54 research outputs found

    Concorso di Progettazione "QUALITA' ITALIA. Progetti per la qualità dell'architettura" - 2° Edizione. Anno 2009. Progettazione di un Albergo Diffuso nel Borgo Storico di Rosciolo de' Marsi. Ideazione e coordinamento tecnico-operativo dell'Iniziativa concorsuale per conto del Comune di Magliano de' Marsi (AQ).

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    L'Iniziativa "QUALITA' ITALIA", intrapresa da molte città italiane, nasce sotto il Patrocinio della DARC (Direzione Generale per l'Architettura e l'Arte contemporanee) del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e del Ministero per lo Sviluppo Economico. L'Iniziativa promuove "Progetti per la Qualità dell'Architettura", ed è curata da Sensi Contemporanei. All'interno dell'Iniziativa, l'RDM Studio (Paola Veronica Dell'Aira & Paola Misino Architetti Associati), si è occupato della Ideazione, Promozione e Conduzione della candidatura del Comune di Magliano de' Marsi. Ne ha curato l'istruttoria e seguito l'intero iter concorsuale. Il tema candidato è stato quello del Recupero del Borgo Storico della Frazione di ROSCIOLO DE' MARSI, attraverso lo sviluppo di un Piano/Progetto di ALBERGO DIFFUSO, un tema attuale e fortemente sperimentale per il basso impatto e la sostenibilità in contesti storici. Il centro storico di Rosciolo versa infatti in una situazione di estremo degrado ed è attualmente colpito da un preoccupante fenomeno di abbandono. La destinazione auspicata e programmata in sede di "lancio" concorsuale, punta a rivitalizzarne il delicato tessuto di case storiche, rinnovandone i punti di forza, promuovendone un possibile nuovo sviluppo economico

    Partecipazione alla Biennale di Venezia 2012 con il Progetto di Recupero e Ampliamento della Cantina Vinicola Anfosso di Soldano (Imperia)- Progetto RDM Studio - vincitore del 1° Premio al Concorso/Manifestazione "Le Cattedrali del vino", Premio 2012 SpaziodiVino - Architettura e Vino: l'incontro di due culture.

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    Il progetto punta a riqualificare un luogo di produzione vinicola, piuttosto rinomato, situato in provincia di Imperia: la Casa Vinicola Tenuta Anfosso, corredandola di diversi spazi ausiliari utili alla divulgazione della cultura del vino, alla conduzione di meetings ed eventi, ispirati alla produzione, e al rilancio dell'Aziend

    El servicio, leitmotiv de los bibliotecarios de consulta o de referencia. Trabajo final del cuarto semestre presentado en el curso "Administración de Bibliotecas I" de la Licenciatura en Bibliotecología, Facultad de Filosofía y Letras, Universidad Autónoma de Nuevo León, México

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    This is an academic final course research paper ("Service, the leitmotiv of reference librarians") where I highlight a very important concept for the work of the reference librarian: service. I make a comparison between the term leitmotiv (the central, dominant and constant theme or motive in music, literature and film making) with that of library service, since service must be the leitmotiv of the reference librarian: the central, dominant and constant motive or theme in his daily work. In the practicum experience I included an assessment of the reference services at the Central Library of the University of Monterrey (UDEM), Nuevo Leon, Mexico. I presented this work for the course "Library Management I" on the 4th semester of the of the Library and Information Science Program at the Faculty of Philosophy and Letter at the Nuevo Leon Autonomous University, Mexico, on May 18, 1995 for the Professor Mr. Vicente Javier Sáenz Cirlos, Master in Library Science (RIP, b. April 10, 1934 - d. February 12, 1997), Director of the Central Library at UDEM. I thank maily Professor Saenz Cirlos for his guidance in the course and for this work, as well as Ms. Lilia Veronica Alanis Loera, lecturer of Reference course at the Faculty of Philosophy and Letters, UANL and reference librarian at UDEM, who gave me support for the conduction of the practicum of this work

    Intervista a Kengo Kuma su CCCloud, in formato video.

