1,055,801 research outputs found
Preliminary measurements of the quark-antiquark production cross- section in annihilations up to LEP2 highest energies
Data collected with the DELPHI detector at square root s up to LEP2 highest energies (i.e. exceeding 205 GeV) have been used to extract preliminary values of the cross-sections for quark-antiquark pair- production in e/sup +/e/sup -/ annihilations. The values found were used to test the Standard Model predictions and to seek for physics beyond it. (6 refs)
Semileptonic branching ratios and moments
Recent B physics results from the BaBar, Belle, CLEO, and LEP collaborations are reviewed. In particular, results on semileptonic B meson branching ratios and spectral moments are presented
Fermion pair cross-sections and asymmetries and limits on new physics
The measurements of hadron and lepton pair production cross-sections and lepton pair forward-backward asymmetries performed by the ALEPH, DELPHI, L3 and OPAL collaborations are summarized. The results obtained with data taken at centre-of-mass energies between 130 and 207 GeV, including the events recorded in the early summer 2000 at 205 and 207 GeV, show no significant deviations from the standard model predictions. This allows to constrain new physics phenomena like contact interactions, additional heavy gauge bosons Z', models of gravity in extra dimensions, exchange of sneutrinos or squarks in R- parity violating models and leptoquarks
Caratterizzazione meccanica e microstrutturale di acciai sinterizzati realizzati con polveri prive di nichel. (Mechanical and microstructural characterization of Ni-free powder steel.)
Attualmente la maggioranza dei componenti meccanici in acciaio, realizzati con processo di sinterizzazione, utilizzano polveri contenenti anche nichel carbonile. Questa fine polvere di Nichel permette di ottenere pezzi con buoni valori di densità, tenacità e resistenza a fatica, ma al contempo è un elemento cancerogeno e dai costi elevati, la cui produzione è concentrata in un numero ristretto di stati extra EU.
Per tale ragione negli ultimi anni i produttori di polveri stanno sviluppando nuove formulazioni sostenibili e “green” non contenenti Ni. Una delle barriere alla diffusione di queste polveri risiede, però, nella mancanza sia di dati esaustivi riguardanti il comportamento meccanico del materiale realizzato con queste polveri, sia di esempi di applicazioni di successo nella produzione di componenti ad alte prestazioni.
Allo scopo di favorire la diffusione dell’utilizzo delle polveri senza nichel, la EIT Raw Materials ha finanziato il progetto NEWMAN (Nickel frEe poWders for high perforMAnce compoNents), mirante ad identificare quali di queste polveri siano al contempo adatte per la realizzazione di componenti meccanici alto prestazionali e utilizzabili per la produzione industriale di componenti per il settore automotive e per sistemi di misura di precisione.
All’interno del progetto è stata eseguita una preliminare caratterizzazione di 3 diverse polveri: Astaloy 85Mo+0,25C, Astaloy CrA+0,25C e Astaloy CrA+0,6C. Su queste sono state eseguite analisi di densità e microstrutturali e prove meccaniche. I risultati ottenuti hanno evidenziato come le polveri senza nichel, se affiancate da un’appropriata ottimizzazione di processo, trattamento termico e progettazione, possano sostituire le tradizionali polveri con nichel nella produzione di manicotti scorrevoli per cambi automobilistici e componenti di precisione utilizzati in macchine di misura
Atti discriminatori e onere della prova
L’atto discriminatorio può essere provato dal ricorrente con una prova semipiena che inverte l’onere della prova
Molluschi marini del Plio-Pleistocene dell’Emilia-Romagna e della Toscana: Conoidea. Vol. 1 - Drillidae e Turridae.
Questa monografia era stata concepita inizialmente per mettere a disposizione degli amatori un’iconografia aggiornata sui Drilliidae e Turridae del Pliocene dell’Emilia Romagna e della Toscana. Nel corso della revisione, Editori e Autori si sono resi conto che era opportuno illustrare la diversità di questi due taxa attraverso un approccio critico e una spiegazione dettagliata dei motivi di ciascuna interpretazione. Ne risulta, dunque, un lavoro di revisione che crediamo sarà gradito tanto agli amatori quanto ai colleghi interessati alla biodiversità del Pliocene i quali, per finalità paleoecologiche o paleobiogeografiche, sono “obbligati” a determinare in modo accurato i reperti.
Questo primo contributo fa parte di un progetto più vasto che prevede la revisione e l’illustrazione della diversità tassonomica dei turridi in senso lato (s.l.) del Pliocene Mediterraneo; i turridi s.l. rappresentano, infatti, uno dei gruppi chiave per comprendere l’evoluzione delle paleocomunità bentoniche. La conoscenza critica della loro ricchezza tassonomica è ovviamente preliminare a qualsiasi applicazione in chiave ecobiostratigrafica e biogeografica.
Fino a questo momento, manca tuttavia sul tema “turridi” un’analisi di dettaglio e non esiste un elenco ragionato delle specie scomparse dal Mediterraneo (con eventuali casi di sopravvivenza nei mari dell’Africa occidentale) o delle estinzioni.
Drilliidae e Turridae, le prime due famiglie prese in considerazione, sono ben rappresentative delle problematiche che emergono dallo studio dei turridi s.l. La loro percentuale di “scomparse”, superiore al 90%, evoca scenari ecologici e climatico-oceanografici profondamente diversi da quelli attuali, ma le dibattute e controverse attribuzioni tassonomiche, tanto a livello specifico quanto a livello generico, limitano l’interpretazione dei loro segnali ecologici. Nell’ambito di taxa con un’elevatissima percentuale di estinzione specifica, solo un corretto riferimento a livello generico consente un aggancio ai dati attualistici e permette di formulare fondate valutazioni paleobiogeografiche e filogenetiche. Proprio in questa prospettiva è stata dedicata una particolare attenzione alla classificazione generica, anche se gli stessi Autori riconoscono che sull’argomento “i lavori sono ancora in corso”.
Questo contributo è nato dalla collaborazione tra Giano Della Bella, un “vecchio” malacologo la cui esperienza è ben nota anche a livello internazionale (sebbene non suffragata da un numero di pubblicazioni adeguato alla sua competenza) e Daniele Scarponi, un giovane paleontologo-stratigrafo che ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze della Terra presso il Dipartimento di Scienze della Terra e Geologico-Ambientali dell’Università di Bologna
Autoencoder-based Anomaly Detection System for Online Data Quality Monitoring of the CMS Electromagnetic Calorimeter
The CMS detector is a general-purpose apparatus that detects high-energy collisions produced at the LHC. Online data quality monitoring of the CMS electromagnetic calorimeter is a vital operational tool that allows detector experts to quickly identify, localize, and diagnose a broad range of detector issues that could affect the quality of physics data. A real-time autoencoder-based anomaly detection system using semi-supervised machine learning is presented enabling the detection of anomalies in the CMS electromagnetic calorimeter data. A novel method is introduced which maximizes the anomaly detection performance by exploiting the time-dependent evolution of anomalies as well as spatial variations in the detector response. The autoencoder-based system is able to efficiently detect anomalies, while maintaining a very low false discovery rate. The performance of the system is validated with anomalies found in 2018 and 2022 LHC collision data. In addition, the first results from deploying the autoencoder-based system in the CMS online data quality monitoring workflow during the beginning of Run 3 of the LHC are presented, showing its ability to detect issues missed by the existing system
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