stati psicofisici ed emozionali rispetto alla frequenza cardiaca. Recentemente, alcuni studi hanno evidenziato come anche la termografia ad infrarossi (IRT), un metodo non invasivo che rileva la temperatura superficiale di un corpo e ne restituisce una rappresentazione grafica, possa essere utile a valutare condizioni di distress negli animali.
Il presente studio mira a valutare le risposte comportamentali e fisiologiche (HRV e temperatura dell’occhio) del cane di fronte a un’esperienza positiva e a comprendere il contributo dell’IRT nello studio delle emozioni. 19 cani adulti sono stati sottoposti ad un test in 3 fasi: 1. baseline in situazione di calma (al guinzaglio seduto accanto al padrone); 2. stimolazione positiva (somministrazione di croccantini); 3. ritorno alla situazione iniziale (come in fase 1). Durante la fase 2 (di stimolazione positiva) i cani mostrano un calo dell’attività motoria, una maggiore attenzione al proprietario che dà loro il cibo e comportamenti indicanti un stato emotivo positivo. In questa fase, si registra inoltre un chiaro aumento della loro temperatura corporea e della frequenza cardiaca. Tuttavia la somministrazione di croccantini non determina alcuna variazione della variabilità cardiaca. Quindi, i dati mostrano che nella fase 2 si osserva un cambiamento fisiologico, legato all’aumento della temperatura corporea e della frequenza cardiaca rispetto alle fasi 1 e 3, che non incide sul sistema nervoso autonomo in termini di variabilità della frequenza cardiaca. Pertanto, è ipotizzabile che tali alterazioni possano essere dovute all’incremento dello stato di attenzione/arousal dell’animale e non ad un’attivazione emotiva positiva dovuta al cibo. Confrontando questi risultati con quelli riportati negli studi che hanno usato l’IRT nella valutazione del distress e delle emozioni negative, sembra che l’IRT sia in grado di rilevare un generico stato di arousal dell’individuo, senza però dare indicazioni rispetto alla sua valenza emotiva. Ulteriori studi sono necessari per verificare se il cibo possa assumere il significato di uno stimolo positivo dal punto di vista emotivo, tale da modulare in modo significativo il sistema nervoso autonomo e per verificare se e come l’IRT possa essere usata per indagare lo stato emotivo del cane
Empathy towards animals and belief in animal-human continuity in Italian veterinary students
Empathy towards animals and beliefs in animal-human continuity appear to play an important role in shaping the human-animal relationship and in determining the way animals are treated and cared for. Veterinary medicine plays a central role in animal welfare and has been recognised as a highly caring profession, especially in companion animal practice: however, a number of studies have indicated that veterinary students show a decline in empathy towards animals and an increasing tendency to see them in Cartesian
terms as they progress through veterinary education. In the present study we used the Animal Empathy Scale and the Human-Animal Continuity Scale to investigate empathy towards animals and beliefs in animal-human continuity in a sample of first-year (n = 131) and final-year (n = 158) veterinary students of the University of Milan, Italy. Results revealed a difference in empathy towards animals, with first-year students scoring significantly higher than those at the end of their academic training. This variation in empathy
over time emerged in both male and female students, however females always had higher empathy scores than males. Moreover, veterinary students at the end of their course reported a more instrumental attitude toward animals, more pronounced in males than in females. Similarly, there was a difference in the perception of continuity between humans and animals which was more evident in males, with first-year students scoring higher than fifth-year students in some items. Results are discussed in relation to previous
studies carried out in other countries and, given the importance of empathy in the veterinary profession, potential reasons underlying its apparent decrease are considered
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