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    Della collaborazione fra azienda, interpreti del design discourse, Istituzioni. Conversazione svoltasi con Kengo Kuma presso l'opera CCCloud in occasione della sua inaugurazione. Il processo creativo e realizzativo di CCCloud - promossa da Casalgrande Padana con grande equilibrio fra obiettivi di affermazione di marca e istanze sociali verso il territorio, la società civile e le istituzioni coinvolte - sembra poter essere indicato come valido esempio del nuovo modello manageriale che punta al miglioramento del valore del marchio all'interno della competitività globale attraverso un collegamento e una collaborazione intercreativa fra azienda, interpreti del design discourse, istituzioni. Kengo Kuma racconta la propria esperienza in questa occasione di progetto

    Il "G.R.A." e i suoi "Terziari"

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    PUBBLICAZIONE DEI RISULTATI DELLA RICERCA CONGIUNTA TRA DIAP (DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E PROGETTO - SAPIENZA UNIVERSITA' DI ROMA) E ANAS. Paola Veronica Dell'Aira, "Il G.R.A. e i suoi Terziari". Il testo parte dal valutare la preoccupante situazione generata dal fenomeno di ”enclavizzazione” che interessa i grandi insediamenti terziari “appesi al GRA”. I mali sono gli stessi che affliggono gli altri grandi comparti funzionali. Vale, per quanto riguarda ricadute ed indotti, lo squilibrio e l’esagerato carico urbanistico riversato sull’ormai fragile anello. Vale la responsabilità e la colpa sul suo imminente collasso funzionale. Tra gli aspetti più allarmanti si annoverano: • il gigantismo delle forme e la loro diffusa autoreferenzialità, la dominanza di “città-cloni”, ossia di artificiosi “effetti città” che pesano sulle qualità paesaggistiche della “città-territorio”. • la forzosa ricorrenza di dispositivi e strutture di sicurezza: perimetri blindati, cancellate, recinti. • una monofunzionalità imperante che privilegia i poli specialistici e i settori di concentrazione specializzati, e, altrove, una plurifunzionalità senza progetto che lascia comunque gli insediamenti privi di inter-connessioni. A ciò si aggiunge la pesante mancanza di adeguati sistemi per l’accesso pubblico, la frammentarietà e fragilità della rete viaria, la debolezza delle adduzioni contro-radiali, la mancanza di un’adeguata rete del ferro, la scarsa funzionalità di nodi e svincoli, la scarsa quantità e funzionalità delle aree di sosta. Gli impatti di una implacabile pianificazione non coordinata tra infrastrutture, strutture singole, insediamenti, spazi aperti sono disastrosi. Si chiamano consumo territoriale, energetico, idrico, inquinamento acustico ed atmosferico, frammentazione delle reti ecologiche, frantumazione delle reti sociali, perdita dell’effetto città. Alla constatazione di quanto già avvenuto si aggiunge poi una preoccupazione nuova: le diciotto CUM, Centralità Metropolitane e Urbane, strategia di punta del PRG, non danno confortanti segnali a favore di un “aggiustamento del tiro”. Scarteranno in nuovi ghetti mal-serviti? All’analisi della situazione segue l’illustrazione di alcuni possibili scenari di apertura. Fa naturalmente da tela di fondo il progetto di trasformazione del GRA in Boulevard Urbano che, unito alla strategia dello sfioccamento del Passante Sud come nuova importante arteria di servizio territoriale, rappresenta, per i territori del terziario “la grande occasione”: il tramonto di un’epoca di sregolatezza e di miseria immaginativa e la possibilità di una potente ripresa di fiducia in strategie di modificazione urbana dai contenuti più corposi e ambiziosi. Tra le visioni, riaffiora lo SDO. E con esso il rammarico per quanto irrimediabilmente perduto con la sua cancellazione. Si ripercorre con nostalgia tutta la progettualità urbana maturata intorno al tema del Direzionale dagli anni ’40 in poi: dal pensiero di Ludovico Quaroni, a quello di Luigi Piccinato, dalle visionarie intuizioni del GUR (città satelliti e “lacci” delle consolari «lanciate come frecce nel territorio» affiancate da «linee veloci su ferro») alla visione organica dell’APAO, (“città-regione”, freno allo sviluppo radiocentrico, “slancio territoriale” nella distribuzione della nuova edilizia da accompagnarsi con la massima attenzione ai collegamenti) alla progredita concezione del CET, Comitato di Elaborazione Tecnica del 1954, di una direzionalità non vista come semplice previsione di destinazioni d’uso specialistiche per “Zone”, ma come sistema di nuovi “Centri direzionali”, connessi da una grande opera infrastrutturale. Segue quindi un excursus su alcuni dei “luoghi da curare” situati lungo l’anello sud del GRA, un monitoraggio di situazioni e problemi su enclaves già in attuazione ed enclaves ancora sulla carta che traccia alcune ipotesi per la loro ricucitura e ri-contestualizzazione

    Concorso Internazionale per la Riqualificazione del Waterfront di Trieste. Bandito da Comune di Trieste e Autorità Portuale nel 2002. Progetto vincitore per l'area di Piazza Venezia.

