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Banca dati delle illustrazioni sulla scuola. Volume 1
La Banca dati delle illustrazioni sulla scuola consiste in un repertorio elettronico di illustrazioni relative alla vita scolastica presenti
dell’editoria italiana per e sull’infanzia e l’adolescenza, ossia nei periodici e nella manualistica scolastica, come pure nei romanzi, nei racconti, nelle opere in versi, nei fumetti, nei graphic novel, negli albi illustrati. Ciascuna scheda catalografica contiene una serie di informazioni relative all’illustrazione, agli elementi bibliografici e descrittivi dell’opera illustrata, al formato e alla tecnica utilizzata dall’illustratore, all’anno di pubblicazione.
La scheda è inoltre corredata da una sinossi e da identificatori semantici e cronologici
Il cinema cinese della "melodia principale". Storia, istituti, linguaggi e narrazioni
La presente tesi è dedicata allo studio del cinema cinese di propaganda, con particolare riferimento al cosiddetto “cinema della melodia principale” (zhuxuanlü dianying 主旋律电影), categoria istituita nel 1987 che ha raccolto la tradizione propagandistica del cinema della Cina popolare e che rappresenta uno dei prodotti di maggior successo al botteghino cinese. La “melodia principale” è qui analizzata sotto due punti di vista. In primis, attraverso una prospettiva storica, che evidenzia lo sviluppo del cinema cinese di propaganda, impiegando come espediente la ricostruzione degli istituti che hanno controllato, regolamentato e supportato tale produzione, da fine Ottocento al 2022 – terminus ad quem dell’elaborato. In secondo luogo, si presenta un approfondimento sul “cinema della melodia principale” (1987-2022), nel quadro metodologico degli studi sui media e sul cinema cinese. È quindi proposta una periodizzazione delle trasformazioni di tale tipologia di cinema di propaganda e l’analisi di una selezione ragionata di “film della melodia principale”, basata sull’incontro delle teorie dell’analisi filmica e del racconto cinematografico con gli studi sinologici. L’obiettivo è quello di individuare gli elementi alla base dello storytelling propagandistico in termini di linguaggi e narrazioni, attraverso un approccio sensibile alle specificità linguistiche e culturali cinesi
Verso una comunità relazionale e riparativa: per prevenire il crimine e promuovere il benessere
Il capitolo tratta un campo emergente di studio, ricerca e intervento delle scienze sociali applicate ai temi della devianza, della sua prevenzione, della risposta al crimine e, più in generale, della gestione dei conflitti che coinvolgono persone e collettività: la giustizia riparativa o relazionale. Il contributo illustra teoricamente il tema e presenta una ricerca intervento svolta nel territorio di Tempio Pausania (Sardegna)
Modelli di genere nel libro illustrato tra storie di vita e memorie
In tempi recenti, la riflessione sul rapporto tra identità, genere e educazione si arricchisce del prezioso contributo di un’editoria per l’infanzia di qualità sempre più attenta e interessata alla narrazione di storie di vita e di memorie al femminile. A partire dalle collane “Donne nella scienza” di Editoriale Scienza (Premio Andersen 2018 come miglior collana di divulgazione) e “Piccole donne, grandi sogni” di Fabbri, sino alle più note e recenti raccolte Cattive ragazze. 15 storie di donne audaci e creative di Sinnos (2013) e Storie della buonanotte per bambine ribelli di Mondadori (2017 e 2018), tra le altre, i piccoli lettori sono coinvolti in un’esperienza narrativa che ha il pregio non solo di arricchire l’immaginario di storie emozionanti ed esemplari, ma anche di delineare una soggettività di genere che decostruisce stereotipi e pregiudizi radicati. Un esempio particolarmente efficace, in questo senso, è rappresentato dall’albo autobiografico La prima cosa fu l’odore del ferro di S.M.L. Possentini (2018), in cui l’autrice, una delle voci più alte della nostra illustrazione, narra la propria esperienza di operaia in una fonderia attraverso parole e immagini di straordinario impatto visivo.In recent times, the reflection on the relationship between identity, gender and education is enriched by the precious contribution of a publishing company for children of increasingly attentive quality and concerned with the narration of life stories and feminine memories. Starting from the series “Donne nella scienza” by Editoriale Scienza (Andersen Award 2018 as best dissemination series) and “Piccole donne, grandi sogni” by Fabbri, up to the most famous and recent collections Cattive ragazze. 