1,600 research outputs found

    Alcune domande per riflettere con... Mariangela Scarpini intervista Antonella Santi e Lucia Bacci.

    No full text
    In tutti i Campi di Esperienza Educativa riferiti alla scuola dell’infanzia, si può fare spazio al dialogo loso co che però trova uno posto evidente nei Campi “il sé e l’altro”, “la conoscenza del mondo”, “I discorsi e le parole”. C’è un aspetto che emerge più di altri, ed è il valore di una “pedagogia della comunità”, per lo sviluppo di atteggiamenti inclusivi, e il benessere che deriva dal valore psicologico che per il soggetto ha l’essere in una comunità e partecipare all’interrogazione sul senso del mondo

    Play4STEM - Il gioco come dispositivo metodologico-didattico per promuovere le STEM e ridurre gli stereotipi di genere. Primi risultati di ricerca

    No full text
    Il contributo pone al centro il gioco come possibile dispositivo me- todologico-didattico di promozione alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics) e di contrasto alle discri- minazioni di genere. Nello specifico il gioco è stato utilizzato con un duplice obiettivo: da un lato come apparato metodologico ef- ficace al contrasto e alla decostruzione di stereotipi di genere nel- l’ambito delle STEM nella percezione di studenti/esse degli Istituti Comprensivi (Reinking, 2018); d’altro lato, nella creazione del gioco stesso (nella versione demo di un videogioco) come mezzo per l’avvicinamento al pensiero computazionale e alle STEM. In questa sede si intende riferire i primi risultati della sperimentazione che ha visto il coinvolgimento di 9 classi di 5 diversi Istituti Com- prensivi del Comune di Modena, le quali hanno contribuito, tra gli altri aspetti, alla realizzazione di discussioni, focus group e con- versazioni sul tema delle differenze di genere che verranno analiz- zati utilizzando i criteri messi a punto dal gruppo di ricerca alla luce della letteratura di riferimento. Si porranno in relazione le conversazioni, la documentazione dell’esperienza e i risultati allo scopo di formulare prime ipotesi rispetto agli elementi di natura didattica che emergono come suggeribili e modellizzabili nella progettazione di attività di gioco e nella realizzazione di azioni a carattere innovativo.This paper discusses a research study focused on playing as a pos- sible methodological/teaching device to promote STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics) subjects and fight gender discrimination. More specifically, playing has been used with a twofold objective: on one hand, as an effective methodolog- ical device to oppose and dissect gender stereotypes in the STEM fields as perceived by the male and female pupils of K-14 schools (Reinking, 2018); on the other hand, in the creation of the game itself (in the unplugged/demo version of a videogame) as an intro- duction tool for computational thinking and STEM. We hereby wish to outline the preliminary results of the experimentation, which has involved 9 classes from 5 different K-14 institutes in the City of Modena. Their secondary and primary schools have contributed, among other things, to create debates, focus groups, and conversations. We intend to analyse the latter by using the criteria developed by the research group based on the related lit- erature. We shall compare the conversations, the experience doc- umentation, and the results to formulate initial hypotheses on the emerging teaching elements that we may suggest and take as an example in the design of games and innovative activities

    Esperienze nature-based, pedagogia del corpo e pratiche filosofiche : aspetti teorici e metodologici per gli interventi educativi in situazioni di emergenza

    No full text
    Gli eventi catastrofci che provocano le emergenze possono essere riconducibili a “cause umane” o a origini naturali, ma sono quasi sempre amplifcati da azioni umane disfunzionali. L’impatto di queste emergenze, infatti, è direttamente proporzionale alla capacità delle società di operare pianifcazioni strategiche a lungo termine, sia a livello di infrastrutture sia a livello di formazione e preparazione su modalità e strumenti di intervento effcaci. Proprio per tale ragione tra gli elementi del sistema sociale che dovrebbero essere coinvolti nelle pianifcazioni strategiche fnalizzate a ridurre l’impatto delle catastrof ci sono i contesti educativi (scuole, servizi territoriali, luoghi di cultura, socializzazione, sport ecc.) che possono avere molti strumenti, approcci e metodologie a disposizione per intervenire effcacemente in emergenza. Con l’intento di contribuire a mostrarne il potenziale pedagogico, questo contributo vuole porre l’attenzione su tre elementi – l’esperienza in natura, l’ascolto del corpo e le pratiche flosofche – che, insieme ad altri dispositivi pedagogici e a opera dei professionisti dell’educazione, possono sostenere la resilienza in situazioni di emergenza

    Con lo sguardo dei bambini e delle bambine

    No full text
    In un tempo di scuole chiuse, di parchi svuotati e di strade silenziose, dove può il mondo adulto trovare spazi aperti di ascolto ai pensieri dei bambini e delle bambine? Come può creare territori di attenzione ai diritti riconosciuti, in tutta la loro dignità? Nel capitolo vengono riportati spazi che hanno permesso a bambine e bambini di raccontare se' e il mondo, da dentro le loro case (quando quelle pareti erano confini) con i loro molteplici linguaggi: proposte che hanno, in comune, l’esplicito riconoscimento di autorevolezza ai pensieri dei bambini e delle bambine

    Con lo sguardo dei bambini e delle bambine

    No full text
    In un tempo di scuole chiuse, di parchi svuotati e di strade silenziose, dove può il mondo adulto trovare spazi aperti di ascolto ai pensieri dei bambini e delle bambine? Come può creare territori di attenzione ai diritti riconosciuti, in tutta la loro dignità? Nel capitolo vengono riportati spazi che hanno permesso a bambine e bambini di raccontare se' e il mondo, da dentro le loro case (quando quelle pareti erano confini) con i loro molteplici linguaggi: proposte che hanno, in comune, l’esplicito riconoscimento di autorevolezza ai pensieri dei bambini e delle bambine

    Philosophy for Children: un'esperienza del pensare... insieme.

    No full text
    A partire da una rilettura dei concetti di “esperienza e pensiero” proposti da John Dewey, si esplora la possibilità di offrire ai bambini e alle bam-bine - già a partire dall’infanzia in contesti educativi formali e non - stru-menti atti a favorire l’esercizio del pensiero. Il presente contributo ha lo scopo di mettere in evidenzia gli elementi che concorrono, in maniera sostanziale, a fornire percorsi finalizzati all’esercizio del pensiero e, in particolare, del pensare insieme, dell’incontro con l’altro e con un punto di vista altro, all’interno di un gruppo classe che si costituisce come comunità di ricerca

    “E perché il bambino non potrebbe fare della filosofia?” Il diritto ad imparare a pensare: traiettorie e connessioni tra metodo Montessori e Philosophy for Children

    No full text
    Maria Montessori ha apportato il proprio contributo su più piani: promuovendo sia una rinnovata rappresentazione dell’infanzia – come categoria sociale culturale –, sia una rinnovata concezione di educazione intesa come aiuto alla vita. L’educazione, in tal senso, è finalizzata alla formazione quanto più globale, armonica e integrata della persona. In modi diversi e molteplici, il mondo adulto e le scienze dell’educazione non dimentichino il diritto dell’esercizio del pensione, anche attraverso la filosofia come strumento e metodo. Si richiama così la proposta più diffusa a livello internazionale, la Philosophy for Children e l'impronta data da M. Lipman
    corecore