383 research outputs found

    Grotta del Rio Secco (Clauzetto, PN)

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    Rio Secco cave is situated on the Pradis Plateau in the eastern part of the Carnic Pre-Alps. The site is a flat and wide south-facing shelter, limited in the outer area byo a heap of large boulders produced during the collapse of a large original roof. Discovered in 2002 and systematically investigated since 2010, the cavity contains a sedimentary succession made of stones and loams that records human occupations during the Middle and Upper Palaeolithic. The Mousterian assemblages are characterized by the use of Levallois and Discoid technologies. The Upper Palaeolithic consists of a handful of pieces attributed to the Gravettian culture. Evidence for the hunting of cave bears, the use of fire and the use of eagle claws like ornaments has been found in the Mousterian layers

    The Role of Onium Salts in the Pro-Oxidant Effect of Gold Nanoparticles in Lipophilic Environments

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    Metal nanoparticles are reported to be toxic due to the generation of free radicals at their surface. Relatively inert thiol-capped gold nanoparticles (AuNPs) have been reported to induce radical formation in the presence of hydroperoxides, which would conflict with their potential use as inert scaffolds for the design of novel nano-antioxidants. With the aim of clarifying this aspect, we investigated the pro-oxidant activity of dodecanethiol-capped AuNPs (∼5 nm diameter), prepared through the Brust–Schiffrin synthesis, by oxygen-uptake kinetic studies. The pro-oxidant activity was found to be proportional to the impurities of the transfer agent tetraoctylammonium bromide (TOAB) left from the synthesis and decreased on repeated washing of the nanoparticles. Under identical settings similar batches of AuNP (∼9 nm diameter) prepared through the Ulman method without onium salts showed no pro-oxidant behavior. The alternative onium phase-transfer agents Oct4NBF4 (Oct=octyl), Hex4NBF4 (Hex=hexyl), and Hex4NPF6 were comparatively investigated and showed lower pro-oxidant activity depending on the counterion (Br−>PF6−>BF4−)

    Preservanti del legno: trattamenti innovativi a base di poliamidoamine e proposta di norma standard per termiti “del legno secco”

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    Il legno è una risorsa rinnovabile ampiamente usata come materiale strutturale e per una varietà di manufatti, grazie alle proprietà meccaniche particolarmente vantaggiose ed alle caratteristiche estetiche. Tuttavia, a causa della sua natura organica, è soggetto a deterioramento fisico e biologico e in particolare all’attacco di insetti xilofagi come le termiti. È stato sviluppato e brevettato un trattamento innovativo del legno a base di poliamidoamine (PAA) funzionalizzate con silossani, che è stato testato su diversi agenti di biodeterioramento. A livello europeo e italiano, nell’ambito della tecnologia e dei prodotti per la protezione del legno, le norme standard esistenti riguardano test di efficacia e durabilità del legno nei confronti di diversi organismi, come i funghi lignivori, organismi marini perforanti (es. Teredini) e, tra gli insetti, i coleotteri xilofagi (Anobiidae, Lyctidae, Cerambycidae) e le termiti (Dictyoptera: Isoptera). Tuttavia, considerando in particolare le termiti, le uniche norme esistenti (UNI EN117, UNI EN118) riguardano esclusivamente le termiti sotterranee (Rhinotermitidae) come Reticulitermes spp. Le cosiddette termiti “del legno secco” (Kalotermitidae), rappresentate in Europa da Kalotermes flavicollis e Cryptotermes brevis, sempre più frequentemente si annoverano come pericolosi infestanti di manufatti lignei ed elementi strutturali per abitazioni/edifici. Queste termiti sono assai diverse da quelle sotterranee per caratteristiche biologiche ed etologiche, modalità di attacco e tipologia di danno sul legno e non è pertanto proponibile ne accettabile utilizzare le norme esistenti relative alle termiti sotterranee. Per sopperire all’assenza di norme internazionali ufficiali idonee, viene quindi proposto un protocollo specifico per verificare l’efficacia di trattamenti su legno contro specie di Kalotermitidi. Il presente lavoro era volto a testare l'efficacia di tre formulazioni di PAA (denominate A, B, C) come preservanti del legno, utilizzando per la termite sotterranea R. lucifugus lo standard EN 118, e per la termite del legno secco K. flavicollis il protocollo appositamente sviluppato. Dai risultati è emerso che tutte le formulazioni si sono rivelate efficaci come trattamenti preventivi nei confronti di R. lucifugus, facendo registrare un consumo di legno trascurabile ed una mortalità significativamente maggiore rispetto al controllo. Per quanto riguarda K. flavicollis, tutte le formulazioni di PAA hanno comportato una riduzione significativa del livello di attacco del legno e la formulazione B si è rivelata la più efficace anche nel ridurre la sopravvivenza delle termiti. Nel complesso, i trattamenti innovativi a base di PAA appaiono promettenti nella protezione del legno dagli attacchi delle termiti, risultando efficaci a basse concentrazioni, oltre ad avere un ridotto impatto ambientale e a dimostrare un buon fissaggio nel legno. Il protocollo proposto per la norma standard sulle termiti del legno secco si è rivelato valido ed efficace e potrebbe essere candidato tra le norme internazionali a questo scopo

