102,549 research outputs found
VIRGO: Validazione e Integrazione in aree terremotate dell'emilia-Romagna di un progetto di filiera corta per la cerealicoltura biologica reGiOnale
Il primo obiettivo generale del presente progetto è quello di sviluppare nelle aree regionali colpite dal recente terremoto (in riferimento agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012) una filiera corta per la produzione di pane caratterizzato da ottimali standard salutistici e nutrizionali. L’obiettivo è mirato in particolare a sistemi agricoli a basso impatto (biologici in senso lato) data la forte contrazione produttiva, causata dal sisma, in particolare per queste tipologie di produzioni agricole, generalmente condotte in aziende maggiormente disperse sul territorio ed a limitata superficie disponibile rispetto ad aziende convenzionali, e con costi di produzione mediamente superiori, sia a causa delle piccole dimensioni aziendali che delle pratiche intrinseche alla gestione biologica.
Il modello di riferimento è il recente progetto “Bio-Pane: progetto di filiera corta per l'agricoltura biologica e biodinamica dell'Emilia Romagna” (Coordinatore: Prof. G. Dinelli, Dipartimento di Scienze Agrarie – Università di Bologna), finanziato nel triennio 2009-2012 dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito degli interventi sostenuti dalla legge 28/1998. Il secondo obiettivo generale è incrementare la biodiversità dei sistemi agricoli regionali a basso impatto tramite la selezione/costituzione di nuovi idiotipi di frumento tenero tramite la partecipazione degli agricoltori, residenti nelle aree colpite dal recente sisma
SN1-XFEXOY - A NEW MATERIAL WITH HIGH-CARBON MONOXIDE SENSITIVITY
The preparation method and the sensing properties (sensitivity and selectivity to interfering gases) towards carbon monoxide of the new ternary compound Sn1-xFexOy, deposited in the form of thin films, are presented in this paper. The metal of the VIIIB group is introduced with concentrations in the range 0<x<25 at. %. Thin films are sputtered using the RGTO (rheotaxial growth and thermal oxidation) technique. This technique consists of metal deposition onto a substrate maintained at a temperature higher than the metal melting point and metal oxidation by means of an annealing cycle in pure oxygen. Particular emphasis is given to the relations between some preparation parameters of the material, namely the atomic percentage of iron or the annealing cycle, and to the sensor sensitivity towards CO and other interfering gases like C2H5OH, H-2 and NOx diluted in dry air. A sensitivity S=(C-gas-G(air))/G(air)=3.5 towards 10 ppm of CO has been measured: the kinetic characteristics of the sensors are also presented, together with the working mechanism
Phytochemical profile of wheat: health-promoting compounds of old and new Italian varieties.
Numerous lines of research have categorized the cereals, within the context of a balanced diet, as having a protective function in human health. The relationship between the consumption of whole grain cereals and the reduction of chronic illness, such as cardiovascular disease and cancer, strongly indicates the importance of functional properties contained in these foods. Such beneficial effects are partly attributed to the unique phytochemical content of whole grains. More recent studies on the health benefits of functional products from wheat have become increasingly more focussed on the importance of introducing phytochemicals through the use of different varieties. As a consequence, there is a renewed interest in the ancient varieties, particularly with regard to potential nutraceutical qualities.
The aim of this research was to analyze the variability of the phytochemical profiles, with emphasis on health-promoting compounds, in a collection of soft (Triticum aestivum L.) and durum (Triticum durum L.) wheat, comprised of old and new Italian varieties. For each genotype both grain quality parameters (ashes, glucides, lipids, proteins, micronutrients, gluten) and bioactive/antioxidant compounds (carotenoids, polyphenols, flavonoids, fibers, resistant starch, lignans) were investigated.
In soft wheat varieties the old genotypes showed higher values of carotenoids, resistant starch, soluble dietary fibers, bound polyphenol fractions and lignans than those detected in modern varieties. Moreover, three lignan aglycon forms, namely arctigenin, isolariciresinol and syringaresinol, were exclusively identified in old wheat varieties (Dinelli et al., 2007).
As regards durum wheat cultivars the superior functional quality of old grains concerned especially bound phenolic and flavonoid percentages, resistant starch and soluble dietary fibre contents.
To summarize, results of the present study highlighted the high content and peculiar composition in bioactive compounds of most investigated old wheat varieties suggesting their uses into a wide range of regular and specialty food products naturally enriched with health-promoting compounds.
Dinelli et al. (2007). Electrophoresis, 28, 4212–4219
The phreatic water system of Vulcano, Aeolian Island: time-variations of chemical and isotopic parameters.
