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Tronchi e radici: l’identità occidentale oggi
Trahison de l’Occident. L’identité européenne entre histoire et projet / L’occidente tradito. L’identità europea tra storia e progetto. Fascicolo monografico a cura di Flavio Cassinari – Fabio Merlini ISBN: 978-88-7885-022-
La transcultura tra narrazione pubblica e privata.
A una trattazione introduttiva dei concetti chiave sottesi all’architettura del
volume è dedicato il saggio di Raffaela Merlini. Prendendo le mosse dal modello
“multiculturalista”, l’autrice ne traccia il superamento, soffermandosi su potenzialità
e criticità dell’approccio “interculturale”, nel quale la logica oppositiva viene
abbandonata a favore di un’ottica di complementarietà delle identità culturali. Ulteriore
evoluzione si ha con la nozione di “transcultura”, fondata sulla disgregazione
delle tradizionali categorie di etnia e cultura, e sulla condizione di permanente
interconnettività derivante dagli attuali processi di rilocalizzazione territoriale
e ibridazione identitaria. Innestando la transcultura sull’impianto teorico della
“narrazione”, nella seconda parte del contributo l’autrice procede a evidenziare,
attraverso esempi tratti per lo più dall’ambito della conversazione istituzionale linguisticamente
mediata, le tensioni che scaturiscono dal disallineamento tra storia
personale e discorso socio-politico. Esplorato nelle sue dimensioni più produttive
e, al tempo stesso, problematizzato, il binomio transcultura/narrazione accoglie al suo interno un duplice sguardo, rivolto sia all’universalità dei valori umani sia
all’unicità dei percorsi individuali, attraverso il quale contrastare gli effetti deteriori
di un appiattimento infantilizzante e del relativismo ideologico
C. Merlini, Il suolo al centro. Orizzonti e prestazioni del progetto di suolo in alcune componenti delle urbanizzazioni contemporanee
Oggetto del contributo è una riflessione sul “progetto di suolo” come componete particolarmente significativa della qualità urbana e insediativa delle urbanizzazioni contemporanee. In modo più specifico si mettono sotto osservazione due condizioni. Da un lato i noccioli urbani più densi e di più antica formazione, inglobati nelle maglie delle urbanizzazioni diffuse, nei quali il progetto dello spazio collettivo si è spesso limitato alla componente superficiale dell’arredo urbano, e nei quali si rende invece necessario un progetto di suolo più consapevole, che sia capace di misurarsi con i temi del confort e della economia di mezzi espressivi. Dall’altro si analizzano gli spazi aperti – minerali e vegetali – che spesso circondano le attrezzature collettive della città diffusa, e nei quali il progetto di suolo si riduce sovente alla sola dimensione prestazionale, rinunciando a esplorare una nuova possibile estetica. I limiti che spesso riscontriamo nel progetto di suolo in queste due situazioni divengono occasione per una più ampia riflessione sulla natura versatile dello spazio collettivo e sulla sua disponibilità ad accogliere usi e significati diversi
Liminalità e interpretazione: sconfinamenti tra posizioni interazionali e piani comunicativi
The study aims to investigate whether the media interpreter’s professional
profile, with its high degree of autonomous agency and empathic
involvement, also characterizes interpreting practice in the field of international
film festivals. the analysis is conducted on a set of real-life interactional
data – transcribed audio- and video-clips – from the 47th edition of
the giffoni film festival, and draws upon the interplay between different
theoretical constructs; namely, the concepts of role, discourse and positioning
(davies, harré 1990; harré, van Langenhove 1999) as combined by
henriksen (1998), and the notion of audience design (bell 1984; 1991) and
interaction levels as applied to interpreter-mediated interaction by merlini
(2017). account is taken of the impact of the following contextual factors:
both the jury and the audience of the giffoni film festival are entirely
made up of children and teenagers; and the majority of events are streamed
live. findings reveal that the interpreter tends not to take autonomous initiatives,
and steps into non-normative positions only if instructed or authorized
to do so by primary participants. in the specific context under study,
the interpreter’s role can thus be described as a liminal one, displaying the
imprecise and unsettled contours of transitoriness
Paesaggi Intermedi - Concorso Internazionale ad inviti Nuovo Quartiere Cornaredo
Progetto presentato al Concorso internazionale con prequalificazione sulla base della presentazione di un team multidisciplinare, curricula dei componenti e proposta di metodo. Il concorso si è svolto in un'unica fase. Il team multidisciplinare è composto da N. Privileggio (architettura - capogruppo), F. Infussi (urbanistica), C. Merlini (urbanistica), M. Secchi (urbanistica), M. Giuliani (ingegneria civile), I. Curulli (paesaggio), M. Mastromarino (viabilità), P. Fareri (politiche attuative) S. Sbardella (infrastrutture
Teoria e progetto per un nuovo sistema costruttivo in pannelli di legno
Il tema della prefabbricazione che utilizza, come elemento strutturale, il pannello di legno si è posto come obiettivo quello di orientare il pensiero progettuale verso la corretta sistemazione dei singoli elementi che concorrono alla definizione di un progetto; lo stesso fine che Mies Van de Rohe si era posto progettando la casa in muratura e la casa in cemento armato.
