135,922 research outputs found

    Progettare connessioni inclusive a contrasto dell’homelessness

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    Il caso presentato riguarda il processo di coprogettazione, tutt’ora in corso, volto al riorientamento del servizio sociale pubblico cittadino per persone senza dimora della città di Torino. L’analisi di questo percorso progettuale, condotto da un gruppo di ricerca multidisciplinare (fra sociologia, antropologia e design), ci fornisce la possibilità di riflettere sul contributo e il ruolo del design nel promuovere contesti di incontro collaborativo fra diversi attori, elemento fondamentale nella progettazione e innovazione dei servizi. Allo stesso tempo, l’analisi ci permette di osservare le criticità relative alla progettazione partecipata di un servizio pubblico caratterizzato dall’elevata articolazione organizzativa e dalla complessità del fenomeno sociale a cui provvede. Si discuteranno alcuni esiti della ricerca in termini di innovazione di policy e di servizio e, in particolare, si rifletterà su come tali risultati siano stati adottati dai policy makers all’interno dei nuovi appalti e bandi pubblici per i servizi per persone senza dimora. Nel caso presentato, “connettere” persone, istituzioni pubbliche e discipline diverse ha comportato la messa a punto, da un lato, di un approccio di ricerca, aperto e collaborativo; dall’altro, di una strategia progettuale, partecipata e sistemica; da un altro ancora, di un obiettivo da raggiungere, in quanto in grado di favorire processi socialmente inclusivi a contrasto dell’homelessness

    MICELLE POLIMERICHE A BASE DI NUOVI DERIVATI ANFIFILICI DELL’INULINA PER LA SOMMINISTRAZIONE OCULARE TOPICA DI CORTICOSTEROIDI NEL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE DEGENERATIVE DELLA RETINA

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    Al giorno d’oggi, la via di somministrazione oftalmica costituisce ancora una sfida per i tecnologi farmaceutici. Si tratta, inoltre, probabilmente di uno degli ambiti che più di ogni altro potrebbe beneficiare dello sviluppo di nuovi Drug Delivery Systems basati sull’utilizzo di nanovettori. Infatti, più del 50% delle patologie oculari maggiormente debilitanti (es. degenerazione maculare legata all’età, retinopatia diabetica ed edema maculare diabetico) ha origine a livello del segmento oculare posteriore. Ad oggi, la terapia intravitreale costituisce il gold standard per garantire il raggiungimento del sito target, ovvero la retina. Tuttavia, la necessità di ricorrere a frequenti somministrazioni è caratterizzata da bassa compliance del paziente e può comportare gravi effetti collaterali quali aumento della pressione intraoculare, endoftalmiti, cataratta e distacco retinico. Di conseguenza, risulta indispensabile lo sviluppo di nuovi Drug Delivery Systems efficaci, sicuri e soprattutto somministrabili per via topica. Di particolare interesse sono, a tal proposito, le micelle polimeriche. Si tratta di sistemi dinamici costituiti da polimeri anfifilici biocompatibili e in grado di self-assembling in ambiente acquoso. Tali sistemi risultano particolarmente promettenti in quanto, grazie alla presenza di un core idrofobo, sono in grado di incapsulare, proteggere ed incrementare la solubilità in fluidi acquosi di farmaci scarsamente solubili in acqua e, quindi, difficilmente somministrabili. Inoltre, grazie alla loro natura anfifilica, le micelle polimeriche potrebbero costituire degli efficaci carrier ed enhancer in grado di interagire con tutti i differenti componenti delle barriere oculari promuovendo l’ingresso del farmaco all’interno dell’occhio e facilitandone il trasporto nei diversi compartimenti oculari. Alla luce di quanto detto, lo scopo del presente lavoro è stato quello di progettare, realizzare e caratterizzare nuovi polimeri biocompatibili derivati dall’inulina, dotati di carica positiva e in grado di self-assembling in ambiente acquoso. Sono state, quindi, prodotte e caratterizzare micelle polimeriche cariche di corticosteroidi, utili ed efficaci nel trattamento delle patologie degenerative vascolari retiniche in quanto in grado non solo di ridurre la flogosi che stimola la neovascolarizzazione patologica, ma anche di ristabilire l’integrità della blood retinal barrier riducendo lo stravaso di essudati e, quindi, l’edema. La caratterizzazione delle micelle polimeriche prodotte è consistita nella valutazione delle dimensioni, del potenziale zeta e delle proprietà mucoadesive nonché della stabilità, della drug loading % e della capacità di rilascio del farmaco. Inoltre, impiegando opportune tecniche in vitro, è stato possibile valutare la biocompatibilità e la capacità di uptake del sistema prodotto su cellule corneali umane (HCEC) . Infine, di grande interesse sono risultati gli studi di permeazione ex vivo, atti a valutare la capacità dei farmaci impiegati di attraversare la cornea quando somministrati in soluzione, sospensione o incapsulati all’interno delle micelle. A tal fine sono state impiegate cornee bovine, scelte come modello altamente rassomigliante al tessuto corneale umano, e celle di diffusione verticali di tipo Franz quale modello a due compartimenti aperti. In conclusione, due nuovi polimeri biocompatibili sono stati prodotti, caratterizzati e impiegati per la preparazione di micelle polimeriche le quali hanno mostrato una buona drug loading %, elevata stabilità e ottime proprietà mucoadesive. È stato, inoltre, possibile valutare l’efficacia delle micelle polimeriche quali enhancer di permeazione transcorneale