    FILOGENESI DELLE TERMITI EUROPEE DEL LEGNO SECCO DEL GENERE KALOTERMES (ISOPTERA, KALOTERMITIDAE)

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    Le sole termiti del legno secco native dell’Europa appartengono al genere Kalotermes. Fino a poco tempo fa, queste termiti erano considerate appartenenti alla sola specie Kalotermes flavicollis, distribuita in tutto il bacino del Mediterraneo. In due recenti studi, tuttavia, sono state descritte due nuove specie: K. italicus, in Italia, e K. phoenicae, a Cipro e nel Medio Oriente. Inoltre, studi di filogenesi molecolare hanno rivelato diverse linee di K. flavicollis: una in Corsica e Sardegna ed una nella Francia meridionale. Per ampliare le analisi sulla sistematica e la biogeografia di Kalotermes in Europa, sono state analizzate 43 colonie raccolte in 28 diverse località, insieme a campioni ottenuti da studi precedenti. Le analisi di filogenesi molecolare, condotte sul DNA mitocondriale, indicano i) che la distribuzione di K. italicus si estende dall'Italia centrale fino alla Francia meridionale, ii) che la linea Sardo-Corsa si trova anche nell’Italia continentale, e iii) che la linea della francese si estende fino alla penisola iberica. L’analisi dei cronogrammi, inoltre, hanno mostrato che le attuali Kalotermes europee si sono differenziate ~32 milioni di anni fa, con la separazione di K. phoenicae. Le specie K. italicus e K. flavicollis si sono separate ~15 milioni di anni fa, con le linee di K. flavicollis diversificatesi ~6 milioni di anni fa. In confronto alla storia evolutiva di un altro genere di termiti europee, Reticulitermes, è interessante notare come, sebbene si siano originate più di recente, queste ultime presentino una maggiore diversità. Le differenti caratteristiche ecologiche e/o di dinamica delle colonie possono spiegare questa differenza significativa

    In-Depth Study of the Electronic Properties of NIR-Emissive κ3N Terpyridine Rhenium(I) Dicarbonyl Complexes

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    The structure-properties relationship in a series of carbonyl rhenium(I) complexes based on substituted terpyridine ligands of general formula [Re(κxN-Rtpy)(CO)yL]n+ is explored by both experimental and theoretical methods. In these compounds, the terpyridine ligands adopt both bidentate (κ2N) and terdentate (κ3N) coordination modes associated with three or two carbonyls, respectively. Conversion from the κ2N to the κ3N coordination mode leads to large changes in the absorption spectra and oxidation potentials due to destabilization of the HOMO level of each complex. The absorption profiles of the κ3N complexes cover the whole visible spectra with lower maxima around 700 nm, tailing out to 800 nm, while no emission is observed with Br- as the axial ligand L. When the axial ligand is modified from the native halide to pyridine or triphenylphosphine, the lowest absorption band is blue-shifted by 60 and 90 nm, respectively. These cationic complexes are near-infrared emitters with emission maxima between 840 and 950 nm for the pyridine compounds and 780-800 nm for the triphenylphosphine compounds

