1,720,960 research outputs found
Le decisioni dei consumatori tra ragione ed emozione: l'effetto alone
Molto spesso le ricerche sul consumatore hanno considerato l’attività decisionale come un processo teso a combinare e comparare gli attributi che caratterizzano differenti alternative. In particolare una parte rilevante della letteratura si è focalizzata sulla natura adattiva del comportamento esplicitando il sistema delle regole che gli individui usano per valutare gli attributi o per confrontarli tra le varie alternative disponibili (Payne, Bettman., Johnson, 1993). In questa prospettiva le peculiarità individuali, il contesto sociale, e le caratteristiche del compito decisionale rappresentano quel sistema di fattori in grado, seppur a diverso titolo, di interagire e influenzare il comportamento di scelta che, ragionevolmente, assume il connotato di una modalità espressiva della preferenza “rivelata”. Sebbene tutto ciò sia ampiamente noto e costituisca l’architettura, esplicita o implicita, della maggior parte degli articoli di consumer research che trattano il problema delle decisioni, nel corso degli ultimi anni questa prospettiva si è progressivamente arricchita sottolineando la necessità di integrare, nel quadro teorico originario, anche altri aspetti legati alle emozioni e ai sentimenti vissuti, il ruolo delle esperienze metacognitive come parte integranteConsumer research often considers decision making as a process aiming to combine and compare information the attributes characterizing different alternatives. Recent studies suggest that affect and emotion also have an influence on decision making. The aim of the present study is to show that the affect toward different brands could be influenced by specific comparisons and, in turn, have a role in shaping consumers’ preferences. In this perspective, the emotion becomes an attribute itself, a sort of halo able to connote products or brands in a distinctive way. In two studies, we investigate the influence of the halo effect on people’s judgments (1) and choices (2). Results show that a positive or negative halo influences people preferences for different brands. The findings of the present study are discussed in details. Moreover, an implication for marketing strategies is that the affective valence people attach to a brand or product may determinate their following preferences when specific contextual comparisons are present
Cause related marketing: Improving peoples willigness to donate by selling them a product
Cause related marketing (CRM) is a way to link products with socially responsible activities following a strategy, which is directedto strength the emotional image of the product and to increase the market shares (Varadarajan, Menon, 1988). CRM programs allowconsumers to buy a product which devolves part of its revenues to a social cause and to integrate the donation into the price of the product.In order to implement a successful CRM program it is relevant to understand how consumers perceive the social cause. Previous researchhas shown that people has a diminished sensitivity in valuing life saving interventions against a background of increasing numbers of lives(psychophysical numbing, Fatherstanhough,et al., 1997). In addition, Kogut and Ritov (2005) found people less willing to contribute infavor of a group of victim rather than in favor of a single, victim. People seem to perceive a charitable program supporting a great amountof people less emotional and effective than a charitable program which aims to collect money in favor of one identifiable victim.The aim of the present study is to investigate people’s perception of CRM programs in different evaluation modes (joint versusseparate). In addition, we seek to assess if different description of the charitable program could influence consumers’ choices and theirwillingness to support a social cause through the purchase of a product
La mente finanziaria. Economia e psicologia al servizio dell'investitore.
Ogni investitore vorrebbe avere la capacità di prevedere l’andamento dei mercati: prezzi delle azioni e delle materie prime, tassi d’interesse e di cambio. Purtroppo, si tratta di un sogno destinato a rimanere tale per moltissimi di noi. Questa banale, ma vera, considerazione non deve indurci ad affrontare le scelte di investimento con rassegnazione o fatalismo, come se fossimo davanti a un problema senza soluzione. La scienza economica ha da tempo individuato delle «regole» per una buona gestione dei risparmi che non richiedono doti divinatorie; anzi sono espressamente pensate per chi non possiede la sfera di cristallo. Le regole fondamentali non sono molte, ma hanno il difetto di essere state confezionate assumendo che il singolo individuo abbia preferenze e comportamenti che rispondono al concetto di «razionalità». Di conseguenza, l’investitore, oltre a conoscere ciò che queste regole suggeriscono, deve essere capace di adattarle alle preferenze personali, se diverse da quelle assunte come standard, e di evitare gli errori nella loro applicazione in cui è molto facile cadere per ragioni psicologiche. Il nostro intendimento è aiutare l’investitore in questo compito, chiarendo innanzitutto il significato di quei concetti che sono la premessa di qualsiasi scelta finanziaria e analizzando poi i momenti fondamentali del processo di investimento. L’articolazione del testo riflette questa impostazione. Il capitolo 1 tratteggia le figure dell’investitore razionale, assunto dalla teoria economica, e dell’investitore reale, descritto dagli studi psicologici. Il capitolo 2 affronta il tema del reperimento e uso delle informazioni, della relazione tra abilità cognitive e investimenti e dell’importanza dell’educazione finanziaria.I capitoli 3 e 4 sono dedicati al concetto di rischio, alle preferenze individuali verso il rischio, al concetto di rendimento atteso e alla sua relazione con il rischio. I capitoli 5 e 6 affrontano il problema di come strutturare il portafoglio di investimenti, cioè la ripartizione della ricchezza fra titoli rischiosi e titoli sicuri, e dell’influenza che su tale scelta esercita l’orizzonte temporale. Il capitolo 7 approfondisce il tema del trading, cioè della movimentazione del portafoglio tramite acquisti e vendite che ne modificano temporaneamente la struttura di base. Tutti i capitoli sono suddivisi in tre paragrafi: il primo offre il punto di vista normativo (cosa si dovrebbe fare) della teoria economica, il secondo offre il punto di vista descrittivo (come ci si comporta nella realtà) degli studi psicologici, il terzo integra le due prospettive in una logica prescrittiva (cosa si può fare per agire al meglio).Al centro della trattazione sono le «basi» delle decisioni di investimento; ciò che si deve sapere prima di interessarsi alle caratteristiche tecniche dei singoli titoli o servizi finanziari. Il testo ha dunque l’ambizione di iscriversi fra le iniziative volte a diffondere la cultura finanziaria. Tutte le indagini nazionali e internazionali rilevano un livello di educazione finanziaria assolutamente insufficiente, con gravi rischi personali e sistemici come ha purtroppo dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, la vicenda dei mutui subprime e dei connessi titoli tossici
