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Europe and gender: mobility in space, in time and in identities
L’obiettivo del contributo è quello di verificare in quali condizioni il contatto con realtà più aperte e più evolute, dove vi è un maggiore impegno istituzionale in materia di parità di genere, possa attivare processi di mutamento nei ruoli di genere. Il paper analizza questo tema a partire dall’analisi di interviste biografico-narrative raccolte in Italia nell’ambito del progetto Euroidentities (VII Programma Quadro EU). In particolare, si tratta di interviste a donne e a gay, che hanno avuto esperienze biografiche significative in altri paesi europei, per ragioni di studio, di lavoro o anche perché coinvolti in coppie miste. Il contributo offre una lettura dei processi di mutamento sociale “Bottom-up” e cioè a partire dall’esperienza dei soggetti. Essa intende anche mostrare che la mobilità da contesti comunitari di tipo tradizionale a contesti socio-culturali più evoluti non implica necessariamente la possibilità per le donne di superare il ruolo tradizionale di moglie/madre e per gli omosessuali di liberarsi dello stigma del deviante. Sono infatti necessarie risorse specifiche in termini di capitale culturale e sociale
Gender and mobility in Europe: some reflections from three Italian cases
Gender is one of the dimensions where social and cultural differences between various national contexts are notably evident. In particular, non-egalitarian relationships, based on a patriarchal model, are still more present in less modernized contexts, such as Southern Europe. The increasing mobility within Europe coming along the process of unification, and the emergence of a European Collective Mental Space of Reference, through an intensification of material and symbolic exchange among the various countries and cultures, can stimulate reflexive processes of comparison and learning which can lead to significant transformations of identity. Mobility can represent a resource also for the (de-) re-construction of gender identity, activating a process of redefining traditional gender roles. In fact, encountering a context different from one's own encourages deep processes of reflective questioning about “who” one is or wishes to be. The specific aim of this contribution is to ascertain under which conditions biographical experiences lived through in contexts and relationships more sensitive to gender equality, may actually activate a process of reshaping gender identity. This contribution addresses the issue through the analysis of three biographical-narrative interviews collected in Italy as part of the Euroidentities Project. VII FP, EU
Libertà sindacale e divieto di discriminazioni
L'A. analizza l'art. 15 dello Statuto dei Lavoratori e l'evoluzione dello stesso
Accuracy Comparison between Techniques for the Establishment of Calibration Intervals: Application to Atomic Clocks
Biographical costs of mobility and transnationalisation in the European space
Nel paper viene discusso un paradosso della mobilità transnazionale europea che da un lato accresce le opportunità (sia in campo lavorativo che formativo che relazionale), dall’altro implica notevoli costi biografici. Tali costi, spesso sottovalutati, sono sia di tipo emotivo (la sofferenza connessa alla separazione, i problemi relativi all’adattamento ed alla perdita dei legami affettivi), sia di tipo concreto (ad esempio la perdita di relazioni professionali e la uscita dalle reti lavorative del paese d’origine). Il paper analizza questo tema a partire dall’analisi di interviste biografico-narrative raccolte in Italia nell’ambito del progetto Euroidentities (VII Programma Quadro EU)
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
RISULTATO A LUNGO TERMINE DELLE RICOSTRUZIONI INTERCALARI TIBIALI CON ALLOGRAFT E PERONE VASCOLARE DOPO RESEZIONE ONCOLOGICA
Introduzione: Lo scopo dello studio è di valutare i risultati clini-ci e funzionali di una serie consecutiva di pazienti affetti da tu-mori primitivi tibiali sottoposti a resezione intercalare e ricostru-zione con innesti ossei massivi e perone vascolare.
Materiali e Metodi: Abbiamo analizzato retrospettivamente 40 pazienti (età media 18 anni, range 5-60; M/F. 24/16). Le diagnosi includono: osteosarcoma (21), sarcoma di Ewing (10), adamantinoma (5), sarcomi delle parti molli (4). La lunghezza media di resezione è stata di 15,4 cm (range 10-26). In 12 casi è stata eseguita una resezione intra-epifisaria. Ventinove pazienti hanno ricevuto chemioterapia, nessun paziente è stato sottoposto a radioterapia pre- o post-operatoria.
Risultati: Al follow-up medio di 96 mesi (5-255), 32 pazienti erano liberi da malattia (80%). In 5 pazienti (12,5%) è stata os-servata una recidiva locale, trattata con escissione in un caso, amputazione in 3 casi e nessun trattamento in 1 caso. Abbiamo osservato una frattura in 12 pazienti (30%), guarita spontanea-mente dopo trattamento conservativo in 5 casi e dopo revisione chirurgica in 7 casi. Una non-union si è verificata in 6 pazienti (15%), tutte guarite dopo revisione chirurgica. In due casi (5%) abbiamo osservato un’infezione profonda; un caso è guarito dopo debridment chirurgico, l’altro ha necessitato un’amputazione. In 6 pazienti (15%) abbiamo osservato una deiscenza di ferita, guarita in tutti i casi dopo revisione chirurgica con (5) e senza (1) lembo di copertura. La valutazione funzionale a di-stanza minima di 1 anno ha mostrato un MSTS score medio di 27 punti (range 18-30). Il revision-free survival considerando le complicanze chirurgiche come end point è stata del 58% a 5 anni e del 50% a 10 e 15 anni. La sopravvivenza globale dei trapianti è stata del 89% a 5 e del 84,5% a 10 e 15 anni. Il limb salvage survival è stato del 89% a 5, 10 e 15 anni.
Discussione: Grazie ai progressi della chemioterapia e della diagnostica per immagini, vi è la possibilità di eseguire interventi sempre più conservativi. In letteratura sono descritte diverse opzioni ricostruttive sia biologiche che non biologiche dopo resezione intercalare di tumori ossei a livello tibiale. Tuttavia le ricostruzioni biologiche sono una soluzione efficace quando comparate con le protesi intercalari. In particolare l’associazione dell’innesto massivo e del perone vascolare autologo sembra favorire la guarigione delle fratture e ridurre il tasso di non-union.
Conclusioni: La revisione della nostra esperienza ha confermato che le ricostruzioni intercalari con innesto osseo massivo e perone vascolare sono una soluzione efficace dopo resezione di tumori ossei primitivi a livello tibiale. Nonostante l’alto tasso di complicazioni, la ricostruzione mostra un’eccellente sopravvivenza, permettendo di salvare l’arto in quasi il 90% dei casi
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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