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    SOFT SKILL, FATTORI DI STUDIO, BENESSERE E SUCCESSO SCOLASTICO DI STUDENTI TRA I 10 E I 18 ANNI

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    Molte organizzazioni nazionali e internazionali – come l’Unione Europea o il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca – partendo dagli evidenti benefici che le soft skill hanno durante la vita adulta, stanno cercando di promuovere il loro sviluppo a partire dalle scuole. Lo studio delle soft skill, o abilità trasversali, durante l’età scolare non risulta però sistematizzato ed è ancora da chiarire il loro ruolo nel promuovere il successo scolastico e il benessere degli studenti. Per approfondire tale questione, in questo lavoro di tesi sono stati condotti quattro studi con riferimento alle sei soft skill incluse tra le “qualità caratteriali” del modello proposto dal World Economic Forum (2016). I quattro studi si pongono l’obiettivo di: i) comprendere il ruolo che le soft skill hanno nel promuovere il successo scolastico quando vengono considerati altri fattori di studio come le abilità cognitive, la motivazione scolastica, le strategie di apprendimento autoregolato e le emozioni scolastiche. ii) analizzare la relazione tra soft skill e soddisfazione di vita e crescita post-traumatica (a seguito della pandemia da Covid-19). In particolare, lo Studio 1 esamina la relazione tra soft skill, strategie di apprendimento autoregolato, motivazione scolastica, abilità cognitive e successo scolastico, con le soft skill che verranno concettualizzate come dirette promotrici delle strategie di apprendimento autoregolato e della motivazione scolastica degli studenti, che a loro volta promuoverebbero il raggiungimento di un maggiore successo scolastico. Lo studio 2, oltre a replicare i risultati ottenuti nel primo studio, approfondisce la relazione tra soft skill e soddisfazione di vita ed emozioni scolastiche degli studenti. A causa dei risultati poco consistenti ottenuti per quanto riguarda l’adattabilità (una delle soft skill considerate) nei primi due studi, lo Studio 3 si focalizza specificatamente sull’adattabilità e la sua associazione con la motivazione scolastica, le strategie di apprendimento autoregolato, le emozioni scolastiche, la soddisfazione di vita e il successo scolastico degli studenti. Lo Studio 4, situato nel contesto pandemico da Covid-19, studia in modo longitudinale il ruolo che l’adattabilità ha giocato nel promuovere un adattamento positivo degli studenti alle restrizioni scolastiche e una maggiore crescita degli stessi in termini di crescita post-traumatica. I risultati dei quattro studi mostrano, in generale, che le soft skill, intese sia come fattore di secondo ordine comprendente adattabilità, curiosità, iniziativa, leadership, perseveranza e consapevolezza sociale, sia al livello dei singoli costrutti, non hanno un ruolo diretto nel promuovere il successo scolastico degli studenti, ma piuttosto un ruolo indiretto mediato da altri fattori di studio. Diversamente, le soft skill sembrano avere un ruolo diretto nel promuovere il benessere degli studenti, come evidenziato dalle associazioni positive con la loro soddisfazione di vita e la loro crescita post-traumatica. Nella tesi, i singoli costrutti teorici vengono presentati e integrati all’interno della letteratura di riferimento, vengono poi presentati metodi, analisi, risultati e discussioni di ogni studio. Vengono inoltre presentate le applicazioni del progetto, una discussione e una conclusione generale e le possibili implicazioni educative.Soft skills are important personal characteristics that are related to a host of positive outcomes in adulthood and many institutions and international organization –such as the European Union or the Italian Ministry of Education, University, and Research– are trying to integrate them into scholastic curricula to start promoting their development since school age. However, research about the effects of soft skill in adolescents is not well structured and not much is known about their importance for school-aged students’ academic achievement and wellbeing. To fill this gap, I conducted four different studies referring to the six soft skills of the character qualities branch proposed by the World Economic Forum (2016). The four studies aimed at: i) Understanding the role of soft skills in promoting academic achievement when also considering other study-related factors such as cognitive abilities, academic motivation, self-regulated learning strategies, and achievement emotions. ii) Analysing the relation between soft skills and positive psychological outcomes such as students’ life satisfaction and posttraumatic growth (following the Covid-19 pandemic). In particular, Study 1 examines the relation of soft skills, SRL strategies, academic motivation, and cognitive abilities with academic achievement. Soft skills will be treated as a direct predictor of SRL strategies and academic motivation that should, in turn, favor students’ academic achievement. Study 2 replicates the results obtained in the first study and examines the association between soft skills and more qualitative aspects of students’ lives, such as their achievement emotions and life satisfaction. Based on the unreliable results obtained in the first two studies for what concerns adaptability (one of the soft skills considered), Study 3 specifically focuses on adaptability and its relations with achievement emotions, SRL strategies, motivational factors, life satisfaction, and academic achievement. Situated in the context of the Covid-19 pandemic, Study 4 longitudinally focuses on the role that adaptability played for school-aged students in promoting students’ positive adaptation to the scholastic Covid-19 restrictions, and post-traumatic growth. Results of the four studies generally show that soft skills, intended as a second-order factor comprehending six soft skills (adaptability, curiosity, initiative, leadership, perseverance, and social awareness) or as single soft skills’ constructs, do not play any direct role in promoting academic achievement, but their effect is fully mediated by other study-related factors. On the contrary, soft skills do directly relate to students’ life satisfaction and posttraumatic growth resulting important correlates of both wellbeing and academic achievement (indirectly). I present the theoretical background, methodology, statistical analyses, results, and discussion of each study. Application of the project, general discussion, and conclusions, as well as educational implications, are provided

