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Ma non può essere successo davvero, prof! : i nuovi adolescenti e il distacco dal romance
La letteratura giovanile ha inglobato, fin dai suoi esordi, gli ampi territori del romance, appropriandosi anche di testi destinati al lettore adulto proprio in virtù del loro contenuto avventuroso, fiabesco, fantastico. Eppure, negli ultimi anni ho potuto constatare, fra i miei alunni di scuola secondaria, un progressivo disinteresse per questi testi, accompagnato da una crescente attrattiva per moderne, e spesso degradate, forme di novel (i vari Moccia e D'Avenia). In particolare, ho notato una crescente incapacità di comprendere ed accettare il patto narrativo sottostante alla creazione di universi di finzione profondamente diversi dalla realtà contingente. Partendo da queste premesse, l'obiettivo del mio contributo è quello di ipotizzare alcune piste interpretative che spieghino le cause di questa metamorfosi: la pervasività dei mezzi di comunicazione audiovisivi; l'acuirsi dei processi di edulcorazione del romanzesco, ormai privato, quando è destinato ai ragazzi, dell'elemento perturbante (ad esempio, nei prodotti a marchio Disney); la perdita di familiarità con l'atto della lettura in tutte le sue forme (dall'ascolto della fiaba della buonanotte alla fruizione individuale) che ostacola la progressiva interiorizzazione dei meccanismi del make-believe. In questa prospettiva, dunque, ci si può domandare se nei literacy skills che l'educazione letteraria nella scuola dell'obbligo deve fornire non debba ormai rientrare anche l'esercizio alla willing suspension of disbelief
Didattica, letteratura, università e scuola: un dialogo possibile?
Questo contributo mira ad analizzare i motivi che rendono importante e necessario l'introduzione del pensiero didattico all'interno delle facoltà umanistiche, sia come principio di regolazione delle attività di insegnamento, sia come riflessione teorica sui paradigmi di trasmissione del sapere letterario (il cosiddetto processo di trasposizione didattica, Chevallard 1985), sia come ponte di comunicazione nei confronti della scuola, istituzione nei cui confronti l'accademia ha ben precisi obblighi istituzionali, poiché da ormai quindici anni (D.M. 26 maggio 1998), proprio ad essa è affidato il compito, che dovrebbe essere strategico, della formazione degli insegnanti di scuola secondaria
Da Wikipedia all'e-reader: educare alla lettura digitale
In Italia, solo la metà dei giovani legge almeno un libro all'anno nel tempo libero (Istat 2012) e, secondo molti, buona parte della colpa sarebbe da addebitare all'invasività delle nuove tecnologie (Casati 2013); eppure, il web e gli strumenti informatici hanno in sé le potenzialità per costituire uno stimolo attivo alla conoscenza e all'apprezzamento della letteratura. Scopo del mio contributo è quello di analizzare i diversi aspetti della lettura digitale, delineando alcune modalità di fruizione attiva e consapevole dei mezzi informatici, così che possano essere utilizzati per incoraggiare o facilitare le pratiche di lettura dei cosiddetti nativi digitali
Dalla porta di servizio: didattica della letteratura e università
In Italia, l'assetto istituzionale e la gerarchia delle discipline umanistiche sono ancora fortemente condizionati dall'idealismo gentiliano, che negava qualsivoglia autonomia e dignità agli aspetti pragmatici della trasmissione del sapere, atteggiamento riassumibile nel noto motto "chi sa, insegna". Per questo motivo, ancora oggi, la didattica della letteratura non trova una legittima collocazione all'interno delle facoltà umanistiche, nonostante, da ormai quindici anni (D.M. 26 maggio 1998), proprio ad esse sia affidato il compito, che dovrebbe essere strategico, della formazione degli insegnanti di lettere di scuola secondaria.
Questo contributo mira ad analizzare, all'interno del quadro generale dei rapporti tra scuola e università, le conseguenze deleterie della mancata elaborazione teorica di paradigmi di trasmissione dei saperi specifici della letteratura che tengano conto anche dei cambiamenti in atto nella società e nel sistema di istruzione italiani; si proporranno infine possibili piste di lavoro attraverso cui creare spazi di dialogo e confronto, ormai non più rimandabili, tra ricerca accademica ed insegnamento nei gradi inferiori
Al Circolo dei Grandi Dilettant : modi dell'intertestualità nella saggistica letteraria di Alberto Savinio
All'interno della vastissima produzione saggistica di Alberto Savinio, asistematica, occasionale, caratterizzata dalla predilezione per la forma breve, la riflessione sulla letteratura è uno dei temi ricorrenti, a cui sono dedicati anche scritti di maggiore ampiezza, tutti risalenti allo stesso, ristretto, arco cronologico: le curatele delle opere di Moro, Campanella, Luciano di Samosata, le letture accademiche su Pulci e Leopardi, le biografie confluite in Narrate, uomini, la vostra storia, la prefazione alla traduzione dei racconti di Maupassant, fino a quella summa del pensiero saviniano che è La Nuova Enciclopedia. La mia analisi si propone di mostrare come in tutti questi testi la relazione metatestuale critica sia resa più ricca e complessa dalla scelta delle opere e degli autori analizzati, che sono i Grandi Dilettanti prediletti da Savinio, gli autori verso cui egli riconosce un debito formativo e nelle cui idee ritrova una fortissima comunanza culturale: si vedrà come Luciano e Leopardi, Voltaire e Ibsen, ma anche Stendhal, Nietzsche, Schopenhauer, considerati veri e propri padri spirituali, divengano, tramite il sistematico riferimento ai propri scritti, i portavoce del pensierodello scrittore. Il ricorso costante alla procedura della citazione in tutte le sue varianti (citazione vera e propria, allusione, ma anche autocitazione) viene così a creare una rete intertestuale in cui critico e oggetto di critica sono posti sullo stesso piano, in un perfetto esempio di “critica dialogica” (T. Todorov). In questo contesto il lettore è invitato a smascherare il gioco dei rimandi e delle allusioni, riconoscendo così la propria appartenenza alla stessa élite intellettuale. Il ricorrere dei temi trattati e i fitti riferimenti intertestuali, utilizzati da Savinio alla stregua di una vera e propria riserva di topoi letterari e critici, permettono dunque di leggere come coerente ed omogeneo un corpus di testi saggistici che ad una analisi parziale o superficiale appare caotico e magmatico