Per questo, la ricerca vuole indagare, nel passato e nelle fasi iniziali del Movimento Moderno, quei passaggi che si colgono nell'Architettura ogni qual volta venga posta l'attenzione sulle inesplorate possibilità offerte dall'utilizzo di un nuovo materiale o dal differente impiego di un materiale già noto. L'intento non è quello di definire un'unica metodologia costruttiva del sistema-pannello, ma quello di rendere evidente il rapporto tra le regole del comporre e la chiarezza degli elementi che partecipano alla costruzione dell'opera per alimentare il pensiero di chi è chiamato a progettarli.
In quest'ottica, l'individuazione di cinque punti - che corrispondono a diverse parti di un manufatto e che esprimono le relazioni con il luogo e l'articolazione degli spazi e del volume - conclude questa prima parte della ricerca. Gli elementi evidenziati pongono la necessità di fornire risposte per un uso corretto dell'elemento strutturale in oggetto e per ricercare, sempre, una progettazione tesa al limite. Un limite mai definito che mostra, pertanto, anche la grande flessibilità, pur nella coerenza, offerta da un sistema compositivo-strutturale, quale il pannello di legno
Lorenzo Merlini e il Cosimo III di Villa Vitelli
Il volume ha per oggetto il monumentale Ritratto di Cosimo III in abiti all'antica, scolpito da Lorenzo Merlini nel 1694 per Villa Vitelli a Fiesole. Oltre a ricostruire la storia della commissione, voluta dal marchese Clemente Vitelli, l'autore analizza il ritratto in marmo nel contesto della statuaria fiorentina tra Cinque e Seicento. L'intera produzione di Merlini, esplorata attraverso la sua autobiografia manoscritta, qui pubblicata in trascrizione, è riesaminata alla luce di nuove scoperte, opere inedite e recenti acquisizioni documentarie
Nuove metodologie didattiche per la diffusione del geoturismo nelle scuole: il progetto Aliakmon
INTRODUZIONE
La divulgazione al pubblico delle Scienze della
Terra non può prescindere dall’individuazione di
percorsi e metodologie idonee alla loro diffusione
nelle scuole di ogni ordine e grado. Questa
diffusione deve, però, avvenire attraverso l’utilizzo
di tecniche e metodologie nuove che permettano
di fare breccia negli interessi degli studenti, in
modo da poter raggiungere dei risultati positivi dal
punto di vista didattico.
PROGETTO GECO
Il progetto GECO nasce con lo scopo di
introdurre tecniche di ancoraggio innovative nel
presentare nelle scuole dell’infanzia, elementari,
medie inferiori e superiori tematiche di interesse
geologico.
Il primo obiettivo, promosso attraverso il
progetto, ha riguardato un percorso didattico per le
scuole medie superiori, articolato secondo uno
schema modulare che meglio permette di adattarlo
alle esigenze delle singole scuole. I moduli previsti
sono:
Incontro con gli studenti a scuola sotto
forma di conferenza dialogata con
videoproiezioni (modulo 1);
Sviluppo del progetto in singole classi con
uno o più incontri con il geologo (modulo
2);
Visite accompagnate presso siti di
interesse geoturistico (modulo 3).