Molecular and physiological bases of glyphosate weed resistance: current status and future perspectives
In the present key lecture a general overview of molecular and physiological bases of glyphosate weed resistance will be shown. A dramatic increase in the frequency and diversity of herbicide-resistant weed biotypes over the past two decades has occurred. Weed resistance poses a threat to the sustainability of agriculture at both local and global levels. When reviewed a decade ago, there were no cases of evolved glyphosate resistance, despite 20 yr of use. Most of the reported cases of glyphosate resistance are linked to Roundup Ready (RR) crops. In particular, the trend of glyphosate weed resistant biotype in RR crops is really worrying. After a detailed analysis of the available literature, glyphosate is not prone in developing resistance phenomena when it is used as a not selective herbicide. However, when it is used as selective herbicide in RR crops, the selection pressure exerted is relevant and can strongly promote the selection of resistant weed biotypes
Pane della salute: progetto di filiera corta per la valorizzazione di antiche accessioni di frumento tenero
L'obiettivo principale della presente ricerca è di individuare il sistema produttivo (confronto biologico e biodinamico) più idoneo per massimizzare le caratteristiche funzionali nel frumento tenero, al fine di giungere alla preparazione di un pane aziendale della “salute”, in un’ottica di filiera corta. Quest’ultima, infatti, permette di controllare direttamente ed efficacemente tutte le fasi di produzione, trasformazione e vendita dei prodotti, creando un filo diretto tra produttore e consumatore che garantisce un’economicità complessiva del sistema molto efficace, sia nel garantire un reddito soddisfacente all’agricoltore, che un prezzo finale giusto per il consumatore, anche in presenza di prodotti di alta qualità. Si prevede pertanto di trasformare direttamente i cereali prodotti tramite dei panificatori che lavorano per l’azienda e di vendere i prodotti da forno ottenuti direttamente in azienda. In particolare saranno poste a confronto 3 vecchie varietà di frumento tenero (Gentil Rosso aristato, Bianco nostrale, Frassineto) ed 1 varietà commerciale tra quelle iscritte al Registro Nazionale Varietale presa come controllo. Merita sottolineare che le vecchie accessioni, in virtù del loro portamento non-nano (maggiore competitività nei confronti delle infestanti) e della loro specifiche caratteristiche fisiologiche (assorbimento e ciclizzazione degli elementi nutritivi), si adattano particolarmente ad una gestione a basso input (agricoltura biologica e biodinamica) in ambienti marginali (pedo-collinari). Il materiale allevato in azienda in accordo ad una gestione agronomica di tipo biologico e di tipo biodinamico, verrà analizzato nel corso del triennio di sperimentazione, per verificare il contenuto di proteine, di glutine, la qualità delle farine (alveografo), il contenuto in metaboliti secondari (polifenoli, fibre, flavonoidi, attività antiradicalica ecc.) e in elementi minerali. Verranno anche avviate, sulle farine ottenute dalle cariossidi delle varie tesi, prove di lievitazione con l’impiego di una collezione di lieviti caratteristici della pasta acida. Inoltre, un ulteriore obiettivo del progetto di ricerca sarà quello di reinserire nel territorio le vecchie accessioni di frumento tenero, oggetto di indagine, fornendo informazioni agronomiche di base per la migliore gestione di tali varietà in sistemi di tipo biologico e biodinamico. Infatti in un’ottica di salvaguardia della variabilità genetica e della biodiversità, la conservazione in situ (ovvero tramite la coltivazione nel territorio), rispetto alla conservazione ex situ (ovvero in banche del germoplasma), è unanimemente considerato l’approccio preferibile allo scopo di contrastare l’erosione genetica , problematica di grande attualità per la maggior parte della specie di interesse agrario. Infine, un ultimo obiettivo della ricerca sarà quello di valutare la sensibilità delle accessioni, oggetto di indagine, a funghi patogeni (con particolare riguardo alle fusariosi) e di valutare i livelli di micotossine (in particolare di DON) delle cariossidi e dei relativi sfarinati in funzione dell’annata agraria, del tipo di gestione agronomica (biologica e biodinamica) e della modalità di conservazione. Questo obbiettivo risulta di particolare interesse in quanto una delle principali critiche ai sistemi produttivi a basso input verte proprio sulla presunta minore sicurezza alimentare di prodotti ottenuti non facendo ricorso ad anti-micotici sintetici
Fattori agroambientali e qualità delle piante officinali
Il termine piante officinali definisce un ampio gruppo di specie vegetali utilizzate, in passato, nelle officine farmaceutiche ma, in una accezione più ampia, include anche le piante per uso aromatico, cosmetico, colorante, biocida ed agrofunzionale. Questa categoria di piante ha avuto un grande interesse economico che si è perso, nel tempo, con l’evoluzione della chimica in grado di produrre, per via sintetica, quasi tutti “i principi attivi officinali”. L’odierna crescente richiesta di prodotti naturali, in grado di fornire effetti complessi che le molecole di sintesi non sempre assicurano, ha riaperto l’interesse per le piante officinali motivando la preparazione di un nuovo libro: Produzione ed impiego delle piante officinali. Quest’opera, frutto della collaborazione di un gruppo di specialisti, di seguito elencati, tratta, oltre che gli aspetti agronomici di un buon numero di specie anche il metabolismo, l’utilizzo, l’espressione dei principi attivi, gli aspetti economici e legislativi ed i processi post-raccolta delle piante officinali. Questo volume sostituisce quello di Catizone, Marotti, Toderi, Tétény stampato da Patron nel 1986: Coltivazione delle piante medicinali e aromatiche che, per un quarto di secolo, è stato un punto di riferimento per studenti ed operatori del settore. L’opera vuole fornire la cornice generale ove inquadrare la conoscenza professionale atta al consiglio terapeutico e all’uso delle piante officinali. Le molecole indicate costituiscono la base di conoscenza scientifica per il loro inserimento terapeutico in alcune patologie conclamate e nella medicina preventiva. Le molecole vegetali inserite nei loro naturali fitocomplessi possono realizzare, con l’aiuto del medico, una primaria azione coadiuvante la terapia farmacologica. Le piante officinali, ma anche le piante con i loro frutti ad uso alimentare, danno un valore superiore alla singola molecola che viene attivata e potenziata, nei suoi effetti, da altre molecole in esse contenute. In un tempo, come il nostro, in cui domina la medicina sintomatologica, per ogni segno e sintomo clinico è disponibile uno specifico farmaco, la conoscenza della complessità e specificità delle molecole contenute nelle piante officinali, apre nuove strade per “curare” le cause delle patologie umane ed animali
- …
