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Le rose del deserto. La quarta sponda fra arditismo e "colonialismo straccione"
Al film di Monicelli, liberamente ispirato al romanzo di Mario Tobino del 1951, Il deserto della Libia, dedica un’analisi particolareggiata Domenico Guzzo, giungendo a leggere il velleitario colonialismo italiano come prosecuzione e riflesso del colonialismo interno, e in generale di una dinamica di costruzione nazionale mai davvero realizzata e quindi sempre debole sia internamente che esternamente
Cittadino Ruffilli
A 31 anni dalla criminale scomparsa di Roberto Ruffilli, assassinato nella sua casa forlivese di Corso Diaz 116, il 16 aprile 1988, la Fondazione ha voluto che venisse realizzato un film lungometraggio che con documenti, fotografie, teche RAI e materiali di repertorio in gran parte inediti, restituisse finalmente l’uomo oltre la vittima, ribadendone la memoria e l’eredità anche e soprattutto per le nuove generazioni del Paese.
Sviluppando oltre venti interviste ad amici, colleghi e studiosi, il film documentario - affidato agli autori Domenico Guzzo e Alessandro Quadretti, e prodotto da Officinemedia - ricostruisce e racconta la figura umana, l’attività scientifica del Professore universitario e i risultati politici del Senatore della Repubblica, arrivando fino a ricostruire i motivi del suo omicidio per mano brigatista e gli effetti sul corso di un Paese in piena crisi
L’ultima spiaggia. Pola fra la strage di Vergarolla e l’esodo
Il documentario "L'ultima spiaggia. Pola fra la strage di Vergarolla e l'esodo" di Alessandro Quadretti e Domenico Guzzo, che ripercorre quello che accadde il 18 agosto del 1946 attraverso i ricordi dei pochi sopravvissuti. Quel giorno, sulla spiaggia di Vergarolla, a Pola - unica parte dell’Istria al di fuori del controllo Jugoslavo di Tito, sotto amministrazione anglo americana - c’erano centinaia di persone, compresi molti bambini, pronte ad assistere ad una rinomata gara di nuoto. Una manifestazione che aveva anche l’intento di mantenere un legame con il resto dell’Italia. Alle 14.15 l’esplosione di numerose mine, apparentemente disinnescate – per un totale di circa nove tonnellate di esplosivo - provocò decine di vittime, 65 quelle accertate. I soccorsi furono complessi e caotici, molti corpi furono letteralmente polverizzati. Il fallimento delle indagini e la mancata individuazione dei responsabili, finirà per cristallizzare nella cittadinanza la convinzione che Pola fosse una sorta di pedina di scambio nel gioco delle potenze vincitrici della guerra. Sostanzialmente la popolazione italiana di Pola ritenne di trovarsi di fronte ad un'alternativa secca: o rimanere nella propria città in balia di un potere che non offriva alcuna garanzia sul piano della sicurezza personale e della difesa dell’italianità, o prendere la via dell'esilio. Nell'estate del 1946 l'esodo era già un’opzione molto concreta. Tuttavia, nella memoria collettiva della popolazione la strage di Vergarolla venne ritenuta come un punto di svolta, in cui anche gli incerti si convinsero che la permanenza in città, alla partenza degli Alleati, sarebbe stata impossibile. Tra la tesi della tragica fatalità e quella dell’attentato premeditato volto a radicalizzare la tensione anti-italiana in città, nell’immediatezza della strage, col passar del tempo è l’ipotesi dolosa la più accreditata dalle ultime ricostruzioni storiche. E nonostante mai alcun processo sia mai stato celebrato, la strage di Vergarolla è considerata tra i più gravi attentati della storia dell'Italia repubblicana: la morte di oltre ottanta italiani in un'occasione di festa stenta tutt'ora a trovar spazio nei libri di storia e nella memoria nazionale
“Ankara, Atene, domani Roma viene”. I rapporti del regime dei colonnelli con l’estrema destra italiana
la dittatura dei colnnelli greci e i rapporti con l'estrema destra italiana (1967/1974
11 settembre 2001 : paura sociale e discorso pubblico nell'area euro-atlantica
On the morning of September 11, 2001, the largest terrorist attack in human memory triggered a periodising caesura, determining a radical restructuring of the dialectic between national socio-political practices and the international order that had emerged at the end of the Cold War. Unexpectedly struck on its own soil, as it had not been even during the World Wars, the United States reacted in a furious and absolutist manner, seeking both exemplary revenge and the reassertion of its own planetary hegemony, often by suppressing (and sometimes violating) internal constitutional principles and norms of international law. This issue aims to provide a historical reflection on the evolution of geopolitical spaces at the beginning of the XXI century, by bringing together international relations scholars, political scientists, historians of institutions and specialists in the phenomenology of terrorism, to examine the dialectic between the eruption of globalised jihadism and the spread of a «culture of fear» in Euro- Atlantic societies
«Il morso della paura». La strategia della tensione nel memoriale di Aldo Moro
Il saggio si sofferma sulla lettura che Aldo Moro, sequestrato dalle Brigate rosse nella primavera del 1978, compie nelle pagine del cosiddetto "Memoriale" sulla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 e, più in generale, della strategia della tensione
Terrorismo e ordine pubblico nel cinema italiano degli anni Set-tanta: uno sguardo d’insieme
Il rapporto tra cinema, terrorismo, ordine pubblico e violenza politica negli anni Settanta è stato definito lungo e sofferto. Il presente articolo si sofferma su alcuni film di fiction italiani di quel periodo con lo scopo di individuare le principali strategie di messa in scena e narrazione della violenza politica. La prima parte prende in considerazione il cinema d’autore, i suoi ritardi e le sue reticenze nell’approcciare la rappresentazione degli anni di piombo. La seconda parte considera la produzione media e il cinema di genere. La terza parte approfondisce il tema della violenza nel poliziesco. Le conclusioni propongono di considerare la natura popolare del genere come punto di partenza per studiare come il genere stesso riconfiguri il rapporto tra cinema e storia
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
L'assordante silenzio nero e le ostentate rivendicazioni rosse: gli antitetici modelli comunicativi dei due terrorismi italiani
The author introduces a comparative examination among the antithetical communicative expressions of the two terrorist experiences, appeared in the second Italian postwar period: the "black carnages" and the "red paramilitary attacks". Starting from their inverse correlation among the "meaning" and the "meant" of the terrorist "sign", the author reconstruct the opposite languages communicated by these different typologies of attempts
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