By the back door: didactic of literature, school and University
In Italia, l'assetto istituzionale e la gerarchia delle discipline umanistiche sono ancora fortemente condizionati dall'idealismo gentiliano, che negava qualsivoglia autonomia e dignità agli aspetti pragmatici della trasmissione del sapere. Per questo motivo, ancora oggi, la didattica della letteratura non trova una legittima collocazione all'interno delle facoltà umanistiche, nonostante, da ormai quindici anni (D.M. 26 maggio 1998), proprio ad esse sia affidato l'importante compito della formazione degli insegnanti di lettere di scuola secondaria.
Questo contributo mira ad analizzare, all'interno del quadro generale dei rapporti tra scuola e università, la necessità di una stretta collaborazione tra le due istituzioni nei campi, strategici e interconnessi, della formazione dei docenti e dell'elaborazione di specifici paradigmi di trasposizione didattica delle discipline letterarie, campi che dovrebbero costituire il luogo privilegiato del dialogo e del confronto tra ricerca accademica ed insegnamento nei gradi inferiori
MEMORIA DELLA TRINCEA: APPUNTI SULLO STILE DI UN ANNO SULL’ALTIPIANO
Il presente contributo si propone di analizzare alcuni aspetti dello stile di Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu in prospettiva metacomunicativa (cfr. Brioschi 2002), mettendoli in relazione con la situazione compositiva e, soprattutto, con l’esplicita volontà dell’autore di fornire una testimonianza veridica della Grande Guerra. Si mostrerà come il rifiuto delle convenzioni abusate del diario di guerra e lo sforzo di spogliarsi delle esperienze e delle riflessioni accumulate nei vent’anni intercorsi tra la guerra e il momento della scrittura, nel tentativo di rivivere quell’esperienza «con le idee e i sentimenti di allora», diano origine ad una struttura narrativa originale e ad una scrittura asciutta e sincopata, in cui brevi descrizioni fotografiche diventano un mezzo privilegiato per fissare il ricordo drammatico di quegli eventi
Non<i> come un romanzo</i>. Retoriche scolastiche ed educazione alla lettura
One of the long-term goals of literary education in secondary school should be the training of assiduous, capable and independent young readers. But, in reality, in Italian institutions reading education suffers from inadequate attention and ineffective and obsolete routines. This paper aims to highlight contradictions in scholastic rhetoric, both institutional and didactic, that cause the impressive amount of non-readers among young Italians: ministerial directives that lack in regulatory, theoretical, and methodological frameworks (the new Indicazioni Nazionali), but that sometimes exceed in requiring specific contents (the 'untouchable' Promessi sposi, a poetry-oriented canon); the structural conditions of the pedagogical apparatus (Massa 1987) that clash against the kind of fruition required from a novel, giving rise to common practices such as anthological fragmentation and an emphasis on text analysis and test-oriented didactics, rather than focusing on developing real and efficient reading skills. Finally, examples of didactic practices will be given, with the purpose of conciliating the necessary methodological accuracy and the acquisition of reading skills with a revaluation of reading pleasure and the experiential and essential value that it can and should have for every adolescent
LO SPAZIO LEGGIBILE NELLA SCUOLA SECONDARIA: NORMATIVA, TESTI, PRATICHE
This research starts from a widen meaning of «readable space» (De Certeau) and aims to describe the real conditions affecting reading activity in secondary school.
The first chapter examines the secondary school programmes (I and II grade) from "Rifoma Gentile" (1923) to the latest Indicazioni Nazionali and Linee-Guida (2011-2012). This study aims to describe the role and importance of reading in Italian teaching, also in relation to literary and linguistic education.
The notion of «interpretative community» (from Stanley Fish and Romano Luperini) and its suitability to describe the activity of a school class during common reading are discussed in the second chapter. This notion is then integrated with the one of «community of practice» (Etienne Wenger). The «circle of reading» (Aidan Chambers) is individuated as an useful and effective method to transform the classroom into a real «community of interpretative practice».
Third chapter tries first to define what a schoolbook is. Then, it analyzes two types of schoolbooks used for reading activities, «libri di narrativa» and literary anthologies, aiming to describe what kind of readable space is offered by their paratextual apparatus. The possibilities given by new technologies (ebook) are also examinated.
Fourth chapter suggest a widen approach to reading skills and reading literacy. Work ends with a possible list of reading skills and good reading practices
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