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    Robotica medica e societa'

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    La robotica medica è un campo d’indagine multidisciplinare che richiede la convergenza di competenze specifiche di robotica, medicina e informatica, sia nella fase di individuazione delle funzionalità richieste sia nelle varie fasi in cui si articola il processo di progettazione, sviluppo e valutazione dei sistemi robotici. In tutte queste fasi, insieme alle problematiche di carattere scientifico e tecnico, bisogna affrontare rilevanti questioni di carattere etico, politico ed economico, che spaziano dai temi del consenso informato e dell’attribuzione di responsabilità morale e oggettiva ai temi dell’equità e della giustizia distributiva nell’assegnazione di risorse tecnologiche avanzate per la sanità. Pertanto, la descrizione di applicazioni significative nei vari settori della robotica medica sarà accompagnata nei paragrafi seguenti da considerazioni sui vantaggi attesi e sulle motivazioni soggiacenti, sulle sfide scientifiche e tecnologiche che attendono i ricercatori e sui problemi di carattere etico, politico ed economico che richiedono l’elaborazione di soluzioni partecipate e condivise

    Ethical reflections on healthcare robotics

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    The rapid developments of robotics technologies in the last twenty years of the XX century have greatly encouraged research on the use of robots for surgery, diagnosis, rehabilitation, prosthetics, and assistance to disabled and elderly people. This chapter provides an overview of robotic technologies and systems for health care, focussing on various ethical problems that these technologies give rise tothese problems notably concern the protection of human physical and mental integrity, autonomy, responsibility, and fair access to medical resources

    An inductionless and default-based analysis of machine learning procedures

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    It has been suggested that AI investigations of mechanical learning undermine sweeping anti-inductivist views in the theory of knowledge and the philosophy of science. Contrary to this view, we argue that no trace of epistemically jus- tified induction is to be found within a rather representative class of learning agents and we outline an alternative deductive account of these learning procedures. Finally, the opportunity of developing an induction-free logical analysis of reasoning processes involved in learning machines is emphasized by a broad reflection on some families of non-monotonic, albeit deductive, consequence relations. Keywords: Induction,machine learning, behavior-based robotics, non-monotonic consequence relations, artificial intelligence

    Use of humanoid robots for intellectual disability in educational and teaching contexts: A review of the literature

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    Technology plays an important role today because it promotes, with richness and dynamism, authentic paths for all students. In particular, for students with disabilities, it becomes a vehicle for inclusion. In this direction, the branch of Assistive Technology (Bauer et al., 2011, Reichle, 2011, Shih, 2011) is gaining considerable interest, as it supports people with disabilities in carrying out functional activities of daily life. The aim of this study is to explore how the use of humanoid robots, belonging to the category of socially Assistive Robotics (SAR), can promote physical, cognitive and socio-emotional learning experiences for student with a diagnosis of Intellectual Disabilities (ID) in school contexts, promoting communication, socialisation and interaction

    Programmare per apprendere nella Scuola dell’infanzia: giocare con Cubetto a 5 anni

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    Negli ultimi anni, il pensiero computazionale è stato proposto come competenza chiave per tutti i cittadini dell'era digitale. Imparare il pensiero computazionale significa imparare a pensare come un informatico - sviluppando un insieme specifico di abilità di risoluzione di problemi che possono essere applicate in qualsiasi settore per creare soluzioni eseguite da un 'computer' (macchina o umano) (Grover e Pea, 2018 - p. 35). Il pensiero computazionale include concetti come logica, algoritmi, astrazione, generalizzazione, valutazione e automazione. Comprende anche pratiche come la creazione di artefatti computazionali e debugging. All’interno di questo contesto, si inserisce il concetto di programmazione/coding, che fornisce un laboratorio per l'insegnamento e l'apprendimento del pensiero computazionale rendendone concreti i concetti. Programmare può diventare uno strumento per apprendere, ad esempio come mezzo per esplorare altri domini di conoscenza o come linguaggio espressivo (attraverso la creazione di storie multimediali e/o videogiochi). Tuttavia, c'è un consenso generale sul fatto che il pensiero computazionale sia qualcosa di più ampio della programmazione e che quest’ultima non sia semplicemente sinonimo di coding (Bocconi et al., 2016). Il pensiero computazionale è un concetto introdotto da Janette Wing nel 2006. Nonostante il successo della proposta persistono dei dubbi sulla sua definizione e sulla sua valenza metacognitiva come metodo generale di risoluzione dei problemi. Il dibattito internazionale offre prospettive e spunti di riflessione interessanti. A tal proposito, significativa è la prospettiva di Peter Denning, uno degli accademici che più ha contribuito alla discussione critica sul pensiero computazionale sia da un punto di vista epistemologico che didattico. Second Denning, il pensiero computazionale dovrebbe essere fondato su modelli e algoritmi computazionali con passaggi ben definiti. (Tedre e Denning, 2016). Un recente contributo di Curzon, Bell, Waite e Dorling (2019) fornisce un quadro esaustivo del dibattito sul pensiero computazionale, sulla sua definizione, introduzione nei curricula e valutazione. Anche in Italia il dibattito sul pensiero computazionale sta spingendo il governo e il parlamento a legiferare per una sua introduzione nella scuola dell’obbligo. La legge 1071 (2015) include il pensiero computazionale tra gli obiettivi educativi della scuola. Il Piano Nazionale Scuola Digitale2 promuove una sperimentazione del coding nella scuola primaria e auspica una ridefinizione della competenza digitale e una revisione delle Indicazioni Nazionali per il curriculo. Un’introduzione generalizzata del pensiero computazionale e del coding nella scuola dell’obbligo pone quesiti sia sul come realizzare questo inserimento sia sul supporto e aggiornamento professionale degli insegnanti su larga scala. In questo contesto, l’Istituto per le Tecnologie Didattiche sta conducendo il progetto Programmare per Apprendere, finalizzato a definire e sperimentare percorsi verticali di introduzione del pensiero computazionale e della programmazione nella scuola primaria (Chioccariello e Freina, 2019). All’interno di questo progetto abbiamo anche considerato un percorso di continuità tra l’ultimo anno della scuola dell’infanzia e il primo anno della scuola primaria. In questo articolo verrà descritto il lavoro fatto con i bambini di 5 anni che frequentano la scuola dell’infanzia. L’articolo propone un quadro teorico di riferimento di come si possa “programmare” nella scuola dell’infanzia, per poi passare alla descrizione dell’esperienza e alla metodologia applicata. In conclusione, verrà proposta una descrizione dei risultati ottenuti e una riflessione sull’esperienza
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