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    Il progetto per CONCORSO INTERNAZIONALE PER LA RIQUALIFICAZIONE DEL WATERFRONT DI TRIESTE, bandito da Comune di Trieste e Autorità Portuale nel 2002 condotto da RDM Studio in equipe con CARMEN ANDRIANI (capogruppo) ha sviluppato il PROGETTO PUNTUALE della AREA LANTERNA La vastità dell’area e la sua posizione terminale hanno suggerito , per l’ambito Lanterna, un’azione di recupero orientata alla creazione di un elevato mix funzionale, in grado di sostenerne la consistente operazione economica e di garantire un ampio arco temporale di attività e vitalità per tutta la zona. L’insieme delle funzioni “urbane” suggerite dal bando, Centro Convegni, Ampliamento del Centro Termale, spazi per la cultura e il tempo libero, ricettività e residenza, strutture didattiche, tra cui la Scuola Superiore di Ingegneria Navale, lungi dallo svolgere un ruolo di totale riappropriazione, cerca quindi di interagire, con alcuni degli usi in atto, spazi di lavoro e di rappresentanza, come ad esempio le sedi della Capitaneria di Porto di cui si suggerisce il possibile mantenimento, oltre la cosiddetta “fase transitoria”. Il legame con l’intero sistema di waterfront avviene, all’interno dell’area, attraverso un’infrastruttura dalla sezione a guscio che ne percorre il bordo a mare. Questo elemento continuo, inserendosi nell’Area della Lanterna secondo l’asse della sagoma peninsulare ed appoggiandosi alla linea delle costruzioni esistenti, diviene motivo conduttore e di distribuzione tra i diversi interventi. La pista ciclabile che corre al di sopra della sua copertura termina qui il suo tragitto in quota per ridiscendere sulla punta del molo terminale

    Fare Utopia

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    Il testo, che raccoglie 16 interviste testimoniali, rivolte ad architetti, urbanisti, sociologi e psicologi, punta a far luce su una questione delicata: la sinergia tra scienze progettuali e del sociale. Il nodo del problema, sottolineato dall'intervento di presentazione, si colloca oltre la semplice “ri-composizione” di progetto e necessità umane, di decisioni e reazioni, di forme architettoniche e processi psicologici... oltre le dichiarazioni retoriche, oltre il banalizzante “buonismo”. Il nodo è nella sfida di un sincretismo iniziale delle scelte. Infatti, come fa notare Pullara, nella sua Presentazione, il patto non è affatto scontato. L’andare “oltre lo steccato culturale” di cui ci raccontano i 16 (9 progettisti + 7 scienziati sociali) è un percorso carico di difficoltà, di incomprensioni, di ostilità. Siamo infatti paradossalmente al cospetto di una doppia frontiera o, per dir meglio, di una frontiera al quadrato costituita dalla “doppia coppia” architettura/urbanistica da un lato e psicologia/sociologia dall’altro, e, nella fattispecie, ci troviamo di fronte a due coppie “separate in casa”: edificio-contesto e uomo-società. Coppie che bisticciano da sempre internamente tra loro... per le quali si rende ancor più difficile la coalizione con l’esterno e, faticosissimo il superare le interne dissonanze per esternalizzare i propri obiettivi, perseguendo all’unisono, e trasversalmente, lo scopo umano del progetto, lo scopo sociale dell’intervento di quartiere, urbano, territoriale. La sequenza delle interviste ci dà modo di cogliere la persistenza di una rigida frontiera, di una rifusione, difficile da raggiungere, verso l’unico augurabile obiettivo del progetto, il quale dovrebbe essere, semplicemente, fare le cose del mondo per l’abitare dell’uomo. Ciò che si legge è il registro della fatica, dei tempi lunghi, dei grandi costi, del dispendio di personale aggiuntivo, necessario ai processi sinergici e/o partecipativi. L'intervento di presentazione sottolinea come il Moderno ci abbia insegnato ,nell’indicarci la necessità di un suo superamento, che non deve esistere teoria staccata dalla pratica ... che è la pratica che fa la teoria e che l’utopia è il desiderio, la spinta, l’energia, la brama di mettere in pratica una teoria buona, delle buone idee, degli approcci buoni. Bauman, Touraine, Dubet, Beck, Giddens, Hitzler ... filosofi, sociologi e antropologi “ri-costruttivi”, hanno lanciato all’architettura una sfida. Al disarmo e alla “deriva disciplinare”, nella quale era facile affogare, travolti dal processo di “de-modernizzazione” della società ... questi scienziati hanno contrapposto l'impegno “trasformativo”, il re-indirizzamento della realtà e la ricerca di fattori agglutinanti anche nella “vita liquida” del nostro tempo. La sociologia “trasformativa” di questi autori è intervento più che analisi, è impegno etico/politico, è “utopia positiva”. È più che scienza. È, per usare la più nota definizione di Charles Wright Mills, “immaginazione sociologica”. E’, quindi, più che mai progetto. Il libro curato da Elena Bilotta e Marino Bonaiuto, insiste e porta in primo piano l'assoluta necessità di un“joint planning”, magica espressione di Gifford (2002)

