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    I genitori di Torquato Tasso. note storiche raccolte da Pier Desiderio Pasolini

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    I genitori di Torquato Tasso : note storiche raccolte da Pier Desiderio Pasolini. - Roma : E. Loescher e c., 1895 Dedica manoscritta dell\u27autore: Al suo amico, / al suo professore Emilio Bodrero / P. D. Pasolini / sempre riconoscente / Roma 16 luglio / 1912. https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99000218359020604

    Dante e il desiderio di conoscenza

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    Vivere secondo ragione è per Dante l'ultima perfezione dell'animo umano, nella quale sta la nostra "ultima felicitade", per cui tutti gli uomini hanno desiderio di conoscenza. La filosofia è per il poeta una scienza dalla quale dipende l'intero nostro essere e le nostre operazioni, dal momento che, a differenza di tutte le altre, che non esistono di per se stesse, essa è la sola in grado di assicurare la vera felicità, quella che si acquista contemplando la verità

    Il desiderio ex-centrico. Max Scheler e la riabilitazione delle emozioni

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    Nella filosofia di Max Scheler la tesi di una rilevanza ontologica ed etica delle emozioni, come di una loro funzione cognitiva, si inserisce all’interno di un progetto piuttosto ambizioso e volto alla riabilitazione delle emozioni. Tuttavia non si tratta di una riabilitazione indiscriminata, al contrario l’interesse di Scheler si rivolge ad un attento lavoro di distinzione e d’individuazione delle differenze di natura. Molte delle analisi di Scheler fanno poi riferimento ad una classe di emozioni particolari, quella connotata da un desiderio che eccede la logica del sopravvivere e che risulta determinante per mettere a fuoco la natura dell’uomo e della libertà. Secondo Scheler ciò che distingue l’uomo dall’animale non è infatti l’intelligenza quanto uno sfondamento emozionale capace di situare il centro dell’uomo al di là della rilevanza dell’utile-dannoso: l’uomo è infatti l’essere ex-centrico che sente di avere il proprio centro al di fuori della propria presenza, al di là di quel mondo-ambiente su cui è invece centrato l’animale. L’uomo è l’essere che sente questa mancanza e questa insufficienza, e che di riflesso è capace di desiderare qualcosa in modo nuovo. Nell’ottica di Scheler è necessario tracciare subito una distinzione fra due forme di desiderio, fra il bisogno – orientato dai valori dell’utile, e teso al possesso di qualcosa con il fine di rafforzare e sostenere il soggetto – e il desiderio ex-centrico che invece si connette ad una insoddisfazione di tipo destabilizzante per la logica del soggetto. I desideri a cui Scheler rivolge la propria attenzione hanno appunto la caratteristica essenziale di essere alla ricerca di qualcosa che non è dato direttamente nella sensazione e che implica una sorta di mediazione culturale e simbolica assente nell’istinto

    Disturbi del desiderio maschile

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    Non esiste una definizione univoca di desiderio sessuale in quanto esso rappresenta la più complessa fra le fasi della risposta sessuale. Il desiderio è estremamente soggettivo e determinato da un’interazione di fattori biopsicosociali. Si presenta come estremamente mutevole nel tempo, non solo tra individui diversi, ma anche all’interno della stessa persona, passando da fluttuazioni nella giornata a grandi cambiamenti in fasi specifiche della vita (es., adolescenza, innamoramento, momenti stressanti, ecc.) (Nimbi et al., 2018a). Il desiderio sessuale viene spesso definito come “lo stato psicologico soggettivo atto ad iniziare e mantenere il comportamento sessuale umano, innescato da stimoli interni (es., fantasie erotiche, emozioni) e/o esterni (es., attrazione, pornografia)” (Mark et al., 2014). Il desiderio sessuale è stato per anni al centro del dibattito scientifico, in particolare per quanto riguarda le donne (Giraldi et al., 2015). Fu inizialmente concettualizzato da Helen Singer Kaplan (1974) come prima fase della risposta sessuale, precedendo l’eccitazione, l’orgasmo e la risoluzione. Grazie al successo di questo modello, i disturbi del desiderio furono classificati per la prima volta nel DSM III

