325 research outputs found

    Sulla natura relazionale del bene

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    Il bene relazionale viene considerato nel suo aspetto di rivoluzione ontologica all'interno della nozione di bene. Si cercano le radici di questa possibilità nell'idea aristotelica di bene umano nel suo rapporto con il divino, appoggiandosi anche agli sviluppi in Tommaso d'AquinoRelational good is considered in its aspect of ontological revolution within the notion of good. The roots of this possibility are sought in the Aristotelian idea of human good in its relationship with the divine, also leaning on developments in Thomas Aquina

    Volargne, Villa Del Bene

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    Il saggio fa il punto sulle pitture parietali di Villa Del Bene, precisandone il ruolo degli artisti intervenuti, le iconografie e le relazioni con il pensiero religioso del committent

    Il design come bene culturale

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    Il design e, più in generale, le arti applicate e la cultura materiale – intesi come beni culturali – e il ruolo del progetto nella loro tutela, valorizzazione e fruizione, costituiscono il campo tematico di cui si occupa il numero 8 di MD Journal. La volontà di isolare l’argomento all’interno della più vasta riflessione sul design for cultural heritage nasce dal desiderio di mettere a fuoco alcune linee d’indagine che, riconoscendo al design autonomia disciplinare e alle sue produzioni una adeguata collocazione nell’ambito della cultura materiale, possano considerarli sia come oggetto privilegiato di studio, sia come un vasto giacimento culturale dotato di una specifica identità. All’interno della duplice prospettiva di ricerca del design come bene culturale e del design per beni culturali (Irace, 2013), emerge come denominatore comune la relazione fra tali beni e i loro fruitori, ossia il tema della “ricezione culturale”

    La responsabilità del custode per la perdita della detenzione del bene ricevuto

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    Il tema della responsabilità del custode per la perdita del bene ricevuto in detenzione è da sempre fonte — sotto diversi aspetti — di un serrato dibattito in dottrina e di vivaci contrasti in giurisprudenza. Nel presente contributo si intendono analizzare le varie questioni che, a tal proposito, dividono gli interpreti, al fine di delineare un quadro attuale e complessivo della materia

    Gli effetti della riforma sulla gestione dei residui attivi

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    Il nuovo principio della competenza finanziaria potenziata ha il duplice obiettivo di determinare un tendenziale ridimensionamento delle poste in conto residui che, nel tempo hanno assunto valori sempre meno realistici in termini di riscossioni e pagamenti, e di rendere più oggettive le previsioni di entrata e di spesa, contribuendo così a determinare un’informativa più corretta sui risultati di amministrazione nonché sull’impiego dell’eventuale avanzo per il finanziamento della spesa pubblica. Pertanto, con il presente studio si vuole valutare se in concreto tali obiettivi possono essere conseguiti. Oggetto di analisi, pertanto, sono le dinamiche relative ai residui attivi che vengono controllate: - osservando se il trend dei valori delle suddette grandezze iscritti nel conto del bilancio ha avuto un andamento decrescente così come auspicato dalla riforma; - analizzando la composizione della voce residui attivi da riportare all’esercizio successivo, verificando cioè qual è l’incidenza dei residui di nuova formazione rispetto ai residui derivanti dagli esercizi precedenti; questi ultimi, dopo essere stati ridotti con il ri-accertamento straordinario ed essere stati imputati correttamente all’esercizio in cui l’obbligazione sottostante scade, dovrebbero rappresentare una percentuale via via più bassa; considerando il valore del tasso di riscossione dei residui attivi che dovrebbe migliorare in seguito alla maggiore accuratezza richiesta durante le attività di accertamento dei residui; - valutando l’impatto generato sul risultato di amministrazione: l’accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità - essendo indicativo del grado medio di inesigibilità dei residui attivi, tenuto conto del grado di riscossione riscontrato nel quinquennio precedente - dovrebbe essere di anno in anno più basso se l’attività di accertamento dei residui è stata svolta in maniera puntuale e oggettiva e, pertanto, dovrebbe consentire all’ente locale di avere maggiori risorse disponibili per sostenere la spesa pubblica. Dopo un inquadramento teorico del tema (§2), sono state evidenziate le principali implicazioni contabili e gestionali che derivano dall’applicazione del principio della competenza finanziaria potenziata ai residui (§3); è stata quindi presentata una indagine esplorativa (§ 4) svolta sui dati relativi ai residui desunti dal conto del bilancio e riguardanti un set di comuni (n. 23) che, fin dall’inizio, hanno partecipato al processo di sperimentazione dell’armonizzazione contabile nel settore pubblico. Nel § 5 sono stati discussi i risultati dell’indagine svolta e nel § 6 sono state proposte alcune riflessioni sugli effetti negativi che possono derivare dalla presenza, nel conto del bilancio, di residui attivi che, nonostante il lungo periodo di sperimentazione e di entrata a regime del principio della competenza finanziaria potenziata, non risultano ancora valutati correttamente. Sono, inoltre, presenti alcuni suggerimenti per operatori, responsabili politici e policy maker finalizzati a rendere l’attività di accertamento dei residui più oggettiva e, pertanto, più idonea per rappresentare la reale situazione finanziaria dell’ente