Tra le metodologie introdotte per raggiungere il
successo formativo, particolarmente innovativo si
presenta l’utilizzo del romanzo “C’est l’Afrique” di
G. Grieco: un giallo catalogato come intrigo
industriale, che sviluppa una trama avvincente,
legata al lavoro di un geologo impegnato in studi
minerari in Madagascar. In essa confluiscono sia
informazioni e curiosità geologiche che la
descrizione dell’attività svolta dal geologo che
consente di comprendere l’importanza del metodo
e del rigore scientifico in questa disciplina.
L’incontro con gli studenti, sotto forma di
conferenza, viene incentrato sulle tematiche del
libro, accompagnato da immagini relative alle aree
descritte nel romanzo, ed in una cornice volta a
enfatizzare l’importanza della conoscenza del
territorio che si va a visitare in viaggi di qualsiasi
tipo.
Le fasi successive, in classe e attraverso visite
guidate, fanno perno sulla conoscenza del proprio
territorio (nel caso specifico la Lombardia) da
un punto di vista geologico e ambientale, e,
prendendo spunto dalla prima fase, prevedono un
percorso di visita a siti di interesse geoturistico.
Scopo fondamentale di questa fase è la
comprensione della storia geologica del territorio,
ma anche dell’attività svolta, oggi o in passato ,
dall’uomo nella sua interazione con l’ambiente.
La modularità del percorso permette una
fruizione adeguata alle esigenze della scuola. In
particolare il modulo (1) è stato finora sviluppato
con successo in 4 scuole, due licei classici e due
licei scientifici, il modulo (3) è stato sviluppato in
due scuole, un liceo scientifico e un gruppo misto
classico-scientifico e il modulo (2), il più
complesso, articolato e oneroso in termini di
tempo, è in fase di organizzazione per lo sviluppo
nel prossimo anno scolastico.
Un secondo obiettivo del progetto è indirizzato
alle scuole dell’infanzia e alle scuole elementari.
Questa parte del progetto, in corso di
sperimentazione presso la scuola dell’infanzia
Alessandrini di Zibido San Giacomo, in provincia di
Milano, prevede l’utilizzo di personaggi inventati
con stretto collegamento al mondo geologico,
fiabe ad argomento ambientale e naturalistico, che
permettano ai bambini un primo approccio
semplice, ma comunque corretto, ed efficace alle
tematiche geologiche.
Il progetto rivolto ai bambini è anch’esso
organizzato con la medesima modularità,
cercando di far comprendere i concetti geologici di
base con esperienze dirette che vanno dal
disegno alla manipolazione di materiali naturali, i
quali possono poi essere riutilizzati anche in un
secondo momento e autonomamente direttamente
dall’insegnante. Al primo approccio, che avviene in
classe, segue poi un percorso geoturistico che
utilizzerà una tipologia di geositi particolarmente
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significativa in Lombardia, quella dei parchi
naturali realizzati tramite il recupero ambientale di
cave e miniere dismesse e quella dei massi
erratici, ai quali sono da sempre legate
testimonianze e legende di particolare presa sui
bambini, con possibilità di visita guidata ad uno dei
tanti geositi di questo tipo della regione.
RINGRAZIAMENTI
Gli Autori ringraziano la 0111 Edizioni, che ha
curato la pubblicazione di “C’est l’Afrique” e
Matteo e Samuele Hess per le illustrazioni e
l’organizzazione dei laboratori didattici.
BIBLIOGRAFIA
GRIECO G: (2012) – C’est l’Afrique. 0111 Edizioni,
Cocquio Trevisago, 195 pp.