    Design e antropologia. Per la trasformazione dei sistemi sociali complessi

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    A partire da alcuni elementi principali che caratterizzano l’approccio della ricerca antropologica si traggono alcune considerazioni rispetto all’influenza che questi potrebbero avere all’interno dei processi progettuali rivolti alla trasformazione di sistemi sociali complessi e in particolare in contesti di progettualità di tipo sociale. Il fine è quello di introdurre alcune domande di ricerca che si inseriscono nella riflessione attorno all’approccio della design-anthropology, così definito dalla letteratura scientifica di riferimento. La design-anthropology è un approccio progettuale che prevede l’adozione contemporanea di prospettive, strumenti e metodi di entrambe le discipline. Prende le mosse da altri approcci quali l’action-research, il participatory design e il co-design e, come questi, prevede sempre il coinvolgimento di diversi attori ovvero di ‘raggruppamenti di individui reciprocamente influenzantesi’ (Bastide, 1975). In questo senso, fare design e antropologia significa non solo occuparsi dell’esito progettuale ma anche, e soprattutto, del processo progettuale partecipato. Significa dunque concepire l’azione progettuale come fenomeno sociale in tutta la sua complessità ponendo particolare attenzione alle relazioni umane e alle implicazioni socio-culturali che lo caratterizzano, sia durante lo sviluppo del progetto e sia nel valutare le trasformazioni materiali e immateriali che produce

    Misura delle proprietà fisiche e idrauliche del suolo a monte dell’abitato di Giampilieri

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    Nell’indagine si è saggiata l’applicabilità della metodologia BEST di caratterizzazione idraulica del suolo in un sito posto a monte dell’abitato di Giampilieri, dove nel 2009 si è verificato un evento alluvionale catastrofico. Lo strato superficiale di suolo ha mostrato caratteristiche eluviali mentre quello più profondo (-0.30 m), apprezzabilmente più compatto e meno permeabile in condizioni di saturazione e con un maggiore contenuto di argilla, ha presentato i caratteri di uno strato illuviale. I risultati delle misure hanno suggerito la possibilità di formazione, durante gli eventi meteorici intensi e prolungati, di una falda idrica sospesa e lo sviluppo di pressioni positive che contribuiscono a instabilizzare lo strato superficiale di suolo. La verifica di una semplice metodologia di campo per la determinazione della conducibilità idraulica alla saturazione ha fornito esiti incoraggianti e merita approfondimenti ulteriori

    Progettare oltre la marginalità sociale. Evoluzione di un laboratorio per il design sociale partecipativo

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    A partire dalla rilettura del progetto ‘Costruire Bellezza’ – laboratorio di design partecipativo per l’inclusione sociale e la didattica interdisciplinare che ha sede a Torino dal 2014 – l’obiettivo del contributo è quello di riflettere su come la progettazione partecipativa non sia solo uno strumento concreto per facilitare i processi di inclusione dei cittadini marginalizzati e delle organizzazioni che li rappresentano, ma anche un approccio utile per apprendere come si collabora tra persone con competenze, abilità e storie di vita diverse. CB è uno spazio che permette di imparare a collaborare tramite processi trainati dal design, sviluppando competenze trasversali necessarie a co-progettare per abilitare processi di cambiamento e inclusione sociale

    Quando l’antropologia incontra il design. Riflessioni a margine di una ricerca-azione a contrasto dell’homelessness.

