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Giulio Bizzozero e la scoperta della fagocitosi
Articolo sulla scoperta della fagocitosi da parte di Giulio Bizzozer
Storie di Marmi e di Famiglie: I Ritratti di Giulio e Francesco Maria Spinola
Il saggio analizza i ritratti marmorei di Giulio e Francesco Maria Spinola, attribuiti a Francesco Baratta il Giovan
Architettura e sostenibilità. Innovazione e sperimentazione tra ambiente costruito e paesaggio
Architettura e sostenibilità. Da un lato un’azione potente del pensiero che progetta e realizza, che si confronta con la difficile traduzione materiale dell’idea nel rapporto con il contesto, lo spazio, il ruolo sociale e le disponibilità economiche; dall’altro una consapevolezza che stimola la coscienza per rendere il futuro concreto, in un equilibrio che non disperda la stessa possibilità di un futuro. Il volume, attraverso una serie di saggi, affronta il tema dell’innovazione e della sperimentazione nel progetto, mettendo in rilievo come sia determinante la tradizione per la realizzazione di architetture responsabili nei contesti socio-economici dei global south countries. Entra nel merito del valore di narrazione che il contesto e il paesaggio possono determinare, se resi testimonianza e significato da interpretare e valorizzare. Pone l’accento sul grado di impegno e responsabilità che, oggi più che mai, richiede la riqualificazione energetica e sostenibile dell’ambiente costruito, cercando un ruolo innovativo dell’involucro edilizio e una più sapiente integrazione edificio-impianto. Tematiche che mostrano come il percorso dell’Architettura non cessi di ramificarsi dal grande albero della sostenibilità.
Questo volume è dedicato alle ultime cinque edizioni del Premio Internazionale Architettura Sostenibile Fassa Bortolo, che si sono alternate dal 2011 al 2017. Un premio promosso dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e dall’azienda Fassa Bortolo, che ogni anno permette un confronto di idee che è alla base del pensiero sostenibile, proprio per la sua natura non protezionistica e aperta ad essere declinata e interpretata in rapporto al contesto, alla tipologia, alle esigenze tecnologiche e funzionali, al paesaggio e ai potenziali sociali. In esso si trovano illustrati circa quaranta progetti, tra i quali quelli firmati da: Peter Rich, Hermann Kaufmann, Sauerbruch Hutton Architects, Paredes Pedrosa, Ingenhoven architects, LAN Architecture, Burkhalter Sumi, Rahul Mehrotra, SOL89, DAP studio, AATA Arquitectos, Makoto Tanijiri e Ai Yoshida, Sean Godsell, Francisco Mangado, KAAN Architecten, Alvisi Kirimoto, Modostudio, Ruiz-Larrea& Asociados, Caravatti_Caravatti Architetti, Studio 804, Superpositions, Temperaturas Extremas SLP, Giuseppe Gurrieri e Valentina Giampiccolo, Petr Hájek, Pedevilla Architects, Yamazaki Kentaro, Susanne Gampfer e Stefan Krötsch
Sostenibilità e concretezza [Sustainability and Concreteness]
Come per le politiche di sviluppo sostenibile, anche in architettura l’applicazione dei principi di sostenibilità impone la necessità di fare delle scelte. È necessario individuare un metodo – tanto nel progettare quanto nel valutare – che fornisca gli strumenti per bilanciare il peso dei fattori che concorrono alla sostenibilità di una soluzione individuando, nella specificità di ogni contesto, quella in grado di dare sostanza e concretezza non solo ai principi quanto, soprattutto, ai risultati. Saper leggere la sostenibilità di un progetto di architettura nella concretezza di un risultato, nell’equilibrio tra la coerenza con i principi e il realismo delle scelte, richiede però un atteggiamento pragmatico e, varrebbe forse la pena aggiungere, disincantato.As in the policies of sustainable development, in architecture too the application of the principles of sustainability necessitates making choices. It is essential to choose a method—both for designing and evaluating—that provides the tools for weighing up the factors involved in the sustainability of a solution by choosing, in each specific context, the one capable not only of implementing the principles, but above all, of producing concrete results. Knowing how to understand the sustainability of an architectural project through the concreteness of a result, through the balance between the adherence to the principles and the realism of the choices, demands, however, a pragmatic and, we may add, disenchanted approach
Alcune considerazioni metrologiche
Nella geometria alla base della costruzione della casa di Giulio Polibio è possibile rintracciare l'uso di strumenti per dividere e misurare lo spazio. Indagine metrologica dell'edificio e confronto con gli strumenti di misura utilizzati all'epoca
Giulio Cesare Cortese, La Rosa. Favola, edizione critica, commento e traduzione a cura di Andrea Lazzarini
Edizione critica, commento e traduzione della Rosa di Giulio Cesare Cortes
Necropoli e territorio di Pianabella. [Le monete]
in A. Pellegrino, “Necropoli e territorio di Pianabella”, pp. 72-104, in Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali. Soprintendenza Archeologica di Ostia, Dalle necropoli di Ostia. Riti ed Usi funerari, Ostia Antica, Castello di Giulio II, Catalogo della Mostra, Roma, 1998
Giulio Todeschini e la fabbrica del Duomo
Lettura al Convegno "Giulio Todeschini e il Duomo di Desenzano del Garda" - 6/12/2008 Desenzano del Garda (BS
Dalla distribuzione alla produzione : la trasformazione di un'azienda operante nel settore cartotecnico
LAUREA MAGISTRALEQuesto elaborato ha l’obiettivo di analizzare, descrivere e valutare l’opportunità di unione delle realtà di due imprese operanti nel settore delle forniture (in particolare di prodotti in cartone) per le pasticcerie, ovvero una industria cartotecnica ed un grossista del settore.
