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    Uso, consumo e riuso: l’insostenibile reversibilità del costruire

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    Negli ultimi 30 anni la globalizzazione ha sempre più reso evidenti i suoi effetti sulle dinamiche organizzative delle città e dei territori, modificando profondamente le geografie, le gerarchie, i significati ed i tempi degli usi e degli utilizzatori dei suoli. Le funzioni urbane, produttive, commerciali e anche residenziali, si avvicendano e si localizzano in modo sempre più rapido, fluido e a volte immateriale, lasciando a terra un deposito fisso ed insolubile rappresentato dal patrimonio costruito che, a differenza delle funzioni che ospita, è tutt’altro che mobile e flessibile. La presenza di questo deposito immobiliare, sottoutilizzato, funzionalmente e fisicamente obsoleto e sempre più diffusamente abbandonato ha supportato molti dei leit motiv dell’urbanistica del nuovo millennio: dalla rigenerazione urbana, sino agli usi temporanei, passando per il riuso adattivo. Il riconoscimento delle difficoltà di riutilizzo di questo patrimonio, soprattutto nei territori della contrazione, ha più di recente aperto la riflessione a strategie fondate sulla demolizione, ovvero sulla possibilità di una reversibilità dell’ipertrofica crescita novecentesca. Una strategia idealmente suggestiva, capace di espiare le gravi colpe attribuite alla pianificazione e alla politica dello scorso secolo. Una strategia che tuttavia sembra scontrarsi con difficoltà tali da poter definire l’espansione urbana come un processo sostanzialmente irreversibile e monodirezionale. Il paper intende affrontare, seppur sinteticamente, due componenti di questa irreversibilità: la componente economica, ovvero l’onerosità della rinaturalizzazione dei suoli edificati e la componente giuridica legata al diritto edificatorio, quello che sarà definito, non senza provocazione, come principio di conservazione dell’edificabilità

    La transizione delle coperture dei suoli in Sardegna: un riferimento per la definizione di strategie per la protezione dell’ambiente

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    La biodiversità a livello globale è in continua diminuzione, anche all’interno delle aree protette (AP) (Coad et al., 2015; Sieber et al., 2013). Queste ultime sono infatti influenzate, direttamente e indirettamente, dai cambiamenti d’uso dei suoli sia all’interno, sia all’esterno dei propri confini (Martinuzzi et al., 2015; Figueroa, Sanchez-Cordero, 2008) in quanto, da un lato, al loro interno gli usi antropici sono permessi e, dall’altro, tali aree sono spesso localizzate nelle vicinanze di zone caratterizzate da usi intensivi dei suoli (Sieber et al., 2013). Inoltre, i cambiamenti d’uso dei suoli, una delle principali cause della perdita di biodiversità, possono comportare la frammentazione e il degrado degli habitat a seguito di problemi connessi con la deforestazione, con l’espansione e/o l’abbandono dei terreni agricoli e con i processi di urbanizzazione (Calvache et al., 2016), che rendono le AP vulnerabili al declino delle specie (Parks, Harcourt, 2002) e all’introduzione di specie aliene (Pimentel et al., 2005). La valutazione dell’efficacia delle AP in riferimento al mantenimento della biodiversità è un tema chiave nel dibattito internazionale (Ruiz Benito et al., 2010). In questo contributo, con riferimento alla Sardegna, considereremo tre livelli di tutela ambientale: parchi e aree protette (aree naturali protette); siti della Rete Natura 2000; aree non soggette ad alcuna specifica normativa di protezione ambientale. Per ciascun livello di protezione ambientale verranno esaminati i cambiamenti delle coperture dei suoli tra il 1990 e il 2012 attraverso le matrici di transizione

    Linee guida volontarie per l’uso sostenibile del suolo per i professionisti dell'area tecnica. Indirizzi per la tutela del suolo dai processi di impermeabilizzazione e dalla perdita di materia organica

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    The voluntary guidelines aim to collect and analyses tools, strategies and methods for soil protection and its sustainable management with specific regard on two threats: the increase of Soil sealing and Land take process, and the decline and loss of soil organic matter. The main purpose of the document is to spread awareness on Soil value among professionals respectively to agronomists, architects, geologists, geometers, and engineers sharing knowledge and experiences on best practices and innovative solutions for soil protection. The Voluntary guidelines are articulated in 8 main strategic actions concerning: Spread the awareness of the soil value through a participation, communication and training activities; • Reduce the Land take process in territorial planning adopting an Ecosystem Services-based approach for setting qualitative and quantitative limits and ecological mitigation and compensation measures; • Increase the ecosystem services provision through the design of green and blue infrastructures; • Prioritise the regeneration of brownfields and underutilised areas restoring the contaminated soils; • Monitor and optimise the soil organic matter; • Increase and restore the soil organic matter for enhancing the ecosystem services provision through the adoption of conservative soil management practices; • Enhance soil resilience to climate change; • Promote agro-biodiversity conservation strategies to increase the soil organic matter and the provision of ecosystem services. The 8 actions are presented through a summary sheet articulated in objectives, stakeholders involved in the action, techniques and methods of action implementation, leading best practices, references and manuals useful for the practical operationalisation of the action. The document includes a glossary section, aiming to set common definitions and terminologies among professionals, a focus on available regional soil database, and a framework on existing regulations on soil protection useful for professional activities

    Dispersione insediativa, urbanistica informale e governo del territorio. Proposte normative

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    L'articolo mostra i risultati di una ricerca in ambiente GIS realizzata con strumenti di remote sensing allo scopo di misurare le aree urbanizzate non conformi agli strumenti urbanistici vigenti. Sono individuate e classificate le morfologie del difforme e si suggeriscono politiche per limitare il consumo di suolo
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