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    L’articolo presenta metodi e strumenti di una ricerca-azione a contrasto della grave emarginazione adulta condotta in Italia da un gruppo interdisciplinare che coinvolge antropologi e designer. All'interno di laboratori partecipativi, adulti in difficoltà e senza dimora lavorano con ricercatori e studenti universitari, educatori, artigiani, artisti e cittadini sperimentando, attraverso i linguaggi creativi, una “collaborazione dialogica” che supera le differenze

    Bamboo made in Italy: progettare con la “straniera” verde

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    Nell’ambito della ricerca sull’uso di materie prime sostenibili sviluppata all’interno del progetto “Circular Design for Natural Fibers” (Spoke 2 del partenariato esteso MICS “Made in Italy Circolare e Sostenibile”), il contributo presentato indaga l’introduzione del bamboo in Italia come fonte naturale e risorsa materiale alternativa caratterizzata da aspetti di sostenibilità ambientale, economica e sociale riconosciuti a livello globale. La ricerca presentata mira ad indagare lo stato dell’arte della filiera italiana del bamboo per individuare i vantaggi, le possibilità nonché i limiti legati al possibile ampliamento dell’uso di questa fibra naturale anche nel comparto manifatturiero italiano, in particolare nel settore dell’arredo. Per fare questo la ricerca si basa sulla costruzione di una rete di informatori “sul campo”, in particolare coltivatori, rivenditori e artigiani del bamboo che sono insieme fonti e risorse primarie e fondamentali dell’indagine, ma anche gli interlocutori con cui confrontarsi per individuare strategie e azioni per un futuro sviluppo sostenibile della filiera

    Funzione consultiva del Consiglio di Stato e fenomeno religioso in Italia negli ultimi quarant’anni. Una prima ricognizione

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    After setting out some of the main reasons for limiting the investigation to the advisory contributions provided by the Council of State on legal issues encountered by the P.A., particularly those concerning the religious phenomenon, this paper proceeds to a first survey of the outcomes of this peculiar area of activity over the past forty years. The paper concludes by emphasising the benefits brought to this ‘sectoral consultative law’ by the unveiling of the supreme principle of secularity and by the focus operated by the Consulta of its naturally dialogic-cooperative direction, resulting in a discernible interpretative nouvelle vague’

    Il principio di bilateralità in espansione: la cooperazione tra istituzioni pubbliche e comunità di fede (verso un\u27efficiente garanzia di tutela degli interessi religiosi)

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    The expanding principle of bilaterality: the cooperation between public institutions and faith communities (toward an efficient guarantee of protection of religious interests) ABSTRACT: More or less recent events (and conjunctures) recorded in the field of the regulation of State/Church relations would seem to endorse discouraging and discouraging readings: being able to speak, depending on the case, of a bilaterality now "suspended," now "apparent," and sometimes even "betrayed." On the other hand, at the same time, contextual objective elements (and clues) induce one not to give in to discouragement, especially if the focus expands to the frequent examples of "other" bilaterality, different from the constitutionally regulated one (the concerted/administrative one; the dialogic-informal one), registering certain commendable "incremental" dynamics, especially in the crucial sign of the distancing from the worst of the vices that can weaken bilaterality, namely the standardization of its contents. The contribution offers a composite examination of the lights and shadows found in the matter, in light of the warning issued in the past by two distinguished scholars: it is difficult but necessary for the concrete making of legal experience to chase the heights of "supra-legal" (or "rational") law. SOMMARIO: 1. Introduzione: la ricerca di “giustizia”; il ruolo servente del diritto (G. Radbruch, F. Scaduto) - 2. La bilateralità in “poliforme” espansione: quattro versanti - 3.1. Dinamismi della bilateralità: le luci (il verso anti-standardizzante a pro della Repubblica e delle comunità di fede; l’allargamento degli orizzonti del diritto ecclesiastico) … - 3.2. … (segue) e le ombre auspicabilmente diradabili: la bilateralità “sospesa”; la bilateralità apparente; la bilateralità formalmente “tradita” - 4. Un inquadramento di segno evolutivo: dalla stagione “eroica” della bilateralità al tempo della “normalità”; dalla generica ricerca di ‘giustizia’ alla specifica ricerca di garanzie (e certezze) - 5. (Ap)punti di discussione
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