    SEMbeddings: how to evaluate model misfit before data collection using large-language models

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    Introduction: Recent developments suggest that Large Language Models (LLMs) provide a promising approach for approximating empirical correlation matrices of item responses by utilizing item embeddings and their cosine similarities. In this paper, we introduce a novel tool, which we label SEMbeddings. Methods: This tool integrates mpnet-personality (a fine-tuned embedding model) with latent measurement models to assess model fit or misfit prior to data collection. To support our statement, we apply SEMbeddings to the 96 items of the VIA-IS-P, which measures 24 different character strengths, using responses from 31,697 participants. Results: Our analysis shows a significant, though not perfect, correlation (r = 0.67) between the cosine similarities of embeddings and empirical correlations among items. We then demonstrate how to fit confirmatory factor analyses on the cosine similarity matrices produced by mpnet-personality and interpret the outcomes using modification indices. We found that relying on traditional fit indices when using SEMbeddings can be misleading as they often lead to more conservative conclusions compared to empirical results. Nevertheless, they provide valuable suggestions about possible misfit, and we argue that the modification indices obtained from these models could serve as a useful screening tool to make informed decisions about items prior to data collection. Discussion: As LLMs become increasingly precise and new fine-tuned models are released, these procedures have the potential to deliver more reliable results, potentially transforming the way new questionnaires are developed

    DANNO ASSONALE DIFFUSO E LESIONI DEL TRONCO ENCEFALICO

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    Si definiscono “danno Assonale diffuso” (Diffuse Axonal Injury -DAI) i danni da trauma cranico espressi, neuropatologicamente, da alterazioni assonali della sostanza bianca; essi conseguono a biomeccanismi traumatici peculiari e sostanzialmente differenti rispetto a quelli responsabili dei traumi da impatto diretto. A partire dalla prima descrizione di Strich 1 del 1956, che eviden- ziava diffusi fenomeni di degenerazione assonale in pazienti af- fetti da demenza e storia clinica di trauma grave, sono state utilizzate differenti definizioni per identificare la medesima mani- festazione patologica, quali ad esempio le seguenti: “diffuse damage of immediate impact type”, “shearing injury”, “diffuse white matter shearing injury” e, infine, da Adams e coll. “diffuse axonal injury” 2. Il termine “danno assonale diffuso” è però con- siderato, in relazione a recenti evidenze neuropatologiche, non appropriato, sia perché in reperti autoptici sono state frequente- mente rilevate lesioni multifocali anziché diffuse e sia perché il meccanismo alla base del danno è riconducibile, come vedremo, a un’elongazione tensile che interessa gli assoni più che a un reale strappamento di fibre. Il termine “Danno Assonale Trauma- tico” (Traumatic Axonal Injury -TAI) appare, quindi, più efficace nella definizione del quadro fisiopatologico e anatomopatologico e sarà usato in seguito nel presente capitolo