    Disturbi del desiderio maschile

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    Non esiste una definizione univoca di desiderio sessuale in quanto esso rappresenta la più complessa fra le fasi della risposta sessuale. Il desiderio è estremamente soggettivo e determinato da un’interazione di fattori biopsicosociali. Si presenta come estremamente mutevole nel tempo, non solo tra individui diversi, ma anche all’interno della stessa persona, passando da fluttuazioni nella giornata a grandi cambiamenti in fasi specifiche della vita (es., adolescenza, innamoramento, momenti stressanti, ecc.) (Nimbi et al., 2018a). Il desiderio sessuale viene spesso definito come “lo stato psicologico soggettivo atto ad iniziare e mantenere il comportamento sessuale umano, innescato da stimoli interni (es., fantasie erotiche, emozioni) e/o esterni (es., attrazione, pornografia)” (Mark et al., 2014). Il desiderio sessuale è stato per anni al centro del dibattito scientifico, in particolare per quanto riguarda le donne (Giraldi et al., 2015). Fu inizialmente concettualizzato da Helen Singer Kaplan (1974) come prima fase della risposta sessuale, precedendo l’eccitazione, l’orgasmo e la risoluzione. Grazie al successo di questo modello, i disturbi del desiderio furono classificati per la prima volta nel DSM III

    Trasformazioni del desiderio. Dal volto materno al linguaggio letterario

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    In questo saggio viene discusso il ruolo del riconoscimento nell’autoritratto. Seguendo le teorie di Lacan e Winnicott, si focalizzerà l’attenzione sulla relazione esistente tra il volto materno e lo specchio, e tra il linguaggio e il desiderio, per mostrare il processo attraverso il quale gli esseri umani costruiscono la propria identità. Proprio questi temi vengono discussi anche da David Foster Wallace, in Infinite Jest. Nel saggio si cercherà di mostrare come il protagonista principale di questo racconto possa essere considerato come la rappresentazione di un crollo in cui il soggetto è completamente libero di esprimere il proprio desiderio. In questa prospettiva, è interessante vedere anche come il linguaggio modifichi la propria funzione nel contesto letterario. Quindi, è senza dubbio attraverso il riconoscimento che gli esseri umani possono capire il significato di un volto in un autoritratto

    IBARRA, Desiderio

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    Carta del Gral. PEC a Desiderio Ibarra y Pedro C. Maldonado, Presidente y Secretario del Partido Independiente de Guadilcázar en S.L.P. Les expresa su agradecimiento por designarlo como su candidato a la Presidencia de la República

    Hepatocyte growth factor signaling regulates transactivation of genes belonging to the plasminogen activation system via hypoxia inducible factor-1.

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    Hepatocyte growth factor (HGF) plays an important role in tumor growth and progression also by regulating invasive/metastatic phenotype and angiogenesis. Here we report that a molecular mechanism possibly contributing to these functions of HGF may be hypoxia inducible factor-1 (HIF-1)-dependent expression of genes of the plasminogen activation system. The following findings support this conclusion: (1) HGF enhanced the activity of a luciferase reporter construct under the control of multiple HIF-1 responsive elements (HRE) in HepG2 cells, and the cotransfection of the dominant negative for the β-subunit (ARNT) prevented this increase; (2) HGF activated uPA and PAI-1 promoters through HIF-1 activity regulated by PI3K/JNK1 transducers, as demonstrated by cotransfection with the reporter gene promoters and the dominant negative for ARNT, p85 subunit of PI3K or JNK1; (3) hypoxia was additive to HGF in increasing reporter vector activities, but probably through different transduction pathways; (4) JNK1 wild-type expression vector increased HIF-1α protein expression probably in a phosphorylated state and, thus, functional for transactivating activity; and (5) c-Jun did not seem to be involved in the activation of the luciferase construct containing multiple HREs because it was not prevented by expression of TAM-67, which is the dominant negative mutant form for c-Jun
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