305,737 research outputs found

    Rappresentazioni del lavoro nei nuovi contratti e intervento in psicologia.

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    L'articolo tratta di un intervento entro un Laboratorio di apprendimento per la statistica per l'analisi del testo, presso un Corso di Laurea in Psicologia in cui il gruppo di docenti e studenti hanno realizzato una ricerca sulle rappresentazioni dei contratti atipici di lavoro. Per gli studenti è stato possibile apprendere un metodo di ricerca mentre riflettevano e rielaboravano le proprie fantasie sui contatti di lavoro alla luce della conoscenza che su questo la ricerca intrapresa aveva consentito

    ‘Grammatica, Glossario e Colloquio: modelli e intenti’

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    L'articolo prende in esame tre opere di Ælfric: Grammatica, Glossario e Colloquio, inquadrandole nella temperie della Riforma benedettina inglese. Studia i rapporti tra Æthelwold e Ælfric; il ruolo del vogare e del latino nella Riforma; gli interessi didattici di Ælfric e la concezione della 'grammatica' in Inghilterra anglosassone. Anche se non possediamo dati tali da permettee di affermare che Ælfric abbia concepito Grammatica, Glossario e Colloquio per un loro impiego congiunnto, la tradizione manoscritta delle tre opere punta in questa direzione e testimonia l'utilità pedagogica di un uso abbinato per lo meno della Grammatica e del Glossario, formalizzando un loro legame, anche se interventuo in un tempo successivo alla composizione delle due opere da parte di Ælfric

    Measurement of myeloid cell immune suppressive activity

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    This unit presents simple methods to assess the immunosuppressive properties of immunoregulatory cells of myeloid origin, such as myeloid-derived suppressor cells (MDSCs), both in vitro and in vivo. These methods are general and could be adapted to test the impact of different suppressive populations on T cell activation, proliferation, and cytotoxic activity; moreover they could be useful to assess the influence exerted on immune suppressive pathways by genetic modifications, chemical inhibitors, and drugs

    Le simbolizzazioni affettive sul contesto quale medium per la formazione: il caso di un laboratorio per psicologi.

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    Il contributo descrive ipotesi e tipo di processo formativo utilizzati entro un laboratorio di una facoltà di psicologia. Il laboratorio intendeva formare all'utilizzo dell'Analisi Emozionale del Testo una metodologia di ricerca funzionale all'intervento psicologico clinico su gruppi, organizzazioni e istituzioni

    3° C O N V E G N O “LE F R O N T I E R E D E L L A RICERCA SCIENTIFICA. Temi: “Biocarburanti come fonte alternativa di energia?”, Prof. Giovanni Fiorentini, Professore Ordinario Dipartimento di Fisica, Università di Ferrara e “Nuove strategie terapeutiche dei linfomi umani”, Dott. Riccardo Dolcetti, CRO, Aviano, PN.

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    Le frontiere della Ricerca Scientifica Il Convegno scientifico organizzato per la Fondazione CARICE di Cento, a supporto dei Premi Natta e Copernico, ha come scopo la divulgazione della ricerca scientifica ed innovazione tecnologica. Nel 2008 le tematiche affrontate dai relatori sono state dedicate a: “Biocarburanti come fonte alternativa di energia?” Prof. Giovanni Fiorentini, Professore Ordinario Dipartimento di Fisica, Università di Ferrara e “Nuove strategie terapeutiche dei linfomi umani”, Dott. Riccardo Dolcetti, CRO, Aviano, PN

    Pietre runiche e letteratura: convergenza, interferenza, contestualità figurativa

