1,721,040 research outputs found
The eighteenth century garden as theoretical model / Il giardino del Settecento come modello teorico
Il saggio analizza la ricerca condotta da Ugo la Pietra nella sua prolifica e visionaria progettualità, in particolare indagando alcune categorie concettuali che negli anni l'eclettico artista e designer ha approfondito: concettuale/spettacolare, reale/virtuale, pubblico/privato ed interno/esterno sono binomi solo apparentemente contradditori, che nella sua poetica sono invece diventati categorie progettuali fondamentali per restituire la complessità del contemporaneo
The city as an archipelago of relationships / Città come arcipelago di relazioni
L'urban design è qui indagato considerandone le molteplici componenti fisiche e materiche, ma anche percettive e simboliche, che rendono il territorio della città per antonomasia un territorio in cui l'uomo può esprimere la propria soggettività all'interno di comunità più ampie, con cui riaffermare identità sbiadite e condividere memorie stratificate.
In particolare il saggio ragiona sugli “Interni Urbani” - un ambito disciplinare che sta sempre più acquisendo rilievo nelle ricerche progettuali contemporanee - immaginando nuovi rituali urbani e nuovi modelli spaziali che possano assolvere anche a funzioni simbolico-affettive: l'obiettivo è restituire la città ai suoi abitanti, facendola riscoprire come luogo deputato all'incontro, alla socialità e alla relazionalità
Urban Interior Design: Strategies for Public Living Spaces
This chapter analyses the 'urban interiors', a significant disciplinary field in contemporary design researches because it appears as a territory in which the human being can express its subjectivity within larger communities, though which he can reaffirm faded identities and share stratified memories. To imagine new rituals and new urban spatial patterns, that can perform also symbolic-affective functions, becomes the priority task of those involved in urban interiors’ sphere: the goal is to rediscover the city as a place for meeting and social gatherings. The strategies to do it are various, but they are all pursuing a wide involvement and an active co-participation of people in structuring the space, marked by recreational and creative processes. As a result, we witness the emergence of cities characterized by experiential moments that create spaces and spaces like theatre scenographies that receive, exhibit and narrate the urban living
Modello, informatica e progetto di architettura
Il libro indaga ruolo, valenze, potenzialità dei modelli fisici e dei modelli digitali, letti nelle loro
relazioni reciproche, tra cambiamenti, continuità e discontinuità da essi indotti nel processo di
elaborazione e verifica progettuale.
In particolare, nella seconda parte sono state approfondite alcune prime tecniche di prototipazione rapida applicate al campo dell'architettura, con esempi pilota che sono considerati precursori di tutta una linea di ricerca che vede anche l'architettura come un ambito privilegiato di sperimentazione dei “makers”. La digital fabrication e la stampa 3d, infatti, rappresentano uno strumento con cui l'architettura deve ormai necessariamente confrontarsi, poiché sono in grado di determinare una rivoluzione nel processo costruttivo e nell'approccio strategico al progetto
Gli eredi di Giovanni Sacchi
L’articolo indaga una professione antica ma ancora estremamente attuale come quella del modellista, un ruolo che riveste grande importanza nel processo di progettazione prima e di restituzione e rappresentazione del progetto poi.
A partire dall’eredità di Giovanni Sacchi, una figura centrale nella storia del design e dell’architettura del Novecento che, non a caso, è stato anche definito “l’altra metà del design”, gli autori qui introducono ed intervistano nuovi modellisti-artigiani: Stefano Rossi, Marco Galofaro, Roberto Righetti, Igor Silic utilizzano diversi materiali (dal legno al PMMA alle resine) e nuove tecnologie produttive (su tutte il controllo numerico), ma continuano a coadiuvare i progettisti con la loro preziosa competenza a cavallo tra tradizione artigianale e contenuto artistico
Verso un’estetica del momentaneo : l'architettura degli interni: dal progetto al "processo"
L'architettura sembra oggi spostare la propria attenzione dalla definizione di forme univoche alla definizione di “possibilità d’uso”, di forme modificabili, di soluzioni aperte: è l’affermazione di strategie e scenari indeterminati, di progetti che presentano una natura processuale più che formale. Le architetture, infatti, sembrano sempre più “indurre” processi: sollecitano, stimolano, rispondono ai comportamenti dei fruitori o addirittura li pongono alla base del progetto stesso, interpretando le dinamiche d’uso dello spazio come un parametro estetico.
