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Trattamenti per la valorizzazione energetica ed ambientale dei sottoprodotti dell’industria olearia
L’affermarsi nelle economie avanzate di modelli produttivi basati sulla circolarità presuppone un sempre più massiccio ricorso al riuso di beni, al riciclo di materia e all’impiego di fonti di energia rinnovabile. In tale contesto anche la comunità scientifica è chiamata a ricercare soluzioni che permettano, nei settori civili e produttivi, l’uso di fonti energetiche alternative alle fossili e la riduzione degli impatti ambientali legati alla generazione di prodotti e servizi.
Il presente lavoro di Tesi si pone nell’ambito delle ricerche volte alla valorizzazione energetica ed ambientale dei sottoprodotti di un importante comparto produttivo europeo, quello dell’industria olearia. L’Unione Europea è il principale produttore, esportatore e consumatore al mondo di olio d’oliva. Altre importanti quote produttive sono concentrate nel resto del bacino del Mediterraneo, in stretta contiguità con il continente europeo.
Le sanse, ovvero i sottoprodotti solidi dell’industria olearia, un tempo costituivano una fonte d’ulteriore reddito per il frantoiano in quanto erano destinate al recupero dell’olio residuale attraverso l’uso di solventi in impianti industriali. Negli anni settanta l’affermarsi delle tecnologie estrattive continue, oltre che cambiare le caratteristiche di tale processo, hanno modificato anche le proprietà dei residui solidi dell’industria olearia che hanno progressivamente perso valore economico. I processi continui difatti rendono le sanse più umide e con una minor percentuale di olio recuperabile. Negli anni novanta, con la diffusione delle tecnologie estrattive basate su separatori centrifughi orizzontali continui a due uscite (decanter a due fasi), le sanse hanno acquisito caratteristiche tali da non essere più accettabili a livello industriale a causa dei costosi trattamenti energetici necessari per ridurre il contenuto d’acqua generando, quindi, il problema della valorizzazione di tali sottoprodotti.
La digestione anaerobica è una delle tecnologie preminenti per la gestione sostenibile delle biomasse residuali agroindustriali in quanto consente di recuperare energia dalla biomassa di scarto e, nel contempo, produce materia organica stabilizzata (digestato) successivamente impiegabile come ammendante agricolo.
Uno dei problemi legati all’uso dei processi della digestione anaerobica per le sanse provenienti dai decanter a due fasi è l’alto contenuto di sostanze fenoliche in esse presenti. Tali composti se rilasciati nell’ambiente hanno un’azione fitotossica e batteriostatica e, nei digestori, sono in grado di ostacolare i processi di metanogenesi.
La presente Tesi sperimentale si colloca nell’ambito delle ricerche volte a pretrattare i sottoprodotti dell’industria olearia ai fini della loro valorizzazione dal punto di vista energetico ed ambientale. Tra i possibili pretrattamenti delle sanse per la riduzione del contenuto fenolico è stato individuato un trattamento ossidativo “green” basato sul reattivo di Fenton. Tale reattivo, difatti, non lascia pressoché alcun residuo nel digestato e genera un radicale ossidrilico con un alto potenziale ossidativo (2,73 V) in grado di reagire con le sostanze fenoliche abbattendone il contenuto. Sono state effettuate prove di biometanazione su due matrici provenienti da impianti estrattivi a due fasi: le sanse umide vergini, ovvero le sanse che escono dal separatore centrifugo a due fasi, e le sanse umide denocciolate; quest’ultime sono la parte fibrosa dell’oliva rimanente dopo il recupero del nocciolino a valle del processo di estrazione dell’olio.
Le prove effettuate hanno mostrato la capacità dei trattamenti ossidativi di avere effetti consistenti sulla metanogenesi e di incidere positivamente sulla qualità del biogas prodotto. Il ferro utilizzato per innescare la reazione di Fenton si è dimostrato successivamente in grado di eliminare, nei processi di metanogenesi, il contributo di idrogeno solforato proveniente dalle matrici testate. Tale gas acido è uno dei principali composti indesiderati presenti nel biogas.
Nei test di biometanazione condotti, i trattamenti ossidativi hanno mostrato, sotto opportune condizioni, la capacità di eliminare i tempi di latenza nella generazione di biometano nelle sanse umide vergini. Le sanse umide denocciolate invece, sono risultate il substrato in grado di produrre un maggior quantitativo di biometano per unità di peso. I trattamenti proposti non hanno però evidenziato in entrambe le matrici la capacità di aumentare la quantità complessiva di biometano prodotta a fine test (55 giorni).
Infine è stata effettuata una prova, che ha coinvolto la sola matrice denocciolata, volta ad investigare gli effetti del reattivo di Fenton sulla produzione di bioidrogeno nella dark fermentation. Le matrici denocciolate sottoposte ai vari trattamenti ossidativi hanno prodotto una quantità di bioidrogeno doppia rispetto alle matrici non ossidate.
I risultati ottenuti dimostrano la capacità tecnica dei pretrattamenti basati sul reattivo di Fenton di migliorare i processi di biometanazione e di generazione di bioidrogeno eliminando l’effetto batteriostatico delle sostanze fenoliche.
Tutto ciò apre interessanti prospettive nell’ottica di una completa valorizzazione dell’intera biomassa afferente all’industria olearia. I pretrattamenti dei residui solidi dei processi estrattivi a due fasi abbinati a tecnologie bi-stadio di digestione anaerobica volte alla produzione accoppiata di idrogeno e metano hanno la potenzialità di rendere l’industria olearia virtualmente a rifiuti zero ed a basso impatto ambientale
HS-MS: studio chemiometrico di un olio extra vergine di oliva monovarietale (Carolea) calabrese.
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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