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La biblioteconomia di Giovanni Solimine
Il saggio ricostruisce il contributo di Giovanni Solimine allo sviluppo teorico, metodologico e applicativo delle scienze biblioteconomiche, collocandolo nel contesto del dibattito disciplinare contemporaneo a livello nazionale e internazionale
Le regole dell'urbanistica
Negli strumenti di pianificazione, l’ambito urbano tra via Gallarate e viale Certosa è in genere individuato come ambito unitario, assoggettato allo stesso regime di previsioni e prescrizioni. Ambito frammisto, caratterizzato dalla compresenza endemica di residenza ed attività artigianali e produttive, nel previgente Piano Regolatore Generale del 1980 l’azzonamento per destinazioni d’uso classificava l’area come “Industriale e artigianale con significativa presenza residenziale” e subordinava la sua trasformazione alla redazione di uno strumento urbanistico attuativo. Più di recente, il Piano di Governo del Territorio del Comune di Milano, approvato nell’ottobre 2012, individua la porzione di territorio urbano in cui ricade anche via Catullo come “Ambito di ridefinizione del paesaggio urbano” caratterizzato da una bassa sensibilità paesaggistica
Luoghi in trasformazione
Il capitolo propone un punto di vista autoriflessivo sulle pratiche fattuali e su quelle discorsive attraverso cui il progetto “Catullo va in città” ha preso forma è si è progressivamente ri-orientato in relazione a obiettivi, strategie, azioni previste e alle reazioni che il contesto di via Catullo di volta in volta offriva, sollecitato in diversi modi dalle pratiche che attorno al progetto si sono sviluppate. Una riflessione sui luoghi, le loro caratteristiche e le loro trasformazioni possibili, nonché sui soggetti presenti nel campo e sulle loro traiettorie e strategie individuali spesso riscontrabili nel carattere immanente delle pratiche routinarie. Una riflessione sulle condizioni del contesto di lavoro e sull’orientamento delle azioni condotte
Condizioni. Alcune cause d'inciampo
Il paragrafo riflette sulle condizioni contestuali che hanno influito in modo più significativo sullo sviluppo del progetto di ricerca “Catullo va in città”, finanziato da Politecnico di Milano attraverso il programma di sviluppo per la ricerca ad alto impatto sociale Polisocial Award 2014. Il testo riflette sui seguenti punti: se il modo in cui è nato il progetto, ne ha condizionato gli esiti; le difficoltà d’intervento in relazione alla natura privata del patrimonio edilizio; la differenza tra “andare” e “stare” e la necessità di uno spazio per lo sviluppo del progetto
Luoghi e geografie
Via Catullo è una piccola strada pubblica nella periferia nord ovest di Milano, che collega viale Certosa e via Gallarate, a poca distanza dal cavalcavia delle autostrade e dal Cimitero Maggiore. Il contesto urbano si presenta frammentato e discontinuo. Lo sviluppo di questa parte di città è in gran parte esito di trasformazioni avvenute a partire dall’inizio del secolo scorso, e tuttora in corso, su piccola e grande scala. Un contesto come quello di via Catullo è luogo di sperimentazione di nuove forme di urbanità, espresse dalle recondite e minuscole fessure che si producono nel grande corpo della città in relazione a fenomeni di decadimento fisico e funzionale delle strutture urbane. Processi, questi, che talvolta generano fenomeni di abbandono e degrado, ma che assai spesso vedono anche prodursi i germi di una società nuova, multiculturale, multietnica, articolata nelle traiettorie di vita che, non senza difficoltà, sperimenta forme di compresenza e di coesistenza che si esprimono in pratiche dell’abitare talvolta innovative e capaci di reinventare le attività e gli spazi della residenza e del lavoro. Sono sincretismi esistenziali attraverso cui si esprimono forme di socialità e di cittadinanza in fieri in grado di promuovere una riarticolazione delle società urbane e una riconfigurazione dei loro spazi di vita nelle città
Comico e tragico del diritto nella novellistica italiana: il novelliere di Giovanni Sercambi
