1,721,099 research outputs found

    Premesse

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    La sperimentazione della ricerca progettuale Terra di Mezzo sul Vallone Moranzani, striscia di terra inquinata che separa il Petrolchimico dalla campagna, orientata lungo l’asse Malcontenta-Venezia, si conclude con questa pubblicazione. La ricerca – il cui progetto architettonico è parte di una programmazione più complessa che ha visto l’Unità di Ricerca proponente impegnata nella organizzazione di un convegno dedicato, di mostre, nella partecipazione a seminari internazionali – rappresenta un altro tentativo di apertura e proiezione di una cultura accademica, forse troppo spesso autorefenziale, verso una realtà così prossima e radicata nel nostro territorio qual è la trasformazione in atto del Vallone Moranzani in Parco lineare a condizione che sia ivi consentito l’interramento di circa 3 milioni di metri cubi di fanghi da scavo di varia nocività

    Premesse ex ante

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    La sperimentazione della ricerca progettuale Terra di Mezzo sul Vallone Moranzani, striscia di terra inquinata che separa il Petrolchimico dalla campagna, orientata lungo l’asse Malcontenta-Venezia, si conclude con questa pubblicazione. La ricerca – il cui progetto architettonico è parte di una programmazione più complessa che ha visto l’Unità di Ricerca proponente impegnata nella organizzazione di un convegno dedicato, di mostre, nella partecipazione a seminari internazionali – rappresenta un altro tentativo di apertura e proiezione di una cultura accademica, forse troppo spesso autorefenziale, verso una realtà così prossima e radicata nel nostro territorio qual è la trasformazione in atto del Vallone Moranzani in Parco lineare a condizione che sia ivi consentito l’interramento di circa 3 milioni di metri cubi di fanghi da scavo di varia nocività

    Scenari sostenibilmente possibili per la Cassa di Colmata A

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    Gli studi e le ricerche su Porto Marghera potrebbero riempire una intera sezione di una biblioteca universitaria (ed è quasi così), pure il futuro di questo distretto industriale – tra i più estesi in Europa e, di certo, quello dislocato nella posizione più impropria – è ben lungi dall’essere chiarito. Al momento l’incertezza sulle decisioni da assumere è molto alta. Anzi potremmo dire che l’incertezza riguarda non tanto le decisioni che si devono assumere, ma quali siano quelle che si possano assumere, che abbiano una loro credibile sostenibilità economica e politica. Il tema che si intende trattare riguarda il conflitto che sussiste tra la straordinaria mole di convegni, dibattiti, progetti, proposte e indagini che si svolgono incessantemente sulla questione delle bonifiche e della riconversione/riqualificazione/riabilitazione/rigenerazione delle aree dismesse e in via di dismissione e la altrettanto straordinaria inerzia che impedisce ogni azione coordinata e che soffoca e imbriglia le iniziative – pur coraggiose – che alcuni tentano di intraprendere

    Il provilegio della ragione

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    La sperimentazione della ricerca progettuale Terra di Mezzo sul Vallone Moranzani, striscia di terra inquinata che separa il Petrolchimico dalla campagna, orientata lungo l’asse Malcontenta-Venezia, si conclude con questa pubblicazione. La ricerca – il cui progetto architettonico è parte di una programmazione più complessa che ha visto l’Unità di Ricerca proponente impegnata nella organizzazione di un convegno dedicato, di mostre, nella partecipazione a seminari internazionali – rappresenta un altro tentativo di apertura e proiezione di una cultura accademica, forse troppo spesso autorefenziale, verso una realtà così prossima e radicata nel nostro territorio qual è la trasformazione in atto del Vallone Moranzani in Parco lineare a condizione che sia ivi consentito l’interramento di circa 3 milioni di metri cubi di fanghi da scavo di varia nocività

    Il dinamismo delle tesi di laurea

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    Gli studi e le ricerche su Porto Marghera potrebbero riempire una intera sezione di una biblioteca universitaria (ed è quasi così), pure il futuro di questo distretto industriale – tra i più estesi in Europa e, di certo, quello dislocato nella posizione più impropria – è ben lungi dall’essere chiarito. Al momento l’incertezza sulle decisioni da assumere è molto alta. Anzi potremmo dire che l’incertezza riguarda non tanto le decisioni che si devono assumere, ma quali siano quelle che si possano assumere, che abbiano una loro credibile sostenibilità economica e politica. Il tema che si intende trattare riguarda il conflitto che sussiste tra la straordinaria mole di convegni, dibattiti, progetti, proposte e indagini che si svolgono incessantemente sulla questione delle bonifiche e della riconversione/riqualificazione/riabilitazione/rigenerazione delle aree dismesse e in via di dismissione e la altrettanto straordinaria inerzia che impedisce ogni azione coordinata e che soffoca e imbriglia le iniziative – pur coraggiose – che alcuni tentano di intraprendere