    Candidatura UNESCO Loreto - Elaborati grafici di rilievo della Basilica e della Santa Casa

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    Elaborati grafici (piante, prospetti, sezioni, viste 3D, spacccati) del rilievo della Basilica di Loreto commissionati dall'arch. Fabio Marcelli ai fini della candidatura UNESCO che esplicitano la conformazione geomorfologica del bene con rappresentazioni bidimensionali in scala 1:100 e viste 3D esterne ed interne conoscenza del manufatto (credits: Alessandra Meschini, Ramona Feriozzi

    La vita di Niccolò Acciaioli di Matteo Palmieri - Introduzione, traduzione e commento a cura di Alessandra Mita Ferraro. Collana “Testi storici, filosofici e letterari” a cura dell’Istituto Italiano di Studi Storici

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    Matteo Palmieri (1406-75) è uno degli intellettuali e politici principali della stagione dell'Umanesimo fiorentino. Introdotto nei circoli culturali e nelle trame della politica riuscì a coniugare l'amore per gli studi con l'impegno attivo nella Repubblica. Nel dialogo la "Vita civile", l'opera più nota dell'umanista e uno dei testi principali della letteratura quattrocentesca in volgare, il valore della vita spesa per la patria dà voce eloquente a quel senso civico che animava i Fiorentini del Quattrocento, ma che era possibile ritrovare genuino e vigoroso anche nel secolo precedente, è il caso di Niccolò Acciaioli (1310-65). La biografia, oltre a recuperare in ambito quattrocentesco il genere biografico, fortunatissimo poi per tutto il Cinquecento, acquista un significato politico di strategia culturale pari a quello della "Vita civile". Il messaggio che il Palmieri vuole dare ai concittadini appare chiaro se giustamente contestualizzato: gli ideali di unità e di concordia del `Reggimento' e dell'apparato politico, in crisi dopo gli eventi del 1433-34, cioè dopo la cacciata e il ritorno di Cosimo de' Medici a Firenze, devono e possono essere recuperati a ristabiliti guardando non solo agli antichi ma anche all'esempio di recenti illustri concittadini. Tra loro si distingue il gran siniscalco del Regno di Sicilia, fido consigliere della dinastia angioina. Lasciata Firenze appena ventenne, guadagnò la fiducia di Caterina di Valois, vedova di Filippo di Taranto e dei suoi tre figli. Divenuto fido consigliere di Luigi di Taranto lo guidò nelle scelte personali (fra le quali il matrimonio con Giovanna I) e politiche. Amante delle lettere e cultore dell'arte fece erigere numerosi edifici sacri fra i quali spicca su tutti la Certosa del Galluzzo di Firenze, dove e' sepolto in un bel sepolcro marmoreo attribuito all'Orcagna. Niccolò Acciaioli assume il valore esemplare dell'uomo politico incurante del bene personale e al servizio, senza riserve, del sovrano e, quindi, dello Stato

    Rilievo strumentale e rappresentazione 2D e 3D di Palazzo Paoletti ad Ascoli Piceno

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    Elaborazioni grafiche bidimensionali e tridimensionali di Palazzo Paoletti ad Ascoli Piceno, realizzate in relazione alla Convenzione stipulata tra la SAAD di Unicam (Responsabile scientifico Alessandra Meschini) e il RTS Ricci/Granato, sono state finalizzate a produrre una documentazione di dettaglio degli stati di danno e del quadro fessurativo di tutti gli interni e dell'esterno causati al Palazzo a seguito del sisma dell'agosto-ottobre 2016, ovvero a porsi quali basi grafiche per la redazione del progetto di risanamento del bene architettonico stesso

    LE ORE DEL SOLE GEOMETRIA E ASTRONOMIA NEGLI ANTICHI OROLOGI SOLARI ROMANI

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    Il volume raccoglie gli esiti della ricerca Le ore del Sole: geometria e astronomia negli orologi solari del MANN, realizzata con il finanziamento di una omonima convenzione stipulata tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli_MANN e il Dipartimento di Architettura di Napoli_DIARC, responsabile scientifico: Alessandra Pagliano. Il MANN ha commissionato al DiARC una prestazione di ricerca consistente nell’individuazione di nuovi codici espressivi per la comunicazione del bene culturale, per l’analisi, il rilievo, il restauro e la valorizzazione dei beni artistici prodotti nel campo della gnomonica antica. La ricerca è stata prevalentemente incentrata sugli antichi orologi solari di epoca romana custoditi al MANN. Hanno collaborato alla ricerca: Claudio Cammarota, Daniele Lancia, Roberta Montella, Luca Santoro e Angelo Triggianese. Gli elaborati grafici e multimediali della ricerca sono confluiti nell’allestimento della mostra temporanea, dal 21 settembre 2018 al 31 gennaio 2019, intitolata: Le ore del sole: geometria e astronomia negli antichi orologi solari romani

    Il desiderio dell'invisibile tra etica e ontologia

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    La questione dell'essere e l'interrogazione sul bene sono proposte alla luce del chiasma tra il pensiero di Heidegger e quello di Levinas
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