Nelle novelle di età tardomedievale ed umanistica, a causa del loro carattere fortemente realistico, il diritto ha un posto importante, poiché rappresenta un elemento centrale e ineliminabile della vita della comunità. Il novelliere di Giovanni Sercambi da Lucca non fa eccezione, anche se l’autore non ha una cultura giuridica né s’interessa in modo specifico al diritto. Il presente saggio vuole analizzare sotto tale profilo queste novelle per verificare quale concezione del diritto emerge da esse e come la narrazione ne risulti arricchita.In the late medieval and humanistic novellas, owing to their very realistic character, the right is an important central and inevitable element in community life. Giovanni Sercambi’s novelliere is no exception even if the author lacks a legal culture, nor is specifically interested in right. This essay intends to analyze these novellas under this profile to verify what kind of right they consider and how the stories are enriched
Caratteri demografici, sociali ed economici di un quartiere mondo
Il quartiere Satellite rappresenta un fatto sociale unico nel contesto metropolitano mila-nese e non solo. Circoscritto entro uno spazio urbano limitato e ben identificabile, esso accoglie e offre dimora e patria a cittadini italiani e stranieri provenienti da tutto il mo-do, appartenenti a diverse fasce di età e impegnati in attività di diversa natura. Si confi-gura come un contesto sociale fortemente multietnico e multiculturale, luogo di transito e di elezione al contempo per i suoi abitanti, fulcro di alcune economie locali, ambito di elaborazione sociale e culturale, sede di conflitti e al contempo laboratorio di elabora-zione di una società multiculturale che è già realtà in alcuni territori metropolitani
Giovanni Giudici a Padova (con una nota a Salutz, I.7)
Il contributo indaga la genesi della silloge Salutz di Giovanni Giudici, in particolare il rapporto intercorso tra il poeta e il filologo patavino Gianfranco Folena
Per Giovanni di Ser Jacopo da Firenze, orafo di corte di Giovanna I d'Angiò
Il contributo è dedicato ad una approfondita analisi del calice, decorato con smalti traslucidi, conservato nel Tesoro della Cattedrale di Messina, firmato dall'orafo fiorentino Giovanni di Ser Jacopo che dal settembre 1348 risulta trovarsi a Napoli alla corte di Giovanna I d'Angiò. Si sottolinea come gli ideali figurativi di Giovanni di Ser Jacopo siano fortemente orientati verso la cultura figurativa senese; sembra essere questo il punto di riferimento privilegiato che finisce per contraddistinguere maggiormente il linguaggio degli smalti del calice ora a Messina, frutto - intorno alla metà del Trcento - del percorso napoletano (l'unico peraltro noto) dell'orafo fiorentino
Il quartiere Satellite di Pioltello: storia e tecnica di un fatto urbano
La vicenda narrata in queste pagine ha origine attorno agli anni Cinquanta e Sessanta, in un momento in cui il profilo economico e territoriale di Pioltello è ancora quello di un piccolo comune di prima cintura nella conurbazione metropolitana milanese, allora in via di formazione. Un contesto ancora e per lo più rurale, che tuttavia iniziava a essere investito da impetuose spinte di sviluppo nella fase di prima industrializzazione e ripresa economica postbellica del Paese.
In questo contesto si colloca la vicenda particolare che ha dato luogo nei primi anni Sessanta alla realizzazione di un quartiere – oggi noto come il quartiere Satellite di Pioltello – del tutto particolare, forse più per gli esiti odierni (di cui questo contributo intende favorire una comprensione nel lungo periodo) che non per la vicenda storica in sé, la quale, per quanto rilevante e caratterizzata da alcuni elementi di originalità, non costituisce certamente un unicum negli anni della grande crescita metropolitana di Milano e di molti territori del settentrione d’Italia.
La vicenda narrata in queste pagine consente di mettere a fuoco alcune tra le cause più evidenti e rilevanti tra quelle (certo più numerose, varie e interrelate) che hanno contributo a determinare una quasi immediata compromissione di questo luogo e del suo futuro
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