    Lesioni secondarie

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    Le lesioni traumatiche cerebrali (TBI) sono classificate in primarie e in secondarie, a seconda della cronologia di comparsa e del meccanismo fisiopatologico che le genera. Le lesioni primarie – espressione fisiopatologica diretta del trau- ma cranico originario – compaiono al momento dell’impatto trau- matico e vengono distinte topograficamente in intra-assiali (contu- sione cerebrale, danno assonale diffuso, ematoma intracerebra- le) ed extra-assiali (emorragia/ematoma epidurale, subdurale, in- traventricolare). Le lesioni traumatiche secondarie compaiono a distanza di tempo variabile dall’evento traumatico e sono, in genere, la conseguen- za di un complesso meccanismo fisiopatologico scatenato dalle lesioni traumatiche primarie, potenzialmente prevenibili con un ef- ficace triage e un’efficiente monitorizzazione del paziente critico. Il trauma cerebrale è un evento patologico dinamico e progres- sivo; e le varie lesioni secondarie rappresentano i diversi possibili aspetti di un medesimo processo fisiopatologico vascolare, fisico e biochimico, innescato dalla lesione primaria a seconda della gravità di questa. Evidentemente, per massimizzare il recupero del paziente e per contenere quanto più possibile i danni successivi, è sul meccanismo patogenetico che occorre agire con finalità pre- ventiva. Fondamentali sono un attento e costante monitoraggio neuroradiologico ed emodinamico. Quest’ultimo comprende la valutazione di alcuni parametri quali l’ossigenazione cerebrale (Sat.%.o2), la pressione di perfusione cerebrale (CPP), la pres- sione intracranica (ICP), la pressione sistemica. L’assistenza al paziente con trauma cranio-encefalico richiede, pertanto, la tem- pestiva correzione dei parametri emodinamici tramite interventi farmacologici (idratazione iperosmolare, cauta iperventilazione, appropriata sedazione) ed eventualmente chirurgici (evacuazione di ematoma intracranico, craniotomia decompressiva, drenaggio liquorale). La gestione del trauma cerebrale è dunque focalizzata sulla prevenzione e sulla terapia del processo patologico alla base delle lesioni secondarie; il suo fine è sostanzialmente quello di mantenere una ottimale perfusione cerebrale

    Mineralocorticoid receptor activation affects skeletal muscle development and metabolism

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    Background: It’s known that Mineralocorticoid Receptor (MR) activation affects adipocytes differentiation and function and we showed that MR antagonism is able to improve insulin-stimulated glucose uptake in a mouse model of diet-induced obesity and insulin resistance. Adipose tissue secretome shows a paracrine effect on vascular system and cardiac function, as well as on skeletal muscle metabolism. Interestingly, MR blockade is able to affect skeletal muscle metabolism, improving insulin signaling. In addition, renin-angiotensin-aldosterone system (RAAS) activation, through MR-dependent mechanisms, leads to skeletal muscle athrophy in mice. Purpose: Our aim is to evaluate a possible involvement of MR activation in regulat- ing skeletal muscle differentiation and function in vitro and in vivo. Methods: We investigated the involevement of MR in regulating murine skeletal muscle cells (C2C12) differentiation and we started to characterize the impact of adipose MR activation on skeletal muscle metabolic profile and development in a novel adipose-specific MR knockout (MRKO) mouse model. Results: We first characterized the ontogenensis of MR in a murine myoblast cell line (C2C12) by RT-PCR and western blot analyses in order to evaluate the expression of MR during myotubes differentiation in vitro. We observed an increase in MR protein expression in skeletal myotubes during differentiation (96h). To evaluate the effects of MR activity on C2C12 cells, we treated C2C12 myoblasts, after differentiation stimulus, with aldosterone (Aldo, 10-8 mol/L) for 6h and 24h and we observed that Aldo significantly reduced Heavy Chain Myosin (MHC) mRNA levels, suggesting that MR activity represses muscle cell differentiation. Such effect was also MR dependent, given that Spiro was able to revert such effect. We also analyzed skeletal muscle insulin sensitivity in vivo in MRKO mice eval- uating soleus muscle insulin receptor substarte-1, tyrosinephosphorylated IRS-1, GLUT4 levels mRNA expression and Akt phosphorylation. Interestingly, we observed improved soleus muscle insulin signaling parameters and systemic insulin sensitivity in MRKO mice compared to controls. Further studies are necessary to explore the effect of MR activation on skeletal muscle development in vivo. Conclusions: These data reveal a potential role of MR in modulating skeletal mus- cle differentiation and insulin sensitivity, which suggest a potential application of MR antagonists to improve skeletal muscle function

    Utilizzo delle mappe ADC nella valutazione non invasiva dello stato di mutazione dell’IDH in gliomi di alto grado.

