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Giovanni Bassiano, "Bononiensis ecclesie canonicus et iuris canonici magister dictus", giudice e "arbiter"
Costituisce il seguito dell'articolo Belloni, "Baziano, cioè Giovanni Bassiano, legista e canonista del secolo XII, pubblicato in 'Tijdschrift voor Rechtsgeschiedenis, 56 (1989), pp. 69-85, dove sulla base di documenti, si sono riunificati Baziano e Giovanni Bassiano, sdoppiati arbitrariamenti alla fine del sec. XIX. Con ulteriori argomentazioni si è insistito sulla loro identità ed è stato studiato ed edito criticamente il documento di un arbitrato di Giovanni Bassiano, che ne riporta la firma autograf
“Fuori del focolare, per salvare il focolare”: donne e mobilitazione industriale in Italia durante la Grande Guerra, tra emancipazione e “ritorni a casa”
L'Alto commissariato per i rifugiati e la protezione internazionale
Lo Statuto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (United Nations High Commissioner for Refugees - UNHCR) fu adottato dall’Assemblea Generale dell’ONU nel dicembre del 1950; ad esso segui la Convenzione relativa allo status dei rifugiati, adottata nel luglio del 1951 ed entrata in vigore nell’aprile del 1954. La Convenzione del 1951, spesso definita come la “Magna Charta dei rifugiati” [Haddad 2008, 79], costituisce il fondamento del diritto internazionale del rifugiato. Essa sancisce gli obblighi degli stati nei confronti dei rifugiati e identifica l’UNHCR come l’organizzazione responsabile per il monitoraggio dell’applicazione delle norme contenute nella Convenzione stessa. La Convenzione elenca le responsabilità degli stati contraenti, così come i diritti e i doveri dei rifugiati. Ai rifugiati vengono riconosciuti alcuni diritti civili fondamentali, quali la libertà di espressione e di movimento, e diritti economici e sociali, quali l’accesso al lavoro e alle cure mediche [Hathaway 2005]. Da parte loro i rifugiati hanno l’obbligo di rispettare le leggi e i regolamenti del paese d’asilo
Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad. L'Upaniṣad del gran libro anacoretico, traduzione dal sanscrito di Ferdinando Belloni-Filippi
Revisione, adattamento, note e postfazione alla traduzione di Ferdinando Belloni-Filippi del 1912 (lanciano, Carabba)
La Corte penale internazionale e la repressione dei crimini internazionali
La Corte Penale Internazionale è un tribunale permanente, con sede all’Aia, creato al fine di processare i responsabili dei crimini contro l’umanità, di quelli di guerra, di genocidio e di aggressione. Il trattato istitutivo è stato approvato nell’estate del 1998 nel corso di una conferenza diplomatica svoltasi a Roma, a cui hanno partecipato i rappresentanti di più di 160 stati, di circa 40 organizzazioni internazionali e di più di 200 organizzazioni non-governative [Lee 1999]. Dopo 5 settimane di intenso dibattito, 120 stati hanno votato a favore dello Statuto, 21 si sono astenuti e altri 7 hanno votato contro (Cina, Iraq, Israele, Libia, Qatar, Stati Uniti e Yemen). Lo Statuto adottato a Roma è diventato un trattato vincolante l’11 aprile del 2002 a seguito della sessantesima ratifica ed è entrato formalmente in vigore il 1° luglio dello stesso anno. La Corte può perseguire esclusivamente crimini compiuti dopo quella data
Moneta e 'propaganda' negli studi di Gian Guido Belloni
Si esamina il contributo di Gian Guido Belloni alla determinazione della moneta come presunto strumento di propaganda nel mondo roman
Mobilità sostenibile. Una rilettura della storia dei movimenti in bicicletta
The essay aims to highlight some problems that the “history” of mobility relates to an approach that would be constantly concerned with the mobility “problem”. In the light of the recent methodological debate that has affected the transport and mobility history, the author wants to show a possible outcome of such methodological reflections in the recovery of a theme – the cycling mobility – certainly not new to the history of transport, but perhaps a little more new to the history of mobility, highlighting the outcomes to which a historical approach can take in the light of the cultural turn. Finally, the essay presents a hypothesis of periodization and thematization applied to the Italian case
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