    Il Nuovo che arretra/The Reatreat of the New

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    In questo libro sono raccolte alcune occasioni di ricerca: tre racconti sviluppati da teorie e progetti sviluppati in seno alla Unità di ricerca Aree dismesse e riqualificazione paesaggistica (Iuav). Progetti e saggi sono stati avvicinati in occasione di questa pubblicazione: non nascono, cioè, insieme ma sono il risultato di occasioni diverse. A posteriori, ci si è resi conto che le questioni di dismissione, di aree e paesaggi dimessi, di rigenerazione e sostenibilità (i progetti) presuppongono definizioni di bene comune, di bello, di necessità che vanno aggiornate assecondando non tanto nuove tecniche e tecnologie bensì un ri-nato valore etico del nostro fare (i testi teorici). «Le improvvise trasformazioni che stanno investendo il mondo dell’economia, della politica, della comunicazione, producono profonde modificazioni anche nei sistemi di valutazione (e dunque nei valori) che riguardano da vicino anche la nostra cultura disciplinare. Nuove competenze vengono richieste e, simmetricamente, affiora il rimpianto per saperi trascurati e troppo rapidamente avvolti dall’oblio.

    Strategie di valorizzazione. Riapertura del canale Jiu Qu Hue a Zhingshan: terzo segmento / Enhancing Strategies: Opening the former Jiu Qu Hue Channel in Zonghshan city: 3rd segment

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    In questo libro sono raccolte alcune occasioni di ricerca: tre racconti sviluppati da teorie e progetti sviluppati in seno alla Unità di ricerca Aree dismesse e riqualificazione paesaggistica (Iuav). Progetti e saggi sono stati avvicinati in occasione di questa pubblicazione: non nascono, cioè, insieme ma sono il risultato di occasioni diverse. A posteriori, ci si è resi conto che le questioni di dismissione, di aree e paesaggi dimessi, di rigenerazione e sostenibilità (i progetti) presuppongono definizioni di bene comune, di bello, di necessità che vanno aggiornate assecondando non tanto nuove tecniche e tecnologie bensì un ri-nato valore etico del nostro fare (i testi teorici). «Le improvvise trasformazioni che stanno investendo il mondo dell’economia, della politica, della comunicazione, producono profonde modificazioni anche nei sistemi di valutazione (e dunque nei valori) che riguardano da vicino anche la nostra cultura disciplinare. Nuove competenze vengono richieste e, simmetricamente, affiora il rimpianto per saperi trascurati e troppo rapidamente avvolti dall’oblio.

    Riparazioni. Ovvero paesaggi dismessi e progetti di riqualificazione&rigenerazione / Repairing. Humble Landscapes and Upgrading&Renewal Projects

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    In questo libro sono raccolte alcune occasioni di ricerca: tre racconti sviluppati da teorie e progetti sviluppati in seno alla Unità di ricerca Aree dismesse e riqualificazione paesaggistica (Iuav). Progetti e saggi sono stati avvicinati in occasione di questa pubblicazione: non nascono, cioè, insieme ma sono il risultato di occasioni diverse. A posteriori, ci si è resi conto che le questioni di dismissione, di aree e paesaggi dimessi, di rigenerazione e sostenibilità (i progetti) presuppongono definizioni di bene comune, di bello, di necessità che vanno aggiornate assecondando non tanto nuove tecniche e tecnologie bensì un ri-nato valore etico del nostro fare (i testi teorici). «Le improvvise trasformazioni che stanno investendo il mondo dell’economia, della politica, della comunicazione, producono profonde modificazioni anche nei sistemi di valutazione (e dunque nei valori) che riguardano da vicino anche la nostra cultura disciplinare. Nuove competenze vengono richieste e, simmetricamente, affiora il rimpianto per saperi trascurati e troppo rapidamente avvolti dall’oblio.

    Un parco umido

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    Negli anni ‘60 alcune porzioni di laguna sono state recintate (come delle casse, appunto) e poi ricoperte (colmate) di fanghi da scavo. Su alcune sono sorte delle industrie; su questa non fecero nulla a causa del fallimento del piano industriale. Il terreno delle casse è pianeggiante, sono lambite dalla laguna e soprattutto hanno un orizzonte molto invidiato: Venezia e i suoi campanili. Negli anni 2000 Venezia si dota di un depuratore delle acque la cui ultima fase deve essere affidata a processi biologici per poter immettere l'acqua in laguna. Il depuratore sarà a Fusina, vicino la cassa di colmata A, deputata ad ospitare l'impianto di finissaggio. La Cassa è ampia 144 ettari di cui 100 sono per i bacini di fitodepurazione. Un paesaggio umido in un ambiente anfibio

    Sconfinamenti

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    Le esperienze pittoriche di Le Corbusier acquistano un ulteriore significato oggi, se consideriamo l’abnorme sviluppo della rappresentazione digitale e la perdita di contatto, soprattutto tra le ultime generazioni, con l’espressione grafica manuale, non-digitale. Proprio questa ostinata evocazione delle forme attraverso l’immersione in una pratica artistica, sembra essere una lezione che arriva dai bordi estremi della disciplina, da un “fronte periferico” all’interno della sconfinata produzione di uno dei protagonisti dell’architettura del Novecento
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