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    Testo dell'abstract Scopo La nuova classificazione dei tumori cerebrali (2016 WHO) distingue i gliomi diffusi in base alle caratteristiche molecolari dell’isocitrato deidrogenasi (IDH) in IDH mutati, IDH wild type e non altrimenti specificati. La valutazione dello stato di mutazione dell’IDH ha implicazioni diagnostiche, prognostiche e terapeutiche. Lo scopo di questo studio è valutare se l’analisi quantitativa delle mappe ADC possa predire in modo non invasivo lo stato di mutazione dell’IDH. Materiale e metodi Sono state esaminate retrospettivamente RM e mappe ADC di 28 pazienti (11 F, 17 M) con diagnosi istologica di glioma diffuso di alto grado (G-III, G-IV WHO) e valutazione dello stato di mutazione dell’IDH1 (18 MUT, 10 WT). Gli esami sono stati condotti su apparecchio RM 1,5 T. Le mappe ADC sono state elaborate e co-registrate con le immagini T2w e T1 post mdc in modo da posizionare le ROI sulle componenti solide della lesione, evitando le componenti emorragica, cistica o necrotica. Sono state posizionate 4-5 ROI per ogni tumore e calcolati i valori medi di ADC (ADCmean) scegliendo tra i valori più bassi per ogni Paziente. La comparazione dei valori ADCmean tra IDH-MUT e IDH-WT è stata condotta utilizzando il “t” test di Student, considerando statisticamente significativo un valore di p<0. Risultati I valori ADCmean nei pazienti IDH-WT (0,86x10-3mm2 /s)(+/- 0,06) sono risultati più bassi rispetto a quelli dei pazienti IDH-MUT (1,24x10-3mm2 /s)(+/- 0,19) con differenza tra i due gruppi significativa per p<0,01. Il valore minimo di ADC =1,01 x10-3mm2 /s può essere considerato come“cut-off “per differenziare lo stato di mutazione. Conclusioni L’aggiunta di dati quantitativi come la valutazione dell’ADC all’imaging RM convenzionale potrebbe essere utilizzata di routine come marker non-invasivo di pattern molecolari specifici

    Integrare i rifugiati dopo i percorsi di accoglienza: tra le lacune della politica e l’emergere di (fragili) pratiche socialmente innovative

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    While Italy recently managed to build a national system for asylum seekers receptions (despite not always efficient), the issue of integration basically did not find a place in government’s agenda. Nevertheless, a number of social innovative practices for integrating refugees emerged both from the private and the public sector. The rationale is the idea of activating local communities in order to either reduce stereotypes or offering refugees opportunities to enjoy social networks. The article provides a mapping of these experiences and it analyses the dimension of governance, which is crucial for social innovation. The results show a strong local characterization of the practices and a fragile coordination due to the lack of a national framework in the realm of the refugees’ integration policies

    Valutazione dei talami in pazienti con epilessia del lobo temporale: uno studio H-MRS e VBM ad alto campo (3T)

