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Le pergamene dell'Archivio Arcivescovile di Taranto
Sintetica rassegna delle pergamene conservate nell'Archivio Diocesano di Taranto
I libri rossi di Taranto nell'età dell'ultimo principe
Il saggio descrive le edizioni dei libri rossi di Taranto e il loro contenut
Da Guglielmo I d'Altavilla a Manfredi di Hohenstaufen: il principato di Taranto in età normanno-sveva
storia della nascita del titolo di principe di Taranto in età normanna e del principato di Taranto in età svev
Il Palazzo degli Uffici di Taranto: Progettazione d'interni per una scuola abbandonata
Un incontro che nasce dalla collaborazione tra il MArTA e l’Associazione Italiana di Cultura Classica - delegazione di Taranto, con la partecipazione del Liceo Statale Archita e dell’Associazione Culturale A. Moro – ex studenti, docenti ed ex docenti del Liceo Archita.
Il 19 dicembre 2018, alle ore 18:00, presso la sala “Incontri” del MArTA, l’Arch. Massimo Prontera, Presidente dell'Ordine degli Architetti Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori della Provincia di Taranto, introduce il tema legato alla riqualificazione del Palazzo degli Uffici di Taranto e l’approfondimento a cura del dott. Davide Leogrande, laureato in Architettura all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, relativo ai risultati del progetto di tesi dal titolo: Riqualificazione del Palazzo degli Uffici di Taranto: progettazione d’interni per la rinascita di una scuola abbandonata. Animeranno il dibattito la dott.ssa Eva Degl’Innocenti - Direttrice del MArTA e i rappresentanti delle Associazioni coinvolte.
Un tema di grande interesse per il MArTA e per la città. Infatti, il Palazzo degli Uffici è il cuore del borgo di Taranto, il concio di chiave su cui si regge l’impianto a scacchiera del centro. Partendo dall’interessante storia dell’edificio - nonché dai rinvenimenti archeologici che hanno interessato l’area - passato da Orfanotrofio a Palazzo degli Uffici, sede della Corte d’Assise, del Liceo Archita, di altre scuole e di numerose botteghe fino al lento declino e ai lavori di ristrutturazione che stanno per iniziare, verrà illustrata la proposta progettuale, che si propone di rinnovare le due principali funzioni storiche di scuola e bottega e di rinnovarle iconicamente e tecnologicamente, per recuperare uno spazio per la città, aperto a tutti
Prefazione, in A. Sen, H. De Soto, G. Di Taranto, P. Sylos Labini, B. Badie, F. Fernandez-Armesto, Dai sistemi economici alla globalizzazione sistemica
G. Di Taranto, Flussi migratori e transazione demografica, in Atti del convegno Vises Luiss, Flussi migratori globali e politiche di accoglienza. Coesione sociale ed integrazione nel mondo che verrà, Luiss Guido Carli, martedì 15 marzo 2016, Roma, pp. 19-23.
La mitilicoltura nel Mar Piccolo di Taranto
L’attività di mitilicoltura nel Mar Piccolo è
un’attività produttiva tradizionale
riconducibile all’attività di acquacoltura,
ovvero al novero delle attività agricole
disciplinate dall’art. 2135 c.c. Essa rappresenta
da secoli un connotato identificativo della città
di Taranto e si tramanda attraverso le
particolari tecniche di allevamento praticate
dalla comunità dei mitilicoltori, custodi del
territorio e della sua stori
Analisi archeozoologiche nella galleria settentrionale del castello aragonese di Taranto
Il campione faunistico del Castello Aragonese di Taranto proviene dalla cosiddetta galleria nord, indagata durante le campagne di scavo protrattesi tra il 2004 e il 2006. I materiali ceramici associati ai resti ossei si inquadrano cronologicamente tra il XVI e il XVII secolo. Il record osteologico presenta un ottimo stato di conservazione, tale da consentire la determinazione di una buona parte del materiale dal punto di vista sistematico e anatomico e fornire un quadro sufficientemente chiaro di quale fosse l’approvvigionamento alimentare del castello
L’eredità culturale del Principato di Taranto. I milites litterati Andrea Matteo e Belisario Acquaviva nell’opera di Antonio Galateo
Andrea Matteo e Belisario Acquaviva, figli del conte Giulio Antonio e di Caterina Orsini del Balzo, e perciò nipoti dell’ultimo principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo, furono uomini d’armi e abili politici, ma furono anche esperti di humanae litterae, capaci di incarnare l’exemplum umanistico dell’uomo in grado di riunire in sé l’arte del buon governo e l’attività intellettuale. Nell’epistolario di Antonio Galateo, i due Acquaviva sono presenti sia come destinatari che come personaggi ed è, perciò, possibile ricostruirne il profilo culturale e gli interessi specifici attraverso gli occhi di un importante membro dell’Accademia Pontaniana e dell’Umanesimo meridionale
Aspetti di geografia amministrativa nel Principato di Taranto alla metà del XV secolo
Attraverso l'analisi dei registri orsiniani conservati nell'Archivio di Stato di Napoli e alla luce della più recente storiografia, il saggio ripercorre le linee principali della riforma fiscale con la quale il principe di Taranto, Giovanni Antonio Orsini, istituì distretti fiscali più efficienti e, al tempo stesso, salvaguardò l'esistenza di alcuni quadri territoriali di natura feudale. In appendice è posto l'elenco, inedito, degli ufficiali del principe di Taranto nel 1458-59
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