La trattazione è divisa in 7 capitoli principali.
Il primo capitolo rappresenta l’introduzione del settore oggetto di analisi, viene quindi descritta l’intera filiera della produzione del cartone partendo dalla Cartiera, proseguendo con l’industria Cartotecnica e del Trasformatore fino ad arrivare alla realtà della distribuzione all’ingrosso e alle pasticcerie, i Clienti finali di questa filiera produttiva.
Nel secondo capitolo vengono analizzate le due imprese a partire dalle quali si vuole valutare la possibilità di creare una joint Venture. Vengono descritte quindi le attività produttive della Salvi & Co, primaria cartotecnica operante in Campania, e della Covatta S.r.l., emergente grossista che si pone l’obiettivo di soddisfare la domanda di produzione delle pasticcerie del territorio.
Nel terzo capitolo viene analizzato il mercato Lazio, contesto nel quale si valuta la Joint Venture.
Il quarto capitolo descrive la parte di analisi strategica per la definizione di una New Company, sintesi dell’unione delle due imprese sopra descritte. L’obiettivo dell’impresa per cui si valuta la nascita è quello di diventare un player di riferimento del settore, sfruttando l’integrazione a monte delle attività di produzione di imballaggi in cartone e l’esperienza delle attività di distribuzione all’ingrosso. Viene proposta l’analisi SWOT per valutare i punti di forza, debolezza, le opportunità e le minacce del progetto di impresa, il modello delle 4P per indicare la combinazione di leve decisionali per raggiungere gli obiettivi prefissati.
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Il quinto capitolo descrive il piano organizzativo delle risorse umane in cui descriviamo l’idea di struttura divisionale che si vuole proporre per la New Company.
Il sesto capitolo si focalizza sull’analisi finanziaria, utile per valutare la gestione economica e patrimoniale dell’azienda che nascerà. Sono stati redatti Conto Economico, Stato Patrimoniale e Cash Flow per poter analizzare il NPV dell’investimento nonché i principali indici finaziari. Nell’ultimo capitolo, il settimo, è stata presentata una descrizione dello stabilimento nel quale la nuova impresa dovrà nascere. Vengono descritte e valutate le misure di prevenzione necessarie perché la New Company possa lavorare come attività operante per l’allestimento di prodotti cartotecnici in genere
GIULIO ROMANO E LA TORRE DI SAN PROSPERO A REGGIO EMILIA
I contatti di Giulio Romano con Reggio Emilia risalgono almeno al 1529, quando il famoso orologiaio reggiano Cherubino Parlari (alias Sforzani) e i suoi fratelli realizzarono alcuni orologi per Federico II Gonzaga su suo disegno.
Sicura è la presenza di Giulio Romano in un’opera di grande interesse qual è la torre ottagonale di San Prospero, che sostituì la precedente distrutta nel 1526. L’11 gennaio 1535 Leonardo, Alberto e Roberto Pacchioni, costruttori locali, vennero incaricati di costruire la nuova torre della basilica, secondo un modello a loro fornito dai prefetti della fabbrica. È molto importante, per chi insegue le orme di Giulio, che il 29 maggio 1536 si sia perfezionato il contratto di fornitura delle pietre veronesi per il basamento della nuova torre con il tagliapietre mantovano Giovannino Fontanella, ben noto a Giulio Romano, anzi suo assiduo collaboratore, come appare da molte note di spese di quegli anni firmate dallo stesso Pippi. Il Fontanella venne pagato il 14 agosto successivo per 226 pezzi di marmo veronese per il basamento della torre. Secondo il diario di famiglia del notaio reggiano Bonfrancesco Arlotti, si cominciò a fondare la torre il 27 settembre 1536 e a murarla il 12 ottobre 1537. Finalmente il 21 e 22 novembre 1538, Alberto Pacchioni e due soprastanti alla fabbrica vennero spesati “per vittura di cavallo di andar a Mantua, per consiglio de la torre, da messer Iulio Romano”. Non è probabile si tratti di una “consulenza”, come sosteneva prudentemente Manfredo Tafuri, ma di quesiti precisi da parte dei costruttori al progettista per intervenuti problemi di cantiere nel delicato momento di uscita dal terreno sulle fondazioni, quando si manifestarono difficoltà a far concrescere la struttura laterizia e il rivestimento in pietra, come avvertiva Sebastiano Serlio nel suo libro quarto Regole Generali di Architettura, uscito per primo nell’anno precedente, il 1537 (cc. 188v e 189r). L’impostazione generale della torre, insolitamente ottagona come quella ateniese dei Venti, la sicurezza nel trattamento dell’ordine architettonico e quelle nicchie con arzigogolate conchiglie che trovano precisi riscontri in opere sicure del maestro, non dovrebbero lasciare dubbi sulla paternità giuliesca Inoltre il motivo a greca nel basamento e il fregio undato ai lati delle conchiglie nelle nicchie dell’ordine dorico riportano al primo Cinquecento romano, ad Antonio da Sangallo il Giovane e appunto a Giulio. Anche il fregio pulvinato nella trabeazione ionica rimanda all’intorno di Raffaello
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