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    Purpose: Dati elettrofisiologici hanno da piu` tempo eviden- ziato il coinvolgimento del circuito talamo-corticale nell’e- pilessia del lobo temporale. Lo scopo di questo studio e` quindi quello di confermare, mediante spettroscopia di riso- nanza magnetica (H-MRS), l’ipotesi che vi siano alterazioni metaboliche che sottendono possibili disfunzioni neuronali a carico dei talami in pazienti affetti da epilessia del lobo temporale e valutare eventuali correlazioni con i dati volumetrici. Methods: Sono stati presi in esame 20 pazienti epilettici affetti da epilessia temporale (17 F, 3 M) e 20 controlli sani. Gli esami sono stati condotti su un apparecchio 3 Tesla (Discovery MR750w, g.e.). L’esame morfologico ha previsto oltre alle sequenze di base l’ acquisizione di immagini volumetriche 3D T1-w FSPGR (TE 3,7; TR 9,8; Inversion time 750 ms; Flip angle 12; NEX, 1; 256 256 matrix; 1,0 mm sections, FOV 256 mm, bandwidth 25.00 HZ/pixel). I voxel spettroscopici (PRESS, TR 2000 ms, TE 35 ms, 192 acquisizioni) sono stati posizionati su entrambi i talami sia nei pazienti che nei controlli. I dati grezzi di ogni spettro sono stati analizzati mediante il programma LCModel. L’analisivolumetrica(VBM)e`stataeffettuatamedianteun protocollo ottimizzato utilizzando il software SPM2. Result: I rapporti di Glx(Gluþ Gln)/Cr and Glu/Cr a livello dei talami sono risultati significativamente piu` alti nei pazienti rispetto aicontrolli sani (p < 0/.01). Correlazioni positive sono state rilevate tra Gln (glutammina) nel talamo sinsitro, il volume talamico omolaterale (r 1⁄4 0.648; p 1⁄4 0.043), ed il volume dell’ippocampo sinistro (r 1⁄4 0,794; p 1⁄4 0,006). Mentreunacorrelazionenegativae`statarilevatatraGln del talamo sinistro e la durata di malattia (r 1⁄4 0,671; p 1⁄4 0.034). Conclusion: La H-MRS aggiunge ulteriori evidenze del coin- volgimento dei talami nel network epilettico mesiale lim- bico-temporale e conferma il ruolo del circuto Glu-Gln nella disfuzione neuronale correlata. Viene inoltre confermato in vivo come la riduzione di Gln possa avere un ruolo chiave nell’eccitotossicita` corticale suggerendo possibili svi- luppi terapeutici

    Self-efficacy and emotion regulation skills: Influence on school grades in students aged 14 to 19

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    openIl ruolo delle competenze trasversali nell’Istituzione Scolastica sta diventando sempre più rilevante. La Legge n.22 del 2025, con lo scopo di avere una formazione integrale della persona, introduce nei percorsi scolastici e formativi interventi volti all’integrazione e allo sviluppo e delle soft skills negli studenti. Ma quanto, nel concreto, le soft skills possono influire sui risultati scolastici degli studenti? Questa tesi sperimentale si pone l’obiettivo di analizzare una possibile correlazione tra l’autoefficacia generale e le abilità di regolazione emotiva con i voti scolastici in un campione di 193 studenti e studentesse (68 maschi e 125 femmine) tra i 14 e i 19 anni attraverso la compilazione di alcuni questionari online legati al progetto di ricerca “Soft skills, a cosa servono e come valutarle?” coordinata e supervisionata da Tommaso Feraco, ricercatore presso il Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Padova. Le ipotesi della tesi riguardavano l’influenza dell’autoefficacia e dell’abilità di regolazione emotiva sia sulla media generale dei voti che per le singole discipline. Si supponeva che entrambe potessero avere effetti statisticamente significativi sulla media generale dei voti, che l’autoefficacia avesse una maggiore influenza sui voti delle discipline scientifiche e che l’abilità di regolazione emotiva influisse maggiormente sui voti delle discipline umanistiche. I primi due capitoli descrivono i costrutti teorici di riferimento. Nel primo capitolo della tesi vengono definite le SEB skills ossia le social, emotional, behavioural skills, viene descritta la loro somiglianza con i Big Five, la loro organizzazione, e il loro ruolo, soprattutto nel periodo adolescenziale. Nel secondo capitolo, invece, si pone un maggiore focus sull’autoefficacia generale e sulle abilità di regolazione emotiva. Nel terzo capitolo viene descritto dettagliatamente lo studio sperimentale svolto in tutte le sue parti. Viene esposto nel dettaglio l’obiettivo della tesi, le ipotesi, la procedura, il campione di riferimento e il metodo della ricerca. Vengono poi presentati i risultati delle analisi di correlazione e delle regressioni sia per quanto riguarda la media dei voti degli studenti che per quanto riguarda le singole discipline analizzate. Il quarto e ultimo capitolo presenta la discussione dei risultati e delle prospettive future. I risultati non confermano tutte le ipotesi: l’autoefficacia sembrerebbe avere un ruolo statisticamente significativo in maniera più estesa e in gran parte delle discipline, mentre la regolazione emotiva solo in alcuni casi. L’autoefficacia è risultata infatti influente per la media generale dei voti ma non esclusivamente in discipline scientifiche, come ipotizzato, mentre le abilità di regolazione emotiva sembrerebbero non avere particolare influenza sulla media generale mentre risultano più influenti nelle discipline in cui le richieste emotive sono maggiori, come la matematica
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