15 storie di donne audaci e creative by Sinnos (2013) and Storie della buonanotte per bambine ribelli by Mondadori (2017 and 2018), among the others, little readers are involved in a narrative experience that not only has the advantage of enriching the imaginary of exciting and success stories, but it also outlines a gender subjectivity that deconstructs stereotypes and ingrained prejudices. A particularly effective example, in this sense, is represented by the autobiographical book La prima cosa fu l’odore del ferro from S.M.L. Possentini (2018), in which the author, one of the highest voices of our illustration, talks of her experience as a foundry worker through words and images of an extraordinary visual impact
Inclusione e letteratura. Percorsi formativi attraverso l’albo illustrato
Il contributo intende riflettere sulla pratica della lettura come opportunità per i piccoli lettori di incontro con l’altro e, più in generale, con la diversità. Nel secondo Novecento la letteratura per l’infanzia si rinnova, avviando un processo di avvicinamento al lettore-bambino autentico e dando vita a una narrativa complice e compagna della crescita dei più piccoli, prodiga di storie svincolate da logiche funzionalistiche e ideologiche e capaci di divertire, come pure di favorire, al tempo stesso, la scoperta di sé e del mondo circostante. La
realtà diviene protagonista dei nuovi libri per bambini e bambine: senza censure, senza tabù, essa è rappresentata nella sua complessità. In quest’ottica, l’albo illustrato e il silent book in particolare si configurano come speciali tipologie di libro capaci di favorire percorsi conoscitivi e inclusivi non soltanto rispetto a temi e contenuti, ma anche in virtù della loro concezione iconografica e testuale naturalmente accessibile ad un ampio pubblico di lettori. Si propone
quindi una selezione di opere capaci di narrare all’infanzia la complessità del reale rompendo gli stereotipi legati alla diversità.The contribution aims to reflect on the practice of reading as an opportunity for young readers of a meeting with the other and, more generally, with diversity. In the second part of the twentieth century, literature for children was renewed, initiating a process of approach to the authentic child- reader and giving life to a narrative that is both accomplice and companion of the growth of children, full of stories free from functional and ideological logic and able to entertain,
as well as to encourage, at the same time, the discovery of the self and the world around us. Reality becomes the protagonist of the new books for boys and girls: without censorship, without taboos, it is represented in all its complexity. From this point of view, the illustrated book and the silent book in particular are con- figured as special types of books able to promote cognitive and inclusive paths not only with respect to themes and contents, but also by virtue of their naturally
accessible iconographic and textual conception. Therefore, we propose a selection of works capable of narrating the complexity of reality to children, breaking the stereotypes linked to diversity
"Il Giornale dei Genitori" e il Sessantotto
Fondato nel 1959 a Torino da Ada Gobetti, “Il Giornale dei Genitori” seppe esprimere appieno la vocazione sociale e pedagogica della sua creatrice e si confermò da subito come una straordinaria esperienza culturale capace di diffondere e animare il dialogo intergenerazionale e la riflessione sulla scuola ed i problemi educativi tra i non “addetti ai lavori”: attraverso un linguaggio semplice e diretto, il periodico si rivolse alle famiglie e agli educatori tutti richiamandone la responsabilità nel processo di ricostruzione sociale ed umana secondo basi civiche e democratiche. E fu, nel corso del tempo, sino alla chiusura nel 1992, uno strumento di osservazione critico e attento dei processi culturali e formativi, anche negli mesi ‘caldi’ della contestazione giovanile e del conflitto generazionale, che lesse e interpretò dialetticamente e con apertura di vedute, contro l’irrigidimento delle forme dogmatiche e in sostegno della contestazione dei giovani e degli studenti.
