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Reinforcement design and control of rock slopes above tunnel portals in Northern Italy
The stability features of slopes located above the portals of tunnels along important roads are here presented, together with two examples for reinforcement and protection works. The investigation phase and the reinforcement works have considered also the purpose of avoiding the interruption of the traffic when this would cause unacceptable consequences. The first case refers about the construction of a portal along a narrow and steep valley in a volcanick rock formation. The control of the vibration of the blasting action has been carried out for the period of the excavation in order to foresee the occurrence of potential dangerous situations. The second is the case of the portal of the East access to the Highway n.10. Even though the adits are protected by two portals, the occurrence of rock and debris falls from the upper part of the mountain could create a dangerous situation. Above the portals the morphology of the slope is characterized by two subvertical rock slopes, which are separated by an intermediate zone of debris material
The language of gestures in some of El Greco's altarpieces
This study explores El Greco's language of gestures. The first part will explain the
preconditions for the general development towards rhetorical gestures and draw
parallels with El Greco's artistic development in the sphere of gestures. In addition,
handbooks on gestures are introduced. The second part will analyse how El Greco
applied gestures, using examples of his paintings .. It will reveal how El Greco
developed some gestures over more than thirty years, and how he creates with their
help an intense concentrated mood in his paintings. It will also demonstrate how he
worked by means of hyperbole to evoke an inspiring atmosphere, how he created
space with the help of gestures and gaze, and how he transformed the meaning of
some 'model' gestures he took over from famous Italian painters. Finally, this work
seeks to renew and intensify the analysis of gestures in painting as a way of
approaching the paintings and revealing layers of meaning that can not be found by an
analysis solely focused on iconographic topics. In this study the body is taken as a
mediator of signs, difficult to read, but decipherable. This study is intended to be a
step forward in approaching a deeper understanding of the codified language of
gesture. It should open the way to an intensified concern with the language of
gestures, with the reading of bodily signs in paintings
M. Sordi, Storia politica del mondo greco, Milano, Vita e Pensiero, 1992 (19933), 426 pp. con 8 mapas + 18 fotografías
Reseña de M. Sordi, Storia politica del mondo greco, Milano, Vita e Pensiero, 1992 (19933), 426 pp. con 8 mapas + 18 fotografía
L'epigrafia giudaica e la diffusione del greco nella Palestina romana
L'articolo consiste in una disamina della situazione sociolinguistica del repertorio delle varietà che interagivano nella Palestina romana attorno all'epoca di Gesù. È un fatto che tutti gli studiosi che hanno affrontato a vario titolo il tema della penetrazione progressiva dell’ellenismo in Palestina non hanno mai mancato di sottolineare il rilievo assunto dalla “questione linguistica”. Scopo del lavoro è produrre un’attenta disamina dei testi (fondamentalmente testi epigrafici e papiracei) in grado di confermare o di falsificare le tante affermazioni di principio che caratterizzano le moderne ricostruzioni della situazione palestinese prima della distruzione del Secondo Tempio. La ricognizione e l'analisi dei giacimenti epigrafici (e della letteratura scientifica ad essi dedicata) consente di ricostruire un'architettura delle varietà che individua nella penetrazione linguistica greca (fuori discussione è quella latina) un fenomeno relativamente marginale, sicuramente da ridimensionare rispetto a certi eccessi del passato. A patto di qualificare con precisione il peso che acquisiscono le documentazioni epigrafiche, specie quelle private a fronte delle iscrizioni pubbliche e solenni. società palestinese. Le iscrizioni degli ossuari rappresentano una quota a sé, un vero e proprio specificum culturale delle “abitudini epigrafiche” giudaiche in area palestinese. Riflettono una pratica scrittoria in ambiti particolari e, soprattutto, spontanei. Pur in assenza di un qualsiasi lavoro d’insieme affidabile sulla lingua ivi documentata, il giudizio prevalente scorge anche in questa classe di testi la testimonianza di una capillare diffusione del greco, accomunandone sic et simpliciter