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Narrare il Nuovo: Introduzione
Come narrare il nuovo è inteso, all'interno del presente volume e nel convergere dei motivi e dei temi indicati nei suoi singoli contributi, come intima motivazione di Dino Buzzati a oltrepassare se stesso e i limiti imposti dai canoni della scrittura, riversando in itinerari inediti e sfide setetiche non previste non solo il proprio talento personale, ma anche le proprie preoccupazioni di natura storica e morale suscitate da una società in troppo rapido mutamento per potere controllare con le parole. Era necessario il segno, sopratutto quello inavvertito, segno che Buzzati indubbiamente lascia come eredità, con la sua cifra pensosa, provocatoria, elegante. Nei cinquant'anni che ci separano dalla morte dello scritore (1906-1972), la riflessione critica si è progressivamente estesa, dall'analisi - inizialmente preponderante - dei testi buzzatiani all'espressività pittorica e grafica nonché alla commistione di parola e immagine. Questo primo volume, a cui seguira presto un secondo volume, propone una riflessione su tali dimensioni ancora in gran parte sconosciute di questo grande scrittore del Novecento
Venise : histoire, promenades, anthologie et dictionnaire
Pubblicato in Francia da Robert Laffont, nella prestigiosa collana Bouquins, paragonabile ai nostri “Meridiani”, il presente volume curato da Delphine Gachet e Alessandro Scarsella che hanno coordinato, in un lavoro durato alcuni anni, un gruppo di studio numeroso composto di studiosi e scrittori francesi, italiani e stranieri; è una delle opere più complete e aggiornate dedicate a Venezia: al suo mito, alla sua realtà, alla sua memoria culturale.Si sottolineano in particolare i contributi di carattere storico-artistico, a metà strada tra promenade personale e ricostruzione evocativa e contemporaneamente rigorosa, tra cui gli inediti di Stefano Trovato sulla Venezia Bizantina, di Donatella Calabi su Rialto, di Chiara Callegari su Tiziano, di Enric Bou su Fortuny ecc. Inediti ugualmente i racconti dei maggiori scrittori veneziani: in primis Renato Pestriniero, quindi Omar Viel, Andrea Molesini e altri giovani e meno giovani scrittori. Ma lo scopo del libro non è esclusivamente letterario, soffermandosi sull’attualità materiale e politica di Venezia. Hanno collaborato, tra gli altri, anche Benoist Gachet, Andrea Bonifacio, Roberto Ferrucci, Gabrielle Gamberini Zimmermann, Angelo Marzollo, Piero Santostefano, Maurizio Vittoria, completando una mappatura alla quale non sfuggono né le grandi voci del Novecento e oltre (da Hemingway, a Zanzotto, a Sollers, a Del Giudice) né tutti i maggiori protagonisti della vita culturale veneziana odierna e i temi di Venezia considerata, prima che come oggetto turistico-estetico, come problema cognitivo
Una lettera d’amore, dalla carta alla pellicola
Il focus verte sull’analisi del racconto Una lettera d’amore (1956) di Dino Buzzati e il cortometraggio realizzato nello stesso anno da Fortunato Marazzi dal titolo Quando scende la sera, opera questa dimenticata fino a che Angelo Colombo non mise mano al carteggio Buzzati-Mondadori dove ne lesse notizia. Nella prima parte della relazione viene proposto un lavoro di comparazione tra le due opere, dimostrando la fedeltà del cortometraggio al testo; nella seconda parte si offre una lettura sociologica del racconto buzzatiano, dimostrando l’attualità dei suoi temi.The focus is on the analysis of the short story Una lettera d’amore (1956) by Dino Buzzati and the short film made in the same year by Fortunato Marazzi entitled Quando scende la sera, a work that was forgotten until Angelo Colombo took up the Buzzati-Mondadori correspondence where he read about it. In the first part of the report, a comparison between the two works is proposed, demonstrating the fidelity of the short film to the text; in the second part the article offers a sociological reading of Buzzati's story, demonstrating the relevance of its themes
Attraverso l’immaginario: figure e percezioni della ‘nera’ di Buzzati
La tragedia del metronotte Giuseppe De Blasi, la rapina di via Montenapoleone, l’arresto della banda Cavallero: i casi che il cronista Dino Buzzati presenta al pubblico dei lettori del Corriere della Sera negli articoli degli anni Sessanta che abbiamo scelto di esaminare come campioni significativi1 abbracciano la città di Milano in tutta la sua estensione topografica e sociale e coinvolgono una fenomenologia umana variegata in cui il peso della folla non priva gli individui dei loro nitidi contorni. Strade, appartamenti, caserme, bar, tribunali, illuminati da luci livide o avvolti nella penombra notturna, costituiscono i tasselli di uno scenario di vicende e personaggi reali restituiti con precisione fotografica e rispetto della brevitas richiesto dal genere giornalistico. La rappresentazione di queste cronache è però tutt’altro che impersonale: al contrario, la presenza dell’io scrivente, del suo èthos che giudica, commenta, ironizza o compatisce, pervade ogni rigo. Un’analisi narratologica attenta ai procedimenti di impostazione della voce narrante e della focalizzazione può verificare come la scrittura della ‘nera’ traduca le percezioni visive, rammemorative o immaginative del testimone in figure verbali, e come viceversa l’atto della lettura restituisca alle parole dello scrittore la vividezza delle immagini, in una circolarità consustanziale alla multiforme personalità creativa di Buzzati
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Les auteurs
Éric Auphan, Quimper Sabine Badré, Auray Jean Balcou, Université de Bretagne Occidentale Bernard Baritaud, Université de Paris-Sorbonne William B. Smith, Université de Newcastle, Royaume Uni Elisabeth Demiroglou, Université de Thessalonique, Grèce Pierre Dufief, Université de Bretagne Occidentale, UMR 6563 du CNRS Michel Dyé, Université d’Avignon Daniela Fabiani, Université de Macerata, Italie Delphine Gachet, Université de Bordeaux III Sophie Gauthier, Paris Angélique Goudedranche, Brest Eis..
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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