Il contributo intende rivolgere uno sguardo al 1968 e ai molteplici nodi problematici emersi nel corso di quell’anno memorabile (non soltanto la contestazione nelle università, ma la nuova scuola materna, l’idea di famiglia postconciliare, la questione delle “bocciature” e dei “rifiutati” dalla scuola pubblica sull’onda della Lettera a una professoressa, l’inadeguatezza del genitore autoritario, la “fantasia al potere”, etc.) attraverso la lente de “Il Giornale dei Genitori” e di chi vi scrisse in quei mesi. Già nel primo numero del gennaio 1968 s’indagò su “che cosa succede nelle università” con la pubblicazione di uno degli ultimi profetici articoli di Ada Gobetti, Gli studenti hanno ragione, in cui le agitazioni studentesche sono accomunate allo spirito di rinnovamento che già si era manifestato nei giovani che avevano partecipato alla Resistenza. Alla morte di Ada, avvenuta improvvisamente nel marzo del ’68, la direzione del “Giornale” passò a Gianni Rodari, che ne conservò la specificità identitaria: suo è l’articolo Possiamo imparare dagli studenti? (n. 8-9, settembre 1968), in cui si riconosce agli studenti il merito di avere messo in crisi non soltanto l’università, ma anche la scuola media e elementare; suo è l’intervento I padri bocciati (n. 10, ottobre 1968), che insiste sul coinvolgimento critico degli adulti, genitori e maestri, nell’accompagnare i figli nel processo di crescita nel tempo della crisi affinché siano “consapevoli che non esiste un mondo stabile e tranquillo in cui essi debbano semplicemente trovare il loro posto”, ma “un mondo che si trasforma”, da controllare e determinare per garantire a tutti “una vita non alienata”.
Non a caso è lo stesso Rodari, nel numero successivo, a richiamare l’utilità delle fiabe ed il valore emancipatorio della fantasia nella difesa “dell’uomo totale a cui la società dell’efficienza produttiva vorrebbe imporre i suoi fini” (Pollicino è utile ancora, n. 11-12, 1968). Nell’anno successivo, la rivista prosegue il suo lavoro interpretativo attorno alla triade scuola famiglia e società: vi compaiono, tra gli altri, gli interessanti articoli di Idana Pescioli, Lucio del Cornò, Marisa Musu, che prese la direzione del “Giornale” nel 1977
Infanzia e linguaggi narrativi in Dino Buzzati
Il saggio intende illustrare la dimensione dell’infanzia nella narrativa buzzatiana a partire dalla produzione letteraria (in particolare La famosa invasione degli orsi in Sicilia, 1945) e dalla concezione di fantastico, sino alla collaborazione al «Corriere dei Piccoli» (1968-1969). Sul piano dei linguaggi narrativi, particolare attenzione merita la narrazione attraverso parole e immagini. In questo senso, Buzzati rappresenta ancora oggi un significativo ‘termine di confronto’ nell’ambito degli studi sulla letteratura per l’infanzia.The paper aims to illustrate the world of childhood in buzzatian fiction from the literature (specially La famosa invasione degli orsi in Sicilia, 1945) and from the conception of fantasy literature, until the collaboration with the "Corriere dei Piccoli" magazine (1968-1969). In terms of narrative languages, special attention deserves the narrative through words and images. In this sense, Buzzati still represents a significant 'standard of comparison' in the context of studies of children's literature
Il carbonaio e il signore
Scheda relativa all'illustrazione "Il carbonaio e il signore" di Enrico Nardi in E. De Amicis, Cuore, Milano, Treves, 1891
Libri a regola d’arte. Itinerari storici e interpretativi
Il contributo si configura come una riflessione sulla qualità dei libri per l'infanzia, colti nel loro sviluppo storico e nel loro essere congegni attivi e mutevoli tra istanze autoriali e della ricezione
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