l’interpretazione a quella di altre tipologie epigrafiche. Tali iscrizioni confermano l’idea che una limitata competenza funzionale del greco, tipica dei ceti artigiani o mercantili a contatto con le aree urbane, non implicasse alcuna reale ellenizzazione linguistica. Anzi: queste epigrafi denunziano un apprendimento limitato del greco e fortissime interferenze con l'aramaico L1. Si può dunque affermare che nella Giudea del I secolo d.C. circolavano varietà interlinguistiche di apprendimento del greco con limitate funzioni pragmatiche. Si trattava di segmenti episodici del continuum greco con tratti di forte semplificazione, segmenti propri dei ceti medio-bassi della società palestinese, urbana e rurale, con scarsa alfabetizzazione e limitata competenza plurilingue. Un simile dato linguistico, obiettivo per quanto può esserlo, consente di reinterpretare un capitolo importante della storia linguistica della Palestina e di confermare che, accanto alla sporadica produzione epigrafica ufficiale a imitazione di quella greca postalessandrina, il greco non era
capillarmente diffuso e, soprattutto, non lo era allo stesso modo in tutta la regione, dalla Galilea di Gesù alla Idumea, patria di Erode il Grande
Seneca e il greco. La terminologia filosofica
La resa latina di singoli termini greci e poi di sentenze greche costituisce per Seneca un problema con il quale confrontarsi continuamente, tanto è vero che nelle sue opere filosofiche, come abbiamo detto sopra, le citazioni greche in originale sono quasi del tutto assenti, e ad esse si preferisce dare una forma latina attraverso una traduzione più o meno letterale o più libera. In altre parole, il filosofo, pur essendo consapevole dell’estrema egestas del latino rispetto al greco, non rinuncia allo sforzo di sfruttare tutte le risorse della lingua latina per riprodurre convenientemente il lessico e i concetti greci. Naturalmente non interessa tanto a Seneca l’aspetto puramente formale della comunicazione letteraria, quanto piuttosto il contenuto che assume dal punto di vista filosofico un’importanza fondamentale. Si comprende così il senso dell’affermazione di Seneca che la saggezza si può raggiungere anche senza gli studi liberali: quid est autem quare existimem non futurum sapientem eum qui litteras nescit, cum sapientia non sit in litteris? Res tradit, non verba (ep. 88,32). Emerge qui un'opposizione fondamentale nelle lettere di Seneca, quella tra verba e res, e tra dicere e facere, tra il vuoto formalismo delle parole e il vivere secondo la norma etica, dimostrando che l'otium filosofico richiede un'azione morale in cui si dispieghino la virtus e la voluntas. Il filosofo, allora, che non deve lasciarsi sedurre dall’ornatus né ricercare gli applausi del pubblico, deve avere di mira non il piacere degli ascoltatori, ma la loro utilità: non delectent verba nostra sed prosint (ep. 75,5). A questo scopo eminentemente pratico sono piegate le esigenze letterarie, che, tuttavia, conservano tutta la loro importanza, perché il linguaggio filosofico senecano, che attraverso l’admonitio mira a colpire direttamente l’animo dell’ascoltatore per convertirlo alla filosofia e indirizzarlo alla sapientia, non può fare a meno di utilizzare tutti gli artifici della retorica
Illustrazione Di Un Marmo Greco Rappresentante Le Cariatidi Del Sacerdote Apolitano Giuseppe M. Parascandolo ...
ILLUSTRAZIONE DI UN MARMO GRECO RAPPRESENTANTE LE CARIATIDI DEL SACERDOTE APOLITANO GIUSEPPE M. PARASCANDOLO ...
Illustrazione Di Un Marmo Greco Rappresentante Le Cariatidi Del Sacerdote Apolitano Giuseppe M. Parascandolo ... (1)
Titelblatt (1)
Widmung (3)
Vorwort (5)
Capo primo (11)
Capo II. (15)
Capo III. (25)
Capo IV. (35)
Capo V. (56)
Capo VI. (73)
Capo VII. (79)
Capo VIII. (98)
Indice de capitoli (105)
Tafel (107)
Fotodokumentation (109
Perequazione orizzontale semi-volontaria
Nel presente modello di federalismo fiscale, si studia il caso in cui giurisdizioni che differiscono nelle loro capacità fiscali negoziano il livello dei trasferimenti inter-giurisdizionali. L’articolo mostra come la regola negoziale prescelta redistribuisca, di fatto, il potere di veto tra le giurisdizioni, influenzando il livello di perequazione tra i territori. Pertanto, le difficoltà incontrate dal legislatore nell’implementazione dei meccanismi di perequazione orizzontale, previsti da alcune leggi, dipendono da una sbilanciata determinazione del potere di veto tipicamente a favore dei territori con capacità fiscali sopra la media. Un problema, questo, da considerare nella progettazione dei meccanismi di perequazione orizzontale
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