1,721,115 research outputs found
The combined usage of gis and geo-indicators for evaluating and mapping groundwater pollution risk.
Nitrate contamination of groundwater is increasing
on a worldwide scale, due, principally, to the high use
of fertilizers, to the leaking from the sewage network
and to the presence of old septic systems.
The research reported herein presents a method
for groundwater contamination risk assessment
based on a previous experience of the author in
terms of nitrate risk evaluation (DUCCI et al. 2007).
This paper starts from a definition of the GIS layers
used for the application of the method based on the
geo-indicators. Afterward, the protocol to overlap the
layers and the weight of these is explained. The
methodology is applied in a large flat area of
southern Italy, with, in a wide sector, very high
concentrations in NO3
Intrinsic Vulnerability of the Alburni Karst System (Southern Italy)
In order to assess the aquifer intrinsic vulnerability of the Alburni karst system (Southern Italy) at medium scale (i.e. 1:50,000), the “European Approach” has been applied. The vulnerability map shows that the prevalent vulnerability degrees are high and very high, due to the widespread karstification of the area and to the presence, on the plateau, of large vegetated areas with gentle slopes favouring fast infiltration. Interpreting the information on the map in the light of land use, development planning and groundwater protection, the Alburni karst area requires great care regarding the location of the potential contamination sources
Le acque sotterranee nella “Terra dei fuochi”
Lo studio delle caratteristiche idrochimiche della cosiddetta Terra dei fuochi è di fondamentale importanza per caratterizzare i livelli di inquinamento dell’area e per distinguere tra responsabilità umane e caratteristiche naturali. Obiettivo deve essere circoscrivere i settori di falda degradati e bonificarli, per salvaguardare la salute umana, senza creare allarmismi che potrebbero mettere in crisi l’economia agricola e vanificare agli occhi dell’opinione pubblica le operazioni di bonifica sui singoli siti
Dalle problematiche idrogeologiche dell'area di Napoli Orientale alla valorizzazione della risorsa "acqua”
I geo-indicatori nella redazione di carte del rischio di inquinamento da nitrati nelle acque sotterrane
La comunità scientifica sia italiana che internazionale si è sforzata di mettere a punto metodologie in grado di discriminare il territorio, non solo in base alle reali concentrazione dei nitrati, ma anche al differente rischio potenziale di contaminazione.
In letteratura esistono alcune interessanti proposte come ad esempio il metodo parametrico IPNOA, Indice di Pericolosità da Nitrati di Origine Agricola (Padovani & Trevisan, 2002), che valuta la pericolosità sulla base dei “fattori di pericolo” e dei “fattori di controllo”.
Tale metodologia è stata ampiamente testata sul territorio, dando ottimi risultati, ma è particolarmente indicata per studi dettagliati, in scala 1:25.000-1:50.000.
Si è proposta qui una metodologia applicabile a scala minore (provinciale-regionale), che utilizza strati informativi che possono essere di diversa provenienza e nella quasi totalità dei casi sono già disponibili presso l’ISTAT, nell’ambito dei Piani di tutela delle acque (Carte di Vulnerabilità intrinseca all’inquinamento) o in progetti nazionali e internazionali (es. il Corine Land Cover del progetto Image & Corine Land Cover 2000, portato avanti dall’APAT, oggi ISPRA).
La metodologia è basata sull’uso dei geo-indicatori. I geo-indicatori individuati quali utili ai fini della definizione del rischio di l’inquinamento da nitrati delle falde, corrispondenti ad altrettanti tematismi di base, vengono pesati in maniera differenziata e quindi sovrapposti secondo criteri di tipo algebrico. La carta del rischio di inquinamento deriva dalla sovrapposizione pesata di tre carte tematiche di base: la carta di contaminazione potenziale da nitrato (PNC), la carta di vulnerabilità all’inquinamento delle falde (GwVu) e il valore socio-economico delle acque sotterranee (GwVa).
In conclusione, la semplicità delle procedure seguite e la buona coincidenza delle carte risultanti con la contaminazione in atto confermano la validità del metodo in aree a scala medio-piccola, laddove non è possibile adottare metodologie di maggiore dettaglio
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