Ne emergono città costituite da momenti esperienziali che creano spazi e da spazi come scenografie teatrali che accolgono, esibiscono e narrano il vivere urbano.
I progetti diventano mutevoli, integrano i comportamenti degli utenti nella loro composizione tanto da indurre ad ipotizzare un nuovo apporto forma-fruizione, si fanno portatori di quella che si potrebbe definire “estetizzazione delle relazioni” e rendono la città un grande palcoscenico in cui attori e spettatori mischiano, inconsapevolmente ma continuamente, i propri ruoli.
La portata innovativa di questa impostazione progettuale è tale che alcuni psicologi ritengono di essere di fronte ad una “svolta nella forma”; sembra infatti affermarsi una nuova “estetica del momentaneo”, che valorizza ulteriormente la variabile temporale come un parametro progettuale fondamentale, anche dalle evidenti valenze estetiche
Gesticolando. cenni sulla diversità
La pubblicazione nasce dalla rivisitazione di un famoso libro di Bruno Munari, Il “Supplemento al Dizionario Italiano dei gesti”, proponendo un'indagine trasversale tra gestualità, comportamento e comunicazione visiva.
A partire da una ricerca condotta sul campo, con interviste dirette e campagne fotografiche condotte dagli autori, il testo estende l'analisi munariana oltre i confini italiani, per scoprire come i gesti e la comunicazione non verbale siano interpretati ed utilizzati in altre culture
Verso un’estetica del momentaneo
L'architettura sembra oggi spostare la propria attenzione dalla definizione di forme univoche alla definizione di “possibilità d’uso”, di forme modificabili, di soluzioni aperte: è l’affermazione di strategie e scenari indeterminati, di progetti che presentano una natura processuale più che formale. Le architetture, infatti, sembrano sempre più “indurre” processi: sollecitano, stimolano, rispondono ai comportamenti dei fruitori o addirittura li pongono alla base del progetto stesso, interpretando le dinamiche d’uso dello spazio come un parametro estetico.
Ne emergono città costituite da momenti esperienziali che creano spazi e da spazi come scenografie teatrali che accolgono, esibiscono e narrano il vivere urbano.
I progetti diventano mutevoli, integrano i comportamenti degli utenti nella loro composizione tanto da indurre ad ipotizzare un nuovo apporto forma-fruizione, si fanno portatori di quella che si potrebbe definire “estetizzazione delle relazioni” e rendono la città un grande palcoscenico in cui attori e spettatori mischiano, inconsapevolmente ma continuamente, i propri ruoli.
La portata innovativa di questa impostazione progettuale è tale che alcuni psicologi ritengono di essere di fronte ad una “svolta nella forma”; sembra infatti affermarsi una nuova “estetica del momentaneo”, che valorizza ulteriormente la variabile temporale come un parametro progettuale fondamentale, anche dalle evidenti valenze estetiche
Gli eredi di Giovanni Sacchi
L’articolo indaga una professione antica ma ancora estremamente attuale come quella del modellista, un ruolo che riveste grande importanza nel processo di progettazione prima e di restituzione e rappresentazione del progetto poi.
A partire dall’eredità di Giovanni Sacchi, una figura centrale nella storia del design e dell’architettura del Novecento che, non a caso, è stato anche definito “l’altra metà del design”, gli autori qui introducono ed intervistano nuovi modellisti-artigiani: Stefano Rossi, Marco Galofaro, Roberto Righetti, Igor Silic utilizzano diversi materiali (dal legno al PMMA alle resine) e nuove tecnologie produttive (su tutte il controllo numerico), ma continuano a coadiuvare i progettisti con la loro preziosa competenza a cavallo tra tradizione artigianale e contenuto artistico
Diritto d’Autori
La pubblicazione restituisce l'aspetto umano (oltre che il valore didattico e progettuale) di alcuni docenti storici della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, pilastri della nostra formazione oltre che del “pensiero progettuale” che ha reso la Scuola milanese un punto di riferimento nel mondo.
Con l'obiettivo di rendere questo pensiero accessibile e facilmente apprezzabile anche dagli studenti attuali, il libro ha “dato voce” ai 9 maestri scelti (Albini, Bottoni, De Carli, Ponti, Rogers, Rossi, Scarpini, Viganò, Zanuso) con il linguaggio della citazione diretta e con il ricordo di chi li aveva “vissuti” quotidianamente
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