205 research outputs found

    Gioacchino da Fiore, Liber figurarum

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    Scheda dedicata all'opera nel catalogo della mostra "Con gli occhi di Dante. L’Italia artistica nell’età della Commedia", a cura di Maria Luisa Meneghetti e Alessio Monciatti. Palazzina dell’Auditorio nel comprensorio di Villa Farnesina - Roma, 25 marzo-30 giugno 2022

    Il Medioevo in USA e The Year 1200 (New York, 1970)

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    La mostra The Year 1200 venne inaugurata al Metropolitan Museum of Art di New York nel Febbraio 1970 per celebrare il primo centenario dell’istituzione. Ad essa si accompagnarono altre manifestazioni celebrative, tra le quali un convegno e alcune pubblicazioni che illustravano la storia del museo. Nell’introduzione al volume The Year 1200. A Background Survey che affiancava il catalogo vero e proprio, Florens Deuchler, ideatore e responsabile dell’esposizione, scriveva che The Year 1200 nasceva come rassegna di capolavori dell’arte occidentale per attirare l’attenzione sulla corrente stilistica che si era sviluppata nel cuore dell’Europa occidentale tra il 1181, data dell’altare di Klosterneuburg di Nicolas de Verdun, e il 1220, data alla quale risalivano più o meno i programmi scultorei del transetto di Chartres e della cattedrale di Reims. Il periodo intorno all’anno 1200 poteva essere definito di transizione da un punto di vista cronologico, e quindi interpretato come snodo tra Romanico e Gotico. Emblematica della volontà di definire mediante la mostra e i suoi eventi collaterali una nuova categoria stilistica di supporto allo studio e alla comprensione del Medioevo occidentale, una delle conferenze tenute nei mesi dell’esposizione a cura di Michael Botwinick allora assistente di Deuchler, era intitolata The Year 1200: Breaking the Impasse. L’«impaccio» tuttavia non era tanto trovare una efficace etichetta ad uno stile che pareva aver avuto manifestazioni in più punti del mondo occidentale in uno stretto giro di anni, quanto di approfondire il loro contesto culturale, cercare di intuirne l’intenzionalità, magari politica, oppure la loro casualità nell’alveo di una tradizione che occasionalmente aveva già attinto all’antico, in particolare nel corso del XII secolo

    Recensione al volume di A. Monciatti, "Il palazzo Vaticano nel Medioevo", Firenze 2005

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    La recensione presenta in maniera critica il volume di Alessio Monciatti dedicato alla ricostruzione delle vicende costruttive e storiche del palazzo Vaticano in età medievale, concentrandosi in particolare sugli interventi di papa Niccolò III, corredato da un ricco apparato documentario e iconografico

    Editoriale

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    Bominaco e Roma: osservazioni sulle pitture di San Pellegrino alla luce delle nuove scoperte dei Santi Quattro Coronati

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    Analisi delle relazioni tra le pitture dell'oratorio di San Pellegrino a Bominaco e dell'aula gotica nei Santi Quattro Coronati a Roma

    Trecento. Pittori gotici a Bolzano. 2000-2005

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    Il saggio è una considerazione d’insieme sulle esperienze di lavoro e ricerca connesse alla mostra Trecento. Pittori gotici a Bolzano, tenutasi nella città atesina dall’aprile al luglio del 2000. Si fa riferimento particolare all'elaborazione dell’Atlante, edito nel 2002, che è stato concepito in stretta relazione alla mostra al fine di fornire un catalogo completo e ragionato della pittura trecentesca negli edifici sacri di Bolzano

    Honoré de Balzac, "Pierrette", a cura di Pierluigi Pellini, Traduzione di Francesco Monciatti

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    Pierrette è uno dei romanzi più significativi della Comédie humaine, ma è scarsamente studiato non solo in Italia. Il volume propone, a corredo della traduzione di Francesco Monciatti, un apparato di commento scientifico (Note, pp. 311-347) e un saggio interpretativo originale (Postfazione, "Fantasmi del melodramma", pp. 349-38

    Riflessioni intorno a una societas artistica sulmonese del tardo Medioevo (con una novità sul Maestro di Beffi)

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    L'articolo muove dal commento a un importante documento di commissione per statue lignee al maestro Leonardo da Teramo, pittore, cittadino sulmonese dal 1385, e ai suoi due soci. Il documento che risale al 1435 e che viene trascritto integralmente in appendice per la prima volta, costituisce una rarissima testimonianza del funzionamento di una societas artistica abruzzese alla fine del Medioevo. Il ben documentato maestro Leonardo da Teramo viene qui per la prima volta accostato al cosiddetto 'Maestro di Beffi', poiché i luoghi e i tempi del primo coincidono pressoché perfettamente con la distribuizione geografica e temporale delle opere del secondo. A tal riguardo si pubblicano sempre per la prima volta come opere del 'Maestro di Beffi' due statue lignee policromate raffiguranti Sant'Antonio Abate e Sant'Andrea Apostolo provenienti dalla chiesa di Sant'Orante a Ortucchio e oggi conservate nel Museo Civico di Sulmona. Le due sculture costituiscono la riprova dell'ampia gamma di prodotti usciti dalla bottega del 'Maestro di Beffi'. La sua attività come pittore su tavola, oltreché di frescante e miniatore, lascia presumere un'intensa produzione di sculture lignee, ove solo si ponga mente alla tipologia della "custodia d'altare" così diffusa in Abruzzo
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