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Scelte politiche e spazi funzionali. Una rivisitazione dei concetti di area urbana e area rurale
L’organizzazione spaziale dell’attività umana e le sue ripercussioni sul sistema economico rappresentano un campo di ricerca relativamente nuovo, soprattutto se poste in relazione con la sostenibilità ambientale (Camagni et al., 2002). L’efficienza dei diversi pattern insediativi è ampiamente variabile rispetto al consumo di spazio ed energia. L’analisi delle relazioni tra modalità di organizzazione spaziale da un lato, e costi sociali e ambientali dall’altro, è diventata un importante filone di ricerca negli Stati Uniti e, da alcuni anni a questa parte, in Europa, dove l’Unione Europea – con il progetto MOSES-mobility services for urban sustainability (UE, 2005) – e alcuni governi nazionali, fortemente impegnati sui temi della sostenibilità urbana e della mobilità, stanno sperimentando nuovi approcci in materia di politiche territoriali. Esiste un’ampia letteratura sui costi e benefici legati al processo di urbanizzazione e alle possibili cause di inefficienza, che evidenzia la presenza di un trade off tra costi e benefici dell’agglomerazione. A livello d’impresa, i benefici dell’urbanizzazione nascono dalla presenza di esternalità à la Marshall (Henderson, 1974) o di rendimenti crescenti in mercati caratterizzati da concorrenza imperfetta (Fujita, Krugman, Venables, 1999). L’urbanizzazione tuttavia determina l’aumento nella frequenza degli spostamenti e quindi dei costi di trasporto. Pertanto è la stessa esistenza del trade off a limitare l’espansione indefinita di un’area urbana. Considerazioni sostanzialmente simili valgono per le aree rurali, dove sono le contrastanti esigenze legate alla necessità di specializzazione produttiva, a quella di diversificazione delle attività e di preservazione dell’ecosistema, a determinare estesi trade-off, la cui esistenza potrebbe giustificare l’intervento del policy maker che, sotto la spinta della globalizzazione e dei profondi mutamenti nella divisione internazionale del lavoro, sta ripensando il ruolo delle politiche territoriali. Obiettivo della ricerca è l’analisi della complessa rete di relazioni che legano le politiche territoriali indirizzate alle aree urbane e rurali e le problematiche, di natura definitoria e statistica, associate all’individuazione dei relativi ambiti di applicazione. Nella prima sezione sono riportate alcune esperienze legislative in materia di politiche territoriali nelle aree urbane e rurali, privilegiando l’ambito europeo – dove fin dall’istituzione dell’Unione Europea la formulazione di politiche di coesione socio-economica ha rappresentato un asse prioritario d’intervento – ed effettuando alcuni accenni all’esperienza statunitense in materia di politiche per le aree rurali. Il dibattito teorico sui criteri di individuazione della tipologia urbano-rurale di unità territoriali, un tema cruciale per la definizione degli ambiti di applicazione delle politiche territoriali, costituisce l’oggetto della seconda sezione, mentre nella terza sono analizzate alcune esperienze internazionali in materia di classificazioni territoriali, con particolare riferimento all’evoluzione storica dei criteri e delle metodologie. L’excursus prende in considerazione in primo luogo l’esperienza italiana, non tanto per i rari esempi ufficiali di utilizzo di tali classificazioni per finalità di politica territoriale, che in prospettiva storica sono risultati sempre circoscritti e contraddistinti da una notevole episodicità, quanto per l’originalità di alcuni contributi metodologici proposti dalla comunità scientifica nell’ultimo trentennio. Inoltre è presentata in maniera dettagliata l’esperienza maturata da Eurostat, dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dall’Australia. Nella quinta sezione sono analizzati criticamente i fondamenti del dibattito, attualmente in corso in sede Eurostat, circa il livello territoriale più appropriato per l’individuazione dell’ambito di applicazione delle politiche per le aree urbane e rurali e quello, collegato al precedente, sull’opportunità di estendere la Nomenclatura delle unità territoriali per la statistica (NUTS da adesso in poi) attraverso l’inserimento di ulteriori livelli territoriali sub-provinciali
recensione a Cristiana Mattioli, Mutamenti nei distretti. Produzione, imprese e territorio, a partire da Sassuolo, Franco Angeli, Milano, 2020, pp. 273
Il testo (recensione a C.Mattioli, Mutamenti nei distretti. Produzione, imprese e territorio, a
partire da Sassuolo, Franco Angeli, Milano) è occasione per una riflessione su caratteri e rilevanza disciplinare di un filone di ricerche che rimette al centro gli spazi del lavoro, entro cui si inserisce anche il contributo collettaneo sviluppato nel corso della ricerca Re-cycle Italy (A.Lanzani, C.Merlini, F.Zanfi, Riciclare distretti industriali. Recycling Industrial Districts, Aracne, Roma 2016)
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