    La tutela del donatore nell'Avis di Forlì

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    La tutela del donatore rappresenta il primo elemento su cui l'Avis punta, sia a livello locale, sia nazionale. Nella ricerca condotta presso l'Avis di Forlì il valore imprescindibile della tutela del donatore e del ricevente vengono alla luce in base alla ricerca sul campo effettuata

    Positive Thinking a sviluppo locale. Quali approcci per la promozione dell'innovazione nelle aree interne

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    La “Strategia Nazionale per le Aree Interne” (Barca, Casavola, Lucatelli a c. di, 2014) attraverso un sistema di governance multilivello in cui diversi livelli di governo collaborano e cooperano con i territori locali, punta alla ripresa dello sviluppo economico e sociale dell’Italia a partire dalla valorizzazione del potenziale di sviluppo presente nelle aree marginali del Paese. Il raggiungimento degli obiettivi di politiche di sviluppo locale definibili come “placed based” (Barca, 2009) ovvero “a misura” delle specificità dei territori, necessita della sperimentazione di un metodo di progettazione e costruzione di interventi strategici sui vari territori che sia il risultato della concertazione e co-progettazione di tutti gli stakeholders coinvolti nello sviluppo locale, dalle amministrazioni locali (Regioni, Comuni ecc.) a quelle centrali (Ministeri) fino ai cittadini, ai giovani, agli anziani, quanto alle associazioni di categoria, cooperative e a tutte le parti sociali operanti sui territori. In questo quadro generale, si pone la riflessione proposta da questo saggio che ipotizza che gli approcci riconducibili ad una logica di “positive thinking” possano essere particolarmente adatti ad amplificare le capacità degli attori locali di promuovere interventi innovativi di sviluppo delle proprie risorse, a partire dalle “buone pratiche” già esistenti sui territori, con il supporto anche di esperti tecnici e referenti delle amministrazioni centrali

    Sviluppo di un prototipo per il riconoscimento delle fasi del passo utilizzando laser time of flight

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    LAUREA MAGISTRALEL‘obiettivo di questo lavoro di tesi è progettare un sistema indossabile, economico e pratico in grado di rilevare le fasi del ciclo del passo utilizzando sensori laser time of flight. Sono state utilizzate le schede VL53L0X e posizionate in prossimità del malleolo laterale in maniera tale da rilevare il movimento del piede durante la camminata, in particolare la distanza dal terreno della punta e del tallone. Dai dati di distanza misurati è stato possibile sviluppare un algoritmo in grado di riconoscere le fasi di attacco e stacco di una camminata eseguita indossando una struttura contenente i due sensori laser. Il sistema realizzato è stato validato su 10 soggetti (2 donne e 8 uomini) utilizzando i sensori Footswitch © Cometa S.r.l (Italia). Confrontando le due metodologie prese in esame, sono visibili delle correlazioni nel riconoscimento delle fasi, ad eccezione di alcuni passi in cui si osservano delle discrepanze significative che potrebbero essere causate dal movimento del prototipo durante il cammino o da un andamento del piede leggermente differente che non ha permesso all’algoritmo di riconoscere con precisione la fase del passo; bisognerebbe eseguire maggiori analisi per studiare e capire la causa esatta. Il prototipo sviluppato può essere ritenuto un inizio per la creazione di un dispositivo innovativo e indossabile per l’analisi del cammino.The aim of this thesis is to design a wearable, economical and practical system capable of detecting the steps of the gait cycle using laser time of flight sensors. VL53L0X boards were used and were positioned near the lateral malleolus in such a way as to detect the movement of the foot during walking, in particular the distance from the ground of the toe and heel. From the measured distance data, it was possible to develop an algorithm capable of recognizing the heel strike and toe off phases of a walk performed wearing the structure containing the two laser sensors. The system created was validated on 10 subjects (2 women and 8 men) using Footswitch sensors © Cometa S.r.l (Italy). Comparing the two methodologies examined, correlations are visible in the recognition of phases with the exception of some steps in which significant discrepancies are observed that could be caused by the movement of the prototype during the walk or by a different foot trend that does not allow the algorithm to accurately recognize the step phase; more analyzes should be performed to study and understand the exact cause. The developed prototype can be seen as a beginning for the creation of an innovative and wearable device for gait analysis
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