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    Il rilevamento architettonico e urbano delle logge mercantili nella città storica di Pisa

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    Il contributo, corredato da disegni di rilievo e di archivio, affronta le vicende storiche dell'edificio detto "Le logge dei Banchi", già "Logge di mercato" (sec. XVII) e delle logge presenti nelle piazze del Grano e dei Cavoli nella città di Pisa

    La Badia di San Savino. Un monastero fortificato

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    Il contributo, corredato da disegni di rilievo e fonti iconografiche di archivio, prende in esame la Badia di San Savino presso Montione (Pisa), un moastero fortificato (sec. XII-sec.XV) che costituiva un avamposto ritirato nell'ultima ansa del Fiume Arno prima di giungere a Pisa, nel sistema difensivo nel territorio della reppublica pisana verso Firenze

    LA PROGRAMMAZIONE DELL’OFFERTA SANITARIA SULLA BASE DELL’ANALISI SPAZIALE STRUTTURATA DEI BISOGNI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE NEL NORD SARDEGNA. ANALISI DI INDICATORI DI APPROPRIATEZZA OSPEDALIERA NEL NORD SARDEGNA.

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    POSTER - L'OSPEDALE: ASPETTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI ID 642 LA PROGRAMMAZIONE DELL’OFFERTA SANITARIA SULLA BASE DELL’ANALISI SPAZIALE STRUTTURATA DEI BISOGNI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE NEL NORD SARDEGNA. ANALISI DI INDICATORI DI APPROPRIATEZZA OSPEDALIERA NEL NORD SARDEGNA G. Sotgiu 1; P. Castiglia 1; A. Azara 1; E. Mura 1; L. Saderi 1; I. Mura 1; M.V. Camerada 2; S. Carrus 2; F. Murtinu 2; A. Guaraglia 2; G. Mariotti 2; A. Piana 1 1 Università degli Studi di Sassari, Dipartimento di Scienze Biomediche – Igiene e M.P. 2 Università degli Studi di Sassari, Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali. INTRODUZIONE Inserito in un progetto di ricerca, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, finalizzato a valutare i bisogni di salute nella popolazione sarda in rapporto all’offerta sanitaria, il lavoro riporta i RISULTATI preliminari di un’analisi epidemiologica avente lo scopo di definire l’impatto ospedaliero delle principali patologie e l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera in rapporto ad indicatori di riferimento nazionali. METODI È stato strutturato un database contenente la descrizione dell'attività dei ricoveri per acuti in regime ordinario per singolo DRG relativo alla Regione Sardegna (2014). Sono stati selezionati: numerosità regionale delle dimissioni, numero giornate di degenza e degenza media, percentuale di dimissioni oltre valore soglia, mortalità ospedaliera, riferibili alle ASL di Sassari e Olbia/Tempio. RISULTATI Le principali cause di ricorso all’ospedalizzazione in regime ordinario sono rappresentate da parto (6.393 dimissioni) e da patologie cardiovascolari (4.425 dimissioni); quest’ultimo rappresenta il DRG a maggior impatto anche per numerosità delle giornate di degenza (35.965 giorni). Riordinando i DRG per numerosità della degenza media regionale, quello relativo alle ustioni estese o a tutto spessore è risultato avere il valore più elevato (63 giorni) con una differenza con il dato nazionale di 19 giorni. Il tasso grezzo di ospedalizzazione per frattura del collo del femore in pazienti anziani è risultato il più elevato (>6 per 1000) nelle Provincie di Sassari e Olbia/Tempio, in controtendenza rispetto al dato nazionale (RR Adj 1,1) per la sola Provincia di Olbia/Tempio. CONCLUSIONI Gli indicatori, riferibili alla gestione clinica in ambito nosocomiale, si sono mostrati ai limiti superiori rispetto ai valori medi nazionali. La sintesi quantitativa del management ospedaliero dimostra criticità che necessiterebbero un’approfondita analisi strutturale, organizzativa, qualitativa e quantitativa, in rapporto al outcome clinico

    Studio caso-controllo sui rapporti tra neoplasia prostatica e elementi in traccia

