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    Scrivere la storia, costruire l'archivio. Note per una storiografia del cinema e dei media

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    A partire dal Convegno di Brighton del 1978 e dalle elaborazioni della New Film History, la ricerca storica ha progressivamente spostato il proprio baricentro dalla ricognizione critica a forme che ricordano lo scavo archeologico e che hanno come proprio luogo d’elezione l’archivio. Esso si presta così a essere un sistema di organizzazione e di canonizzazione della memoria collettiva che ha trovato nel XX secolo uno straordinario momento di sistematizzazione teorico-epistemologica. In altri termini, l’archivio è la condizione di possibilità di una sfera culturale e della riflessione storica che a essa si lega: stabilisce che cosa sia dentro o fuori rispetto ai dibattiti che le dominano, che cosa sia possibile conservare a livello storico e che cosa non lo sia. All’interno di questo volume, si indagheranno attraverso più prospettive le principali questioni relative alla storiografia del cinema e dei media: il suo orizzonte istituzionale, il rapporto tra materialità ed elaborazione storica, “l’allargamento dell’archivio” dovuto all’inclusione di “oggetti storici” prima trascurati, le diverse forme che può assumere un archivio e la sua funzione per discipline “giovani” come la storia del cinema e dei media

    Commesse e viaggiatori. Tracce, tratte e traiettorie del cinema “utile” nel secondo dopoguerra italiano

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    La tensione tra archivio e storiografia del cinema industriale non riguarda soltanto la questione patrimoniale, di disponibilità ed accessibilità dei fondi filmici in sé, ma contempla anche una dimensione storico-epistemologica. Un numero significativo di film finanziati dalle compagnia italiane nel secondo dopoguerra si è incaricato poi di “registrare” incursioni in terre straniere, le attività delle sedi estere, la partecipazione a missioni e competizioni internazionali e diverse altre forme di “viaggio di lavoro”. Concentrandosi su queste ultime, il contributo poggia su un corpus di titoli preservati presso l’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa e l'Istituto Luce riconducibili alla sponsorship dell'industria automobilistica (in particolare Fiat e Alfa) a testimoniare lo “sconfinamento” delle compagnie italiane nei territori africani. L’obiettivo è proporre una “forzatura dei confini” del campo d’indagine del cinema d’impresa: da un lato infatti si suggeriranno itinerari archiviali che eccedano le sole fonti filmiche per metterle in relazione con materiali istituzionali (house organ) e privati (diari, albi fotografici e altri ephemera prodotti direttamente dai “viaggiatori”); dall’altro si tenterà di reinterpretare la funzione “governamentale” attribuita da Bonifazio agli sponsored films (2017) nella sua accezione cartografica. Quando messo al servizio di un’istituzione committente, l’impulso mappatorio dell’immagine in movimento (Castro 2009) diviene strumentale a sondare spazi di sviluppo, puntellare nuovi insediamenti, marcare territori, costituendo, in definitiva, una “retorica del viaggio” sulle rotte dell’espansionismo industriale

    Sistema Varda: collezionare e archiviare immagini.

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    L'archivio come dispositivo per ripensare la storia del cinema, a partire dal lavoro di collezionista di immagini di Agnès Varda

    Censimento degli archivi e dei fondi di video arte e film d’artista in Italia

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    Il saggio descrive il progetto nazionale di censimento degli archivi di video arte e film d’artista in Italia intitolato “VARIA - Video ARte in ItaliA”, frutto della convenzione firmata dal MIBAC (Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane) e dalle Università di Udine, Sapienza Università di Roma, Università di Milano-Bicocca e Università degli Studi di Torino, che consiste nello studio, nella ricerca e nella raccolta di informazioni e dati per la compilazione delle schede catalografiche predisposte dal team di ricerca, in contatto con istituzioni e artisti. Il progetto è ancora in corso in ambito nazionale: la ricognizione sullo stato degli archivi e i fondi privati di video arte e film d’artista disseminati sul territorio nazionale si è resa necessaria per lo studio della storia delle pratiche artistiche relative a tale patrimonio culturale, mirata alla salvaguardia e alla tutela culturale e finalizzata all’accessibilità dei fondi. Oggetto del censimento gli archivi e i fondi audiovisivi di istituzioni museali pubbliche e private, di gallerie d’arte, di collezionisti e di artisti nel rilievo della consistenza dei fondi archivistici; le storie dei soggetti produttori; le modalità di catalogazione (o di elencazione e inventario) che includano dati e/o metadati delle opere o della documentazione audiovisiva; le tipologie di supporti e formati; lo stato conservativo dei materiali; la presenza di documentazione cartacea; la storia conservativa degli enti o dei soggetti conservatori
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