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Natura e cause del digital divide in Italia: uno studio basato sui microdati
L’effettivo uso di Internet da parte della totalità della popolazione ha un impatto rilevante sulla possibilità di un paese di cogliere davvero le opportunità di sviluppo della propria economia, derivanti dall’uso di questa tecnologia. Partendo dalla constatazione di un effettivo ritardo italiano nella diffusione di Internet tra la popolazione, in termini sia di uso da parte di individui che di adozione di servizi di connettività a banda larga da parte delle famiglie, la ricerca ha l’obiettivo di individuare la natura delle specificità del caso italiano, solo marginalmente analizzato in letteratura. L’obiettivo finale è fornire una descrizione quanto più possibile dettagliata del fenomeno, utile per la messa a punto delle politiche, pubbliche ma anche private (in termini di marketing), atte a favorire l’uso di Internet da parte degli individui e la diffusione delle connessioni a banda larga tra le famiglie, compatibile con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea.
La principale fonte di dati della ricerca è rappresentata dai microdati (le risposte elementari) dell’indagine “Aspetti della Vita Quotidiana” dell’Istat (nel seguito indicata anche come AVQ), relativi al periodo 2005-2014.
Al fine di agevolare l’analisi del fenomeno, viene proposto un nuovo modello di digital divide in quattro stadi: infrastruttura, adozione, frequenza d’uso e ricchezza d’uso. Mentre la questione infrastrutturale sembra essere al momento marginale, almeno per velocità di almeno 2 Mbps, il lavoro si concentra sugli altri tre stadi. In particolare, per quanto riguarda lo stadio di adozione di Internet, nella sua duplice natura di uso da parte degli individui e sottoscrizione di una connessione a banda larga da parte delle famiglie, viene dapprima effettuata un’analisi di regressione logistica, i cui risultati indicano, per quel che riguarda l’uso individuale, un ruolo preponderante dell’età, seguita dal livello di istruzione e dalla situazione professionale. Rispetto alla decisione di adottare una connessione da parte della famiglia, qualora vi sia una massa critica significativa di utenti potenziali, il ruolo dei fattori economici è ancora importante, mentre sembrano essere poco importanti i fattori geografici. La questione dell’uso di Internet è approfondita poi attraverso un’analisi esplorativa con algoritmo di classificazione SLAD, al quale, tramite la collaborazione con gli autori di tale algoritmo, vengono proposte due procedure atte ad adattare l’algoritmo allo studio interpretativo di fenomeni socio-economici. Infine, i risultati dell’analisi SLAD vengono utilizzati da un albero di classificazione, ottenendo otto cluster della popolazione italiana rispetto all’uso di Internet.
Gli altri due stadi del modello proposto di digital divide, la frequenza e la ricchezza d’uso, vengono analizzati attraverso un’analisi per classi latenti. Questa produce 6 classi di utenti e 3 di non utenti, che mostrano differenze importanti anche all’interno di queste due categorie della popolazione.
Nel complesso, i risultati dello studio mostrano che la gran parte dei divari nell’adozione sono dovuti a problemi nella struttura stessa della popolazione italiana, in termini principalmente di età e livelli di istruzione e coinvolgimento attivo nella vita sociale del paese. Inoltre, si evidenzia come ampi segmenti della popolazione sono emarginati socialmente, perché non attivi sul mercato del lavoro o nello studio. Gli effetti negativi delle variabili appena citate sono poi acuite dall’impossibilità di un contagio (almeno nel contesto familiare), in quella parte della popolazione che vive in famiglie in cui non sono presenti utenti, o comunque membri con caratteristiche migliori in una o più delle dimensioni evidenziate.
Queste problematiche sono difficilmente superabili nel breve e medio periodo, in quanto intrinseche della struttura della popolazione, come si diceva. Il quadro è aggravato dalla palese difficoltà nell’intervenire in questo tipo di dinamiche attraverso politiche pubbliche o piani di marketing di imprese private.
Ancora, tra gli utenti stessi emergono differenze importanti, che non sono spiegabili in termini “classici”, attraverso l’uso delle sole variabili di segmentazione. Vengono riscontati infatti profili di uso di Internet molto diversi, che vanno di pari passo con diversi livelli nei consumi culturali (cinema, teatro, musei ecc.) o nell’uso di servizi finanziari. Queste differenze dovrebbero essere indagati con l’aiuto di dati più fini, ma potrebbero comunque non trovare riscontro in variabili osservabili, dato il ruolo ipotizzato per la cultura personale.
In definitiva, il messaggio che emerge dalle differenti analisi dei dati sulla popolazione italiana sul periodo di 10 anni, tra il 2005 e il 2014, è che non si possa più parlare di digital divide al singolare, ma di una pluralità di situazioni di disuguaglianza su indicatori chiave dell’emarginazione sociale. Da una parte, le caratteristiche strutturali della popolazione italiana dividono nettamente, e, stando alle analisi multi-periodo, sempre di più, gli utenti dai non utenti, e le famiglie connesse da quelle non connesse. Dall’altra, anche all’interno di queste categorie, esistono differenze importanti, legate sostanzialmente alle classi sociali e alla cultura personale dei singoli individui, che non sono spiegabili solo attraverso le “classiche” variabili strutturali. Tutto questo dovrebbe essere ulteriormente indagato con l’ausilio di diverse fonti di dati, col fine ultimo di supportare politiche pubbliche e iniziative private di sostegno alla domanda Internet che siano davvero efficaci, perché basate sulla reale comprensione del fenomeno dei digital divide italiani
Logical Analysis of data as an exploratory tool to characterize individual use of the Internet in Italy
Logical analysis of data as a tool for the analysis of probabilistic discrete choice behavior
Probabilistic Discrete Choice Models (PDCM) have been extensively used to interpret the behavior of heterogeneous decision makers that face discrete alternatives. The classification approach of Logical Analysis of Data (LAD) uses discrete optimization to generate patterns, which are logic formulas characterizing the different classes. Patterns can be seen as rules explaining the phenomenon under analysis. In this work we discuss how LAD can be used as the first phase of the specification of PDCM. Since in this task the number of patterns generated may be extremely large, and many of them may be nearly equivalent, additional processing is necessary to obtain practically meaningful information. Hence, we propose computationally viable techniques to obtain small sets of patterns that constitute meaningful representations of the phenomenon and allow to discover significant associations between subsets of explanatory variables and the output. We consider the complex socio-economic problem of the analysis of the utilization of the Internet in Italy, using real data gathered by the Italian National Institute of Statistics
Prospettive di sviluppo delle reti a banda ultralarga in Italia. Dalle parole ai fatti?
A cinque anni dalla conclusione del progetto ISBUL, promosso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per analizzare le prospettive di sviluppo delle reti a banda ultralarga in Italia, finalmente servizi di questo tipo sono offerti sul mercato. Tuttavia gli operatori hanno fatto scelte molto diverse da quelle che molti prevedevano cinque anni orsono. Il testo si propone di analizzare questi cambiamenti, a partire da alcune analisi dell'epoca, e di formulare proposte per migliorare gli incentivi agli investimenti e rendere i piani di sviluppo più adeguati, nello spazio e nel tempo, agli obiettivi della Agenda Digitale Europea
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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