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    Studio sulla shelf life di alcuni campioni di olio extravergine d’oliva Piemontese

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    Nel presente lavoro, dopo aver illustrato le conclusioni di un’indagine sull’olivicoltura piemontese, sono stati analizzati alcuni campioni di oli d’oliva prodotti in Piemonte durante la campagna olearia 2006. I risultati emersi dalle analisi merceologiche rivelano una produzione di buona qualità sia chimico-fisica sia organolettica

    Piedmontese extravirgin olive oil: product specification and suggestion for obtaining a PDO (Protect Designation of Origin) certification

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    Production of extra virgin olive oil in Italy is concentrated on the mainland. However, there are also some niche producers in Northern Italy located in the more sheltered lake areas, as well as other areas that are particularly suited for this purpose. Specifically, there are areas in Piedmont where olive trees flourish and from which an olive oil is produced with characteristic qualities. The aim of this paper is to examine the potential of this Piedmontese extra virgin olive oil production with the aim of obtaining the European Community PDO certification. This document provides a review of the production structure, as well as the regulations governing the production of olive oils for which PDO certification is sought from the Consortium responsible for safeguarding the production of extra virgin olive oil in Piedmont

    Sulla percezione del significato dei segni di qualità dei prodotti agro-alimentari. Risultati di un’indagine su un campione di consumatori in provincia di Foggia

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    Il presente saggio è parte del volume “L’agro-alimentare tra economia della qualità ed economia dei servizi”, a cura di Michele Distaso. I principali segni della qualità nel settore agroalimentare presentano alcuni punti critici legati alla loro numerosità, alla loro frammentazione ed alla loro continua evoluzione normativa. Tali criticità, come messo in evidenza anche dall’elaborazione dei questionari somministrati ai consumatori della provincia di Foggia, creano spesso confusione nei confronti sia dei produttori sia dei consumatori, controbilanciata da una rivendicazione di maggiori informazioni. Nonostante questa limitata conoscenza, una parte consistente di consumatori si dichiara disponibile a pagare un prezzo maggiore per un prodotto contraddistinto da un segno di qualità. Appare chiaro, nell’ottica dei produttori, che l’interesse alla certificazione nasce in virtù della possibilità di conseguire un maggior valore aggiunto, ma se il consumatore finale non è in grado di valutare i vantaggi della certificazione, viene meno il presupposto sul quale si fonda il meccanismo stesso. Tale principio è reso più importante dal fatto che i consumatori, nonostante l’importanza che affidano al prezzo, dimostrano un certo interesse anche verso altri elementi che partecipano alla qualità di un alimento: la composizione degli ingredienti, i valori nutrizionali, la data di scadenza, le caratteristiche igienico-sanitarie. Una significativa percentuale di essi, tuttavia, non ritiene influente a caratterizzare la qualità di un prodotto altri elementi importanti come l’origine geografica, la produzione biologica ecc. Da uno scenario così evidenziato, in cui emergono chiaramente i punti di forza e di debolezza per le produzioni agro-alimentari di qualità, si evince che il superamento, negli ultimi tempi, della pesante crisi che il settore primario si trova ad affrontare dipenderà necessariamente dalla capacità di migliorare la qualità, di caratterizzare meglio i prodotti e di contribuire ad una maggiore consapevolezza dei consumatori finali nei confronti di tali produzioni. Bisogna, prima di tutto, liberarsi dalla convinzione che le produzioni tipiche possono essere valorizzate soltanto con la sola istituzione di una costellazione di strumenti di certificazione. Questi, infatti, possono esprimere la loro massima efficacia solo se accompagnati da campagne informative sui vantaggi che prospettano. Tale contesto divulgativo potrebbe, così, convincere i consumatori che non è possibile un miglioramento della qualità senza un corrispondente aumento di prezzo e potrebbe fornire informazioni utili a riconoscere la qualità e la tipicità di un alimento. In questo modo sarà possibile persuadere una parte di coloro che ancora mostrano una certa diffidenza verso prodotti contraddistinti da segni ed aiutare il consumatore ad uscire da uno stato di generale confusione e disinformazione, atteggiamenti emersi anche in questo studio. Questo dovrebbe avvenire se non si vuole che il consumatore durante i propri acquisti, specie nella grande distribuzione, si rivolga frettolosamente verso un prodotto lasciandosi suggestionare dalla pressante pubblicità o dalla confezione accattivante, senza effettuare un’attenta lettura della sua carta d’identità e dei segni a questo correlati

    Analisi quantitativa e qualitativa sugli oli d’oliva prodotti in Piemonte

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    Nel presente lavoro, dopo aver illustrato le conclusioni di un’indagine sull’olivicoltura piemontese, sono stati analizzati alcuni campioni di oli d’oliva prodotti in Piemonte durante la campagna olearia 2006. I risultati emersi dalle analisi merceologiche rivelano una produzione di buona qualità sia chimico-fisica che organolettica

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Indagine di mercato sui “segni della qualità”

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    Questo lavoro nasce da sinergie sviluppatesi tra studiosi delle Università degli Studi di Torino e di Foggia, per analizzare il grado di conoscenza e la propensione all’acquisto da parte dei consumatori di prodotti agro-alimentari contrassegnati da “segni” della qualità, quali, ad esempio, DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP, (Indicazione Geografica Protetta), ISO 9000, ISO 14001 – EMAS, ecc. Dalla comparazione dei risultati dell’indagine condotta nella provincia di Torino ed in quella di Foggia sono emersi dati concordanti, seppure con alcune differenze dipendenti dalle peculiarità dei due territori. La qualità risulta essere una condizione necessaria ma non sufficiente per il successo commerciale di un prodotto agro-alimentare. Se un aumento del prezzo delle produzioni contraddistinte da “segni” pare giustificato dai maggiori costi che i produttori devono sostenere per ottenerli, la loro incidenza non deve pregiudicare né la competitività, né costituire un pretesto per aumentare a dismisura il prezzo di vendita. Emerge pertanto la necessità di impostare, in ambito sia locale sia nazionale, azioni di valorizzazione per formare consumatori in grado di effettuare gli acquisti con maggiore consapevolezza, anche perché un acquirente distratto e disinformato può facilmente essere vittima di inganni sapientemente celati attraverso affascinanti strategie di vendita

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Iconografia tra Verbano e Varese : appunti per il territorio delle pievi prealpine della diocesi milanese

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    Arnalda Dallaj, Iconografîa tra Verbano e Varese : appunti per il territorio delle pievi prealpine della diocesi milanese, p. 31-53. Nel quadro delle analisi preliminari, volte ad una possibile estensione all'area varesina del progetto «Peintures religieuses des églises alpines» di Dominique Rigaux, sono state esaminate le caratteristiche della regione e la relativa bibliografia. L'intento era di evidenziare la problematica dei confini storici di tale area culturale e, nello stesso tempo, di mettere in luce alcune peculiarità iconografiche, corne la rappresentazione del Santo equestre in diverse forme, e la possibile relazione con un territorio teatro di continui transiti e poco urbanizzato. Infine, in particolare attraverso lo studio della raffigurazione dei Santi Eligio e Antonio abate, è stata awiata una riflessione sugli Antoniani e la produzione di immagini nel Medio Evo, tentando di individuare elementi che, in assenza di testimonianze scritte, possano aprire prospettive di confronto con situazioni documentate.Dallaj Arnalda. Iconografia tra Verbano e Varese : appunti per il territorio delle pievi prealpine della diocesi milanese. In: Mélanges de l'École française de Rome. Moyen-Age, tome 106, n°1. 1994. pp. 31-53
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