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    OBIETTIVI: Abbiamo condotto uno studio multicentrico caso-controllo al fine di valutare il ruolo di alcuni elementi in traccia di interesse tossicologico e nutrizionale (cadmio, selenio, rame e zinco) ed altri fattori ambientali e comportamentali nell’eziopatogenesi della neoplasia prostatica. La valutazionedell’esposizione a tali elementi è stata effettuata misurandone le concentrazioni nelle unghie quali bioindicatori di esposizione a medio-lungo termine.METODI: Sia i casi che i controlli, appaiati per età, sono stati reclutati dalle unità operative di Bari e Modena presso le cliniche urologiche e quelle chirurgiche dei rispettivi policlinici universitari. La determinazione degli oligoelementi è stata effettuata, previo lavaggio e mineralizzazione delle unghie con HNO3 in forno amicroonde, mediante spettrofotometria di assorbimento atomico con atomizzazione in fornetto di grafite per cadmio, selenio e rame, e in fiamma per lo zinco. RISULTATI:Nella popolazione complessiva presa in esame, abbiamo osservato livelli medi più elevati sia di cadmio che di rame nei 45 casi rispetto ai 68 controlli, mentre non abbiamo riscontrato particolari differenze per selenio e zinco. Le concentrazionimedie nelle unghie dei casi e dei controlli sono risultate rispettivamente per il cadmio pari a 0,108 e 0,068μg/g e per il rame pari a 5,07 e 3,78μg/g, mentre per lo zinco abbiamo riscontrato una media di 119.06μg/g per i casi e 111.04μg/g neicontrolli. Abbiamo successivamente effettuato il calcolo dell’OR quale stima del rischio relativo, utilizzando le concentrazioni quali variabili continue (ptrend) nonché dicotomiche (con cut-off pari alla mediana nei controlli). Nella popolazione complessiva presa in esame, l’OR è risultato pari a 2.57 (p=0.026) per il cadmio, OR=1.31 (0.548) per il selenio, OR=1.3 (p=0.529) per ilrame ed infine OR=1.81 (p=0.161) per lo zinco. L’analisi sui valori continui ha inoltre suggerito una possibile relazione tra esposizione a rame e rischio di neoplasia prostatica.L’analisi dei dati disaggregati sotto il profilo geografico ha fattoemergere rilevanti differenze soprattutto per quanto riguardo il cadmio. I pazienti di Bari hanno infatti evidenziato concentrazioni medie pari a 0.168 μg/g contro i 0.045 μg/g dei controlli, mentre per i soggetti dell’unità modenese abbiamo osservato rispettivamente 0.042 e 0.08μg/g. Il selenio ha invece evidenziatoconcentrazioni medie pari a 0.466μg/g nei casi e 0.468μg/g nei controlli a Modena, mentre i corrispondenti valori per la popolazione barese sono risultati pari a 0.627μg/g e 0.583μg/g. Le concentrazioni di rame nella popolazione baresesono risultate, rispettivamente nei casi e nei controlli, pari a 4.72 e 4.08μg/g, mentre per i soggetti modenesi abbiamo riscontrato 5.43 e 3.66μg/g. Infine le concentrazioni di zinco riscontrate nei pazienti affetti da neoplasia prostatica sono risultate pari a 116.98μg/g nei pazienti di Bari e 115.67μg/g nei relativi controlli,con corrispondenti valori nella casistica modenese pari a 121.14μg/g e108.83μg/g. Per quanto riguarda i rischi relativi di neoplasia, gli unici incrementi di un certo rilievo sono relativi alla casistica di Bari in associazione all’esposizione a cadmio (p-trend 0.054) e nella popolazione di Modena in associazione all’esposizione a rame (p-trend 0.096) e zinco (p-trend 0.092).CONCLUSIONI:I nostri risultati, considerando le limitate dimensioni del campione, sembrano supportare l’ipotesi, già avanzata da altri Autori, che l’ esposizione a cadmio può esercitare un ruolo nell’eziopatogenesi della neoplasia prostatica, mentre non sonoemerse indicazioni che suggeriscano un coinvolgimento del selenio. Per quello che riguarda il rame e lo zinco è necessario approfondire i dati attraverso un ampliamento del campione

    Ruolo di selenio, rame e zinco nell’eziologia del melanoma: uno studio caso-controllo nella provincia di Modena

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    OBIETTIVI: Abbiamo condotto uno studio caso-controllo sul ruolo di tre elementi di interesse nutrizionale e tossicologico, selenio, rame e zinco, nell’eziologia del melanoma, nel contesto di un progetto di ricerca PRIN comprendente le università di Bari, Modena, Parma e Sassari. Quale indicatore di esposizione abbiamo utilizzato la concentrazione di tali elementi a livello ungueale.METODI: Abbiamo reclutato 26 pazienti affetti da melanoma presso la Clinica Dermatologica dell’Università di Modena e Reggio Emilia e 52 controlli, appaiati per sesso ed età, selezionaticasualmente tra i pazienti sottoposti ad interventi di cosiddetta ‘piccola chirurgia’ presso ilPoliclinico di Modena. Abbiamo quindi effettuato la determinazione dei livelli di selenio, rame e zinco nelle unghie dei piedi raccolte dai soggetti inclusi nello studio, previo lavaggio e digestioneacida in forno a microonde, mediante spettrofotometria di assorbimento atomico con fornetto di grafite per selenio e rame ed atomizzazione a fiamma per lo zinco. Abbiamo infine calcolato il rischio relativo di melanoma in associazione ai livelli espositivi agli elementi presi in esame utilizzando un modello di regressione logistica condizionale.RISULTATI: Non abbiamo osservato particolari differenze tra casi e controlli per quanto riguarda le concentrazioni di selenio, mentre in riferimento ai livelli di rame ed in particolare di zinco abbiamo riscontrato livelli lievemente inferiori nei controlli. Infatti, le concentrazioni medie di rame sono risultate pari a 4.30μg/g nei casi e 3.87μg/g nei controlli, mentre i corrispondenti valori per lo zinco sono risultati rispettivamente pari a 130μg/g e 114.1μg/g, confermando precedenti osservazioni.Abbiamo calcolato i rischi relativi di melanoma associati ad incrementi dei parametri espositivi considerati come valori continui (p-trend) o dicotomici (con cutoff pari alla mediana calcolata nei controlli). L’esposizione ai tre elementi in traccia presi in esame non è risultata associata al rischio di melanoma, ad eccezione dello zinco, per il quale il valore di p-trend è risultato pari a 0.032.CONCLUSIONI: I risultati ottenuti, pur tenendo conto delle limitate dimensioni del campione in esame, non indicano un coinvolgimento dell’assunzione di selenio e rame nell’eziologia di questa patologia, mentre per quanto riguarda l’esposizione a zinco il dato necessita di ulteriori approfondimenti che rafforzino tali osservazioni
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