486 research outputs found

    L'educazione nell'età elettronica

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    Education in the electronic age è un intervento di Marshall McLuhan finora inedito in Italia: un documento storico-pedagogico rilevante poiché certifica la grande attenzione alla formazione dell’uomo da parte di uno dei pensatori più influenti del ’900. Noto come massmediologo, McLuhan ha fondato le sue esplorazioni sull’interdisciplinarità: studioso di letteratura inglese, si è occupato delle tecnologie della comunicazione guardando soprattutto ai loro effetti sui più giovani, intuendo la portata rivoluzionaria dei mutamenti in corso. Education in the electronic age è frutto di una relazione tenuta davanti a un pubblico di docenti canadesi nel 1967 e contiene intuizioni tuttora attuali e attuabili. In un tempo in cui le intelligenze artificiali sfidano le prassi educative, l’idea di una pedagogia della scoperta è una strada ancora percorribile

    Pensieri kuir: appunti per una riflessione decoloniale sulle teorias cu in Brasile

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    Il saggio di Biasio affronta dibattiti contemporanei, in particolare riguardo a come viaggiano e sono accolte nel contesto brasiliano le produzioni queer internazionalmente più note. Ripercorrendo posizionamenti e momenti di confronto, Biasio restituisce le critiche che hanno messo in evidenza le forme di occultamento della violenza coloniale e razzista nella produzione queer bianca più letta. Non si tratta solo di riconoscerne il carattere eurocentrico, ma di immergersi nelle implicazioni politiche degli stravolgimenti culturali di “queer” operati da soggetti sessualmente dissidenti e razzializzati esterni all’accademia attraverso pratiche artistiche politiche. Mettendo al centro genealogie radicate in territori e corpi marcati dalla colonialità, queste pratiche sfidano l’organizzazione razziale e sessuale dello spazio universitario e i rapporti intellettuali tra sud e nord globale

    Pinocchio senza orecchi

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    Everybody knows that the main feature of Pinocchio is not listening to advice (even less of the “father”), lying, “doing one’s own thing”, following senses and instinct, constantly chasing, like every child, the wonder, which is also the “discovery” of the distraction and, face to face with the same medal, of the lie. But there is one detail of Collodi’s original story that could explain this stubborn tendency of the puppet not to “listen” to adults and their world: Geppetto in Pinocchio did not carve his ears. A non-text that recalls interdisciplinary readings of the story, between art and pedagogy, psychology and anthropology. How can a child listen without ears? Yet Pinocchio hears, he hears loud: then there is a difference between hearing and listening. The article intends to shed light, keeping faith with Collodi’s original text, on the puppet's anatomical-craftsmanlike shortcomings, but above all conceptual, therefore physical and metaphysical, shortcomings that have made this universal history of listening education possible: the ears, but also the "maternal" home and, precisely, the absent motherhood like the ears.Tutti sanno che la caratteristica principe di Pinocchio è non ascoltare consigli (tantomeno del “padre”), mentire, “fare di testa propria”, seguendo sensi e istinto, inseguendo costantemente, come ogni bambino, la meraviglia, che è anche la “scoperta” della distrazione e, faccia di una medesima medaglia, della menzogna. Ma c’è un dettaglio della vicenda originale di Collodi che potrebbe spiegare questa cocciuta tendenza del burattino a non “ascoltare” gli adulti e il loro mondo: Geppetto a Pinocchio non ha scolpito gli orecchi. Un non-gesto che richiama letture interdisciplinari della vicenda, tra arte e pedagogia, psicologia e antropologia. Come può un bambino ascoltare senza orecchie? Eppure Pinocchio sente, sente forte: allora c’è differenza tra sentire e ascoltare. L’articolo intende fare luce, tenendo fede al testo originale di Collodi, sulle mancanze anatomico-artigianali del burattino, ma soprattutto concettuali, dunque fisiche e metafisiche, che hanno reso possibile questa storia universale di educazione all’ascolto: gli orecchi, ma anche la casa “materna” e, appunto, la maternità assente come gli orecchi

    TECNICA TECNOLOGIA E SCIENZA SULLE STRADE NAPOLETANE. LA LARGHEZZA DELLA BANDA DELLE RUOTE E GLI ASSI DELLE VETTURE

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    IL SAGGIO E' IL TESTO DELLA RELAZIONE AL CONVEGNO "SPAZI DELLA BORGHESIA E GOVERNO DEL TERRITORIO" ORGANIZZATO DAL CENTRO EUROPEO DI STUDI E RICERCHE SUL PERIODO NAPOLEOINICO A ALESSANDRIA NEL 2002. GLI ATTI SONO PUBBLICATI IN UN NUMERO MONOGRAFICO DI "RNR" A CURA DI DI ALDO DI BIASI

    Comunità afrodiscendenti, letterature e configurazioni identitarie: un dialogo afroatlantico tra Brasile e Portogallo

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    This article aims to reflect on the current discussion about the terminologies that define the Afro-descendant presence and identity in the Portuguese and Brazilian literary context: literatura negra, literatura afrodescendente, literatura afro-lusitana/portuguesa/brasileira. In order to acknowledge the process of invisibilisation of Afro-descendant voices in societies marked by the legacies of European colonialism it is important to name what has been removed and marginalised, creating new identity categories. By analysing similarities, differences and influences between Brazil and Portugal, we will try to understand how these categories are assumed and discussed by authors and critics. This discussion can stimulate an Afro-Atlantic dialogue which can both foster the decolonisation and the rewriting of national literary canons in order to open up spaces for reflection on common and transnational dynamics.L’esigenza di riconoscere il processo di invisibilizzazione di voci afrodiscendenti nelle società segnate dalle eredità del colonialismo europeo comporta la necessità di nominare ciò che è stato rimosso e marginalizzato, creando nuove categorie identitarie. Questo articolo intende riflettere sull’attuale discussione intorno alle terminologie che definiscono la presenza e identità afrodiscendente nell’ambito letterario portoghese e brasiliano: literatura negra, literatura afrodescendente, literatura afro-lusitana/portuguesa/brasileira. Analizzando similitudini, differenze e influenze tra Brasile e Portogallo, si cercherà di comprendere come queste categorie vengono assunte e discusse da autori, autrici, critiche e critici e come un dialogo afroatlantico possa sia incentivare la decolonizzazione e la riscrittura dei canoni letterari nazionali, sia aprire spazi di riflessione su dinamiche comuni e transnazionali

    Fausto e Anna

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    Scheda relativa all’opera letteraria “Fausto e Anna” di Carla Cassola, pubblicata da Einaudi, Torino, nel 1952

    Gatti e scimmie

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    Scheda relativa all’opera letteraria “Gatti e scimmie” di Arnaldo Colasanti, pubblicata da Rizzoli, Milano, nel 2001
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