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    «Abbracciare l’incontro». Finanza e relazioni nella Brescia d’ancien régime

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    Questo breve contributo intende mostrare, attraverso un caso di studio concreto, come si articola e come funziona un sistema finanziario urbano d’ancien regime. La ricerca e incentrata sulla citta di Brescia e guarda ai circuiti creditizi che la permeano – legando finanze pubbliche, privati e istituzioni locali – a partire dalla principale confraternita urbana che ne costituisce il centro gravitazionale. In questo contesto i prestiti ricalcano sovente dei rapporti sociali preesistenti ma, altrettanto spesso, generano delle relazioni nuove e delle dipendenze in grado di modificare le gerarchie consolidate.This paper aims to show how financial system could work in an Old regime’s city. In particular, it focuses on the Brescia’s case study by taking into account its major confraternity, which represents the core of the financial system. The “Congrega” actually holds together public and private finances as well as local institutions. Its loans stem as often from pre-existing relationships as from new ones and related dependencies, so that they could question consolidated hierarchies

    Il prezzo dell’originarietà. Scambi, conflitti e privilegi in una comunità della terraferma veneta

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    L’articolo analizza il rapporto tra le forme di appartenenza e la fruizione delle risorse locali in una comunità della Repubblica di Venezia. La ricerca assume come punto di osservazione la vicenda di una ricca famiglia di abitanti del luogo, protagonista di un singolare acquisto dell’originarietà d’inizio Settecento. Tale privilegio garantisce la proficua fruizione di diverse risorse connesse a un canale artificiale che attraversa il territorio della comunità di Rovato. L’episodio si inserisce tuttavia in una contesa più ampia che riguarda – sia in loco sia in buona parte della terraferma veneta – la definizione del perimetro degli aventi diritto ai privilegi locali. La vicenda – apparentemente marginale – catalizza così dei conflitti più ampi che si trascinano per tutto il secolo. La prospettiva offerta dal caso di studio consente di individuare delle questioni che la storiografia non ha finora adeguatamente problematizzato. La definizione dei beni comunitari in senso di volta in volta collettivo, comunale o privato è al centro di una diffusa conflittualità, che coinvolge (e talvolta crea) i corpi locali. Le fonti – soprattutto giudiziarie – mettono in luce la permeabilità di questi processi storici rispetto alle azioni e alle iniziative dei privati.The article analyzes the relationship between belonging and local resources in a community of the Republic of Venice. The research copes with a wealthy local family, which did buy "nativeness" at the beginning of the eighteenth century. This privilege guarantees the profitable use of various resources connected to a water channel crossing the territory of Rovato community. The episode is part of a wider contest that is useful to define the social perimeter of those entitled to local privileges, in both Rovato and Venice's republic. Such story - apparently marginal - catalyzes the wider conflicts that drag on throughout the century. The perspective offered by the case study allows us to identify issues that historiography has not yet adequately problematized. The definition of common goods in a collective, municipal or private sense is at the center of a widespread conflict, which involves (and sometimes creates) local bodies. The sources - above all judicial - highlight the permeability of these historical processes with respect to the actions and initiatives of individuals

    Sebastian Stocker. L’esperienza di un vigneron tra biografia imprenditoriale e territoriale

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    L’articolo mette in relazione due ambiti d’indagine – la biografia imprenditoriale e l’evoluzione della località – che hanno trovato raramente dei punti di contatto nella storiografia. La ricerca si è avvalsa prevalentemente di testimonianze orali ricavate da interviste all’enologo Sebastian Stocker, che ha diretto la cantina sociale di Terlano tra il 1955 e il 1992, per dedicarsi successivamente all’attività di vignaiolo indipendente. La vicenda biografica, segnata da continue variazioni di angolatura, illumina un segmento significativo delle pratiche di sfruttamento, valorizzazione e attivazione delle risorse locali, mettendole in relazione con le dinamiche associative e sociali. Tale prospettiva mette dunque in luce dei processi che hanno contribuito concretamente a plasmare la località

    «Dio riceve come un Banco». Lasciti e interessi nella Brescia barocca, in «Quaderni storici»,

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    This article aims to analyze in a new way a series of charitable practices widespread in Old regime society, by adopting a pragmatic standpoint. The article focusses on an array of bequests ad pias causas left by a Brescia family to the most important confraternity of the town. The case study shows as bequests was a first rate investment utilized by benefactors with various purposes like getting citizenship, legal protection or profitable annuities. On this line, it also emerges that the nexus between charitable and pragmatic motivations has had positive outcomes on the assets’ management. This intricacy was typical of many assets managed by the confraternity: so, the bequests pro anima distance themselves from the solemnity of the «last will» to become life annuities and vice-versa

    Debito/credito. La cogente attualità di una vecchia questione

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    L'articolo prende in esame dei casi di contese scaturite dai rapporti debito/credito. In particolare vengono esaminate delle fonti di antico regime, prodotte in varie aree dell'Italia settentrionale. La ricerca mette in luce l'evoluzione del rapporto tra creditore e debitore, soprattutto per quanto riguarda dei crediti poco performanti (prestiti tra privati, debito pubblico, debito locale), facendo emergere metodi di compensazione alternativi, nonché soluzioni giudiziarie ed extra-giudiziarie

    La dannevole malizia degli uomini. Piccoli e grandi intacchi al patrimonio dei banchi pubblici napoletani (XVII-XVIII secc.)

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    Il saggio si incentra sulla gestione dei banchi pubblici napoletani, cercando di mettere in luce – attraverso le fonti primarie e la storiografia – la casistica di danni derivanti da intacchi e malversazioni. La ricerca mette in evidenza le proporzioni e la fisiologia del fenomeno, permettendo di comprendere quali sono le figure amministrative maggiormente esposte alle tentazioni fraudolente (cassieri, pandettieri, ecc.), quali complicità e relazioni “esterne” inducono o favoriscono tali reati, nonché quali provvedimenti vengono assunti per porre rimedio al problema. Attraverso la ricostruzione microanalitica di alcuni episodi emerge infine la dimensione socio-politica del fenomeno

    Note sul "consumo di credito" nella Lombardia prealpina (XVII-XVIII secc.)

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    L'articolo analizza le piazze creditizie lombarde nel Seicento, studiando i comportamenti finanziari di alcuni tra i principali operatori economici locali

    Percorsi di riflessione e di studio: i convegni della Federazione lombarda dal 1993 a oggi

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    Il contributo analizza il dibattito sorto attorno alla federazione lombarda di credito cooperativo attraverso la fonte dei convegni di studio, studiando le modalità di rinnovamento del credito cooperativo lombardo dal 1993 in avanti
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