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    Le steli runiche costituiscono un 'unicum' documentario: concentrate con più elevata densità geografica in particolare nelle regioni centro-meridionali della Scandinavia (segnatamente in Svezia) e con maggiore affollamento cronologico fra la fine del sec. X e il sec. XI, esse si pongono innanzi tutto come una forma precoce di trasmissione litterata in un contesto culturale dove predominano ancora con certa e soverchiante superiorità i canali dell’oralità. Secondo quanto le fonti manoscritte del medioevo nordico ci consentono di ipotizzare, infatti, il patrimonio poetico, letterario, storico e giuridico, pseudo-storico e leggendario delle genti scandinave approda relativamente tardi alla formalizzazione scritta, non essendovi sostanzialmente produzione amanuense documentata anteriore a quel sec. XII che segna l’avvio della grande fioritura manoscritta d’Islanda. Da una parte, dunque, abbiamo una letteratura, fondata sulla poesia di matrice 'pre-litterata', cioè composta, realizzata e tramandata in un contesto orale, la quale approda solo secondariamente alla fissazione per iscritto; dall’altra, abbiamo le nostre pietre runiche, le quali rappresentano un genere codificato di celebrazione e/o commemorazione funebre che in verità nasce come forma di comunicazione scritta, con grande evidenza autoriale (committenza, destinazione e realizzazione materiale esplicite nei testi delle iscrizioni) e forte impatto visivo (apparato artistico-decorativo e qualità monumentale come elementi sostanziali del ‘messaggio’ in concorrenza con il mezzo linguistico). Dunque le steli runiche, nate come forma scritta 'ab origine', si pongono del tutto al di fuori di quel processo di ‘alfabetizzazione letteraria’ che per tutte le genti germaniche procede dal recupero attraverso il mezzo della scrittura di modelli e canoni sviluppati in una fase di esclusiva oralità. Nel corso di questa lunga fase, in cui le tecniche poetiche e narrative in genere dovettero progressivamente affinarsi e specializzarsi secondo tendenze peculiari all’ambito nordico, ma della quale non abbiamo alcuna conferma documentaria che provenga da una trasmissione manoscritta, le pietre runiche offrono testi di solito brevi e per lo più convenzionali, la maggior parte delle volte di nessun interesse o rilevanza letteraria. Tuttavia, in molti casi – il che equivale a dire in varie centinaia di esempi –, i testi di queste iscrizioni giungono a costituire delle vere e proprie micro-unità poetiche, narrative e storico-cronachistiche, compresse dalla brevità richiesta al mezzo espressivo, ma ricche di echi e rimandi a quella che sarà la grande letteratura islandese dell’età classica. Tale circostanza, dunque, che vede la probabile fissazione dei canoni letterari (metrici, di lingua poetica, di struttura narrativa e di genere) noti nelle forme classiche del medioevo islandese durante il periodo vichingo, ma in assenza di una contemporanea produzione manoscritta, costituisce il primo e principale motivo per accostare le steli runiche alla letteratura. Si tratta in questo caso di un confronto oggettivo e tipologico fra il corpus epigrafico e il corpus letterario, soprattutto poetico, che appare proficuo per la ricostruzione e definizione dei meccanismi alla base della creazione letteraria nell’età antica e in ambiente germanico, ad esempio in relazione al repertorio formulare, alla origine dell’aggregazione strofica del verso norreno, alle coincidenze lessicali e sintagmatiche fra poesia eddica e scaldica, all’incidenza di una propensione ritmica e allitterante nella prosa, e alla stessa, originalissima commistione di prosa e poesia che si osserva nella letteratura della saga come vero e proprio collante fra tradizione e presupposta libertà espressiva. È questo approccio quello che qui chiama in causa una ‘convergenza’ di modalità e strumenti compositivi nelle due tipologie – epigrafica e manoscritta – della produzione testuale nella Scandinavia medievale; dove, pur potendo essere l’una (le iscrizioni runiche) la spia visibile della tradizione ininterrotta e in evoluzione dell’altra (la letteratura orale che poi approderà alla formalizzazione manoscritta), tuttavia ciascuna delle due riconosce e mantiene una propria ‘peculiarità’ formale e funzionale. Ma altri accostamenti analitici appaiono in verità possibili quando si considerino le pietre runiche da un punto di vista letterario, ovvero in relazione a quanto della documentazione letteraria si conosce dalle fonti non epigrafiche. Così sembrano riconducibili a questioni di ‘interferenza’ quelle iscrizioni che mostrano di trascrivere su pietra unità poetiche ovvero strofe in sé concluse secondo il procedimento della occasionale fissazione scritta entro un processo di trasmissione orale, dunque replicanti in un certo senso il processo che su scala maggiore dovrà avvenire a età vichinga conclusa e, in misura preponderante, entro la società islandese. Si dovrà allora verificare se la funzione celebrativa, connaturata alla produzione delle steli runiche scandinave, basti da sola a giustificare un tale sistema di ‘interferenza’ entro la diglossia fondamentale oralità/scrittura, o se si può più in generale anticipare, almeno nelle linee essenziali, l’avvio in Scandinavia di quel processo di conversione alla civiltà della scrittura che segna tutte le aree germaniche. Un ultimo motivo di contatto con il patrimonio poetico e letterario deriva, infine, alle epigrafi funerarie su pietra dell’età vichinga dalla realizzazione di apparati figurativi a sostegno (più o meno diretto o coerente) dei testi runici. In alcuni casi, in effetti, è la rappresentazione iconografica sulla stele che attinge alla tradizione – mitica, eroica, leggendaria – su cui si fonda la poesia antica del Nord, spesso con l’evidente intenzione di procedere ad una narrazione per immagini che integri in senso funzionale e in modo traslato la celebrazione, elevi il tenore complessivo del ‘testo’ encomiastico che, si osservi subito, si intende costituito dall’intera composizione, runico-linguistica e iconica. Il dato rilevante, in questo caso, risulta già in via preliminare l’apparente scollamento fra l’epitaffio convenzionale, diretto, pragmatico e riconoscibile come deve essere ogni epigrafe funeraria di chiara destinazione, e l’originalità allusiva ed ellittica del richiamo figurativo alle gesta di dèi (Þórr, Óðinn), eroi (Sigurðr, Gunnarr, Hôgni) o figure-tipo leggendarie (il berserkr, la valkyrja...) cantati nella poesia eddica e poi scaldica. Ma si tratta comunque di caso particolare di contatto con l’elaborazione letteraria che qui viene chiamato di ‘contestualità figurativa’

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Theoretical and therapeutic implications of the spasticity-plus syndrome model in multiple sclerosis

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    In patients with multiple sclerosis (MS), a typical pattern of muscle tone alteration, known as spasticity, is frequently observed in combination with other signs or symptoms such as spasms, cramps, pain, bladder dysfunction, sleep disturbances, fatigue, and tremor. Recently, the concept of spasticity-plus syndrome (SPS) has been proposed to take into account the frequent coexistence of all these complaints in patients with MS and a common pathophysiological basis for this putative new clinical entity has been proposed. Muscle tone, sleep, bladder function, and the pain pathway are controlled by cannabinoid CB1 (CB1R) and CB2 receptors (CB2R) that are particularly enriched in the brainstem. Axons with smaller diameters are particularly susceptible to conduction block and the irritative, ephaptic, consequences of demyelination and their involvement in the demyelination process caused by MS in the brainstem might underlie the various clinical manifestations of SPS. The adoption of SPS in clinical practice could be useful to improve symptomatic treatments in a significant proportion of patients with MS, possibly limiting the adverse events produced by polypharmacotherapy

    Emozioni e cambiamento organizzativo

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    E' presentato un caso di intervento organizzativo in cui il cambiamento della cultura locale, rispetto a delle problematiche di funzionamento di un gruppo di lavoro, è stata il focus di una ricerca-intervento condotta usando l'Analisi Emozionale del Testo (AET)
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