    Struttura degli orizzonti diagnostici e classificazione delle forme di humus

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    Le forme di humus sono definite dalla successione degli orizzonti superficiali del suolo. È noto che tra questi, i più importanti ai fini della classificazione sono gli orizzonti A ed OH. Nella chiave europea di classificazione delle forme di humus terrestri (EUROSOIL, Freiburg settembre 2004), è soprattutto la struttura del primo che porta l’utilizzatore della chiave verso le tre forme base: la forma MULL se l’orizzonte A è biomacrostrutturato, la forma MODER se l’orizzonte A è di giustapposizione e la forma MOR in caso di assenza di orizzonte A o in presenza di un A di origine non biologica. Una quarta forma base, l’AMPHI, fa intervenire nello stesso profilo la combinazione degli orizzonti A biomacrostrutturato ed OH, quest’ultimo assente nella forma MULL. La distinzione delle forme di humus su base strutturale necessita della stima delle dimensioni dei grumi presenti negli orizzonti diagnostici. Tale stima, oggetto del presente lavoro, si può fare in campo o in laboratorio. Nel primo caso si lavora ad occhio nudo, sul campione prelevato e fratturato fresco; in laboratorio, si preferiscono campioni essiccati all’aria o in stufa, impiegando un "fratturatore" o una palla di plastica e setacciando successivamente i campioni per ottenere le frazioni percentuali di grumi ricercate. Una lente o un binoculare (x10, x50) sono spesso indispensabili nel riconoscimento della composizione dei grumi. Una cinquantina di profili di suolo sono stati studiati per tentare di determinare quei caratteri strutturali (grumi in 2-3 classi diametriche) degli orizzonti diagnostici che permettano di ottenere delle ricadute importanti in termini di classificazione. L’articolo presenta alcuni miglioramenti proposti per la chiave di determinazione delle forme di humus. Essi sono basati sulla combinazione dei caratteri relativi alle dimensioni della struttura e alla composizione organo-minerale dei campioni. Sono state individuate tre categorie di orizzonti A e tre categorie di orizzonti OH. Si tratta di categorie funzionali, perché collegate ai gruppi di animali che le hanno prodotte. Le ricadute sulla conoscenza della "qualità" dell’ambiente sono interessanti non solo in termini di biodiversità ma anche in ambito di previsione della risposta del suolo alla perturbazione. - - - - - (The definition of the structure of the A and OH horizons – respectively organo-mineral and organic diagnostic horizons of the humus forms – is a crucial character for the classification of forest humus forms occurring in Europe in temperate climate conditions. About fifty samples of A and OH horizons, collected in Alpine beech and spruce forests, have been observed under x10 and X50 magnifying lens. New tools, as a “breaker” and a plastic empty ball filled with soil samples, were used for better estimate the strength of the soil aggregates. Dimensions, forms and compositions of peds composing the samples were classed and analysed (multifactorial analysis). The authors propose a better identification of field categories of peds and diagnostic horizons to easily describe and classify European topsoils

    Inaugurazione del Policlinico

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    Verso, da in alto a sinistra a penna: Brunetta(?) - 1; in basso a destra timbro: foto lux - padova - Via Vescovado 6 II - Tel. 30.447 - ARCHIVIO N. 220/56 - 1961 (numeri aggiunti a penna) Recto, in basso a destra: timbro a secco dell\u27autore (Foto Lux - PADOVA - 30.447) Esterno del Policlinicostampa b/

    New lanthanide metalloligands and their use for the assembly of ln-ag bimetallic coordination frameworks: Stepwise modular synthesis, structural characterization, and optical properties

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    Stepwise self-assembly processes using new lanthanide metalloligands (Ln-MLs) and silver salts have been successfully applied to isolate 4f-4d heterometallic coordination networks of four different structural types. In particular, the new lanthanide tetrakis-chelate complexes NEt4[Ln(L1)4] [HL1 = 1,3-bis(4'-cyanophenyl)-1,3-propanedione; Ln = Eu (1a), La (1b), Nd (1c), Tb (1d)] and NEt4[Ln(L2)4] (HL2 = 1,3-bis(4'-pyridyl)-1,3-propanedione; Ln = Eu (1e), Nd (1f)] have been synthesized, characterized, and reacted with different silver salts. The use of NEt4[Ln-(L1)4] allowed then to isolate and characterize i) neutral onedimensional ladder-like species of formula [Ln(L1)4Ag] [Ln = Eu (2a), La(2b), Nd(2c), Tb(2d)] and ii) their supramolecular isomers [Ln(L1)4Ag] [Ln = Eu (3a), La (3b), Nd (3c), Tb (3d)] showing a very unstable 2D network structure, iii) the cationic 2D species [Ln(L1)4Ag2]X [Ln = Eu, X = PF6-, CF3SO3-, ClO4- (4a-4c); Ln = Tb, Nd, La X = PF6 - (4d-4f)], and, only for lanthanum, iv) a fourth 2D species of formula [La(L1)4(H2O)Ag] (5) and SQL topology. Of the eight nitrile groups on the MLs potentially coordinating, only a partial number is used for networking with Ag(I), that is, only two in families 2 and 3 and four in family 4 and in network 5. Finally, the four structural types are rationalized in terms of a new "pincer-like" secondary building unit (SBU) consisting of a silver cation coordinating two central carbon atoms (γ carbon) of two different diketonate ligands on the same ML. Therefore, it is shown that compounds 5, 4, and 2-3 contain, respectively, none, one, or two of such pincer-like SBUs. The luminescence properties of the Ln-MLs and some of their polymeric species have been also investigated in solution and in the solid state
    corecore