Il cause related Marketing e l'influenza della vividezza sul processo decisionale del consumatore
Numerosi studi hanno mostrato la tendenza degli individui a rimandare le decisioni e a preferire opzioni che consentono loro di non decidere in modo definitivo e di poter continuare a scegliere in futuro. Questa propensione degli individui a rinviare l’esito di una decisione induce spesso a scartare opzioni vantaggiose, che impongono un decisone immediata, a favore della possibilità di scegliere in un secondo momento tra alternative non sempre ugualmente vantaggiose. Lo scopo del presente studio è quello di indagare la tendenza degli individui a preferire opzioni più varie che consento di posticipare la decisione. Lo scopo è, inoltre, quello di verificare se questa tendenza è in grado di intervenire sulla distribuzione delle preferenze tra le alternative proposte. Nel primo studio ad un campione di studenti sono state presentate tre squadre di calcio che partecipavano ai mondiali Germania 2006. Ogni squadra è stata associata alla propria probabilità di vincere o di perdere i mondiali di calcio. E' stato chiesto di immaginare di voler scommettere sulla vittoria dei mondiali e di scegliere, tra le squadre proposte, su quale avrebbero puntato 50 euro. Il secondo studio è stato invece svolto su un campione di promotori finanziari ai quali veniva chiesto di scegliere tra diversi fondi di investimento, descritti in termini di guadagni e perdite nei successivi dodici mesi, su quale investire 1000 euro. I risultati del primo studio mostrano la tendenza degli individui a rinviare la decisione e, in parte, permettono di verificare che la distribuzione delle preferenze per le alternative proposte è influenzata dalla possibilità di rinviare la decisione. I risultati dello studio condotto sui promotori finanziari non mostrano la tendenza degli individui a posticipare l’esito della decisione ma mostrano come offrire più tempo per decidere incide sulla distribuzione delle preferenze accordate ai diversi fondi di investimento proposti.Many studies demonstrated that vivid information are more persuasive than pallid one and are able to affect people attitudes and evaluations of an event. In this study we investigate how vivid messages could influence consumers’ preferences among products instead. In the domain of cause related marketing we demonstrate that a vivid description of the social cause supported by the product influences consumers’ choices, judgment (WTP) and particular form of social judgment. Results show that participants choose more often products associated with a vivid description of the social cause than products associated with a pallid description of the same social project. Participants are willing to pay an higher amount of money for products associated with a vivid description than for product associated with a pallid one. Finally the belief about others’ behaviour are affected in the same direction. The results of the present study are then discussed in details. Moreover the implication for communication strategies in cause related marketing are highlighted
Il benchmark nella percezione degli investitori
Questa ricerca ha inteso verificare se e come la presenza del benchmark nella rappresentazione dell’andamento di un fondo sia in grado di influenzare la percezione che le persone hanno del fondo stesso. I risultati mostrano come gli individui manifestino reazioni emotive significativamente differenti quando viene loro presentato il Fondo azionario senza un benchmark con cui confrontarlo, rispetto alla situazione in cui il benchmark è presente e ha un rendimento leggermente superiore a quello del Fondo: in questo caso, gli studenti intervistati giudicano il Fondo più attraente e il suo rendimento migliore quando il parametro di riferimento è assente, sebbene il rendimento del Fondo sia stato mantenuto inalterato nelle due condizioni. E’ quindi altamente plausibile che la differenza riscontrata dipenda soltanto dalla presenza/assenza del benchmark.La reazione al benchmark non è tuttavia simmetrica: coloro ai quali è stato mostrato un grafico in cui è il Fondo azionario a fare meglio del parametro di riferimento hanno denotato delle reazioni emotive molto simili a quelle di chi era nella condizione “senza benchmark”. Ciò significa che la presenza del parametro di riferimento ha indotto a valutare il Fondo meno favorevolmente a fronte di una se pur lieve underperformance, mentre non ne ha migliorato la valutazione a fronte di una modesta overperformance.Questa asimmetria è stata spiegata ricorrendo ai concetti di avversione alla perdita e di negativity bias
Mental accounting and Cause related marketing strategies
The aim of the present study is to verify if people’s perception of causerelated marketing (CRM) strategies is influenced by the mental accounting formatused to present the price of the product and the amount of money donated to thesocial cause. However, such an effect is conditional on the type of product used forthe campaign as the mental accounting is only expected to enhance the consumers’perception of CRM programs supported by hedonic products and not theirperception of programs supported by utilitarian products. In Experiment 1, resultsshow that only for hedonic products an integrated mental accounting induces peopleto perceive the CRM program more positively than a separated one. In Experiment2, the integrated mental accounting reduces people’s guilt about the purchase ofhedonic products, therefore explaining why this manipulation has a different impacton hedonic and utilitarian products
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
- …
